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venerdì 30 dicembre 2016

Dieciscatti 2016 la carica dei 300

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Ho visto le porte scorrere lentamente per chiudersi giusto davanti a me, come nei film si chiudono davanti alla faccia del protagonista, mentre parte una musica leggermente triste in sottofondo. In una commedia, al posto della musica triste, il protagonista con un colpo di scena all'ultimo secondo sarebbe saltato tra quelle porte e tutto sarebbe finito bene. Invece fuori dalla commedia tutto sarebbe finito e basta. In quel momento ci sono altre persone intorno, non tantissime ma neppure poche, eppure è come se mi avessero messo in una cella di massima sicurezza, isolato. Per un attimo c'è uno sguardo a cui ancora do importanza, cerco di leggerci parole che probabilmente non ha mai voluto esprimere, una mia libera interpretazione.

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Un gesto di stizza, un insulto malcelato, una reazione strabordante. D'un tratto la mano è sul collo e stringe la presa, avvolgente. Posso sentire la lenta ricrescita di una barba che si intuisce poter essere folta, a cui segue una zona di pelle morbida. Sotto, la cartilagine lievemente appuntita del pomo d'adamo si muove al ritmo delle deglutizioni, mentre di lato si può sentire il leggero pulsare della carotide e il calore del sangue. Un uomo così grande sembra avere gli occhi improvvisamente piccoli, pure se ora sono spalancati. La bocca leggermente aperta gli conferisce un'espressione incredula e spaventata. Stavolta non è una libera interpretazione, quello sguarda significa proprio paura. Ogni tanto sento ancora sulle dita il piacere sadico di quella presa e anche se il mio sguardo non lo ammette, capita anche a me di aver paura.

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Una carta magica che mi ha permesso più volte di galleggiare, i gemelli che si inseguono e litigano per decidere se stare all'ombra o al sole. 

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Ho visto un'amica, con il gusto di rivedersi dopo tanto tempo e ritrovarsi al primo abbraccio con la stessa sintonia di dieci anni prima. L'ho sentita scorrere e crescere nei suoi racconti, divenuta così diversa da quella ragazza che avevo conosciuto all'epoca, ma così uguale nelle nostre battute e nella capacità di capirsi al volo.

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Un casolare esteticamente rivedibile, un parallelepipedo bianco nel mezzo dei campi e dei vigneti, con molti lavori in corso, un salone adibito ad area tiro con l'arco giapponese, una roulotte semiribaltata all'inizio del viale, in curva, per rendere difficile il passaggio delle macchine. Nello stanzone che fa da soggiorno e da cucina uno o più topi attendono le tenebre per sgranocchiare lo sgranocchiabile. Sul soffitto molti folcidi e senza che me ne renda conto per la prima volta dormo senza terrore di avere degli aracnidi a poca distanza da me.

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-La neve, un unico giorno di neve in quel paese dove passo le mie estati. Un unico giorno in cui tutto è coperto di bianco, come ci si aspetterebbe che sia lassù al nord. Quel giorno ho avuto la fortuna di poter fare un giro in tranquillità, con quel rumore di ossa sbriciolate sotto i piedi, godendo del vento freddo e dei cristalli che sferzavano la pelle. Un unico giorno in cui all'indifferenza scontata e triste degli adulti ho preferito la gioia dei bambini.

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Il fuoco ha bruciato tutto il bruciabile, sono passati mesi da quando è accaduto, ma l'odore è ancora forte e ben presente. Mi piace quel tipo di odore di legno bruciato che mi ricorda di tempi in montagna, della pizzetta del mercoledì tornando dal mercato, una delle poche interruzioni della routine, oppure la stufa di una casa austera di pietre chiare, così in contrasto con il buio interno. Ma lassù è rimasto solo il nero degli arbusti bruciati, una chiazza molto ampia che si vede anche dal minuscolo gruppo di case in cui mi trovo a passare qualche settimana. Non passerà inosservata per lungo tempo.

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Il regno di ghiaccio. Il collo del gatto. Ha un nome morbido ma una salita dura. Una camminata che porta direttamente sul ghiacciaio, il vento soffia tra le spianate azzurre. Visto da lassù sembra enorme, rende risibile ciò che l'occhio del turista vede (e apprezza) normalmente.

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Il sottosuolo mi affascina. Non solo nella sua accezione di dimora per cadaveri, ma anche per quella sua capacità di aprirsi improvvisamente in regge eleganti, saloni maestosi retti da pilastri in eterna costruzione, goccia dopo goccia, millennio dopo millennio. Una delle meraviglie della natura: mentre noi corriamo con le nostre vite piene di affanni e vuote di paziemza, ci preoccupiamo del tempo che passa inesorabile, lasciando poi spazio ai nostri figli, ai nostri nipoti, poi ancora ai nipoti dei nipoti e alle loro preoccupazioni, una goccia si affaccia lentamente e timida si chiede "che faccio, mi butto?", senza che la goccia alle sue spalle le dica mai di sbrigarsi.

+Chiudi gli occhi. Riaprili. Cosa hai visto?
-Frammenti di vita che restano legati a persone di passaggio, attimi di bellezza che ci scambiamo con gente che non abbiamo mai visto prima e che probabilmente non rivedremo più. Dalla bruttura della massa si ergono all'improvviso figure che destano interesse. Negli aeroporti, in una stazione, in una camera sovraffollata di un ostello. Come Simon, pazzo hooligan olandese, Aielet che vuol costringermi a fumare, una giovane tedesca di cui non ho saputo neppure il nome con cui si parla di viaggi per tutta la sera, Olivia che è da un anno e oltre che va in giro per l'Europa e nel suo campionario di esseri sottoposti ai suoi studi psicologici per qualche ora mette pure me. O come una ragazza con un nome luminoso e un sorriso ancora umido che mi dorme accanto stanca ma tranquilla e rassicurata solo dalla presenza di uno sconosciuto.

venerdì 13 febbraio 2015

E poi ascolterò uno che suona il sax mentre passo accanto ai grattacieli

Un mese fa è successo che sono arrivato in Canada. A Montréal. Quasi causa dialogo iperlungo col poliziotto di frontiera perdevo la coincidenza e mi fermavo a Toronto, ma alla fine ce l'ho fatta. La domanda tipica che mi han fatto in molti (poliziotto di frontiera incluso) e che qualcuno ancora mi fa è perché abbia deciso di svernare qui. Bah, mi sembrava una bella scelta per svariate ragioni: un posto in cui non conosco nessuno, che non ho mai visto, dove ci sono temperature più basse che a Novosibirsk e di media ci sono tre turisti a settimana in questo periodo. Perfetto. E infatti la cosa che più mi ha colpito è la tranquillità dei parchi innevati, dove -nei giorni più freddi- non si incontrano manco gli scoiattoli.
Comunque, ho festeggiato il primo mese canadese e ho reputato l'occasione degna di una classifica di più e meno. In realtà la coincidenza era ieri, ma poi non avevo voglia di scrivere e sono andato a vedere le scimmiette al bioparco. 
Dunque, alcune cose belle di Montréal:
+c'è il latte al cioccolato fondente e quello alla vaniglia è buono assai
+fa freddo, ma di quel freddo che si formano i cristalli di ghiaccio sulla barba, come agli sciatori di fondo
+ho trovato una casa con la gatta inclusa (ma l'avevo cercata già dall'Italia con questo requisito)
+sto imparando del francese... una lingua che però continua a non piacermi
+in mezzo alla città c'è un parco con le foreste
+anche ai lati della città ci sono dei parchi con le foreste
+ci sono strade lunghissime, va bene camminare anche un'ora e poi decidere di tornare indietro e non ci si perde
+tutto sommato non costa eccessivamente viverci
+ho un letto matrimoniale
+ci sono ancora le lucine di Natale che a me piacciono tanto
Alcune cose brutte di Montréal:
-la vendita di aragoste vive, che lo fanno ovunque anche in Italia ma queste ogni volta che passo mi guardano con quegli occhietti tipo Pizzicottino con Homer Simpson
-la metro, troppa gente che la prende e un numero sorprendente di guasti
-il ghiaccio sulle strade
-la gente che non sa usare le scale (questo potrebbe meritare un post a parte)
-la gente che non sa usare i marciapiedi
-le temperature eccessivamente alte nei luoghi chiusi... capisco che possa stare sul culo l'inverno, ma prima o poi arriverà anche qui la primavera, si potrebbe aspettare senza problemi
-devo alzarmi e aprire una porta che dà direttamente sul gelo alle 6 e mezza di mattino per far uscire la gatta (sì, lei avrebbe pure più motivi di me di lamentarsi, ma gli ordini che mi sono stati impartiti sono questi)
-la mozzarella e la scamorza costano assai
-i testimoni di Geova mi hanno importunato pure qui

martedì 31 dicembre 2013

Vol. VII

Tutto può succedere in un attimo, ma pare che si sia arrivati indenni pure alla fine del 2013. Che significa essenzialmente che è giunto il momento di fare il cd dell'anno. Volume sette, per l'appunto. L'anno scorso si chiuse con la miseria di un solo concerto visto (e poteva andare anche peggio... concerto di Lo Stato Sociale allo ZAM il 30 dicembre, giusto dopo Trento-Macerata. Ci sono delle giornate che finiscono veramente bene), quest'anno è andato un po' meglio, del resto a Berlino ci sono vagonate di concerti interessanti quindi mi sembrava il minimo vedere Sólstafir, Long Distance Calling (che tra l'altro suonavano la stessa sera in cui c'era pure un concertino dei Cannibal Corpse) e Leech. Poi già che Amanda Palmer ha fatto la fatica di venire a Milano, io ho fatto lo sbatti di andare a sentirla. In un postaccio che si trova in un quartiere tristissimo ma meglio di niente.
Come sempre, scartate le canzoni lunghe più di 10 minuti altrimenti mi esce un cd con 5 tracce.


  1. Enzo Jannacci - Vivere
  2. Carontte - Forthcoming
  3. ManzOni - Scappi
  4. Aereogramme - Descending
  5. Iosonouncane - Torino pausa pranzo
  6. Edipo - I baristi stagionali
  7. Doomina - Beauty
  8. Pornophonique - Sad robot
  9. Verme - Va tutto malone
  10. Diary of Dreams - Traumtänzer
  11. Long Distance Calling - 359
  12. Amanda Palmer - Do it with a rockstar
  13. Leech - Turbolina
  14. New Order - Leave me alone
  15. Canned Heat - Going up the country
Durata: 79 minuti e 04 secondi

giovedì 29 agosto 2013

Di opzioni multiple che fanno pensare a modi di dire basati su parole di dubbio significato come il troppo stroppia

Dunque un paio di settimane fa (per l'esattezza trattavasi di dieci giorni fa) è successa 'sta cosa che uno proprio non si potrebbe aspettare da me, neanche quello che nutre più fiducia nei miei confronti e neanche io medesimo (che forse sono lo stesso che nutre più fiducia nei miei confronti).
Facciamo che erano tipo le 4 di mattina (l'orologio l'ho perso tempo fa), ero a una festa e me ne stavo andando a orinare tranquillamente, senza neppure quell'ansia di trovare fila al bagno né quella svogliatezza tipica di chi pensa che pure far pipì sia uno sbattimento eccessivo (poi si parla di mondo perfetto... vero che far pipì a volte è una gran bella soddisfazione, anzi, rischia pure di essere uno dei momenti più belli della giornata quando si trova un bagno dopo un'ora o due di attesa, ma in un mondo perfetto ci sarebbero quantomeno benevoli insetti urinofagi -sempre che si dica così- invece che emofagi, tipo che al posto della vescica uno si ritroverebbe con un parassita gigante... no va beh detta così va a finire che ne esce un'immagine brutta, diciamo allora che in un mondo perfetto  ciò che si mangia o beve non produrrebbe scorie).
Ma eravamo che erano tipo le 4 di mattina, ero a una festa e me ne stavo andando a orinare tranquillamente senza eccetera eccetera. Una volta giunto in bagno, una visione spaventosa: un ragno stava correndo sulla mia maglietta. Verso l'alto. Così senza pensarci su troppo, l'ho preso in mano per tirarlo via. Avevo un ragno in mano. Grosso, per quanto li posso tollerare io: in tutto, zampe incluse, saranno stati almeno tre centimetri di ragno. Ci ho messo un secondo almeno (di quelli lunghi) per realizzare che avevo veramente un ragno in mano. Sentivo le sue zampine muoversi tra le mie falangi e vedevo il suo corpo a pallina tra l'indice, il medio e il pollice. Poi siccome non è che sono diventato fan dei ragni all'improvviso, l'ho fatto cadere. Che poi lui a quel punto deve essersi sentito anche un po' in imbarazzo per il rifiuto e non ci ha pensato a risalire un'altra volta, per sua fortuna (e un po' anche mia). Ma mi rimaneva quella sensazione strana di ragno in mano che ancora adesso mi sembra chiarissima. Devo dire che nell'occasione non ero proprio lucido al 100%. Adesso sì e il pensiero mi disgusta. Così tanto che devo andare a vomitare. No è troppo sbatti vomitare, vado solo a dormire.

lunedì 24 dicembre 2012

Del disordine visivo

In questa epoca tanto buia, finalmente con l'avvento del Santo Natale vediamo una luce brillare. Anzi, tante luci. Quanta elettricità per i vicoli più angusti, alla faccia dei lampioni che non funzionano da mesi! Quanta armonia, quanta geometricità... e quante combinazioni psichedeliche inguardabili, purtroppo. Il vero problema del Natale non è la crisi, nè il cosa regalo a zia Carmela e neppure il cosa me ne faccio di quel portacandele a forma di cedro che m'ha regalato il vicino del cognato di un amico del mio medico perché gli ho cambiato la lampadina del lampioncino in giardino (magari lo regalo a zia Carmela), ma questo fatto del disordine nelle decorazioni. Un po' è sicuramente colpa mia, che ho 'sta mania leggermente dilatata del simmetrico e dell'ordine, almeno nella visuale. E infatti non è un caso che questo blog abbia due colonne laterali e non una sola a destra o a sinistra. C'è del bilanciamento, come piace a me. Però è molto evidente che la maggior parte della gente è priva non dico di buon gusto, ma anche di quello discreto. Ci si potrebbe dilungare pensando ad una montagna di esempi, dalla musica ai personaggi che improvvisamente diventano VIP. Persone veramente importanti, eh. Comunque ci si potrebbe anche non dilungare che tanto s'è già capito quello che volevo dire, ed è quello che farò. Dunque si parlava di questo problema che affligge molti palazzi, ossia le luci messe mentula canis. Policromie immotivate. Vuoi mettere le luci sul balcone? Va bene, ma mettile con gusto! Non fare un'accozzaglia di fili e lampadine di colore diverso, che parti seguendo per benino tutta la ringhiera con il blu, poi gli ultimi trenta centimetri non sai come coprirli e ci metti quell'altro filo verde e rosso che guasta tutto. O peggio: mezzo balcone con le palline del 1978 in plastica coi piselli tutti colorati e l'altro mezzo con i led bianchi. Non è tollerabile. Ma l'apoteosi di questi problemi natalizi sono le luminarie. Quelle che pagano i commercianti e che mettono -si presume- dei professionisti della luce. Quest'anno qui sono particolarmente brutte, sembrano reggiseni mosci rossi con i bordini gialli (l'altro anno quando c'erano le alette d'angelo che parevano gambe del Moulin Rouge decapitate però c'era andata pure peggio), ma il cruccio è un altro: quello che deve mettere 'ste luci, perché non le controlla prima? Perché ci sono anche dei reggiseni mosci rossi che non hanno il bordino bianco. Come anni fa c'erano stelle che non s'accendevano, o a cui rimaneva spenta una punta. O catene di luci a pioggia che non piovevano. O alucce d'angelo che non sbattevano. Perché il professionista della luce non le controlla prima di farsi lo sbattimento di montarle? Se soffrissi di insonnia, questo dubbio mi accompagnerebbe tutte le notti. 

###Inizio finale elencativo###

Sei disordini che mi infastidiscono:
  1. le bustine di zucchero, the e quant'altro mischiate
  2. pure i croccantini della gatta, quando disposti a terra
  3. penne e matite con punte rivolte in direzioni diverse e peggio ancora penne senza tappo
  4. tutti i flaconi -qualsiasi cosa contengano- in bagno coi tappi aperti o mancanti
  5. i cd nelle loro confezioni al contrario 
  6. qualsiasi cosa sia fuori posto in un qualsiasi negozio, ma soprattutto nei supermercati
---Fine finale elencativo---

domenica 1 gennaio 2012

Vol. V

Quest'anno è stato decisamente molto musicale. Forse troppo. Mi è venuto eccessivamente difficile fare un riassunto che durasse meno di ottanta minuti, perché di partenza c'era materiale per almeno tre cd. Ma siccome la tradizione mi impone un cd solo, ho dovuto fare tagli drastici. E sono rimaste fuori canzoni importanti, ma esageratamente lunghe. Dunque dunque senza ulteriori ciarle, ecco la tracklist del 2011!

 1. Long Distance Calling - Invisible giants
 2. Kwoon - Schizophrenic
 3. Fabrizio De André - Folaghe
 4. Hypothermia - Del 3
 5. Giorgio Canali - Carmagnola #3
 6. Caparezza - Non siete stato voi
 7. Enzo Jannacci - Messico e nuvole
 8. Zen Circus - It's paradise
 9. Refused - New noise
10. Die Goldenen Zitronen - Für immer punk
11. October Falls - Reefs
12. Képzelt Város - Zuhanó
13. Smashing Pumpkins - Zero
14. Sophie Hutchings - Following sea
15. Munamies - Pomppufiilis
16. Digitalism - Circles
17. 夢中夢 -  祈り

Durata: 79 minuti e 44 secondi...

giovedì 24 novembre 2011

Migrazioni

Un bel giorno uno entra in Splinder e si ritrova la notizia che il 31 gennaio là chiudono tutto. Così, come se nulla fosse. Manco in internet si è esenti dallo sfratto. Quindi m'è toccato cercare una nuova casa per 'sto blog, dopo una rapida ricerchina con gùgol ho scoperto che il passaggio che avrebbe richiesto meno sbattimenti era quello su iobloggo (che non avevo mai sentito nominare). In realtà avevo provato a spostare tutto su wordpress, ma era necessario un plugin che non ho capito dove andava installato e soprattutto non avevo voglia di pensarci troppo, quindi chi lascia la strada difficile per quella semplice fa meno fatica e va bene così. Che poi la cosa non è stata proprio sbattimento-esente perché la prima volta che ho provato a importare l'archivio mi ha copiato solo 9 post, poi per un po' non è riuscito a collegarsi a splinder (dove ci saranno migliaia di utenti nel panico che smanettano sul nulla per impallare ulteriormente una povera piattaforma agonizzante), poi a poco a poco si è deciso a copiare tutto quanto, anzi, pure qualcosa in più. Cioè, alla fine avevo più post qui che dall'altra parte. Ora anche, perché c'è questo che di là non ho scritto. Anche perché già che ero lì a fare 'sta cosa, ho detto e va beh, facciamo anche il reindirizzamento. Che lascia la libera iniziativa a chi visita il vecchio blog, che ora è costituito da una pagina bianca con un link a questa, così uno fa sempre in tempo a cambiare idea e non venire fin qui. Anche perché tanto il 75% dei visitatori è costituito da tossici che stanno cercando droga, quindi si risparmiano di leggere troppa roba inutilmente. 
Comunque il template e tutta quella roba lì è rimasta uguale, c'è quella roba che dice tagphotoalbum non supportato ma chi se ne fotte. 

venerdì 25 marzo 2011

L'illusione del criceto

Mi trovavo in un negozio di animali e stavo facendo alcune delle mie riflessioni sul loro mondo, di quelle che mi piacciono tanto. Tipo cosa sognano i criceti e cose del genere, per avere un inizio soft, anche se non è che la sfera dell'inconscio sia uno scherzo. Però, un criceto cosa potrebbe sognare? Quello che stava là sicuramente qualcosa di bello perché era visibilmente rilassato. Quello accanto a lui invece stava cercando una via di fuga, solo che in una gabbia con pareti di vetro il criceto si trova a disagio e fallisce subito la missione. Chissà se poi si trova più a disagio in una gabbia di metallo... nel senso che magari pensando di riuscire a scappare, quando poi si accorge che invece non può magari ci rimane anche più male. C'era pure una sorta di lucertola che stava cercando di capire come fare per scappare. E anche un serpente, mi sembrava. Perché può essere che lui stava solo provando piacere a strisciare intorno alla serratura della porticina. I ragni invece non lo so.
I ragni. Io ho molta paura dei ragni, un tempo no, tipo quando ero bambino di quelli piccoli piccoli mi ricordo che non mi davano noia. Poi quando sono diventato bambino di quelli un po' più grossi dev'essere successo qualcosa che ho rimosso. E ho iniziato a temere i ragni ma proprio che non è roba da "bleah un ragno che schifffff", no, è più roba da "aaaaaaaaaaaargh un ragnaiutoaiutoaiutoooooooo" e poi -se esiste la possibilità- scappare. Diceva Sofia (che non sto qui adesso a raccontarvi per benino chi è perché poi vado fuori tema) che lei aveva il terrore delle rane. Ma non è la stessa cosa... le rane si evitano più facilmente dei ragni. A meno che non si abbia uno stagno in giardino e allora sì ci sono grossi problemi. Ma tendenzialmente non è che uno va a farsi la doccia e si trova una rana che lo guarda dal soffitto. Mi pare molto più possibile che succeda con un ragno.
Comunque, mentre guardavo altri roditori che erano tipo i criceti ma con la coda (o se volete erano tipo topi ma con il pelo lungo), pensavo che tutti questi animali meritano in qualche modo rispetto, anche i ragni. Non è bello se io passo davanti a tutte le vetrinette facendo degli ooooh di stupore (a livello teorico, non pratico) e di meraviglia e degli aaaaah di panico (a livello teorico e magari anche pratico) quando vedo i ragni. Allora ci ho provato a passare davanti ai ragni con indifferenza, tanto stavano accanto alle rane e ai serpenti. Però niente... appena ho visto che da dietro la ciotola spuntavano due zampe oltremodo grandi per appartenere a un qualsiasi aracnide che non mi faccia paura (va beh, non avrebbero dovuto superare i due millimetri...), m'è presa l'ansia e ho guardato da un'altra parte. Questo per dire che i ragni non se la devono prendere sul personale se incrociando la loro vita con la mia si ritrovano spiaccicati sotto un libro o una ciabatta. So bene che nessuno lo penserebbe mai, ma ho anche io i miei problemi.

lunedì 14 febbraio 2011

Waka waka (this time for Germany)

Si sta quasi per concludere la mia prima settimana berlinese. Già, non ho più scritto niente ma sono arrivato, non senza complicazioni...
Il viaggio è durato più del previsto e quasi quasi ha rischiato di saltare, non a causa mia ma a causa di un autobus perso non si sa dove. Dunque, così si sarebbe dovuto procedere: ore 15.05, partenza dallo spiazzo antistante la stazione di Milano Rogoredo, soste a Bergamo e a Brescia prima di arrivare a Verona e cambiare vettore, con soste a Trento, Bolzano, Monaco, Norimberga e arrivo a Berlino verso le 7.30. Questo sulla carta. Nella realtà le cose non han funzionato proprio bene bene... l'arrivo mio a Rogoredo è stato piuttosto puntuale, alle 14.50 già stavo lì (e ci sarei arrivato pure prima se non avessi perso il biglietto per il viaggio... pezzo di carta di non trascurabile importanza che era finito non si sa come esattamente sul fondo della valigia), alle 15 si è presentato un pullman della Eurolines che però non era il mio, in quanto se ne andava verso Firenze. Ok, doveva essere lì alle 14.50 quindi perché aspettarsi che il mio fosse in anticipo? Quindi ricominciava l'attesa. Nel frattempo, giusto per essere sicuro di trovarmi nel posto giusto (il piazzale antistante la stazione è solo quello, ma non si sa mai), mi preoccupavo di chiedere a un signore bagagliodotato se stesse aspettando pure lui il bus per Verona. Sì. Bene.
Il minutaggio del ritardo, al contrario della mia pazienza, aumentava e dell'autobus nessuna traccia. In compenso arrivavano due giovani figuri che chiedevano informazioni su un mezzo che sarebbe dovuto andare a Verona. Ok, adesso eravamo in quattro. Non pretendevamo di cambiare il mondo, ma che arrivasse il pullman sì. Il sole stava alto in cielo ma ciononostante un'ombra calava sul mio volto... 15.40, forse era il caso di cercare di contattare qualcuno dell'agenzia. Così ho chiamato un numero trovato per caso e dopo aver parlato un paio di minuti col Walter, sono stato messo in attesa. Tsamina mina eh eh waka waka eh eh tsamina mina zangalewa this time for Africa... una, due, tre, quattro volte. Forse era un pregiudizio infondato... ma sentire Waka waka come musica d'attesa faceva scemare la mia idea di serietà di quell'agenzia. Comunque il gentil Walter dopo non proprio pochi minuti mi diceva di riagganciare che si sarebbe fatto sentire lui. Va bene... ma magari in tempi stretti eh, che Milano-Verona non è la tratta più lunga del mondo ma non la si fa neanche in dieci minuti. Alla fine insomma di 'sto vettore da Milano non se ne sapeva più nulla, forse inabissato nel naviglio pavese, forse in un semplice fosso. Comunque s'aveva da prendere il treno. Fatto. O almeno, fatto io e i due giovani figuri di prima: due brasiliani in vacanza. L'omino tedesco da quel momento sarebbe svanito nel nulla. E chi se ne frega, anche. Comunque fine della parte drammatica del viaggio: unica cosa c'era anche un morto a Desenzano quindi col treno si è arrivati in ritardo ma non di tanto e alle 19.15 si è partiti da Verona. Poi beh un pullman che fa Napoli-nord della Polonia non si può pretendere che arrivi a destinazione puntualissimo, quindi a Berlino ci sono arrivato con un paio d'ore di ritardo e ho perso metà della prima lezione. Ma siccome si partiva da zero, non mi sono perso nulla di irrecuperabile.
Il corso sta andando bene, anche se non riesco a farmi una ragione sul perché il maschile all'accusativo cambi forma e il neutro no, in generale non ho mai capito perché le lingue tendano ad evolversi complicando le cose ma mi adeguo, del resto ognuno di noi tende a complicarsi la vita prima o poi quindi la complicanza deve essere insita nei geni umani.
Poi oooooooh non ho più l'otite! O almeno così mi ha detto l'otorina che mi ha visitato descrivendomi ogni cosa che stava facendo e anche dei frangenti della sua vita (mi spiace che non sia riuscita a studiare con profitto francese, ad esempio). Questo significa che ora posso anche darmi liberamente all'alcol ma ormai sono diventato schiavo del latte alla vaniglia e non so se riuscirò a perdere questo vizio.
Ultima cosa: la casa. Sì, ho un tetto sopra la testa. Al momento non che faccia molta differenza tra lo stare per strada visto che tempo 24 ore che ero qui si è rotta la caldaia, ma si sta bene. Ho un mazzo di chiavi mio, oggi è tornata anche l'acqua calda, ho una lavatrice in casa e c'è pure una gatta nera che ogni tanto passa a fuseggiare. Tutto a posto.

sabato 30 ottobre 2010

Antiteticamente

Oggi sono tornato ad essere disoccupato. La cosa mi intristisce da un punto di vista economico ma mi colma il cuor di gioia da qualsiasi altro punto di vista... sì, in sostanza non mi è piaciuta molto questa esperienza lavorativa. O meglio: mi ha fatto proprio schifo e non vedevo l'ora di uscire per l'ultima volta da quella scuola. Perché che fosse frequentata da gente pessima già lo immaginavo, ma che fossero così tanto pessimi sti ragazzi non lo pensavo. In fondo io sono un ottimista, che ci posso fare.
Riassumendo...

Cose positive:
+ lo stipendio
+ il fatto di avere un lavoro, che non è mai male
+ aver qualcosa da fare
+ per sole 12 ore alla settimana

Cose negative:
- aver a che fare con quei ragazzi
- non poter usare mazze da baseball contro di loro
- neanche le mazze da golf
- e non poterli neanche mandare apertamente a farsi fottere

---Inizio intermezzo musicale---
  Sui giovani d'oggi ci scatarro su
Sui giovani d'oggi ci scatarro

###Fine intermezzo musicale###
In sostanza da questa esperienza non ho imparato proprio un tubone, in compenso ho avuto un climax ascendente di sentimenti negativi verso della gente che poteva rimanere a me sconosciuta... dopo una settimana di indifferenza siamo passati all'intolleranza e alla quinta settimana già si trattava di odio puro. Fortuna loro che il professore quello vero da lunedì torna in servizio.
Se non ho imparato nulla io figuriamoci 'sti detriti di umanità, che si fanno anche vanto della loro ignoranza. Ovviamente a me importa un po' una sega ma neanche intera del loro apprendimento, quindi se anche le loro conoscenze rimangono paragonabili a quelle dell'homo cugghiunis me ne farò una ragione.

domenica 10 ottobre 2010

Se l'avessero pubblicato nella rubrica della settimana enigmistica "Si può crederci... o no?" tutti avrebbero risposto no

C'è una novità che si scinde in due parti: una buona e una cattiva. La parte cattiva è che dovrò lavorare fino al 30 ottobre, quindi un paio di settimane in più del previsto. Che non è che sia poi questo grandissimo e insopportabile sbattimento eh, giusto una dozzina di ore a settimana, cosa che ritengo fattibile. Più che altro è il tipo di lavoro che non mi piace, per vari motivi che ora mi appresto ad elencare...
1- io professore? Non si può proprio sentire... siamo proprio alla morte di questa professione se sono arrivato io a ricoprire un incarico del genere
2- davvero... io professore... ahahah!
3- no, è proprio una cosa di cui non riesco a capacitarmi
4- non è che questo tipo di lavoro mi offra molti stimoli...
    a. perché dell'insegnamento non me ne importa nulla
    b. non che degli "studenti" mi importi molto di più
    c. e non che agli "studenti" importi seguire
    d. "studenti" che sono di un'ignoranza ripugnante
5- dopo un impiego estivo in Norvegia che assomiglia più che altro a una vacanza penso che qualsiasi altro lavoro sembri particolarmente brutto
6- professore... no, davvero, non ci si può credere.

La parte buona è che ovviamente mi pagheranno di più e neanche tanto male, anzi direi piuttosto bene quindi ciò che mi spinge a mantenere la calma e il massimo controllo anche durante il casino massimo fatto da 'sti garruli ragazzi sono i seguenti motivi...
1- pagano bene
2- pagano bene
3- pagano bene
4- pagano bene
5- eh sì, pagano bene.

domenica 31 gennaio 2010

Chi deve fare un lungo viaggio in treno in Italia e non vuole/può spendere un milione di euro per arrivare da Milano a Roma in 20 minuti, ma è disposto a metterci 12 ore pur di pagare meno di 60 euro, ha un grosso amico: l'intercity notturno, chiamato anche ICN. Prendere questo tipo di convoglio è un'esperienza che va oltre il comune viaggiare. Ogni volta la sorpresa è assicurata. A me è successo di dover andare a Civitavecchia martedì scorso e pur aspettandomi ormai di tutto, non avevo immaginato ad esempio che mi potesse capitare di condividere lo scompartimento con due nigeriani e un sudanese con un grosso desiderio di ascoltare musica africana a tutto volume. Fino all'una e trentacinque circa. Non che poi la loro sete di ritmo si fosse placata, piuttosto gli agenti della Polfer sono stati abbastanza convincenti. Devo dire che però i miei tre compagni d'avventura erano molto gentili e cordiali: whisky e birra erano a disposizione ogni volta che volevo.
Al ritorno invece i sei posti erano tutti occupati, nessuno parlava eppure non si riusciva a dormire. Sarà stato per il calorifero tarato su una temperatura che avrebbe fatto sentire a casa gli abitanti della Death Valley? O il fatto di aver avuto seduto accanto un boiler truccato da donna che strabordava anche nel mio spazio vitale? Oppure c'entrava qualcosa il simpatico Briciola, carlino che rantolava ai miei piedi e aveva quel bell'aroma pungente di cane che non viene lavato da due anni?

Comunque chi viaggia con l'Intercity Notturno si basa anche su alcune sicurezze. Ci sono delle cose o delle situazioni che non mancano mai mai mai, eccone un piccolo elenco...

1-IL PASSEGGERO TIPO
Essendo un viaggiatore che utilizza un ICN, è abbastanza povero. Quindi un immigrato, uno studente, un disoccupato o un vecchio che è andato a trovare il nipotino. Attenzione però: su ogni vagone c'è anche almeno una madre con figlio appena nato da mostrare ai genitori. Il figlio appena nato piange a intervalli regolari che coincidono con i momenti di sonno di tutti gli altri ospiti della carrozza.  
Il passeggero tipo è dotato di un grande bagaglio, normalmente un borsone un po' sfatto del peso di 50-60 kg che ha preso un po' la forma dell'apposito vano portabagagli, ideato in realtà per portare borse della grandezza di un Invicta Jolly. 
Nei treni in questione non c'è la carrozza ristorante, quindi ogni viaggiatore si porta scorte di cibo e bevande da terra. Ovviamente cose economiche, quindi al primo posto nella lista dei consumi troviamo gli hamburger del McDonald, che vengono sbranati in un minuto ma la loro essenza è destinata ad aleggiare nell'aria per almeno metà del viaggio. Aprendo il posacenere di un qualsiasi scompartimento vi si noterà la presenza di almeno una fettina di cetriolino in salamoia. Non di rado accanto al cetriolino si può trovare anche una pozza di salsa da kebab, altro spuntino molto amato dal passeggero tipo.
Per quanto riguarda le bevande, al primo posto c'è l'acqua in bottigliette da mezzo litro, seguono i superalcolici e completa il podio la Coca Cola (che spesso accompagna l'hamburger). Il passeggero medio adora trangugiare il suo bicchiere maxi di coca, ma ancor di più emettere boati che si sentono dalla carrozza 3 alla carrozza 9.
A proposito di rumori notturni, è ormai provato che non esiste scompartimento in cui non ci sia almeno una persona che russi in modo alquanto molesto, possibilmente a bocca spalancata.

2-IL POSTO A SEDERE
Si può salire sul treno con quaranta minuti d'anticipo dalla città da cui partirà per affrontare il lungo tragitto, ma è matematico che il proprio posto a sedere sarà già occupato da un'altra persona. Il 70% delle volte si tratta di uno straniero che non capisce una parola d'italiano, il 27% è costituito da un italiano di cui non si capisce una parola e infine nel 3% dei casi si incontra una persona che occupa il posto sbagliato appositamente, col chiaro intento di buttarla in rissa per passare così le lunghe ore di viaggio. 
Quasi sempre chi è seduto al nostro posto ci dirà che quello è il suo posto. Dopo aver mostrato all'abusivo il nostro biglietto che dice chiaramente posto 54 vagone 6, egli ci mostrerà seccatissimo il suo. Che dice posto 54 vagone 7. In una ventina di minuti probabilmente si riuscirà a fargli capire che il posto giusto è semplicemente nella carrozza successiva.
Chi occupa il nostro posto a volte semplicemente vuole evitare il suo posto, ossia lo scomodissimo sedile centrale. Una volta beccato, spera di trovare un pollo che gli dica "non si preoccupi, possiamo stare così".
Il rissoso appartiene a una categoria a parte e appena gli rivolgi la parola parte col suo torpiloquio. La frase tipica è "sono salito prima io, il posto è mio, cazzi tuoi". Inutile sperare di fargli capire il concetto di prenotazione, spesso occorre pazientare e attendere l'arrivo del controllore (e più avanti vedremo che l'attesa magari non sarà proprio corta). Al suo arrivo, il controllore si prenderà gli insulti al posto tuo.
Si diceva poco più in alto della scomodità del sedile centrale. Infatti verso il centro convergono le gambe di tutti i passeggeri, quindi non è possibile distendere le proprie. Nel caso vi vendessero uno dei due posti lato corridoio, il pericolo vero è uno solo: avere un compagno di viaggio che sarebbe il perfetto testimonial di quanto Uliveto e Rocchetta siano diuretiche.
Il posto preferibile dunque è quello accanto al finestrino... dovessero assegnarvi quello, l'unico rischio è quello di trovarsi di fronte un giocatore di pallacanestro alto almeno un metro e novantotto.
Nel caso sia andata bene con il posto e si riesca a trovare una posizione comoda, non è detto che non insorga qualche problema: tipo aver accanto la coppietta che amoreggia fino alle 4 o una coppia di amici che non sa cosa sia il silenzio e quindi conversa di tutto per tutta la notte, rimembrando i tempi dell'istituto serale quando si era bocciati per quattro volte di fila per finire a parlare di quanto sia forte Quaresma, elencando pure tutti i seggiolini che il portoghese ha divelto a colpi di trivela.

3-IL BAGNO
Il bagno è uno dei posti più misteriosi di un treno notturno. Se ne trova uno funzionante ogni 4-5 carrozze. Funzionante significa che non ha la porta sigillata. Ovviamente la porta può essere a sua volta funzionante o rotta. Nel primo caso, ci sarà una fila lunghissima e appena ti volterai, qualcuno ti soffierà il posto. Nel secondo caso, il gabinetto pare un luogo adatto a un eremita: non si scorge anima viva. L'anima viva però si scorgerà non appena ci si è, come dire, messi all'opera. Inutile fischiettare o canticchiare per far capire che il bagno è occupato.

4-IL CONTROLLORE
Trattasi di un uomo chiaramente vittima di grande insonnia. Si presume abbia anche una notevole capacità nel campo della statistica: infatti egli passa a chiedere i biglietti una sola volta, qualsiasi sia il tragitto, conoscendo evidentemente il momento esatto in cui tuuuutti i passeggeri sono presenti sul treno. Tale momento generalmente corrisponde alle tre di notte. 
Attorno al controllore sono sorte tantissime leggende, alcuni dicono che appaia giusto per il controllo dei biglietti e poi sparisca nel nulla fino al viaggio successivo. 

5-LA STAZIONE
Non dimentichiamoci che in fondo il viaggio inizia e finisce proprio qui. Il viaggiatore notturno spesso deve prendere il proprio ICN in orari non proprio confortevoli, ad esempio se partendo da Livorno dobbiamo essere a Napoli la mattina per le otto e mezza dovremo farci trovare pronti al binario alle 2.40. Il problema principale è uno: dove passare l'attesa? Eh sì, per evitare che i barboni e i drogati vadano a dormire al caldo, in un orario variabile compreso tra le 20 (nelle stazioni più piccole) e le 23 tutte le sale di attesa vengono chiuse. Così ci tocca aspettare fuori al freddo o andare in un McDonald. Alcuni si comprano gli hamburger lì proprio per questo motivo. Altri invece fanno finta di essere lì ad aspettare un amico e poi se ne vanno poco prima che parta il loro treno, fingendo pure di essere scocciati perché l'amico non si è fatto vedere. Del resto, l'hanno aspettato dalle 23 alle 3!

martedì 10 novembre 2009

Possiamo anche morire!

Anche a distanza di un po' di giorni, continuano le polemiche sul crocifisso. Se li togliessero sarei d'accordo però non era questa la cosa che volevo scrivere. Tanto che ero qui però l'ho scritta.
Ma andiamo al nocciolo: in me cresce smisuratamente un dubbio, ogni volta che sento qualche disputa sull'argomento. Già, perché io non ho capito una cosina. Mi sono sforzato eh, non è che non ci ho voluto pensare. Eppure, non l'ho capita. Insomma, riguarda quelli che dicono che Gesù deve proteggerci in tutte le aule (e non solo) d'Italia, che non si può levare perché rappresenta non solo le nostre radici ma soprattutto i valori in cui crediamo... ecco, quel che mi sfugge è questo: in che valori credono? Uno si aspetterebbe che tra tutti ci fosse qualcosa tipo la tolleranza o il rispetto. Io non ero un alunno modello a catechismo, ci andavo perché prima e dopo c'era il calciobalilla con tutte le palline che volevamo gratis e quell'altro tavolo che avevi tipo due manopolone di legno per non farti fare gol e con le stesse tiravi le lecche contro le manopolone del tuo avversario (e in quest'ultimo gioco di cui non so il nome ero anche forte). In verità un po' ci andavo anche perché ero obbligato. Ora però non divaghiamo, volevo dire che non ero attento e non facevo i compiti ma sono quasi sicuro che dicevano cose tipo il perdono e la tolleranza sono giusti e vanno rispettati anche gli altri. Non che se sei contro i miei valori allora puoi morire. Però Ignazio aveva un altro catechista che forse adottava un metodo diverso e gli insegnava che il crocifisso serve sia per contrastare i vampiri che quelli diversi da te, quindi più che rappresentare Gesù e le sue cosine fa capire agli altri chi comanda qui. Per esempio ho citato Ignazio, eh, poi c'è anche tanta altra gente che dice delle cose che non riesco a inquadrare, tipo che questi qui vengono dall'estero e vogliono imporre la loro cultura e il modo di pensare che hanno assorbito a casa loro e se non gli va bene possono tornare da dove sono venuti. Effettivamente nello specifico mi chiedo perché uno che ha la fortuna di nascere in Finlandia debba trasferirsi altrove, però penso anche che siano affari suoi.
E comunque le ragazze islamiche non devono mettersi il velo perché devono adeguarsi le leggi le facciamo noi e non loro e le moschee non vanno fatte perché prova ad andare a casa loro e vedi che non ci sono chiese e se dici che sei cristiano ti ammazzano. Non come qui che se sei musulmano ti vogliono tutti bene.

Detto questo, passiamo alle cose davvero importanti: 
CAMPIONI DEL MONDO!

mercoledì 23 settembre 2009

La gente studia cose che non ci immaginiamo neanche

Questa è una cosa sorprendentemente sorprendente: alcuni insetti battono le ali un sacco di volte al secondo. Cioè, non c'è da stupirsi, a volte si nota anche. Tipo le mosche. Che a vederle si nota proprio che sbattono le alette velocissimamente: saranno 200 volte al secondo, a occhio. No, scherzo... l'ho letto sul manuale del perfetto educatore di mosche. Però queste mosche sono addirittura lente se paragonate ad altri animaletti che la gente comune neanche sa che esistono. C'è infatti questo moscerino, il signor Ceratopogonidi, che riesce a sbattere le alette 1000 volte al secondo. Poi dicono che i moscerini sono piccini piccini... per forza, con tutte le calorie che consumano a far andar su e giù l'aluccia, non gli riesce di prendere peso.
E non per essere ripetitivo, visto che l'avevo già detto per le lumache, ma credo sia davvero meraviglioso che ci sia gente che conosca benissimo questi animaletti: sa tutto di loro, quanto vivono, cosa mangiano, che malattie attaccano alle pecore o ai gatti (eh, sono moscerini emofaghi, prima o poi il contagio avviene!). E anche quante volte al secondo la loro aluccia va su e giù. Che non è una cosa che questi studiosi faranno in un attimo, così per togliersi una curiosità personale, mentre bevono il loro latte macchiato nella pausa delle 11. No: devono per prima cosa trovare uno di questi insetti. E devono anche farlo volare davanti a una videocamera che avrà uno zoom potentissimo. Poi si mettono lì e devono avere un altro aggeggio che costerà migliaia di lilleri per vedere piano piano piano un secondo di filmato, così fanno in tempo a contare. Poi non è che la prima prova sarà subito quella definitiva... dovranno verificare se quel moscerino che hanno trovato è più tipo Usain Bolt o tipo Piero Pippetta, o anche vedere se ne hanno preso uno un po' stanco o uno al massimo della forma, quindi ripeteranno l'operazione più e più volte. E siccome sanno che questo forcipomyno è il più veloce, significa che nel mondo altri loro colleghi hanno fatto la stessa cosa con le zanzare, con le mosche e con tutte le varianti di insetti battitori d'ala veloci nonchè con tutti gli altri tipi di moscerino che esistono. Splendido.


---Inizio intermezzo letargico---

Uno pensa che il ghiro sia l'animale che dorme di più, ma solo perché non conosce il citello dell'Alaska, che se ne sta in letargo nove mesi di fila.

###Fine intermezzo letargico###

Ormai sono due settimane che sono tornato dalla Norvegia. La valigia è stata disfatta, il contenuto vagamente sistemato... insomma, ora la stagione lavorativa è ancor più finita di prima. Stagione che è andata bene, sì sì.

1.LAVORO
+ Ho lavorato anche un po' più del previsto, soprattutto perché ho fatto quasi una ventina di tour in spagnolo, mentre pensavo di farne tipo 5 o 6.
- Ho lavorato molto poco con gli inglesi.

2.DENARO
+ Avendo lavorato più del previsto, ho anche guadagnato di più. Il contratto a prestazione invece del fisso mensile è stato davvero cosa buona e giusta.
E finalmente quest'anno ho fatto pure un po' di tour in doppia lingua, che so' comunque soldi.
- Avendo lavorato quasi esclusivamente con spagnoli e italiani, ciao ciao mancia.

3.COLLEGHI
+ Ancora mi si riempie il cuore di allegria pensando che la balena non è tornata.
Ma oltre a questo, c'è da dire che ogni volta che si va lassù si trovano sempre delle persone speciali e simpatiche.
- E si trovano anche delle persone che mi stanno un po' sul culo.
Motivo di rammarico ovviamente è che persone che aspettavo con asma non si sono fatte vedere. Sì Marta, sto parlando anche di te.

5. CAPI
+ Considerando come lavorano da altre parti, non ho da lamentarmi.
- Però se la Betulla Nana si chiama così ci deve essere una ragione: nella testa deve avere o del truciolato, oppure un sacchetto di foglie morte.

5.TOUR
+ Flofjellet fatto un po' di volte e mai sotto la pioggia.
Flåm fatto sotto il diluvio: giornata pagata il doppio.
- Alla fine il tour in lande sconosciute è arrivato anche stavolta: fortunatamente solo mezza giornata e soprattutto in un posto stupendo con colori che se non ci vai è inutile spiegare.

6.TURISTI
+ Quest'anno posso vantarmi di non aver scazzato con nessuno.
Gli spagnoli sono moooolto meglio di quel che credevo.
- Il turista del pullman 59 a Flåm, per svariati motivi... su tutti, se devi rompere le palle alle 21.20, dopo quasi 12 ore e mezza di escursione, rompile alla tua guida e non a quella del bus 61. Comunque alla faccia tua i miei turisti si sono imbarcati prima di te, gne gne gne gne gnè.

7. AUTISTI
+ Nessun problema con loro e lieto di aver avuto i due svedesi come semi-coinquilini.
- Viktor e la storia del danno al pullman per causa mia... un giorno si ride, il giorno dopo pure, ma dopo tre mesi sta storia aveva un po' infranto le sfere.

domenica 14 giugno 2009

Uomo nero vs. camicie nere (o kaki)

E ormai sono già tot giorni che sono tornato a Stryn, tipo una ventina. Riassumendo...
1-Grandi novità: un bar aperto tutte le sere e anche quando i tour passano di qui la mattina alle nove (non a caso il proprietario non è un norvegese...), un nuovo supermercato (il Kiwi, aperto pure la domenica), il bowling è stato riaperto (e quest'anno pare pure che ogni tanto ci sia dentro gente) e soprattutto un contratto nuovo con pagamento a prestazione e non un fisso mensile. Che pare essere cosa buona e giusta, sicuramente il lavoro non manca.

2-Grandi conferme: il Litago sjokolademelk è ancora in produzione, Oliver (il gatto dei vicini) abita ancora qui e sta bene, il fiordo non è sparito, si son rivisti molti volti noti.

3-Grandi assenze: la Marta che preferisce stare in Germania (e questo è grave), la Cetta che finalmente non ritorna (e questo è bene). Anche se il pericolo di un suo ritorno è stato alto... solo un imprevisto imprevedibile pare averla tenuta lontano da qui.

4-I tour van bene, finora non ho ancora litigato con nessuno e non mi hanno ancora mandato a lavorare in lande inesplorate.

Mi manca l'Italia. Spero che quando tornerò siano già operative le ronde nere (complimenti per il nome). Ora che ci sono loro e so che i marocchini -potenziali terroristi tutti quanti- non possono lavorare in metropolitana, mi sentirò moooolto più sicuro. Fanculo a tutti i fascisti e a quelli che ancora dicono che l'antifascismo è anacronistico.

sabato 25 aprile 2009

Riassumendo

E ieri era una settimana che son tornato a casa. Tempo di fare un riassuntino...

Le scoperte
1- i cani peruviani sono meno aggressivi di quelli italiani. Forse sono più rilassati, deve essere una discreta rottura di palle stare al guinzaglio ogni volta che ti portano in giro
2- in una gran parte del Perù non si può gettare la carta igienica nel water. E ho scoperto che funziona così pure in alcune zone del Portogallo. Spesso non sappiamo le fortune che abbiamo a vivere qui.
3- la lucuma è il miglior frutto tropicale che abbia mangiato. Peccato che non ne abbia una pianta in giardino. Spesso non sappiamo le sfortune che abbiamo a vivere qui.
4- a Cusco grandina più spesso che a Milano
5- anche a pioggia non è messa male

La scuola
1- strano ma vero, lì si ascolta più inglese che spagnolo. Colpa di questi giovani d'oggi che vanno a studiare all'estero e poi non sanno la lingua.
2- una settimana in una camera singola nell'appartamento messo a disposizione dalla scuola costa quanto tre settimane e un paio di giorni in un ostello economico
3- un gatto nero vive da quelle parti
4- potevano metterla su una strada meno in salita, che la prima settimana finivo il fiato 100 metri prima di arrivare. L'ultima settimana, quando mancavano 30 metri, perché sempre in salita stava, non è che se uno si abitua alla carenza di ossigeno poi la fa di corsa senza problemi
5- il 90% dei professori, secondo me, sarebbe a rischio scomunica

Il viaggio finale
1- pensiero comune di tutti i compagni d'avventura: ci sono automobili più resistenti della Hiunday H1
2- è anche vero che forse abbiamo esagerato un pochettino con gli sterrati. E su questo sono d'accordo soprattutto con il mio stomaco
3- il deserto di Paracas è la cosa che mi è piaciuta di più
4- il Machu Picchu è bello, niente da dire. Scenico, spettacolare, mozzafiato. Però è sorprendente che la gente si sorprenda che sia ancora lì quasi intero. Cioè... l'han tirato su tipo nel 1450 a 2400 metri d'altezza su una montagnetta, mica su un altopiano. Non è che quelli del 1700 sono tornati per costruirci su un'altra città, per dire. Il Colosseo che pure si conserva benino è stato aperto quei 14 secoli prima...
5- a Nazca se non si prende l'aeroplanino non si vede neanche una righina delle famose linee. Quindi io non ho visto neanche una righina. 

Le 5 cose peggiori
1- l'insistenza dei venditori ambulanti nei confronti dei "turisti" in centro a Cusco. Vendono bambole/quadri/zucche/pupazzettidadito/orecchini/marijuana/cocaina/cicche/caramelle. E poi ci sono i massaggi, 20 soles per un'ora. Proposti in serie... nel senso che ci sono anche 4-5 ragazze in fila, a un metro una dall'altra, e se dici di no alla prima le altre non colgono, e ti ripetono la stessa offerta. Insopportabili. Quasi quanto i ragazzi che vogliono a tutti i costi pulirti le scarpe. Se uno dice no è no. E se le mie scarpe sono sporche saranno cazzi miei... poi... parlano quelli che ce le hanno pulite, neh!
2- l'assenza dell'acqua in casa. Alzarsi la domenica alle 7.30 per farsi la doccia non è piacevole, neanche se poi si torna a dormire fino a mezzogiorno.
3- dover pagare 18 euro per uno zainetto dal peso di chilogrammi unovirgolatrè perché il tipo della Easyjet ha deciso che è così. "Non dipende da me, poi ti fermano prima dell'imbarco". Poi vai all'imbarco, e chi c'è? Lui. Comunque questo è successo a Madrid quindi sono andato fuori tema e non vale.
3giusto- l'agenzia che mi ha venduto il viaggio a Machu Picchu. Volevano mi pare 230 dollari. Per un viaggio che costa la metà. Sintesi della discussione avuta in agenzia:
-il pacchetto oramai è acquistato e lo devi pagare
+significa che mi state obbligando ad andare al Machu Picchu senza neanche avermi parlato insieme prima?
-noi l'abbiamo pagato e quindi dobbiamo venderlo
+e se ve lo facevano pagare 500 dollari dovevo comprarlo a quella cifra?
-si può pagare una multa di 130 dollari e siamo a posto
+eh sì è una bella idea pagare 130 dollari per NON vedere niente...
Così che alla fine siamo arrivati al compromesso -vantaggioso comunque soprattutto per loro- di 130 dollari. Incluso solo il viaggio in treno, che in realtà costa molto meno. Esclusa la guida. Che lì ogni volta che trovi delle rovine ti dicono che serve una guida, altrimenti vedi solo sassi. Va beh, gli altri tre comunque avevano la guida e mi sono accodato. Fortuna che non l'ho pagata... ci ha fatto partire alle 5.30 per poter andare sul Wayna Picchu e poi ci dice che possiamo passare di lì a far la fila alle 10. E allora che mi sono svegliato alle 5 a fare? Ecco il vero mistero del Machu Picchu.
4- i compagni di corso antipatici. Fortunatamente la socia che ha fatto 6 settimane con me era meglio... ma soprattutto quelle della prima settimana, stavano quasi al limite dell'intollerabile. Sì, che il limite mio è molto basso quindi non è che c'è da fare molto per farmi perdere la pazienza, ma non va bene lo stesso.
Comunque anche la brasiliana di qualche settimana dopo non è che fosse meglio... di lei ricorderò soprattutto la frase "se la gente pregasse di più il mondo andrebbe meglio"
5- la puntualità peruviana. Sconcertante. Di gran lunga peggiore della mia... lì ad andare bene si aspetta mezz'ora, ad andare male non arriva proprio quello che si sta aspettando

Le 5 cose migliori
1- Angela, la mia gatta bianca da trasferta. Che è fuggita. Non far stare in pensiero i tuoi amici dell'ostello, torna a casa!
2- beh, aver trovato un posto in cui sostare a un prezzo assai basso comida incluida è stato un colpo di culo notevole
3- anche il fatto di non aver sofferto di mal d'altitudine, neanche per un giorno
4- e come non citare il fatto di non aver avuto problemi gastrointestinali
5- essere arrivato in ritardo al matrimonio. A cerimonia conclusa. E pensare che con me c'erano tipo altre 20-25 persone che sono venute in Perù esclusivamente per assistere al suddetto. E tanto che si è in tema complimenti agli sposi, soprattutto per l'idea di escludere i bambini dai festeggiamenti. Mitico.

giovedì 11 dicembre 2008

Solo come un wurstel in un panino senza crauti

Anche quest'anno le feste natalizie mi hanno portato un lavoro. All'Artigiano in Fiera, come l'anno scorso e due anni fa... sempre al solito stand tedesco. E di nuovo con gente non proprio simpaticissima... ma si va a lavorare per fare soldi e non per divertirsi, a volte.
Cosa positiva: nessuno ha vomitato nè sui tavoli nè dentro i bidoni della spazzatura.


###Inizio intermezzo cinquecosico###

Le cinque domande/affermazioni più stupide sentite in fiera:
1- Ma la Baviera è uno stato indipendente?
2- I prezzi sono in euro o in franchi svizzeri?
3-Come mai se è un ristorante tedesco non fate le omelette?
4-Ma i bretzel sono sempre stati dolci!
5-Ma come mai lavori qui e non all'Oktoberfest?

---Fine intermezzo cinquecosico---

In generale, questi dieci giorni sono stati una discreta rottura di palle. Sempre a girare per i tavoli, sempre a rispondere alle stesse domande e a fare le stesse cose... se vedi una fila lunga lunga lunga di gente che sta prendendo dei panini, perché mai tu dovresti avere il privilegio di essere servito al tuo posticino? E se vedi che accanto a te c'è un cestino, perché non butti via il tuo piatto di carta ma anzi me lo porti in regalo? Che vuoi che ci faccia, pensi che sia il mio hobby collezionare piatti sporchi? Se proprio non vuoi buttarlo da te, lascialo sul tavolo che ci penso io a passare. E se io metto su un tavolo lungo due metri un vassoietto di quindici centimetri proprio sotto il distributore di senape e ketchup, perché tu me lo devi spostare?
Ma il mistero più misterioso rimane come sia possibile che mangiando semplicemente un panino, alla gente finisca tanta roba per terra. Fortunatamente anche dei soldi... 15 euro di mancia ricavati dalle monetine sparse.
La cosa peggiore però, oltre al mal di ginocchia, è stata dover prendere la metropolitana insieme a una marea di gente. Anche se così ho potuto constatare che piano piano i miei livelli di tolleranza e pazienza si stanno alzando...
Però... se stiamo in fila e mi passi davanti, è inutile che mi insulti nella tua lingua sconosciuta se ti prendo a gomitate. Mandami affanculo che preferisco la chiarezza. E poi che spingi a fare se tanto il treno lo perdi lo stesso?
L'ATM organizzata malissimo, come al solito. Ho rischiato di perdere il pullman da San Donato delle 00.25 presentandomi ai tornelli alle 23! Ma quelli mettono tre tornelli e basta per i biglietti cartacei e poi si lamentano che c'è gente. E fanno anche i brillanti... "è impossibile che sia rotta l'obliteratrice, sbaglierà lei a timbrare il biglietto, funzionava fino a un attimo fa!". E' per quello che si dice che è rotta... prima funzionava, adesso no. Ma il genio non si fida e deve venire a controllare di persona... "eh, non funziona!". Bravo, risposta esatta!

martedì 9 settembre 2008

Necessitansi detonazioni

L'altra sera ero in attesa di entrare nel mitico PalaTucker per assistere al simpatico concertino di Elio&lestorietese (molto bello, perché oltre a quanto possano far ridere sanno suonare. Bravissima anche la Paola Folli!) quando dal tendone attiguo preparato per la festa del... boh, non so nemmeno se si chiama ancora PD quel partito di centro-centro, comunque da 'sto tendone usciva una voce fastidiosa, che non era quella della tipa che abitava a Villa Visnes con me questa estate, ma apparteneva alla Letizia Moratti. 
Dopo un po' che blaterava in compagnia del Chiamparino, ecco che arrivavano pochi ragazzi, uno col megafono che urlava qualcosa che non avevo capito ma sicuramente aveva ragione, poi via al coro "morattimorattivaffanculo". Solo che invece che dar ragione a loro, quelli della sechiuriti li hanno circondati e li volevano trascinare via e poi hanno messo anche i poliziotti in tenuta antisommossa.
Il giorno dopo ho realizzato i motivi della fischiata, dunque la protesta era per la riapertura del centro cuore nero. Che se quelli che lo frequentano non sono fasci infami, allora io posso fare il papa.
L'edificio è ben vicino a un'area rom e a un centro sociale... per stimolare maggiormente la fantasia degli interessati.