sabato 27 settembre 2008

Esoscheletri nell'armadio

In questi giorni sto approfittando della solitudine per fare un po' d'ordine e pulizia in camera mia. Non mi piace buttare via le mie cose in presenza di altri. Devo essere nelle condizioni psicofisiche adatte per separarmi da quegli oggetti e quelle carte inutili che dormono profondamente in quei cassetti che vengono aperti una volta ogni due anni. In un cassetto addirittura non ricordavo minimamente cosa ci fosse dentro ed è partito tutto da lì.
Ogni tanto ho l'irrefrenabile convinzione che certe cose devono rimanere con me senza che ci sia un motivo. Tipo biglietti d'aereo-treno-nave, penne non funzionanti, giornali raccattati qua e là, calendari (ne avevo alcuni del 1995), foglietti di varie dimensioni-colori-forme... alcuni li chiamano ricordi.
A un certo punto mi sentivo un po' anche come un drogato, ad aprire tutte le buste per vedere se magicamente saltava fuori qualche spicciolo. La settimana prima era andata bene... 100 nok mentre sbattevo via un monte di fogli con su gli orari e i percorsi dei tour estivi. Da qualche parte ho ancora quelli dell'anno scorso e dell'anno prima...

---Inizio intermezzo cinquecosico---

Cinque cose che ho trovato nei cassetti
1-il primo e unico lavoro a mezzo punto che abbia mai fatto in vita mia, raffigurante un pupazzo di neve
2-due granchi interi e quattro chele, di cui due probabilmente appartenenti allo stesso crostaceo
3-un foglio intestato dell'università con scritte ora e data dell'esame di letteratura italiana, il primo affrontato nella mia carriera universitaria
4-i tatuaggi dei Power Rangers che si trovavano nei succhi di frutta Yoga
5-un pacchetto di gomme da masticare alla menta, di quelle piatte che ce ne stanno dentro tipo dieci o anche meno, scadute nel 1997

###Fine intermezzo cinquecosico###

Ho rivisto anche un gran numero di cartoline. Un tempo ne ricevevo assai anche da gente che non riesco a capire perché mi avesse scritto. Forse era più di moda mandarle... c'erano delle estati in cui ne ricevevo anche una ventina. Quest'estate due. Ne ho trovate anche un paio che non sono riuscito a decifrare... non ricordo proprio chi sia l'Elisa che mi ha scritto dall'Inghilterra o la Paola che mi ha scritto dall'Irlanda. Poi c'era la montagna di cartoline ricevute mentre stavo in Svezia. Ci avevo tappezzato una parete. E le altre ricevute da gente che credo di non vedere da almeno una dozzina d'anni. Così per 'ste cose mi perdo sempre a pensare chissà cosa fanno ora queste persone, dove vivono, se stanno ancora qui nei dintorni o se si sono trasferite dall'altra parte del mondo.
...come se poi me ne importasse qualcosa. 

martedì 23 settembre 2008

FI SMN-FI RIFR-FI SRCAZ

Capita di tanto in tanto di avere amici che da un giorno all'altro si ritrovano a molti km di distanza. Capita semplicemente perché casa mia sta qui e casa loro sta lì. Quando ci si saluta allora si dice "spero di vederti presto". Visto che non volevo che queste persone ci rimanessero male, sono andato a trovarle. Quindi per prima cosa o quasi, che ho già messo tre frasi davanti a questa, grazie a Marta* e Francesco per l'ospitalità. E a Rebecca* che non mi ha ospitato ma è stato comunque bello assai rivederci. Cioè, è stato bello assai pure rivedere Marta e Francesco, non era un grazie solo perché mi hanno ospitato. 
Quindi sono andato a fare le mie vacanze tra Perugia e Firenze e tanto che c'ero ci ho messo dentro la partita di supercoppa tra Trento e Macerata (giusto per completezza... ci han preso a pallonate, 0-3... ma il primo set poteva finire in altro modo, eh). Pensavo che potevo fare 'sta cosa già ad agosto, poi ovviamente l'ho organizzata due giorni prima di partire. In realtà, io avevo già fatto le cose per benino (che quando vai a trovare qualcuno non è un grosso sbattimento... basta che glielo fai sapere, normalmente), poi due giorni prima di partire si è un attimino cambiato il progetto e si è allungata di un giorno la vacanza.
Poi i giorni in più sono stati due, perché al momento di partire e prendere il treno per tornare qui, ho tirato fuori una perla di gran spessore: avevo il treno delle 19.31 da prendere, arrivo tipo alle 19.20 alla stazione di Santa Maria Novella, e se non avessi chiesto a chi sta in fila davanti a me di farmi passare per fare il biglietto già per quello avrei perso il ciuf ciuf. Quindi mi fiondo dal bigliettaio...
Io: salve!
Lui: salve!
Io: mi servirebbe un biglietto per il primo treno per Milano, quello delle 19.31, presto!
Lui: ma guarda che quello non parte da qui, ma da Firenze Rifredi
Io: ah... eh... mmm... e domattina, il primo allo stesso prezzo, a che ora è?
Lui: alle 8.29, da qui
Io: va beh, prendo quello
Così ho passato una notte extra a Firenze. Che ripensandoci mi sono pure detto "che cazz lo prendevo a fare il treno delle 19.31 per arrivare a Milano alle 23 e a casa -se va bene- alle 24 (o 00, come dicono i mugnai), quando potevo stare in giro con Francesco un'altra serata?". 
Ma a volte i pensieri miei sono un po' ritardatari, quindi finisce che anche oggi mentre ero sul treno mi dicevo (sì, ci parlo spesso con me) "ma perché non ho preso il treno fino a Piacenza e poi da lì quello per Melegnano?". Che così invece ho dovuto fare il viaggio fino a Milano per poi tornare indietro un pezzo. Ma a noi piace viaggiare, tanto.
Comunque poi oggi non ho sbagliato stazione e sono arrivato a casa. Perugia e Firenze mi paiono un filino più belle di Melegnano.

*=ossia due delle ragazze di Geiranger... che a loro piace essere chiamate così.

giovedì 18 settembre 2008

Pentatomidae

Circa tre ore e mezzo fa stavo tirando su le tende del balcone quando davanti a me sfreccia una cimice verde (o nezara viridula, come preferite). I miei pensieri seguono spesso la prima cosa che gli passa davanti e a volte ci si ancorano per ore, così sto ancora pensando a 'sto animaletto e cosa penserà mentre vola. Tipo, cosa gli passerà in mente mentre viaggia a un'altezza che per lui dev'essere siderale? Abito al sesto piano, che ogni tanto mi pare che da qui al giardino sia lunga a doverla fare in volo, quindi in proporzione dev'essere per lui come quando noi si è su un aereo. Poi come tra noi nascono quelli che sono inclini ad avere spesso il senso di nausea, magari anche tra loro c'è qualcuno che ogni tanto non si sente molto bene. E allora magari poveretto soffre e vola solo sui balconi che stanno al secondo piano, massimo al terzo, così che non si affatica troppo. 
Poi c'è la dura legge della natura, che la cimice femmina se quello è un po' così che non vola in alto non lo considera. Magari lui si deprime un po' per questo, sapendo che non farà mai deporre a nessuna delle tipe che gli piacciono 400 uova e si ferma addirittura al primo piano. O proprio cammina solo sui vialetti, così che passa la prima persona un po' distratta che lo spiaccica a terra. E si lamenta pure che puzza, senza dare neanche un pochettino di rispetto al morto. 
Comunque anche dopo averci ragionato su a lungo, 'sti cazzo di animali un po' mi fan schifo lo stesso e se mi capita di andare in Zimbabwe non ne comprerò neanche uno arrostito.

lunedì 15 settembre 2008

Pensierino delle 22.10

Gli animali in genere sono ritenuti meno intelligenti degli uomini. 
Eppure vivono gratis, non hanno mai bisogno di soldi.

martedì 9 settembre 2008

Necessitansi detonazioni

L'altra sera ero in attesa di entrare nel mitico PalaTucker per assistere al simpatico concertino di Elio&lestorietese (molto bello, perché oltre a quanto possano far ridere sanno suonare. Bravissima anche la Paola Folli!) quando dal tendone attiguo preparato per la festa del... boh, non so nemmeno se si chiama ancora PD quel partito di centro-centro, comunque da 'sto tendone usciva una voce fastidiosa, che non era quella della tipa che abitava a Villa Visnes con me questa estate, ma apparteneva alla Letizia Moratti. 
Dopo un po' che blaterava in compagnia del Chiamparino, ecco che arrivavano pochi ragazzi, uno col megafono che urlava qualcosa che non avevo capito ma sicuramente aveva ragione, poi via al coro "morattimorattivaffanculo". Solo che invece che dar ragione a loro, quelli della sechiuriti li hanno circondati e li volevano trascinare via e poi hanno messo anche i poliziotti in tenuta antisommossa.
Il giorno dopo ho realizzato i motivi della fischiata, dunque la protesta era per la riapertura del centro cuore nero. Che se quelli che lo frequentano non sono fasci infami, allora io posso fare il papa.
L'edificio è ben vicino a un'area rom e a un centro sociale... per stimolare maggiormente la fantasia degli interessati.

giovedì 4 settembre 2008

La derniére fois

L'ultima volta che sono salito sul monte Dalsnibba c'era nebbia e non si vedeva nulla. L'anno scorso, al contrario, c'era un tempo splendido, nonostante la neve caduta solo pochi giorni prima. 
Così sono ripartito senza vedere per l'ultima volta il panorama di lassù. Va beh, significa che mi toccherà tornarci l'anno prossimo...
Intanto sono tornato a casa. Però mi devo essere dimenticato di me da qualche parte, durante il viaggio. Non sono più là a Stryn, ma non sono neanche arrivato qui. Devo contattare al più presto la Air Baltic e chiedere se mi hanno trovato tra Oslo e Vilnius. O forse, addirittura, mi sono dimenticato nel viaggio tra Stryn e Oslo. Che è lungo... si è partiti alle 23.20 e si è arrivati poco prima delle 6. Potrei essere in un punto sperduto delle foreste norvegesi. Ho combinato un bel guaio

mercoledì 3 settembre 2008

Impressioni di settembre

La si chiama normalmente casa. Eppure mi trovo lontano. Questo posto mi sfugge dalle mani, ogni volta che torno il rientro è più traumatico. E non è qui che sento di poter vivere.

giovedì 28 agosto 2008

Cosa bella di cui non parlo qui sotto: la coinquilina è svanita!

E' bello avere un blog un po' autogestito, che fa un po' come gli pare e non segue gli ordini, anzi prende le sue iniziative. Ad esempio ha deciso di lasciare i commenti in nero su sfondo nero, senza che nessuno glielo dicesse. Ma non tutti... solo quelli degli ultimi post. Non è che sia proprio comodo comodo da leggere così, ma insomma non lo voglio limitare nella sua creatività. 
In realtà ovviamente è solo uno sbattimento eccessivo andare a modificare tutte quelle cosine in quel paginone di comandi di cui ci capisco un settantaduesimo. 
A parte il blog... sono stato a Bergen 2. Non che è come Milano che c'è anche la seconda parte, nel senso che sono stato un'altra volta a Bergen dopo la volta di settimana scorsa che forse neanche l'avevo scritto ma solo accennato parlando di gabbiani ma c'ero andato lo stesso. 
Bergen è una città strana, mi induce al bere. E al saltare i pasti. Settimana scorsa dovevo tornare a casa per mangiare qualcosa, è finita che si è bevuta una bottiglia di vino. L'altro giorno era ora di cenare, ed ecco che compaiono birre (altamente) inaspettate all'orizzonte. Buon per me che ci deve essere qualcosa nell'aria che impedisce all'alcol di fare effetto. 
Comunque, bella vacanzina, un po' alla disperata causa cause. Conclusa allegramente e in modo quasi felice per certe sfaccettature che sfaccettavano con un discreto entusiasmo. Ma il mondo, si sa, è dificile e quindi uno anche in certi momenti belli assai si porta dietro domande fastidiose e improvvise. Caro perché, che hai da insistere così tanto? Non so la risposta!!

sabato 23 agosto 2008

L'ottimismo del gabbiano

L'altra mattina, quando ancora me ne stavo a Bergen, tanto per ingannare l'attesa prima della partenza ho letto Il gabbiano Jonathan Livingstone. Forse non era proprio il giorno giusto giusto per credere che la volontà è tutto e basta crederci per ottenere.
Comunque ora non so cosa devo pensare di questi gabbiani e queste gabbianelle... o hanno capito tutto della vita e non lo danno a vedere, oppure sono tanto ottimisti da pensare che il lieto finale sia un obbligo quando si tenta di fare qualcosa. Come se quando si semina, la raccolta sia garantita (non conosceranno dunque il detto cinese "è vero che chi semina raccoglie, ma è anche vero che chi raccoglie si china e a chinarsi lo si prende facilmente nel culo").

---Inizio intermezzo cinquecosico---

Cinque prodotti che sono entrati nel paniere norvegese quest'anno:
1-il Litago
2-i Safari
3-la pizza col salame
4-le patatine fritte
5-il tasto di Roma e di Calabria

Cinque prodotti che sono usciti dal paniere norvegese quest'anno:
1-le baguette all'aglio
2-le baguette juusto patonkki
3-i Wasa runda sesam
4-il Gräddost
5-il cioccolato al Daim

###Fine intermezzo cinquecosico###

In anni di studi filosofici, dunque, ora mi ritrovo davanti a due modi di intendere la vita antitetici: uno, proposto da Jonathan Livingstone e da Afortunada & Zorbas, che sostiente che chi fa, ottiene; l'altro, proposto da Homer Simpson, è riassumibile nel fatto che tentare è il primo passo verso il fallimento.
Non so proprio a chi dar retta, a volte...

mercoledì 20 agosto 2008

Emozioni a caso e pure decontestualizzate

Essere felici senza motivo. Ogni tanto capita, come nella giornata appena conclusa. E non è che abbia molto da far festa, oggettivamente... che a vedere le cose meno negative, rimango disoccupato a breve e devo tornare in Italia. 
Ma visto che la felicità arriva un po' quando le pare, prendiamola senza lamentele. 

Detto questo, rimane comunque un mondo dificile. Sì sì.

lunedì 11 agosto 2008

Impossible is nothing

Ho perdonato. Non credevo fosse possibile, invece in questi giorni ho realizzato che è successo. Ci ho messo un po', tre anni e mezzo... però sì, è proprio successo. Ne sono anche contento. C'è sempre una prima volta, e questa non ha neanche fatto male.
Tuttavia non è che sia un gran merito mio, piuttosto è della controparte, che sicuramente ci ha messo del suo...


mercoledì 6 agosto 2008

Blocchi noti

Ieri ho comprato un blocchettino per gli appunti. E' un piccolo passo per l'uomo e pure per l'umanità, ma mi serviva. Ho deciso di mettermi a tavolino con me e autoanalizzarmi, visto che mi sta dando un po' noia 'sta cosa che non vedo cosa c'è nella voragine. C'è, ci sarà qualcosa dentro. Ecco, magari vedo cos'è. Poi tanto non lo dico a nessuno perché mi piace così, ma almeno io lo so. 
Il fatto di aver comprato il suddetto ha un'importanza assai più rilevante rispetto a quella che uno che non lo sa o viene qui per caso (ossia il 100% degli utenti) può pensare. Trattasi di cosa talmente importante che avrei voluto scriverlo ieri. Ma non mi funzionava Splinder. 


---Inizio intermezzo cinquecosico---

Cinque cose che probabilmente non farò in vita mia
1-Scalare il K2 fischiettando "Azzurro"
2-Inventare un tipo di uva che sa di zolfo
3-Chiamare un gatto Tom di mia iniziativa
4-Collezionare armamenti atomici
5-Votare Forza Italia

###Fine intermezzo cinquecosico###


Ho recuperato lo zaino e la giacca che l'autista mi aveva rubato al termine dell'ultimo tour. 
Quello di oggi mi ricordava lui... ma era un altro. Non è una gran novità che abbia le visioni, anzi ora ce le ho pure acustiche: sento ovunque American Coffin di Thurston Moore. Che avrei linkato, ma non c'è su tutubo. E la versione su Lastfm e Amazon non mi garba. E poi non è che posso fare tutto io... che magari mi fossi alzato alle sette meno un quarto stamattina!!

domenica 3 agosto 2008

Mannaggiallui

Tra un mese giusto giusto arriva quel periodo che si va punto e a capo, ossia non so cosa fare della vita nella vita. 
La cosa non è che sia altamente preoccupante (diciamo da bollino arancione) perché è da un po' che è così ogni volta, quindi piano piano a modo e per bene ci si abitua pure un pochettino, un'assuefazione minima. 


---Inizio intermezzo cinquecosico---

Cinque cose che ho prestato e che non mi hanno più ridato...
1-6.000 lire alla Federica
2-20.000 lire al Lorenzo
3-due cassette vergini che ci doveva registrare su gli Iron Maiden al Fabio
4-un ciddì di musiche finlandesi alla Claudia (ma io ho in ostaggio il suo)
5-il floppy disc con su il videogame dei Simpson al Raffaele

###Fine intermezzo cinquecosico###


Oggi sono uscito di casa con uno zaino e una giacca: l'autista me li ha rubati. E' partito senza ridarmeli. Stavo ancora salutando i turisti che lui ha messo in moto il pullman e se n'è andato, così come i pensieri allegri quando mi metto ad ascoltare questa canzone qui. Così per tre giorni sono senza giacca. E oggi, dopo un bel po' di sole, ha iniziato a piovere...

mercoledì 30 luglio 2008

A risorgere, se uno si impegna, ci si può mettere anche meno di tre giorni

Ripenso spesso all'estate del 1997. Fu quella la prima volta che morii. O almeno, la prima che mi ricordo chiaramente. La muta era avvenuta da neanche un anno, la fioritura però non avvenne... qualcosa si ruppe, in modo drastico e definitivo. Fu una pioggia di ingranaggi inesistenti e mischiati alla rinfusa, senza il minimo senso, neanche in ordine di grandezza o alfabetico. Ancora adesso non so se fu più colpa mia o di altri. Quando si muore, si ha sempre un po' di colpa, comunque. Fosse anche solo quella di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. O nella vita sbagliata.  
Non se ne accorsero in molti. A dire il vero non se ne accorse proprio nessuno. Neanche gli amici o quelle che al tempo erano le persone più vicine. Che non ricordo neppure chi fossero. Li capisco... non me ne accorsi neppure io, così all'istante.

---Inizio intermezzo cinquecosico---

Cinque cose belle accadutemi...
1-avere ricevuto una gatta in regalo
2-aver fatto l'erasmus
3-aver limonato con Susanne per sua iniziativa
4-aver riso tante volte senza motivo
5-essermi accontentato del profumo dei mandarini

###Fine intermezzo cinquecosico###

Da allora di tanto in tanto mi capita ancora di morire. Forse con meno entusiasmo, ma la prima volta ti fa tremare (oltre che fare sempre male...), poi ci si abitua e si resta quasi impassibili, ci si dà un contegno e si assume quell'aria di chi si sente fischiettare per nascondere qualcosa ma che magari ha solo voglia di fischiettare quindi non disturbo neanche per chiederglielo perché magari non ha fatto davvero nulla.
Gli altri sono sempre distratti, però, perché si accorgono che muori solo quando lo fai per l'ultima volta. 

lunedì 21 luglio 2008

I bambini dell'asilo stanno facendo casino

E alla fine il vaffanculo arrivò. Merito di Enrico e soprattutto dell'acidità e della superbia della coinquilina che purtroppo ci troviamo ad avere quest'anno. Che dopo tre stagioni ancora non ci ha fatto il fantastico dono di passare le sue estati altrove.
I fatti: alle 6.45 stamattina era prevista la partenza, si pensava che lei stesse a casa causa malattia. Invece c'era (e ho avuto anche il fato avverso... possibile che quasi ogni volta che apro la porta per andare in cucina me la trovo davanti?). Sunto del dialogo:
Enrico: come va?
Innominabile: non troppo bene
Enrico: ma lavori oggi?
Innominabile (con tono alquanto acido, ovviamente): se sono sul pullman è ovvio che lavoro, dove vuoi che vada!
Enrico: senti, vaffanculo così non ci pensiamo più
CLAP CLAP CLAP
Poi la tipa ha pure avuto da ridire perché mi sono permesso di parlare con Enrico. Di tutto quel che può fare, nulla è più irritante di quando vuole insegnare agli altri l'educazione o come ci si deve comportare.
Primo: quando avrà più amici qui magari potrà dirmi la sua.
Secondo: ci manca di doverle chiedere il permesso per parlare con chi mi garba.
Terzo: se io non posso parlare con lei, non vedo chi le abbia dato l'autorizzazione a parlare con me.
Quarto: non solo mi ha finito il MIO detersivo due estati fa, ma -recidiva- mi ha pure lasciato senza martedì scorso. E ancora osa parlare?
Tra le altre, ai suoi occhi sono ringiovanito di parecchi anni oggi: due anni fa mi considerava un sedicenne, ora sono un bambino dell'asilo. Dev'essere triste per un genio come lei dover passare l'estate con un gruppo di imbecilli come noi.


Passando a cose assai più serie: sono passati 7 anni dai fattacci di Genova. L'Italia fa ancor più schifo di allora... difficile pensare potesse succedere. 



mercoledì 16 luglio 2008

Sòlo vuela el que se atreve a hacerlo

Ho finito di leggere il primo libro in spagnolo della mia vita. Ok, era semplice, era la storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare... ma non è che ora si parte dai massimi sistemi filosofici, no? Per inciso, quelli non li capirei neppure in italiano.
La frase più celebre di 'sta storia è sicuramente quella riportata nel titolo del post... che è anche una cosa abbastanza vera: se non provi a buttarti, non voli. Il problema è che Zorba e Afortunada trovano il lieto finale. Cioè... non è un problema, buon per loro. Però il Sepúlveda la scrive un po' con lo spirito del Gianni e l'ottimismo. Postillando, si potrebbe quindi aggiungere che tanti ci provano pure a volare, ma precipitano miseramente al suolo, come dimostrano le centinaia di pulcini che si vedono quotidianamente spalmati sull'asfalto o nelle aiuole dedicate allo svuotamento interiore canino. 

In un modo o nell'altro, comunque, mi sembra sempre di precipitare.

sabato 12 luglio 2008

Pompieri, spegnete questo fuoco!

Ieri sera s'è fatta l'annuale festa delle guide, ossia la serata in cui la compagnia per cui si lavora ci invita ad ubriacarci allegramente. Carino come pensiero, ma con quel che guadagna alle nostre spalle direi che è il minimo che può fare. Il massimo sarebbe darci uno stipendio in linea con quelli norvegesi. Non che mi lamenti per quel che mi vien versato mensilmente sul conto corrente, ma ci fossero anche cinquemila corone in più si starebbe anche meglio.
Bon, ci si è divertiti (va beh, magari non proprio tutti) e comunque è uscita sicuramente meglio rispetto alla festa dell'anno scorso. Anche se si è mangiato peggio... queste cose in Norvegia non le sanno fare, manca una sana trattoria. Per dire... una qualsiasi fiera estiva della salama da sugo darebbe più soddisfazione allo stomaco che non quanto si è mangiato ieri, con quelle misere patate sbatacchiate con chissà quali aromi in un pentolone, una salsiccia che sì va beh ma c'è di molto meglio e numero uno pomodori essiccati.
Di contro, si sono ricevuti due litri di birra in omaggio e questo già basta per far sì che la serata venga bollata ed archiviata come positiva. Non perché sia un ubriacone (astenersi commenti in proposito, eh!), ma capita molto raramente che si possa bere aggratiss da queste parti. A parte nei giorni scorsi, che sono stato a Geiranger e mi è pure andata bene, data la festa del pesce appena pescato e il doppio compleanno delle guidedilà. 
A proposito, chissà come festeggio il mio. Che poi (e qui inizia la parte sigh&sob del post, che poi finisce poco più in là che non ho voglia di intristirmi troppo) che ci sarà mai da festeggiare?

..stavamo vivendo in fretta, stupiti di essere già alla nostra età senza avere combinato nulla...

giovedì 10 luglio 2008

E a dio va bene che non bestemmio mai

Me ne sono stato in semivacanza. Via da Stryn, dato che le persone con cui interagisco di solito non c'erano. E di passare troppo tempo con i due che, come dire... non tollero molto, non mi andava. Quindi mi sono trasferito a Geiranger, tra giornate libere e lavoro ci ho passato quattro giorni. Ovviamente molto divertenti, perché là le guide sono simpatiche e amichevoli. 
Così mi chiedo sempre più perché proprio a noi dovesse capitare, tra tutto l'uman carname disponibile sulla terra, di pescare due tipi come i miei coinquilini. In particolare quella stronza, che lo è di molto. 
Buona notizia: mi è parso di capire che se ne andrà prima del 31 agosto. 
Brutta notizia (eventualmente): potrebbe essere il 30 agosto.

E ora, due dialoghi interessanti con Loby protagonista scatenato:

1-
Io: andate a fare il bucato?
Loby: sì, subito
Io: allora preparo le mie cose... aspettate
Loby: va bene
...
Io: ma siete andati già giù??
Loby: ci siamo dimenticati 
Io: che abito con voi? E' solo due mesi che facciamo il bucato il martedì
Loby: sì ma eravamo lì una cosa e l'altra, la lavatrice è partita, non potevamo più fermarla.

2-
Loby: ma cosa ti ha detto Dagfin per telefono?
Io: che dobbiamo andare via alle 6.45 invece che alle 7 e che viene a dormire qui o mi fa sapere
Loby: no, non hai capito... ha deciso da lui di venir qui o gliel'ha detto la capa?
Enrico: ...
Loby: forse mi sono espresso male io