Io sono una di quelle persone che si stupiscono anche molto davanti alle meraviglie della natura, sia quelle che si percepiscono direttamente (la geometria perfetta dei cerchi sulle ali delle farfalle, la resistenza elastica della pelle, la bontà degli ananas, il profumo dell'erba tagliata...), sia quelle che si possono leggere (la longevità delle vongole, il potere nutritivo delle banane, l'astuzia della rana pescatrice...). Davvero, sarebbe da continuare a vivere a bocca aperta per quante cose funzionano benissimo al mondo. Quindi alla natura le voglio pure bene e adesso dopo questa introduzione tutta zucchero e miele (le api... quante meraviglie nel loro mondo fatto di esagoni!) si può dire che la natura ha tantissimi difetti. Sì, proprio tanti. Uno che fa sempre riflettere è 'sto fatto che le zanzare pungono e poi fa prurito. Se poi la zanzara è di quelle infettive uno si ammala anche e muore. Se la natura avesse fatto le cose per benino in ogni settore, avrebbe fatto in modo che le punture fossero piacevoli, così che l'uomo sarebbe stato lieto di essere punto. Sarebbe stato un vantaggio anche per la zanzara, che invece deve sempre agire nell'ombra, sempre lì col pensiero che il suo pranzetto possa trasformarsi nell'ultima cena. Sarebbe stato un mondo più bello con pochissimo sforzo... abbiamo sei-sette litri di sangue nel corpo, sarebbe stato davvero così impensabile tenersi le proprie tre-quattro zanzarine di fiducia e donare a loro un goccetto di tanto in tanto? Stessa cosa con gli altri insetti o batteri: non so, prendiamo la zecca, perché deve attaccarci il morbo di Lyme? Per colpa della borrelia, che invece che starsene lì buonina buonina a infestare la zecca, vuole fare le cose in grande e attaccare anche l'uomo. Se invece si accontentasse, lei vivrebbe serena lontana dagli antibiotici, le zecche non sarebbero dannose e uno potrebbe anche decidere di tenersene una agganciata al polpaccio da accarezzare nei momenti di depressione e solitudine. Invece a questo mondo non esiste collaborazione tra le specie differenti e non è mai esistita (l'allosauro che trovava l'apatosauro giovane e smarrito mica lo aiutava, si approfittava ben bene di lui). Non dico una pace trasversale tra tutti i regni, ma almeno un po' d'amicizia tra gli animali. Comunque in realtà ho iniziato a scrivere perché stavo pensando a un altro grosso controsenso: gli effetti collaterali della droga. Perché drogarsi fa male? Che senso ha diventare schiavi di sostanze tossiche per l'organismo? C'è chi dice che in un mondo perfetto non esisterebbe la droga. Secondo me in un mondo perfetto la droga esisterebbe eccome, sarebbe tantissima, legale, non farebbe male e la userebbero tutti. Questo pensiero del controsenso delle droghe mi è venuto in mente più specificatamente l'altro giorno che vedevo tutte 'ste scene di violenza urbana alle manifestazioni: manganellate, lacrimogeni, calci, cariche... non è bello. Immaginatevi invece per un momento tutti i poliziotti strafatti di ecstasy: i manifestanti sarebbero più tranquilli. Anche viceversa eh (coi manifestanti strafatti), però a quel punto si farebbe la love parade e il senso della protesta verrebbe meno. E non sarebbe bellissimo allora andare alla radice del problema? Avere sotto lo stesso effetto ad esempio gli amministratori delegati mentre trattano con i sindacati? Pensate: dal "quest'anno abbiamo fatturato il 10% in più dell'anno scorso, ma c'è crisi e dobbiamo licenziare il 35% dei dipendenti" al "ma sono così carini e gli vogliamo tanto bene sigh sigh... non possiamo farlo!" (viceversa non serve, alcuni sindacalisti sono già abbastanza affezionati ai padroni).
Insomma servirebbe proprio che qualcuno impegnato a fare della scienza scoprisse qualcosa di quel tipo ma meno dannoso per l'organismo: facile che oltre a vincere il Nobel per la medicina poi gli danno pure quello per l'economia e quello per la pace.
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sabato 17 novembre 2012
domenica 26 febbraio 2012
In my next life I'll be a stone
Io in un'altra vita volevo essere sasso. Ci sono dei buoni motivi per cui vale la pena essere sassi: ad esempio quando ti passa sopra uno scorpione non devi temere le sue punture. E poi puoi stare una vita tra le alghe, coperto dal calcare e baciato dai chitoni. Ma soprattutto se sparano a te va a finire che di rimbalzo muore un altro.
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martedì 2 agosto 2011
Eva
Stavo pensando ad Eva. Quella della bibbia, che sta con Adamo perché altrimenti deve darsi alla zoofilia. L'Eden... ha capito che forse forse è una fregatura. Che forse forse è anche comodo stare in giardino a mangiarsi le pesche seduti all'ombra degli oleandri, che se ci si accontenta si può anche vivere tranquilli nella gabbia dorata, ma che magari si può cercare di cambiare il mondo. Eva è la prima ribelle, la prima rivoluzionaria della storia, che vuole abbattare il sistema del dittatore che aveva testualmente detto: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti". In altre parole: libero di stare qui a coltivare le mie terre (ma qual è l'alternativa?), di mangiare quel che decido io, ma non osare informarti, vivi nell'ignoranza, non è affar tuo sapere ciò che è bene e ciò che è male, fatti gli affari tuoi. Non avvicinarti nemmeno al frutto intoccabile, lavora & consuma, accontentati di questo. Dio è il padrone e l'uomo una marionetta, incantato dal bel programmino di turno, dal potere illusorio: Adamo, puoi chiamare cane il cane e pinguno il pinguino! Non è meraviglioso? Accontentati!
Adamo è il primo infame della storia: la donna era lì solo per fargli un piacere e lui che fa? Scarica subito le colpe su di lei. "No guarda, non sono stato io con le mele... cioè sì ne ho assaggiata una, ma è stata lei a darmela, era già morsicata quindi il patto era già rotto, io l'ho seguita perché ormai il danno l'aveva già fatto!". Che anche Eva aveva incolpato il serpente, ma a ragione, visto che quello aveva detto che poi il proprietario non si sarebbe arrabbiato. Comunque Adamo... un po' infame, un po' baciapile, pecorone, schiavo servile. Se Eva non gli avesse offerto la mela, quello da solo non se la sarebbe manco presa. E pure il più fesso, perché è lui che si è fatto beccare. Che anche lì... uno ha finalmente accesso a un livello di conoscenza superiore e il suo primo problema diventa trovarsi una foglia per coprirsi la pannocchia. Che messaggio è... conoscenza=aver paura del proprio corpo? Cioè, quel che ci rende superiori agli animali è vergognarci di come siamo fatti, rendiamoci conto.
Dunque dopo aver valutato una serie di cose, colui che detiene il potere supremo pensa che Adamo si meriti pure di dominare su sua moglie, così servile ed innocuo com'è.
Millenni di patriarcalismo solo perché Eva non s'è accontentata delle banane. Si fa fatica a crederlo. Ma si sa che la strada per la rivoluzione è sempre lastricata di effetti collaterali.
Adamo è il primo infame della storia: la donna era lì solo per fargli un piacere e lui che fa? Scarica subito le colpe su di lei. "No guarda, non sono stato io con le mele... cioè sì ne ho assaggiata una, ma è stata lei a darmela, era già morsicata quindi il patto era già rotto, io l'ho seguita perché ormai il danno l'aveva già fatto!". Che anche Eva aveva incolpato il serpente, ma a ragione, visto che quello aveva detto che poi il proprietario non si sarebbe arrabbiato. Comunque Adamo... un po' infame, un po' baciapile, pecorone, schiavo servile. Se Eva non gli avesse offerto la mela, quello da solo non se la sarebbe manco presa. E pure il più fesso, perché è lui che si è fatto beccare. Che anche lì... uno ha finalmente accesso a un livello di conoscenza superiore e il suo primo problema diventa trovarsi una foglia per coprirsi la pannocchia. Che messaggio è... conoscenza=aver paura del proprio corpo? Cioè, quel che ci rende superiori agli animali è vergognarci di come siamo fatti, rendiamoci conto.
Dunque dopo aver valutato una serie di cose, colui che detiene il potere supremo pensa che Adamo si meriti pure di dominare su sua moglie, così servile ed innocuo com'è.
Millenni di patriarcalismo solo perché Eva non s'è accontentata delle banane. Si fa fatica a crederlo. Ma si sa che la strada per la rivoluzione è sempre lastricata di effetti collaterali.
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sabato 18 dicembre 2010
Pagine bianche
Tempo fa ero stato taggato in una nota di Facebook, in una sorta di giochino in cui ad alcune semplici domande si doveva rispondere utilizzando il titolo di un libro letto. Siccome le note su Facebook non mi garbano e siccome mi mancano tre quarti d'ora prima di uscire di casa e non so come impiegarli, il suddetto giochino lo faccio mo sul mio blog.
1. Sei maschio o femmina? Barabba (Pär Lagerkvist)
2. Descriviti: Tifone (Joseph Conrad)
3. Cosa provano le persone quando stanno con te? Cronaca di una morte annunciata (Gabriel García Márquez)...
4. Descrivi la tua relazione precedente: Il mondo perduto (Arthur Conan Doyle)
5. Descrivi la tua relazione corrente: C'è nessuno? (Jostein Gaardner)
6. Dove vorresti trovarti? Stanalandia (Stefano Benni)
7. Come ti senti nei riguardi dell'amore? Fame (Knut Hamsun)
8. Come descriveresti la tua vita? Opplero - Storia di un salto (Alessandro Bergonzoni)
9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio? Il mondo nuovo (Aldous Huxley)
10. Dì qualcosa di saggio... La donna quando non capisce s'innamora (Maurizio Milani)
11. Una musica: Peer Gynt (Henrik Ibsen)
12. Chi o cosa temi? Il sentiero dei nidi di ragno (Italo Calvino)
13. Un rimpianto: Il taglio del bosco (Carlo Cassola)
14. Un consiglio per chi è più giovane: La battaglia (John Steinbeck)
15. Da evitare accuratamente: Una banda di idioti (John Kennedy Toole)
2. Descriviti: Tifone (Joseph Conrad)
3. Cosa provano le persone quando stanno con te? Cronaca di una morte annunciata (Gabriel García Márquez)...
4. Descrivi la tua relazione precedente: Il mondo perduto (Arthur Conan Doyle)
5. Descrivi la tua relazione corrente: C'è nessuno? (Jostein Gaardner)
6. Dove vorresti trovarti? Stanalandia (Stefano Benni)
7. Come ti senti nei riguardi dell'amore? Fame (Knut Hamsun)
8. Come descriveresti la tua vita? Opplero - Storia di un salto (Alessandro Bergonzoni)
9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio? Il mondo nuovo (Aldous Huxley)
10. Dì qualcosa di saggio... La donna quando non capisce s'innamora (Maurizio Milani)
11. Una musica: Peer Gynt (Henrik Ibsen)
12. Chi o cosa temi? Il sentiero dei nidi di ragno (Italo Calvino)
13. Un rimpianto: Il taglio del bosco (Carlo Cassola)
14. Un consiglio per chi è più giovane: La battaglia (John Steinbeck)
15. Da evitare accuratamente: Una banda di idioti (John Kennedy Toole)

venerdì 8 gennaio 2010
Tra dire, fare e baciare vince sempre il dire
Ma io direi che per fare un bel post inutile in cui si riassuma il 2009 e si facciano progetti per il 2010 non è ancora troppo tardi.
Dunque andiamo in ordine cronologico e partiamo dall'anno vecchio: onore al merito al 2009 che non è stato proprio brutto brutto brutto. Sì, poteva finire meglio, non capodannisticamente nè pallavolisticamente parlando, ma in generale, però è stato un anno buono almeno al 66%. Ho fatto delle cosine interessanti, magari poco utili ma interessanti. Me ne sono andato in Sud America ad esempio. Non era il sogno di una vita ma l'ho fatto comunque. In realtà ho preso per la prima volta seriamente in considerazione l'ipotesi di andare da quella parte del mondo tipo quattro mesi prima di partire, mica a metà degli anni novanta. E non so neanche perché ci sono andato, però è stato bellino. Comunque c'erano dei motivi ufficiali legati alla mia partenza, perché non è che sta bene dire "tra tre settimane ho deciso di partire e stare via per tre mesi, così senza un motivo. Ah, starò a un pochino più di 10mila km da qui": ci sono andato per imparare lo spagnolo e vedere come butta da quelle parti, ma quella era una copertura. I motivi veri si ignorano e se non si ignorano faccio finta di volerli ignorare. La domanda che mi sono posto più volte mentre ero là è stata la seguente: "cosa ci faccio qui?". E di tanto in tanto penso proprio che non lo sapessi davvero.
Poi sono tornato dal Perù, sono stato a casa quelle cinque settimane in cui non ho fatto nulla di particolare, solo cose routinarie tipo andare in manifestazione e bere birra come un balordo comunista qualsiasi e poi sono partito per la Norvegia. La Norvegia è tutt'altra cosa rispetto al Perù. No, lo so che è una cosa che sanno tutti, ma non in quel senso, nell'altro. Ossia nel senso che in Norvegia sapevo già di andarci, non è che è stato toh sorpresa ho preso il biglietto e vado lassù. Nella vita esistono cose che uno si aspetta e altre che uno non si aspetta. La Norvegia sta nel primo gruppo di cose, il Perù nel secondo.
In Norvegia ho fatto il mio bel lavoretto per tre mesi e un pochettino, ho messo subito a disposizione dell'agenzia il mio apprendimento della lingua spagnola (ero andato in Perù proprio per questo motivo, no?) e mi sono pure divertito (come ogni volta che sono in Norvegia, non è che le altre volte mi sono annoiato). E l'apprendimento l'ho messo a disposizione perché mi pagavano a tour e non con un fisso mensile, altrimenti col caz che l'avrei fatto.
Come una rondine a primavera poi sono tornato a casa anche se era settembre e da lì non è successo nulla di che, volevo andare a lavorare in Oman ma non mi han preso e neanche da altre parti tra Milano e Baku, a parte a Deggendorf quando sono venuti in trasferta a Rho. Ci sono due punti fermi nella mia vita lavorativa: la Betulla che mi chiede se d'estate posso andare in Norvegia a far la guida e il Ludovico che mi chiede se a dicembre posso andare all'Artigiano in Fiera a fare il varie cose insieme.
Poi già che il lavoro non mi ammazzava ho visto Perugia Berlino e Bressanone ed è stato bello assai.
Fine 2009, inizio 2010. Aspettative speranze delusioni alla fine arriva sempre un po' di tutto, molto più dire che fare e baciare comunque. Ma bisogna pure porsi degli obiettivi nella vita...
Per quest'anno dunque punto a:
Dunque andiamo in ordine cronologico e partiamo dall'anno vecchio: onore al merito al 2009 che non è stato proprio brutto brutto brutto. Sì, poteva finire meglio, non capodannisticamente nè pallavolisticamente parlando, ma in generale, però è stato un anno buono almeno al 66%. Ho fatto delle cosine interessanti, magari poco utili ma interessanti. Me ne sono andato in Sud America ad esempio. Non era il sogno di una vita ma l'ho fatto comunque. In realtà ho preso per la prima volta seriamente in considerazione l'ipotesi di andare da quella parte del mondo tipo quattro mesi prima di partire, mica a metà degli anni novanta. E non so neanche perché ci sono andato, però è stato bellino. Comunque c'erano dei motivi ufficiali legati alla mia partenza, perché non è che sta bene dire "tra tre settimane ho deciso di partire e stare via per tre mesi, così senza un motivo. Ah, starò a un pochino più di 10mila km da qui": ci sono andato per imparare lo spagnolo e vedere come butta da quelle parti, ma quella era una copertura. I motivi veri si ignorano e se non si ignorano faccio finta di volerli ignorare. La domanda che mi sono posto più volte mentre ero là è stata la seguente: "cosa ci faccio qui?". E di tanto in tanto penso proprio che non lo sapessi davvero.
Poi sono tornato dal Perù, sono stato a casa quelle cinque settimane in cui non ho fatto nulla di particolare, solo cose routinarie tipo andare in manifestazione e bere birra come un balordo comunista qualsiasi e poi sono partito per la Norvegia. La Norvegia è tutt'altra cosa rispetto al Perù. No, lo so che è una cosa che sanno tutti, ma non in quel senso, nell'altro. Ossia nel senso che in Norvegia sapevo già di andarci, non è che è stato toh sorpresa ho preso il biglietto e vado lassù. Nella vita esistono cose che uno si aspetta e altre che uno non si aspetta. La Norvegia sta nel primo gruppo di cose, il Perù nel secondo.
In Norvegia ho fatto il mio bel lavoretto per tre mesi e un pochettino, ho messo subito a disposizione dell'agenzia il mio apprendimento della lingua spagnola (ero andato in Perù proprio per questo motivo, no?) e mi sono pure divertito (come ogni volta che sono in Norvegia, non è che le altre volte mi sono annoiato). E l'apprendimento l'ho messo a disposizione perché mi pagavano a tour e non con un fisso mensile, altrimenti col caz che l'avrei fatto.
Come una rondine a primavera poi sono tornato a casa anche se era settembre e da lì non è successo nulla di che, volevo andare a lavorare in Oman ma non mi han preso e neanche da altre parti tra Milano e Baku, a parte a Deggendorf quando sono venuti in trasferta a Rho. Ci sono due punti fermi nella mia vita lavorativa: la Betulla che mi chiede se d'estate posso andare in Norvegia a far la guida e il Ludovico che mi chiede se a dicembre posso andare all'Artigiano in Fiera a fare il varie cose insieme.
Poi già che il lavoro non mi ammazzava ho visto Perugia Berlino e Bressanone ed è stato bello assai.
Fine 2009, inizio 2010. Aspettative speranze delusioni alla fine arriva sempre un po' di tutto, molto più dire che fare e baciare comunque. Ma bisogna pure porsi degli obiettivi nella vita...
Per quest'anno dunque punto a:
- compiere trent'anni
- non prendere l'influenza suina
- imparare la declinazione dei sostantivi in tedesco
- diventare ricchissimo e innamorarmi forte (sì, in contemporanea)
- mangiare più verdura
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martedì 10 novembre 2009
Possiamo anche morire!
Anche a distanza di un po' di giorni, continuano le polemiche sul crocifisso. Se li togliessero sarei d'accordo però non era questa la cosa che volevo scrivere. Tanto che ero qui però l'ho scritta.
Ma andiamo al nocciolo: in me cresce smisuratamente un dubbio, ogni volta che sento qualche disputa sull'argomento. Già, perché io non ho capito una cosina. Mi sono sforzato eh, non è che non ci ho voluto pensare. Eppure, non l'ho capita. Insomma, riguarda quelli che dicono che Gesù deve proteggerci in tutte le aule (e non solo) d'Italia, che non si può levare perché rappresenta non solo le nostre radici ma soprattutto i valori in cui crediamo... ecco, quel che mi sfugge è questo: in che valori credono? Uno si aspetterebbe che tra tutti ci fosse qualcosa tipo la tolleranza o il rispetto. Io non ero un alunno modello a catechismo, ci andavo perché prima e dopo c'era il calciobalilla con tutte le palline che volevamo gratis e quell'altro tavolo che avevi tipo due manopolone di legno per non farti fare gol e con le stesse tiravi le lecche contro le manopolone del tuo avversario (e in quest'ultimo gioco di cui non so il nome ero anche forte). In verità un po' ci andavo anche perché ero obbligato. Ora però non divaghiamo, volevo dire che non ero attento e non facevo i compiti ma sono quasi sicuro che dicevano cose tipo il perdono e la tolleranza sono giusti e vanno rispettati anche gli altri. Non che se sei contro i miei valori allora puoi morire. Però Ignazio aveva un altro catechista che forse adottava un metodo diverso e gli insegnava che il crocifisso serve sia per contrastare i vampiri che quelli diversi da te, quindi più che rappresentare Gesù e le sue cosine fa capire agli altri chi comanda qui. Per esempio ho citato Ignazio, eh, poi c'è anche tanta altra gente che dice delle cose che non riesco a inquadrare, tipo che questi qui vengono dall'estero e vogliono imporre la loro cultura e il modo di pensare che hanno assorbito a casa loro e se non gli va bene possono tornare da dove sono venuti. Effettivamente nello specifico mi chiedo perché uno che ha la fortuna di nascere in Finlandia debba trasferirsi altrove, però penso anche che siano affari suoi.
E comunque le ragazze islamiche non devono mettersi il velo perché devono adeguarsi le leggi le facciamo noi e non loro e le moschee non vanno fatte perché prova ad andare a casa loro e vedi che non ci sono chiese e se dici che sei cristiano ti ammazzano. Non come qui che se sei musulmano ti vogliono tutti bene.
Detto questo, passiamo alle cose davvero importanti: CAMPIONI DEL MONDO!
Ma andiamo al nocciolo: in me cresce smisuratamente un dubbio, ogni volta che sento qualche disputa sull'argomento. Già, perché io non ho capito una cosina. Mi sono sforzato eh, non è che non ci ho voluto pensare. Eppure, non l'ho capita. Insomma, riguarda quelli che dicono che Gesù deve proteggerci in tutte le aule (e non solo) d'Italia, che non si può levare perché rappresenta non solo le nostre radici ma soprattutto i valori in cui crediamo... ecco, quel che mi sfugge è questo: in che valori credono? Uno si aspetterebbe che tra tutti ci fosse qualcosa tipo la tolleranza o il rispetto. Io non ero un alunno modello a catechismo, ci andavo perché prima e dopo c'era il calciobalilla con tutte le palline che volevamo gratis e quell'altro tavolo che avevi tipo due manopolone di legno per non farti fare gol e con le stesse tiravi le lecche contro le manopolone del tuo avversario (e in quest'ultimo gioco di cui non so il nome ero anche forte). In verità un po' ci andavo anche perché ero obbligato. Ora però non divaghiamo, volevo dire che non ero attento e non facevo i compiti ma sono quasi sicuro che dicevano cose tipo il perdono e la tolleranza sono giusti e vanno rispettati anche gli altri. Non che se sei contro i miei valori allora puoi morire. Però Ignazio aveva un altro catechista che forse adottava un metodo diverso e gli insegnava che il crocifisso serve sia per contrastare i vampiri che quelli diversi da te, quindi più che rappresentare Gesù e le sue cosine fa capire agli altri chi comanda qui. Per esempio ho citato Ignazio, eh, poi c'è anche tanta altra gente che dice delle cose che non riesco a inquadrare, tipo che questi qui vengono dall'estero e vogliono imporre la loro cultura e il modo di pensare che hanno assorbito a casa loro e se non gli va bene possono tornare da dove sono venuti. Effettivamente nello specifico mi chiedo perché uno che ha la fortuna di nascere in Finlandia debba trasferirsi altrove, però penso anche che siano affari suoi.
E comunque le ragazze islamiche non devono mettersi il velo perché devono adeguarsi le leggi le facciamo noi e non loro e le moschee non vanno fatte perché prova ad andare a casa loro e vedi che non ci sono chiese e se dici che sei cristiano ti ammazzano. Non come qui che se sei musulmano ti vogliono tutti bene.
Detto questo, passiamo alle cose davvero importanti: CAMPIONI DEL MONDO!

domenica 14 giugno 2009
Uomo nero vs. camicie nere (o kaki)
E ormai sono già tot giorni che sono tornato a Stryn, tipo una ventina. Riassumendo...
1-Grandi novità: un bar aperto tutte le sere e anche quando i tour passano di qui la mattina alle nove (non a caso il proprietario non è un norvegese...), un nuovo supermercato (il Kiwi, aperto pure la domenica), il bowling è stato riaperto (e quest'anno pare pure che ogni tanto ci sia dentro gente) e soprattutto un contratto nuovo con pagamento a prestazione e non un fisso mensile. Che pare essere cosa buona e giusta, sicuramente il lavoro non manca.
2-Grandi conferme: il Litago sjokolademelk è ancora in produzione, Oliver (il gatto dei vicini) abita ancora qui e sta bene, il fiordo non è sparito, si son rivisti molti volti noti.
3-Grandi assenze: la Marta che preferisce stare in Germania (e questo è grave), la Cetta che finalmente non ritorna (e questo è bene). Anche se il pericolo di un suo ritorno è stato alto... solo un imprevisto imprevedibile pare averla tenuta lontano da qui.
4-I tour van bene, finora non ho ancora litigato con nessuno e non mi hanno ancora mandato a lavorare in lande inesplorate.
Mi manca l'Italia. Spero che quando tornerò siano già operative le ronde nere (complimenti per il nome). Ora che ci sono loro e so che i marocchini -potenziali terroristi tutti quanti- non possono lavorare in metropolitana, mi sentirò moooolto più sicuro. Fanculo a tutti i fascisti e a quelli che ancora dicono che l'antifascismo è anacronistico.
1-Grandi novità: un bar aperto tutte le sere e anche quando i tour passano di qui la mattina alle nove (non a caso il proprietario non è un norvegese...), un nuovo supermercato (il Kiwi, aperto pure la domenica), il bowling è stato riaperto (e quest'anno pare pure che ogni tanto ci sia dentro gente) e soprattutto un contratto nuovo con pagamento a prestazione e non un fisso mensile. Che pare essere cosa buona e giusta, sicuramente il lavoro non manca.
2-Grandi conferme: il Litago sjokolademelk è ancora in produzione, Oliver (il gatto dei vicini) abita ancora qui e sta bene, il fiordo non è sparito, si son rivisti molti volti noti.
3-Grandi assenze: la Marta che preferisce stare in Germania (e questo è grave), la Cetta che finalmente non ritorna (e questo è bene). Anche se il pericolo di un suo ritorno è stato alto... solo un imprevisto imprevedibile pare averla tenuta lontano da qui.
4-I tour van bene, finora non ho ancora litigato con nessuno e non mi hanno ancora mandato a lavorare in lande inesplorate.
Mi manca l'Italia. Spero che quando tornerò siano già operative le ronde nere (complimenti per il nome). Ora che ci sono loro e so che i marocchini -potenziali terroristi tutti quanti- non possono lavorare in metropolitana, mi sentirò moooolto più sicuro. Fanculo a tutti i fascisti e a quelli che ancora dicono che l'antifascismo è anacronistico.
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venerdì 15 maggio 2009
Se vuoi parlare un po' con me ti devo addare al mio Myspace...
Tra una settimana a quest'ora magari sono già arrivato a Stryyyyn. O magari no... dipende quanto saremo lesti nel prenderci i bagagli (ma soprattutto quanto saranno veloci gli addetti a caricarli sui nastri, cosa che non fa ben sperare), dato che tra l'arrivo dell'aereo a Oslo e la partenza dell'autobus c'è un tempo d'attesa discretamente breve. Fatto sta che è già un'altra volta tempo di partire. Che 'sto tempo ogni tanto mi sfugge dalle mani. A volte invece no, sono io che lo sguinzaglio e lo lascio andare per la sua strada, mentre lo osservo fuggire via.
Comunque c'è una cosa che ieri ho visto e mi ha segnato profondamente. Sono andato alla Fnask per vedere un po' di cosine tipo libri nuovi, cd nuovi, computer nuovi (eh, è un negozio di robe nuove, non usate). E così dopo aver visto che il corso base di cinese costava 87 euri e che ci sono sempre dei libri per bambini abbinati a pupazzetti fichissimi tipo la piovra verde o il cavallino maruccio rosso, ignaro di quel che stava accadendo mi stavo dirigendo verso il settore "libri che fanno ridere". All'improvviso, lo shock. Causato da un libro bianco con il disegno di una fatina. Nome dell'autrice: Emotrilly. Cioè... quella fata in copertina era la versione emo della Trilly di Peter Pan! Con le alette cucite, tatuata e sforellata di piercing. E quell'aria da ragazza che se non ha un vestito nero o viola addosso si sente a disagio e che ascolta gruppi che a noi giovani ci piaceranno 4ever tipo i Tokio Hotel e i Mizuko Laminkia. Non c'è più rispetto per nessuno ormai, neanche per le eroine-eroinomani dei classici Disney.
Tutto ciò mi ha fatto pensare che esistono cose che in alcuni posti non trovi e non te ne accorgi. Forse perché non ne senti la mancanza. Tipo a Cusco non c'erano nè gli emo nè i truzzi nè i fighetti in generale.
Fortuna che ci si può consolare perché nel mondo e in Italia non ci sono grandi disastri e tutto quanto va a gonfie vele. Tranne qualche barcone, che le vele ce le ha sgonfie e finisce alla deriva.
Comunque c'è una cosa che ieri ho visto e mi ha segnato profondamente. Sono andato alla Fnask per vedere un po' di cosine tipo libri nuovi, cd nuovi, computer nuovi (eh, è un negozio di robe nuove, non usate). E così dopo aver visto che il corso base di cinese costava 87 euri e che ci sono sempre dei libri per bambini abbinati a pupazzetti fichissimi tipo la piovra verde o il cavallino maruccio rosso, ignaro di quel che stava accadendo mi stavo dirigendo verso il settore "libri che fanno ridere". All'improvviso, lo shock. Causato da un libro bianco con il disegno di una fatina. Nome dell'autrice: Emotrilly. Cioè... quella fata in copertina era la versione emo della Trilly di Peter Pan! Con le alette cucite, tatuata e sforellata di piercing. E quell'aria da ragazza che se non ha un vestito nero o viola addosso si sente a disagio e che ascolta gruppi che a noi giovani ci piaceranno 4ever tipo i Tokio Hotel e i Mizuko Laminkia. Non c'è più rispetto per nessuno ormai, neanche per le eroine-eroinomani dei classici Disney.
Tutto ciò mi ha fatto pensare che esistono cose che in alcuni posti non trovi e non te ne accorgi. Forse perché non ne senti la mancanza. Tipo a Cusco non c'erano nè gli emo nè i truzzi nè i fighetti in generale.
Fortuna che ci si può consolare perché nel mondo e in Italia non ci sono grandi disastri e tutto quanto va a gonfie vele. Tranne qualche barcone, che le vele ce le ha sgonfie e finisce alla deriva.
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mercoledì 4 febbraio 2009
Una banda di comunisti
Giusto oggi è passata una settimana dalla partenza... il viaggio è andato bene, o almeno credo: ho dormito praticamente tutto il tempo. Poi sono arrivato a Lima ed è stato strano: in arrivo dall'inverno europeo e dal condizionamento dell'aeroporto, uscire per strada e trovarsi a impattare con i trenta gradi dell'estate peruviana ha fatto il suo effetto. E' stato un po' come uscire da un supermercato dopo esserci stati dentro per quattro mesi. Senza neanche aver comprato nulla!
L'ospitalità peruviana è stata subito confermata: tra i centottanta taxisti che mi volevano dare un passaggio per chissà dove, uno si è pure offerto di pagarmi una telefonata e mi ha regalato una cartina di Lima composta per l'80% di scotch, per il 15% di polvere e per il 5% di carta.
Comunque, Lima è un bel posto e poi il fatto di avere due guide a disposizione ha reso la permanenza praticamente perfetta. L'unica cosa negativa, l'ostello: a parte il fatto che ho fatto il check in e non mi hanno segnato (mannaggia a loro, potevo dividere la camera con quattro ragazze olandesi e invece mi sono toccati tre ominidi australiani), il casino in quell'edificio regna sovrano. Insomma, non è il posto più indicato se uno vuole fare un sonnellino. Neanche se uno vuole dormire perchè sono le tre di notte.
Finita la visita a Lima si è partiti per Qosqo, o Cusco, o Cuzco. Check in alle 4 di notte, imbarco alle 5.30... è finita che mi sono addormentato prima ancora del decollo e neanche mi sono accorto che siamo partiti, nonostante il secchiello piangente seduto dietro di me.
Arrivato qui sui 3400 metri circa già pensavo di essere in carenza di ossigeno, di avere un'emicrania perpetua e di passare i primi due giorni vomitando. Invece... sto meglio qui che al piano terra. Almeno per il momento.
Sto soggiornando in un ostello molto carino, soprattutto perché ci sono due gatti. Pedrito non è che mi si fili più di tanto (e la cosa è reciproca, tzè), mentre con Angela ormai è quasi amore. Poi la proprietaria è in zona mitologica, non fosse che per il modo in cui esprime la sua passione per i San Pedro e le esperienze mistiche che donerebbero queste cactacee, vero e proprio regalo del cielo per ricondurre le nostre povere anime in pace con se stesse e con il mondo. Insomma, funziona un po' come vedere Alice nel paese delle meraviglie sotto acido. O proprio come essere Alice nel paese delle meraviglie ma senza incontrare la regina di cuori.
Ieri ho iniziato il corso di spagnolo, che mi pare bello assai. Ci è pure stata offerta la cena di benvenuto, e quale argomento migliore per rompere il ghiaccio che non parlare di politica con tedeschi, australiani, canadesi, statunitensi, olandesi e peruviani? Come al solito tutti si (e mi) chiedono che ne pensano gli italiani di quell'omino buffo che racconta le barzellette e che di mestiere fa il capo di stato... com'è possibile che sia finito proprio lì a governare uno come lui. Studenti di spagnolo in Perù... una banda di comunisti.
L'ospitalità peruviana è stata subito confermata: tra i centottanta taxisti che mi volevano dare un passaggio per chissà dove, uno si è pure offerto di pagarmi una telefonata e mi ha regalato una cartina di Lima composta per l'80% di scotch, per il 15% di polvere e per il 5% di carta.
Comunque, Lima è un bel posto e poi il fatto di avere due guide a disposizione ha reso la permanenza praticamente perfetta. L'unica cosa negativa, l'ostello: a parte il fatto che ho fatto il check in e non mi hanno segnato (mannaggia a loro, potevo dividere la camera con quattro ragazze olandesi e invece mi sono toccati tre ominidi australiani), il casino in quell'edificio regna sovrano. Insomma, non è il posto più indicato se uno vuole fare un sonnellino. Neanche se uno vuole dormire perchè sono le tre di notte.
###Inizio intermezzo fotografico###
Le fotine del Perù
---Fine intermezzo fotografico---
Le fotine del Perù
---Fine intermezzo fotografico---
Finita la visita a Lima si è partiti per Qosqo, o Cusco, o Cuzco. Check in alle 4 di notte, imbarco alle 5.30... è finita che mi sono addormentato prima ancora del decollo e neanche mi sono accorto che siamo partiti, nonostante il secchiello piangente seduto dietro di me.
Arrivato qui sui 3400 metri circa già pensavo di essere in carenza di ossigeno, di avere un'emicrania perpetua e di passare i primi due giorni vomitando. Invece... sto meglio qui che al piano terra. Almeno per il momento.
Sto soggiornando in un ostello molto carino, soprattutto perché ci sono due gatti. Pedrito non è che mi si fili più di tanto (e la cosa è reciproca, tzè), mentre con Angela ormai è quasi amore. Poi la proprietaria è in zona mitologica, non fosse che per il modo in cui esprime la sua passione per i San Pedro e le esperienze mistiche che donerebbero queste cactacee, vero e proprio regalo del cielo per ricondurre le nostre povere anime in pace con se stesse e con il mondo. Insomma, funziona un po' come vedere Alice nel paese delle meraviglie sotto acido. O proprio come essere Alice nel paese delle meraviglie ma senza incontrare la regina di cuori.
Ieri ho iniziato il corso di spagnolo, che mi pare bello assai. Ci è pure stata offerta la cena di benvenuto, e quale argomento migliore per rompere il ghiaccio che non parlare di politica con tedeschi, australiani, canadesi, statunitensi, olandesi e peruviani? Come al solito tutti si (e mi) chiedono che ne pensano gli italiani di quell'omino buffo che racconta le barzellette e che di mestiere fa il capo di stato... com'è possibile che sia finito proprio lì a governare uno come lui. Studenti di spagnolo in Perù... una banda di comunisti.

martedì 9 settembre 2008
Necessitansi detonazioni
L'altra sera ero in attesa di entrare nel mitico PalaTucker per assistere al simpatico concertino di Elio&lestorietese (molto bello, perché oltre a quanto possano far ridere sanno suonare. Bravissima anche la Paola Folli!) quando dal tendone attiguo preparato per la festa del... boh, non so nemmeno se si chiama ancora PD quel partito di centro-centro, comunque da 'sto tendone usciva una voce fastidiosa, che non era quella della tipa che abitava a Villa Visnes con me questa estate, ma apparteneva alla Letizia Moratti.
Dopo un po' che blaterava in compagnia del Chiamparino, ecco che arrivavano pochi ragazzi, uno col megafono che urlava qualcosa che non avevo capito ma sicuramente aveva ragione, poi via al coro "morattimorattivaffanculo". Solo che invece che dar ragione a loro, quelli della sechiuriti li hanno circondati e li volevano trascinare via e poi hanno messo anche i poliziotti in tenuta antisommossa.
Il giorno dopo ho realizzato i motivi della fischiata, dunque la protesta era per la riapertura del centro cuore nero. Che se quelli che lo frequentano non sono fasci infami, allora io posso fare il papa.
L'edificio è ben vicino a un'area rom e a un centro sociale... per stimolare maggiormente la fantasia degli interessati.
Dopo un po' che blaterava in compagnia del Chiamparino, ecco che arrivavano pochi ragazzi, uno col megafono che urlava qualcosa che non avevo capito ma sicuramente aveva ragione, poi via al coro "morattimorattivaffanculo". Solo che invece che dar ragione a loro, quelli della sechiuriti li hanno circondati e li volevano trascinare via e poi hanno messo anche i poliziotti in tenuta antisommossa.
Il giorno dopo ho realizzato i motivi della fischiata, dunque la protesta era per la riapertura del centro cuore nero. Che se quelli che lo frequentano non sono fasci infami, allora io posso fare il papa.
L'edificio è ben vicino a un'area rom e a un centro sociale... per stimolare maggiormente la fantasia degli interessati.
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mercoledì 6 agosto 2008
Blocchi noti
Ieri ho comprato un blocchettino per gli appunti. E' un piccolo passo per l'uomo e pure per l'umanità, ma mi serviva. Ho deciso di mettermi a tavolino con me e autoanalizzarmi, visto che mi sta dando un po' noia 'sta cosa che non vedo cosa c'è nella voragine. C'è, ci sarà qualcosa dentro. Ecco, magari vedo cos'è. Poi tanto non lo dico a nessuno perché mi piace così, ma almeno io lo so.
Il fatto di aver comprato il suddetto ha un'importanza assai più rilevante rispetto a quella che uno che non lo sa o viene qui per caso (ossia il 100% degli utenti) può pensare. Trattasi di cosa talmente importante che avrei voluto scriverlo ieri. Ma non mi funzionava Splinder.
Ho recuperato lo zaino e la giacca che l'autista mi aveva rubato al termine dell'ultimo tour.
Quello di oggi mi ricordava lui... ma era un altro. Non è una gran novità che abbia le visioni, anzi ora ce le ho pure acustiche: sento ovunque American Coffin di Thurston Moore. Che avrei linkato, ma non c'è su tutubo. E la versione su Lastfm e Amazon non mi garba. E poi non è che posso fare tutto io... che magari mi fossi alzato alle sette meno un quarto stamattina!!
Il fatto di aver comprato il suddetto ha un'importanza assai più rilevante rispetto a quella che uno che non lo sa o viene qui per caso (ossia il 100% degli utenti) può pensare. Trattasi di cosa talmente importante che avrei voluto scriverlo ieri. Ma non mi funzionava Splinder.
---Inizio intermezzo cinquecosico---
Cinque cose che probabilmente non farò in vita mia
1-Scalare il K2 fischiettando "Azzurro"
2-Inventare un tipo di uva che sa di zolfo
3-Chiamare un gatto Tom di mia iniziativa
4-Collezionare armamenti atomici
5-Votare Forza Italia
###Fine intermezzo cinquecosico###
Ho recuperato lo zaino e la giacca che l'autista mi aveva rubato al termine dell'ultimo tour.
Quello di oggi mi ricordava lui... ma era un altro. Non è una gran novità che abbia le visioni, anzi ora ce le ho pure acustiche: sento ovunque American Coffin di Thurston Moore. Che avrei linkato, ma non c'è su tutubo. E la versione su Lastfm e Amazon non mi garba. E poi non è che posso fare tutto io... che magari mi fossi alzato alle sette meno un quarto stamattina!!

lunedì 21 luglio 2008
I bambini dell'asilo stanno facendo casino
E alla fine il vaffanculo arrivò. Merito di Enrico e soprattutto dell'acidità e della superbia della coinquilina che purtroppo ci troviamo ad avere quest'anno. Che dopo tre stagioni ancora non ci ha fatto il fantastico dono di passare le sue estati altrove.
I fatti: alle 6.45 stamattina era prevista la partenza, si pensava che lei stesse a casa causa malattia. Invece c'era (e ho avuto anche il fato avverso... possibile che quasi ogni volta che apro la porta per andare in cucina me la trovo davanti?). Sunto del dialogo:
Enrico: come va?
Innominabile: non troppo bene
Enrico: ma lavori oggi?
Innominabile (con tono alquanto acido, ovviamente): se sono sul pullman è ovvio che lavoro, dove vuoi che vada!
Enrico: senti, vaffanculo così non ci pensiamo più
CLAP CLAP CLAP
Poi la tipa ha pure avuto da ridire perché mi sono permesso di parlare con Enrico. Di tutto quel che può fare, nulla è più irritante di quando vuole insegnare agli altri l'educazione o come ci si deve comportare.
Primo: quando avrà più amici qui magari potrà dirmi la sua.
Secondo: ci manca di doverle chiedere il permesso per parlare con chi mi garba.
Terzo: se io non posso parlare con lei, non vedo chi le abbia dato l'autorizzazione a parlare con me.
Quarto: non solo mi ha finito il MIO detersivo due estati fa, ma -recidiva- mi ha pure lasciato senza martedì scorso. E ancora osa parlare?
Tra le altre, ai suoi occhi sono ringiovanito di parecchi anni oggi: due anni fa mi considerava un sedicenne, ora sono un bambino dell'asilo. Dev'essere triste per un genio come lei dover passare l'estate con un gruppo di imbecilli come noi.
Passando a cose assai più serie: sono passati 7 anni dai fattacci di Genova. L'Italia fa ancor più schifo di allora... difficile pensare potesse succedere.

I fatti: alle 6.45 stamattina era prevista la partenza, si pensava che lei stesse a casa causa malattia. Invece c'era (e ho avuto anche il fato avverso... possibile che quasi ogni volta che apro la porta per andare in cucina me la trovo davanti?). Sunto del dialogo:
Enrico: come va?
Innominabile: non troppo bene
Enrico: ma lavori oggi?
Innominabile (con tono alquanto acido, ovviamente): se sono sul pullman è ovvio che lavoro, dove vuoi che vada!
Enrico: senti, vaffanculo così non ci pensiamo più
CLAP CLAP CLAP
Poi la tipa ha pure avuto da ridire perché mi sono permesso di parlare con Enrico. Di tutto quel che può fare, nulla è più irritante di quando vuole insegnare agli altri l'educazione o come ci si deve comportare.
Primo: quando avrà più amici qui magari potrà dirmi la sua.
Secondo: ci manca di doverle chiedere il permesso per parlare con chi mi garba.
Terzo: se io non posso parlare con lei, non vedo chi le abbia dato l'autorizzazione a parlare con me.
Quarto: non solo mi ha finito il MIO detersivo due estati fa, ma -recidiva- mi ha pure lasciato senza martedì scorso. E ancora osa parlare?
Tra le altre, ai suoi occhi sono ringiovanito di parecchi anni oggi: due anni fa mi considerava un sedicenne, ora sono un bambino dell'asilo. Dev'essere triste per un genio come lei dover passare l'estate con un gruppo di imbecilli come noi.
Passando a cose assai più serie: sono passati 7 anni dai fattacci di Genova. L'Italia fa ancor più schifo di allora... difficile pensare potesse succedere.
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lunedì 2 giugno 2008
Are you from Finland?
(PRIMO)
Ecco, questo non me l'avevano ancora chiesto. E giustamente direi, visto che ho la faccia da terrone e non da finnico. Invece ieri sera uno arriva al tavolo dove stavamo io e gli altri due coinquilini e fa il gioco preferito dei norvegesi: indovinare da dove veniamo. Primo tentativo, cileccato di molto. Poi, ha sentito la lingua che parlavamo e ci ha sorpreso riconoscendola. Perché per quasi tutti gli altri, noi parliamo spagnolo. Anche per quelli che sanno lo spagnolo.
Lista delle nazionalità attribuitemi:
1-spagnolo
2-greco
3-turco
4-albanese
5-italiano
6-bulgaro
(SECONDO)
Quest'anno noi si attira la popolazione locale un bel po'. Che almeno una persona per sera viene a chiederci qualcosa. Soprattutto se per caso siamo spagnoli...
Ieri c'era anche una che non ho mai visto prima ma è del luogo. Bella ragazza, tanto che mi sfugge come potesse essermi sfuggita (alla vista, ovviamente) finora. Che si mette a ciarlare allegramente con noi, fin quando un omone grosso e brutto (più brutto che grosso, per il mio gusto personale), presumibilmente suo marito/fidanzatofissoincasa/convivente/padrone, prima le dice qualcosa sbiascicato che credo non abbia colto neppure lei, poi l'allontana di nuovo da noi. E in me si è insinuato un dubbio che ancora non si è risolto e probabilmente mai si risolverà: che cazpita le avrà detto? Di colpo, infatti, dal suo bel visino sono svaniti sia il riso che il sorriso e la tristezza ha preso il posto dell'allegria, il tutto in secondi 3. Più uno di traduzione dallo sbiascicato al norvegese.
(TERZO)
L'altro giorno ho fatto la guida sulla via panoramica, quella che avevo visto per benino tipo qualche giorno prima. Si è partiti col pulman non funzionante, che neanche potevo parlare perché avevo le mani occupate a tenere la porta anteriore chiusa. Hai voglia poi a tenerla chiusa... non so se vi è mai capitato di fare la lotta con una porta con il sistema a pompa idraulica o come caspio si chiama: vince lei. E poi c'era l'allarme din din din che continuava a suonare, che quindi se anche avessi parlato non mi avrebbero sentito.
Poi dopo dieci minuti arriviamo alla sosta e l'autista dell'altro pullman ci mette il tempo di schiacciare un tasto per risolvere i nostri problemi.
Il resto del tour è andato bene e siccome sono stato estremamente bravo mi hanno anche manciato niente male. Poi è sovvenutami un poco la tristezza pensando ai tempi andati anche se recentemente. Infatti mi è venuto in mente quel che mi fecero notare all'EF: io sono tagliato per fare tour per adulti, e infatti i due bambini che avevo a bordo non mi han datto neanche un pound. Sti cazzo di giovani d'oggi non hanno il senso dell'umorismo, è per quello che non mi trovo bene con loro.
(QUARTO)
Cosa che non c'entra nulla con lo stare qui... ho letto due dei grandi problemi che affliggono il mondo al giorno d'oggi: il primo è il logo della Starbucks che per un gruppo cristiano assomiglia a una donna con le gambe aperte e quindi va cambiato. A questi non piace la patata e lo devono far pesare a tutti, ritenendosi magari pure più fortunati. Più serio invece il secondo: la Dunkin' Donuts ha dovuto ritirare la nuova pubblicità, perchè la protagonista indossa una tipica sciarpa palestinese. Il che è un evidente richiamo al terrorismo: in effetti le ciambelle sono tutta un'esplosione di crema e grassi.
Ecco, questo non me l'avevano ancora chiesto. E giustamente direi, visto che ho la faccia da terrone e non da finnico. Invece ieri sera uno arriva al tavolo dove stavamo io e gli altri due coinquilini e fa il gioco preferito dei norvegesi: indovinare da dove veniamo. Primo tentativo, cileccato di molto. Poi, ha sentito la lingua che parlavamo e ci ha sorpreso riconoscendola. Perché per quasi tutti gli altri, noi parliamo spagnolo. Anche per quelli che sanno lo spagnolo.
Lista delle nazionalità attribuitemi:
1-spagnolo
2-greco
3-turco
4-albanese
5-italiano
6-bulgaro
(SECONDO)
Quest'anno noi si attira la popolazione locale un bel po'. Che almeno una persona per sera viene a chiederci qualcosa. Soprattutto se per caso siamo spagnoli...
Ieri c'era anche una che non ho mai visto prima ma è del luogo. Bella ragazza, tanto che mi sfugge come potesse essermi sfuggita (alla vista, ovviamente) finora. Che si mette a ciarlare allegramente con noi, fin quando un omone grosso e brutto (più brutto che grosso, per il mio gusto personale), presumibilmente suo marito/fidanzatofissoincasa/convivente/padrone, prima le dice qualcosa sbiascicato che credo non abbia colto neppure lei, poi l'allontana di nuovo da noi. E in me si è insinuato un dubbio che ancora non si è risolto e probabilmente mai si risolverà: che cazpita le avrà detto? Di colpo, infatti, dal suo bel visino sono svaniti sia il riso che il sorriso e la tristezza ha preso il posto dell'allegria, il tutto in secondi 3. Più uno di traduzione dallo sbiascicato al norvegese.
(TERZO)
L'altro giorno ho fatto la guida sulla via panoramica, quella che avevo visto per benino tipo qualche giorno prima. Si è partiti col pulman non funzionante, che neanche potevo parlare perché avevo le mani occupate a tenere la porta anteriore chiusa. Hai voglia poi a tenerla chiusa... non so se vi è mai capitato di fare la lotta con una porta con il sistema a pompa idraulica o come caspio si chiama: vince lei. E poi c'era l'allarme din din din che continuava a suonare, che quindi se anche avessi parlato non mi avrebbero sentito.
Poi dopo dieci minuti arriviamo alla sosta e l'autista dell'altro pullman ci mette il tempo di schiacciare un tasto per risolvere i nostri problemi.
Il resto del tour è andato bene e siccome sono stato estremamente bravo mi hanno anche manciato niente male. Poi è sovvenutami un poco la tristezza pensando ai tempi andati anche se recentemente. Infatti mi è venuto in mente quel che mi fecero notare all'EF: io sono tagliato per fare tour per adulti, e infatti i due bambini che avevo a bordo non mi han datto neanche un pound. Sti cazzo di giovani d'oggi non hanno il senso dell'umorismo, è per quello che non mi trovo bene con loro.
(QUARTO)
Cosa che non c'entra nulla con lo stare qui... ho letto due dei grandi problemi che affliggono il mondo al giorno d'oggi: il primo è il logo della Starbucks che per un gruppo cristiano assomiglia a una donna con le gambe aperte e quindi va cambiato. A questi non piace la patata e lo devono far pesare a tutti, ritenendosi magari pure più fortunati. Più serio invece il secondo: la Dunkin' Donuts ha dovuto ritirare la nuova pubblicità, perchè la protagonista indossa una tipica sciarpa palestinese. Il che è un evidente richiamo al terrorismo: in effetti le ciambelle sono tutta un'esplosione di crema e grassi.
sabato 3 maggio 2008
Per rinfrancare lo spirito tra un'elezione e l'altra
Ieri pomeriggio sono andato a Milano che c'era la manifestazione del primo maggio. Che c'era stata anche l'anno scorso e De Corato aveva detto che era pericoloso andarci perché c'erano quelli cattivi che spaccavano tutto, la peggioggente.
Quest'anno c'era poca gente, all'inizio. Perché fondamentalmente a nessuno interessava essere lì proprio alle ore 14 in punto, uno poteva anche arrivare alle 15.30 che non lo licenziava nessuno. Ma all'inizio ecco, stavamo tutti in una via e quasi c'era più polizia che manifestanti. Tutti i poliziotti mi mettevano caldo solo a guardarli, in tenuta antisommossa. E infatti stavano all'ombra del McDonald's e delle banche.
E la gente che partecipava... ce n'era di personaggi strani. Che uno poteva dire "sì, ma questi vengono qui e neanche ce l'hanno un lavoro... vengono qui a farsi i cannoni e a bere la birra che costa poco!". Vero, ma già uno non ha da lavorare, gli vogliamo pure vietare di farsi una cannetta per passare parte della giornata allegro? Personalmente, non me la sentirei di impedirglielo.
Poveri poliziotti, venuti lì per niente. Neanche un tafferuglino piccino picciò.
Cambiando giorno ma non luogo... il 25 aprile il corteo era quasi arrivato in Duomo (o meglio, il corteo era già arrivato... il carro del Leoncavallo che si seguiva noi non ancora) e allora han messo su delle canzoncine che vanno sempre bene per l'occasione, così c'erano anche gli Inti-illimani che cantavano che el pueblo unido jamás será vencido. Poi ho pensato alle elezioni: el pueblo voté unido , muy unido. Non ci si può neanche più fidare di quello. Cosa dai il potere al popolo, che poi va a votare Berlusconi o Veltroni?
Cambiando giorno e anche luogo: ieri sera gara1 di finale scudetto di uollei, vista al bar. Un bar di quelli che ci vanno i vecchi, infatti quando sono arrivato c'erano già alcuni che guardavano la Fiorentina (perché non importa che partita sia, chi stia giocando... se c'è una partita di calcio, la si vede).
Comunque: a me interessava la partita di uollei e allora mi son fatto accendere il televisore su scaisportdue. Alcuni miei amici più per pietà che per interesse erano lì a farmi compagnia, ma ogni tanto arrivava anche un vecchietto interessato alla novità e faceva magari una domanda tipo "che sport l'è quel lì?", "han già ciapà un quai gol?", "perché el purter l'è lì in mes al camp?". Il più interessato alla fine ha anche fatto un riassunto assai più stringato e tecnico rispetto a Zorzi e tutti gli altri che commentano per professione: "alùra l'è finida tri a sero... Piasensa la s'è fada propri incülà".
Dopo la partita clou, tanto che c'eravamo siamo rimasti lì a vedere la fine della partita di calcio, così terminata quella abbiamo anche assistito allo spettacolo di dubbio gusto messo in scena da un vecchio e un giovane. Il giovane era seduto sul cofano della macchina del vecchio, che senza mezzi termini l'ha invitato a spostare le chiapponze altrove. Già deluso dal risultato della Fiorentina, il giovane ha pensato bene di coprire di insulti l'altro, che per quei 3-4 secondi ha anche tollerato, poi è passato alla minaccia di prenderlo a sberle, poi, essendo un vecchio e non un quaquaraquà moderno, è passato ai fatti.
Il giovane allora si è svelato per quel che è: lo stereotipo dell'ultrà pirla, che non si limita a inveire e minacciare di intraprendere azioni tipo spaccamento faccia, spezzamento braccia, tiramento di cartoni. No, se ne è uscito con un bel "io atte ti accoltello!". La sfida è stata lanciata per sabato sera, conoscendo i giovani d'oggi consiglio al vecchietto di rimanere in casa.
Quest'anno c'era poca gente, all'inizio. Perché fondamentalmente a nessuno interessava essere lì proprio alle ore 14 in punto, uno poteva anche arrivare alle 15.30 che non lo licenziava nessuno. Ma all'inizio ecco, stavamo tutti in una via e quasi c'era più polizia che manifestanti. Tutti i poliziotti mi mettevano caldo solo a guardarli, in tenuta antisommossa. E infatti stavano all'ombra del McDonald's e delle banche.
E la gente che partecipava... ce n'era di personaggi strani. Che uno poteva dire "sì, ma questi vengono qui e neanche ce l'hanno un lavoro... vengono qui a farsi i cannoni e a bere la birra che costa poco!". Vero, ma già uno non ha da lavorare, gli vogliamo pure vietare di farsi una cannetta per passare parte della giornata allegro? Personalmente, non me la sentirei di impedirglielo.
Poveri poliziotti, venuti lì per niente. Neanche un tafferuglino piccino picciò.
Cambiando giorno ma non luogo... il 25 aprile il corteo era quasi arrivato in Duomo (o meglio, il corteo era già arrivato... il carro del Leoncavallo che si seguiva noi non ancora) e allora han messo su delle canzoncine che vanno sempre bene per l'occasione, così c'erano anche gli Inti-illimani che cantavano che el pueblo unido jamás será vencido. Poi ho pensato alle elezioni: el pueblo voté unido , muy unido. Non ci si può neanche più fidare di quello. Cosa dai il potere al popolo, che poi va a votare Berlusconi o Veltroni?
Cambiando giorno e anche luogo: ieri sera gara1 di finale scudetto di uollei, vista al bar. Un bar di quelli che ci vanno i vecchi, infatti quando sono arrivato c'erano già alcuni che guardavano la Fiorentina (perché non importa che partita sia, chi stia giocando... se c'è una partita di calcio, la si vede).
Comunque: a me interessava la partita di uollei e allora mi son fatto accendere il televisore su scaisportdue. Alcuni miei amici più per pietà che per interesse erano lì a farmi compagnia, ma ogni tanto arrivava anche un vecchietto interessato alla novità e faceva magari una domanda tipo "che sport l'è quel lì?", "han già ciapà un quai gol?", "perché el purter l'è lì in mes al camp?". Il più interessato alla fine ha anche fatto un riassunto assai più stringato e tecnico rispetto a Zorzi e tutti gli altri che commentano per professione: "alùra l'è finida tri a sero... Piasensa la s'è fada propri incülà".
Dopo la partita clou, tanto che c'eravamo siamo rimasti lì a vedere la fine della partita di calcio, così terminata quella abbiamo anche assistito allo spettacolo di dubbio gusto messo in scena da un vecchio e un giovane. Il giovane era seduto sul cofano della macchina del vecchio, che senza mezzi termini l'ha invitato a spostare le chiapponze altrove. Già deluso dal risultato della Fiorentina, il giovane ha pensato bene di coprire di insulti l'altro, che per quei 3-4 secondi ha anche tollerato, poi è passato alla minaccia di prenderlo a sberle, poi, essendo un vecchio e non un quaquaraquà moderno, è passato ai fatti.
Il giovane allora si è svelato per quel che è: lo stereotipo dell'ultrà pirla, che non si limita a inveire e minacciare di intraprendere azioni tipo spaccamento faccia, spezzamento braccia, tiramento di cartoni. No, se ne è uscito con un bel "io atte ti accoltello!". La sfida è stata lanciata per sabato sera, conoscendo i giovani d'oggi consiglio al vecchietto di rimanere in casa.

venerdì 25 aprile 2008
25 aprile 2008
"Noi sognavamo un mondo diverso, un mondo di libertà, un mondo di giustizia, un mondo di pace e un mondo di fratellanza e di serenità...
...purtroppo questo mondo non c'è. E allora riflettete, ragionate con la vostra testa e continuate la nostra lotta."
...purtroppo questo mondo non c'è. E allora riflettete, ragionate con la vostra testa e continuate la nostra lotta."
Germano Nicolini, Comandante Diavolo
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giovedì 24 aprile 2008
Questo ferma ad Affori?
Ieri avevo da andare ad Affori e la metropolitana ancora non l'hanno completata. Così ci sono andato in treno. Ma è proprio un casino arrivarci, perchè ci si va con la linea urbana e non c'è spiegato niente. Io per non farmi prendere dal panico del momento, mi ero documentato a casa. Poi sono arrivato in Porta Garibaldi e gli orari che avevo scritto mi sono accorto di averli dimenticati a casa.
Sceso dal treno, sono andato dove era indicato 'sto passante ferroviario, ma dovevo fare il biglietto. Cerca di qua e cerca di là, di distributori di biglietti automatici che funzionavano non ce n'erano, quindi almeno sapevo che se anche avessi preso il treno sbagliato, tanto l'avevo preso gratis. Poi sono andato giù dove c'era la S2, che era la linea che dovevo prendere e mi metto a guardare il tabellone. Oh, ma da nessuna parte c'era scritto che il treno fermava ad Affori. Così sono salito sul primo che fermava anche in Bovisa e ho chiesto a una se lo sapeva. Sì, doveva scendere anche lei lì. Che va bene, però possono indicarle lo stesso le fermate, così uno lo sa senza disturbare gli altri passeggeri.
Prima leggevo il giornale e la posta dei lettori. Ancora commentavano delle elezioni e scrivevano cose tipo "finalmente ora tornerà a sventolare il tricolore sull'Italia", "menomale che non ci sono più le ideologie", "era ora che i comunisti andassero a casa", "adesso sì che l'Italia e gli italiani hanno fatto la scelta giusta" oppure "sono felice che ormai più nessuno sia di sinistra in Italia, così adesso vivremo bene". E qualcuno non ha avuto neanche un po' di vergogna a esprimere la sua gioia perché "i partiti che portano avanti le idee della resistenza che ha creato la nostra repubblica com'è stata fino ad ora non sono più presenti".
Primo, mi vien da chiedere che giornale prende mio papà. No, lui lo prende per la cronaca locale.
Secondo, non è che se al 50% degli italiani va bene Berlusconi significa che lui è il migliore per guidare l'Italia. Non era il migliore neanche Veltroni. Ma vaglielo a spiegare a quelli.
Sceso dal treno, sono andato dove era indicato 'sto passante ferroviario, ma dovevo fare il biglietto. Cerca di qua e cerca di là, di distributori di biglietti automatici che funzionavano non ce n'erano, quindi almeno sapevo che se anche avessi preso il treno sbagliato, tanto l'avevo preso gratis. Poi sono andato giù dove c'era la S2, che era la linea che dovevo prendere e mi metto a guardare il tabellone. Oh, ma da nessuna parte c'era scritto che il treno fermava ad Affori. Così sono salito sul primo che fermava anche in Bovisa e ho chiesto a una se lo sapeva. Sì, doveva scendere anche lei lì. Che va bene, però possono indicarle lo stesso le fermate, così uno lo sa senza disturbare gli altri passeggeri.
Prima leggevo il giornale e la posta dei lettori. Ancora commentavano delle elezioni e scrivevano cose tipo "finalmente ora tornerà a sventolare il tricolore sull'Italia", "menomale che non ci sono più le ideologie", "era ora che i comunisti andassero a casa", "adesso sì che l'Italia e gli italiani hanno fatto la scelta giusta" oppure "sono felice che ormai più nessuno sia di sinistra in Italia, così adesso vivremo bene". E qualcuno non ha avuto neanche un po' di vergogna a esprimere la sua gioia perché "i partiti che portano avanti le idee della resistenza che ha creato la nostra repubblica com'è stata fino ad ora non sono più presenti".
Primo, mi vien da chiedere che giornale prende mio papà. No, lui lo prende per la cronaca locale.
Secondo, non è che se al 50% degli italiani va bene Berlusconi significa che lui è il migliore per guidare l'Italia. Non era il migliore neanche Veltroni. Ma vaglielo a spiegare a quelli.
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martedì 15 aprile 2008
Don Silvio är tillbaka
...intitolava premonitrice la rivista svedese Fokus. E Silvio è tornato. Grazie a questa insistenza sull'assoluto bisogno di bipolarismo (ma perché, poi? A me vien logico immaginare la democrazia come qualcosa legato alla pluralità, piuttosto!), ecco cosa si è ottenuto: PDL al potere, PD nettamente sconfitto e sinistra esclusa dal parlamento.
Sono dispiaciuto per quel 15% circa dei votanti che ha pensato che un'alternativa a Veltroni e Berlusconi fosse possibile. E ovviamente non sono per nulla pentito di aver votato un partito che non sarà rappresentato. Il mio voto sarebbe andato perso solo se avessi votato gente che non mi rappresenta minimamente.
Quasi l'85% invece ha ritenuto giusto dare fiducia ai soliti noti. Incredibile... chi propone un'alternativa al solito sistema prende una percentuale di voti ridicola, mentre i soliti noti fanno il pieno di voti! E allora spero almeno che questa gente che ha deciso di continuare con questi politici visti e rivisti, provati e riprovati, ora abbia il buon gusto di smettere di lamentarsi, visto che ha dimostrato di non avere nessuna intenzione di cambiare.
Sono dispiaciuto per quel 15% circa dei votanti che ha pensato che un'alternativa a Veltroni e Berlusconi fosse possibile. E ovviamente non sono per nulla pentito di aver votato un partito che non sarà rappresentato. Il mio voto sarebbe andato perso solo se avessi votato gente che non mi rappresenta minimamente.
Quasi l'85% invece ha ritenuto giusto dare fiducia ai soliti noti. Incredibile... chi propone un'alternativa al solito sistema prende una percentuale di voti ridicola, mentre i soliti noti fanno il pieno di voti! E allora spero almeno che questa gente che ha deciso di continuare con questi politici visti e rivisti, provati e riprovati, ora abbia il buon gusto di smettere di lamentarsi, visto che ha dimostrato di non avere nessuna intenzione di cambiare.

lunedì 7 aprile 2008
Menomale che Silvio e Walter ci sono
Stamattina mentre andavo in visita pastorale dalla nönna sono passato dal mercato. Tra le bancarelle si fondevano i gazebo dei partiti, non a caso quello del PDL era di fronte al venditore di caciotte e accanto al carciofaro. Però, più che la simbolica collocazione, mi han colpito i manifesti: "Niente sconti di pena, chi sbaglia deve pagare". Che è anche vero, la condivido come opinione... ma da quando funziona così per Fozzitalia? Credevo che quando qualcuno sbagliava da quelle parti, si faceva una legge per depenalizzare il reato! O forse era quello il senso: "Chi sbaglia deve pagare, e anche tanto, e noi faremo in modo che la pena non ci sia neanche più".
L'altra sera ho visto su Tutubo due dei video più trash di sempre: "I'm PD" e "Menomale che Silvio c'è". Ancora ora non ci credo che davvero qualcuno ha avuto il coraggio di fare una cosa del genere.
I Village People giustamente si sono rifiutati di dare i diritti. Non tanto per gli arrangiamenti e il testo, ma per la Binetti. Inquietante un passaggio in particolare: " Ora, scendi in campo perché è giunta l’ora"... per essere l'inno del centrosinistra (sinistra?), è molto berlusconiano.
Il brano dedicato a Silvio, invece, ricorda inizialmente Bertoli, poi una canzone che ancora non sono riuscito a individuare. Ma soprattutto il ritornello è estremamente ecclesiastico, con quel coretto. "Menomale che c'è Grappeggia" era più ascoltabile.
Questo duello Veltroni-Berlusconi finisce in parità: inguardabili entrambi.
L'altra sera ho visto su Tutubo due dei video più trash di sempre: "I'm PD" e "Menomale che Silvio c'è". Ancora ora non ci credo che davvero qualcuno ha avuto il coraggio di fare una cosa del genere.
I Village People giustamente si sono rifiutati di dare i diritti. Non tanto per gli arrangiamenti e il testo, ma per la Binetti. Inquietante un passaggio in particolare: " Ora, scendi in campo perché è giunta l’ora"... per essere l'inno del centrosinistra (sinistra?), è molto berlusconiano.
Il brano dedicato a Silvio, invece, ricorda inizialmente Bertoli, poi una canzone che ancora non sono riuscito a individuare. Ma soprattutto il ritornello è estremamente ecclesiastico, con quel coretto. "Menomale che c'è Grappeggia" era più ascoltabile.
Questo duello Veltroni-Berlusconi finisce in parità: inguardabili entrambi.
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giovedì 21 febbraio 2008
Mi fido poco
Ho visto il manifesto del PD oggi. Sotto il faccione di Veltroni, una scritta che diceva qualcosa del tipo:
Non cambiate un governo.
Cambiate l'Italia.
E non so perchè mi è subito venuto in mente una modifica che farebbe suonare questo slogan molto meglio al mio orecchio:Cambiate l'Italia.
Non cambiate un governo.
Cambiate stato.
Cambiate stato.

lunedì 21 gennaio 2008
Perché nel Cristo c'è la verità *
Stamattina in Piazza Duomo a Milano era possibile seguire sui maxischermi l'oratoria papale. Un modo per dimostrare la solidarietà a B16 da parte del centro-destra e da tanti cittadini che, probabilmente di ritorno da una trentennale vacanza in qualche angolo sperduto del mondo, credevano che in Italia il potere ecclesiastico fosse ingiustamente limitato dalla laicità dello stato.
L'appoggio morale a Ratzinger non è mancato neppure a Roma, dove insieme agli immancabili ciellini hanno presenziato alcuni tra i migliori politici in circolazione: Calderoli (stavolta senza maiale al seguito. Al suo posto, c'era Borghezio), Andreotti, Cesa, Casini, Buttiglione, Bondi e Cicchitto, coordinati da Ruini. Avvistati anche Mastella e Rutelli, mentre pare fossero assenti i rappresentanti del centro-sinistra.
In riferimento alla mancata visita alla Sapienza, il papa ha sottolineato come il clima che si era creato avesse reso inopportuna la sua presenza. Alla luce di queste parole, sarebbe bello riuscire a ricreare quel clima in ogni occasione e in tutta Italia: chissà che si levi dalle balle.

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