Ho passato una settimana a Taray e per far rima devo dire che è stato bello assay.
Cose interessanti che si trovano lì: il gatto nero, i maiali, il fango, la terra, i colori delle montagne, le rovine, il fuoco, il mojito, il letto comodo, l'amicizia, la simpatia, la cortesia e l'ampio parcheggio.
Cose che non si trovano: un cappellino con visiera. Il mio si è rotto, le bancarelle hanno cappelli di tutte le forme e i colori ma non un semplice cappellino con visiera. Così mi sono bruciato la riga tra i capelli.
Tornato da là ho cambiato soluzione abitativa: basta ostello e sto in una casa. Di quelle che non è che devi condividere il bagno con altre venti persone, ma solo con due. A proposito, complimenti all'architetto: ha piazzato un vetro trasparente nella parete tra la doccia e la camera da letto. E se non è stato lui, complimenti al voyeur che abitava lì.
Comunque ora ho finalmente una chiave e non devo sperare ogni volta che il receptionist sia sveglio per entrare. Un bel passo avanti.
martedì 10 marzo 2009
sabato 21 febbraio 2009
4
1-A un mese dall'arrivo, cambio casa. Ciao ciao Pedro e soprattutto ciao ciao Angela.
Però ho trovato un posto letto a 3,5 € giornalieri e mi spiaceva non approfittarne.
2-Settimana prossima scendo a quota 2800 metri, taaanto ossigeno e poco inquinamento.
3-I venditori di cocaina stanno diventando troppo aggressivi.
4-Le serate culturali sono possibili anche da queste parti: qualche sera fa mi son visto in sequenza Il cinico, l'infame, il violento e Squadra antitruffa, senza neanche una pausa per far pipì.
Però ho trovato un posto letto a 3,5 € giornalieri e mi spiaceva non approfittarne.
2-Settimana prossima scendo a quota 2800 metri, taaanto ossigeno e poco inquinamento.
3-I venditori di cocaina stanno diventando troppo aggressivi.
4-Le serate culturali sono possibili anche da queste parti: qualche sera fa mi son visto in sequenza Il cinico, l'infame, il violento e Squadra antitruffa, senza neanche una pausa per far pipì.

lunedì 16 febbraio 2009
Serata da cervelli fini
Ieri mi sono dato alla cultura e all'arte moderna, di quella che non si capisce cosa la fanno a fare. Qui a Cusco c'è durante questo mese una serie di performances chiamata Cita a ciegas e ci sono sti artisti che vengono dall'Argentina, dal Brasile, dal Perù, dal Cile, dalla Colombia, dal Costarica eccetera. Ieri han presentato i propri lavori in cinque. Non ricordo l'ordine esatto, però più o meno queste sono state le cose...
Primo lavoro: una coppia di argentine che facevano cose tipo mettersi una riga al collo per essere allineate al muro, annaffiare i fiori e poi sparire, nuotare nel vuoto sdraiate su una sedia di lato e lanciare palline colorate al buio.
Secondo lavoro: una brasiliana che faceva le foto ai pagliacci spiegando la psicologia intrinseca della figura pagliaccesca. Si ride del pagliaccio o per quel che fa il pagliaccio? L'importante è versar arena sul sangue prima che lui entri.
Terzo lavoro: un'argentina si lavava in pubblico nell'archetto che è passaggio pedonale per andare da Plaza de Armas al mercato San Pedro. Un sacco di gente intorno. Stupore! E' la via principale. Poi lei e altri si mettono nei sacchi di plastica trasparenti e vedono che dicono i passanti.
Quarto lavoro: il più bello, un argentino si mangia un blodpolse e poi per dimostrare che non sappiamo cosa c'è in quel che mangiamo va in bagno, si tira fuori tre siringoni di sangue e si prepara un'altra salsiccia con cipolle, un bel po' di spezie e il sangue suo. Buon appetito.
Quinto lavoro: una brasiliana un po' ossessionata dal rosso e dalla vernice lascia tracce sulle scale anche a Qoricancha, poi si spalma un po' di rossetto tra le gambe e lascia il restante a un suo amico gay che ci si dipinge le labbra.
Prima dell'inizio dei lavori siamo stati rallegrati da un terremoto.
-Cosa ne pensi?
+Eh, come dire... interessante, sì sì. Ma... cosa significano ste cose?
-L'importante è che la gente che le vede pensi
+Fa riflettere una che si lava in mezzo alla strada. Le si sarà rotto qualche tubo e non avrà trovato l'idraulico.
Poi siccome gli artisti sono imprevedibili e pazzerelli, ecco che subito fanno una nuova performance così, ispirati dal momento. Un balletto avanti e indietro attraverso una di quelle tendine a tondini argentati di plastica. La tirano giù... 50 soles di danno. In realtà una cosa così costerà a dir tanto 8 soles, ma magari il tipo deve andare a Lima per trovarne una uguale.
Alla fine di tutta questa genialità si va alla ricerca di un posto carino. Che non si trova, finiamo in 'sto locale dove la musica sta a volumanza mille e ci si chiede perché parlarsi che tanto non ci si sente. Così dopo un poco me ne vado via e aspetto venti minuti sotto l'acquetta prima che qualcuno qui all'ostello mi apra.
E' stata una bella serata.
Primo lavoro: una coppia di argentine che facevano cose tipo mettersi una riga al collo per essere allineate al muro, annaffiare i fiori e poi sparire, nuotare nel vuoto sdraiate su una sedia di lato e lanciare palline colorate al buio.
Secondo lavoro: una brasiliana che faceva le foto ai pagliacci spiegando la psicologia intrinseca della figura pagliaccesca. Si ride del pagliaccio o per quel che fa il pagliaccio? L'importante è versar arena sul sangue prima che lui entri.
Terzo lavoro: un'argentina si lavava in pubblico nell'archetto che è passaggio pedonale per andare da Plaza de Armas al mercato San Pedro. Un sacco di gente intorno. Stupore! E' la via principale. Poi lei e altri si mettono nei sacchi di plastica trasparenti e vedono che dicono i passanti.
Quarto lavoro: il più bello, un argentino si mangia un blodpolse e poi per dimostrare che non sappiamo cosa c'è in quel che mangiamo va in bagno, si tira fuori tre siringoni di sangue e si prepara un'altra salsiccia con cipolle, un bel po' di spezie e il sangue suo. Buon appetito.
Quinto lavoro: una brasiliana un po' ossessionata dal rosso e dalla vernice lascia tracce sulle scale anche a Qoricancha, poi si spalma un po' di rossetto tra le gambe e lascia il restante a un suo amico gay che ci si dipinge le labbra.
Prima dell'inizio dei lavori siamo stati rallegrati da un terremoto.
-Cosa ne pensi?
+Eh, come dire... interessante, sì sì. Ma... cosa significano ste cose?
-L'importante è che la gente che le vede pensi
+Fa riflettere una che si lava in mezzo alla strada. Le si sarà rotto qualche tubo e non avrà trovato l'idraulico.
Poi siccome gli artisti sono imprevedibili e pazzerelli, ecco che subito fanno una nuova performance così, ispirati dal momento. Un balletto avanti e indietro attraverso una di quelle tendine a tondini argentati di plastica. La tirano giù... 50 soles di danno. In realtà una cosa così costerà a dir tanto 8 soles, ma magari il tipo deve andare a Lima per trovarne una uguale.
Alla fine di tutta questa genialità si va alla ricerca di un posto carino. Che non si trova, finiamo in 'sto locale dove la musica sta a volumanza mille e ci si chiede perché parlarsi che tanto non ci si sente. Così dopo un poco me ne vado via e aspetto venti minuti sotto l'acquetta prima che qualcuno qui all'ostello mi apra.
E' stata una bella serata.
domenica 15 febbraio 2009
Cani liberi, alpaca morti, sigarette...
Qui a Cusco piove quasi tutti i giorni, la gente ci fa l'abitudine e non usa mai l'ombrello, il che mi pare una cosa molto bella. Meno bello è che la pioggia la prendano sempre pure Angela e Pedro, i due gatti dell'ostello, e che poi vadano a dormire sul mio letto. Però è un segnale d'affetto e per tale lo prendo.
Mi garba anche che i cani stiano tutti allo stato brado, pure quelli di proprietà... niente guinzagli e catene, tutti liberi a fare quel che meglio gli pare. Tipo sbranare i piccoli alpaca... va beh quando concedi un po' di libertà qualche inconveniente c'è sempre.
I peruviani ogni tanto scassano la minchia. Tipo ci sono tutti questi che vendono le sigarette e ti chiedono
-Vuoi un pacchetto?
+No
-Perché?
+Perché non fumo.
-Impossibile.
+Ma è veroooo!!!
E poi devo avere la faccia sciupata, che ogni volta in un tragitto di dieci minuti minuti almeno cinque persone mi chiedono se voglio un massaggio. O un po' di marijuana. O della cocaina. Che qui ovviamente costa poco, però non è che faccia proprio rilassare.
Mi garba anche che i cani stiano tutti allo stato brado, pure quelli di proprietà... niente guinzagli e catene, tutti liberi a fare quel che meglio gli pare. Tipo sbranare i piccoli alpaca... va beh quando concedi un po' di libertà qualche inconveniente c'è sempre.
I peruviani ogni tanto scassano la minchia. Tipo ci sono tutti questi che vendono le sigarette e ti chiedono
-Vuoi un pacchetto?
+No
-Perché?
+Perché non fumo.
-Impossibile.
+Ma è veroooo!!!
E poi devo avere la faccia sciupata, che ogni volta in un tragitto di dieci minuti minuti almeno cinque persone mi chiedono se voglio un massaggio. O un po' di marijuana. O della cocaina. Che qui ovviamente costa poco, però non è che faccia proprio rilassare.
mercoledì 4 febbraio 2009
Una banda di comunisti
Giusto oggi è passata una settimana dalla partenza... il viaggio è andato bene, o almeno credo: ho dormito praticamente tutto il tempo. Poi sono arrivato a Lima ed è stato strano: in arrivo dall'inverno europeo e dal condizionamento dell'aeroporto, uscire per strada e trovarsi a impattare con i trenta gradi dell'estate peruviana ha fatto il suo effetto. E' stato un po' come uscire da un supermercato dopo esserci stati dentro per quattro mesi. Senza neanche aver comprato nulla!
L'ospitalità peruviana è stata subito confermata: tra i centottanta taxisti che mi volevano dare un passaggio per chissà dove, uno si è pure offerto di pagarmi una telefonata e mi ha regalato una cartina di Lima composta per l'80% di scotch, per il 15% di polvere e per il 5% di carta.
Comunque, Lima è un bel posto e poi il fatto di avere due guide a disposizione ha reso la permanenza praticamente perfetta. L'unica cosa negativa, l'ostello: a parte il fatto che ho fatto il check in e non mi hanno segnato (mannaggia a loro, potevo dividere la camera con quattro ragazze olandesi e invece mi sono toccati tre ominidi australiani), il casino in quell'edificio regna sovrano. Insomma, non è il posto più indicato se uno vuole fare un sonnellino. Neanche se uno vuole dormire perchè sono le tre di notte.
Finita la visita a Lima si è partiti per Qosqo, o Cusco, o Cuzco. Check in alle 4 di notte, imbarco alle 5.30... è finita che mi sono addormentato prima ancora del decollo e neanche mi sono accorto che siamo partiti, nonostante il secchiello piangente seduto dietro di me.
Arrivato qui sui 3400 metri circa già pensavo di essere in carenza di ossigeno, di avere un'emicrania perpetua e di passare i primi due giorni vomitando. Invece... sto meglio qui che al piano terra. Almeno per il momento.
Sto soggiornando in un ostello molto carino, soprattutto perché ci sono due gatti. Pedrito non è che mi si fili più di tanto (e la cosa è reciproca, tzè), mentre con Angela ormai è quasi amore. Poi la proprietaria è in zona mitologica, non fosse che per il modo in cui esprime la sua passione per i San Pedro e le esperienze mistiche che donerebbero queste cactacee, vero e proprio regalo del cielo per ricondurre le nostre povere anime in pace con se stesse e con il mondo. Insomma, funziona un po' come vedere Alice nel paese delle meraviglie sotto acido. O proprio come essere Alice nel paese delle meraviglie ma senza incontrare la regina di cuori.
Ieri ho iniziato il corso di spagnolo, che mi pare bello assai. Ci è pure stata offerta la cena di benvenuto, e quale argomento migliore per rompere il ghiaccio che non parlare di politica con tedeschi, australiani, canadesi, statunitensi, olandesi e peruviani? Come al solito tutti si (e mi) chiedono che ne pensano gli italiani di quell'omino buffo che racconta le barzellette e che di mestiere fa il capo di stato... com'è possibile che sia finito proprio lì a governare uno come lui. Studenti di spagnolo in Perù... una banda di comunisti.
L'ospitalità peruviana è stata subito confermata: tra i centottanta taxisti che mi volevano dare un passaggio per chissà dove, uno si è pure offerto di pagarmi una telefonata e mi ha regalato una cartina di Lima composta per l'80% di scotch, per il 15% di polvere e per il 5% di carta.
Comunque, Lima è un bel posto e poi il fatto di avere due guide a disposizione ha reso la permanenza praticamente perfetta. L'unica cosa negativa, l'ostello: a parte il fatto che ho fatto il check in e non mi hanno segnato (mannaggia a loro, potevo dividere la camera con quattro ragazze olandesi e invece mi sono toccati tre ominidi australiani), il casino in quell'edificio regna sovrano. Insomma, non è il posto più indicato se uno vuole fare un sonnellino. Neanche se uno vuole dormire perchè sono le tre di notte.
###Inizio intermezzo fotografico###
Le fotine del Perù
---Fine intermezzo fotografico---
Le fotine del Perù
---Fine intermezzo fotografico---
Finita la visita a Lima si è partiti per Qosqo, o Cusco, o Cuzco. Check in alle 4 di notte, imbarco alle 5.30... è finita che mi sono addormentato prima ancora del decollo e neanche mi sono accorto che siamo partiti, nonostante il secchiello piangente seduto dietro di me.
Arrivato qui sui 3400 metri circa già pensavo di essere in carenza di ossigeno, di avere un'emicrania perpetua e di passare i primi due giorni vomitando. Invece... sto meglio qui che al piano terra. Almeno per il momento.
Sto soggiornando in un ostello molto carino, soprattutto perché ci sono due gatti. Pedrito non è che mi si fili più di tanto (e la cosa è reciproca, tzè), mentre con Angela ormai è quasi amore. Poi la proprietaria è in zona mitologica, non fosse che per il modo in cui esprime la sua passione per i San Pedro e le esperienze mistiche che donerebbero queste cactacee, vero e proprio regalo del cielo per ricondurre le nostre povere anime in pace con se stesse e con il mondo. Insomma, funziona un po' come vedere Alice nel paese delle meraviglie sotto acido. O proprio come essere Alice nel paese delle meraviglie ma senza incontrare la regina di cuori.
Ieri ho iniziato il corso di spagnolo, che mi pare bello assai. Ci è pure stata offerta la cena di benvenuto, e quale argomento migliore per rompere il ghiaccio che non parlare di politica con tedeschi, australiani, canadesi, statunitensi, olandesi e peruviani? Come al solito tutti si (e mi) chiedono che ne pensano gli italiani di quell'omino buffo che racconta le barzellette e che di mestiere fa il capo di stato... com'è possibile che sia finito proprio lì a governare uno come lui. Studenti di spagnolo in Perù... una banda di comunisti.

martedì 27 gennaio 2009
Quando torno gli alberi avran le foglie
E tra poche ore parto. Tra 24 ore circa, se non ci saranno intoppi, sarò a Madrid pronto per decollare verso Lima. Tutto o quasi pronto: documenti preparati, soldi prelevati, amici salutati (non tutti... ma non è che posso andare di porta in porta), medicine acquistate, valigia riempita (più o meno).
Sono un po' a corto di emozioni forti tipo eccesso d'ansia o entusiasmo, ma ho la sensazione più che positiva di aver finalmente messo in pratica una cosa a cui tenevo. Poteva finire in un cassetto in compagnia di tante altre cose, e invece stavolta si fa tutto sul serio. Dopo taaaanti anni. Perché nel frattempo ho fatto delle cosine belline assai, ma giusto per coincidenza.
Sono un po' a corto di emozioni forti tipo eccesso d'ansia o entusiasmo, ma ho la sensazione più che positiva di aver finalmente messo in pratica una cosa a cui tenevo. Poteva finire in un cassetto in compagnia di tante altre cose, e invece stavolta si fa tutto sul serio. Dopo taaaanti anni. Perché nel frattempo ho fatto delle cosine belline assai, ma giusto per coincidenza.
---Inizio intermezzo musicale---
Aria piuttosto densa, prigioniero di un bistrot, nebbia in testa, se mi regge il cuore, vorrei un altro pastis per favore
Apro distratto il giornale, proprio oggi, tanti anni fa, Bleriot - Louis - pioniere - aviere - Sorvolava la Manica e atterrava a Dover, chissà cosa sperava di trovare, chissà se si trattava di affari di cuore...
E queste strade che mi attraversano il cuore, come Norbert Dentressangle, con più rumore, attraversa il continente,
con i suoi camion rossofuoco e le iniziali bianche a ricordarci che l’Europa è Lui
Sento i pensieri pesare, mentre i camion sfrecciano, più di quest’aria, più del mio bicchiere,
Forse ho bevuto troppo per volare
Le ho viste in agguato nel cielo, caricature della libertà, nuvole, levarsi verso il sole, chissà cosa cercavano di dire,
chissà che volevano dimostrare...
E questi cammini che mi scavano il cuore, come le rotte possibili dell’aviatore che decolla verso il niente
E i nostri occhi mettono a fuoco le iniziali bianche a confermarci che Bleriot è lassù
Le ho viste passare veloci, più veloci di Bleriot, nuvole, sfiorando il Sacro Cuore
Andavano a farsi male, chissà dove...
###Fine intermezzo musicale###
Aria piuttosto densa, prigioniero di un bistrot, nebbia in testa, se mi regge il cuore, vorrei un altro pastis per favore
Apro distratto il giornale, proprio oggi, tanti anni fa, Bleriot - Louis - pioniere - aviere - Sorvolava la Manica e atterrava a Dover, chissà cosa sperava di trovare, chissà se si trattava di affari di cuore...
E queste strade che mi attraversano il cuore, come Norbert Dentressangle, con più rumore, attraversa il continente,
con i suoi camion rossofuoco e le iniziali bianche a ricordarci che l’Europa è Lui
Sento i pensieri pesare, mentre i camion sfrecciano, più di quest’aria, più del mio bicchiere,
Forse ho bevuto troppo per volare
Le ho viste in agguato nel cielo, caricature della libertà, nuvole, levarsi verso il sole, chissà cosa cercavano di dire,
chissà che volevano dimostrare...
E questi cammini che mi scavano il cuore, come le rotte possibili dell’aviatore che decolla verso il niente
E i nostri occhi mettono a fuoco le iniziali bianche a confermarci che Bleriot è lassù
Le ho viste passare veloci, più veloci di Bleriot, nuvole, sfiorando il Sacro Cuore
Andavano a farsi male, chissà dove...
###Fine intermezzo musicale###
E me lo chiedo pure spesso cosa spero di trovare. Poi ci ripenso e mi chiedo perché si debba partire quasi sempre dal presupposto che nella vita ci sia qualcosa da cercare, che si debba prendere una strada per andare per forza da qualche parte e non solo per camminare un po'...
lunedì 19 gennaio 2009
Disidratazione
Doveva succedere. Dopo un'agonia di diversi giorni e un dimagrimento a vista d'occhio, il pupazzo di neve che c'era in cortile è morto. Gli è rotolata via la testa, che pareva già esser sotto uno strano sortilegio da quanto si era rimpicciolita. Sul collo gli è rimasto quel bastoncino a forma di sorriso, poco più in basso ancora si vedono i due bottoni con cui mi scrutava ad ogni passaggio.
Povero omino di ghiaccio, destinato a una morte certa non appena la temperatura si è alzata un filino. Chissà se sarà stato felice in questi pochi giorni di esistenza, o se la sua bocca legnosa fingeva solamente per far contenti i passanti.
Povero omino di ghiaccio, destinato a una morte certa non appena la temperatura si è alzata un filino. Chissà se sarà stato felice in questi pochi giorni di esistenza, o se la sua bocca legnosa fingeva solamente per far contenti i passanti.

lunedì 12 gennaio 2009
99-09
LE NUVOLE
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
giovedì 8 gennaio 2009
Genesi
Giorno uno:
dio si mise lì e dal nulla tirò fuori il cielo e la terra. Deserta, ma pur sempre una roba grossa. E c'era già anche l'acqua. Poi mise la luce pensando a tutti i poveretti che non avevano i superpoteri come lui, senza ricordarsi che al momento era solo.
Giorno due:
dio fece tante stelline e decise di dividere le acque. Poi si prese una pausa... non è che ci fosse tutta 'sta fretta di finire, già aveva fatto la luce e l'acqua il primo giorno! L'ispirazione sarebbe venuta un po' per volta.
Giorno tre:
dio, memore della noia della sera prima, si diede da fare e creò l'erba. Qualsiasi tipo, eh, non solo quella divertente. Poi inventò i semi per evitare di doversi portare le sequoie e i baobab in spalla. Prima, però, separò l'acqua dalla terra per non far confusione.
Giorno quattro:
dio pensò che era passato un po' di tempo ma non sapeva esattamente quanto, quindi inventò il calendario.
Giorno cinque:
dio riempì il cielo di uccellini e il mare di grosse bestie.
Giorno sei:
dio vide le rane e capì che pure sulla terra ci poteva mettere qualcosa oltre alle piante, così fece gli animali.
Poi si guardò attorno e vide che era proprio una gran figata. Inspiegabilmente -forse era un po' stanco- per terminare il tutto creò uno che se la tirasse un casino, non avesse rispetto per gli altri animali ma anzi si ritenesse di gran lunga superiore, con l'istinto a dominare soprattutto su quelli che erano più mansueti e gli diede anche una compagna. Accortosi dell'errore, decise che non meritava di chiamarsi bestia, e lo nominò uomo.
A questa coppia diede in comodato d'uso gratuito un posto bello assai con tutti i comfort e un ampio menù giornaliero, in cambio pretese solo che non gli mangiassero le mele. In un battito di ciglia, l'uomo aveva già incasinato tutto e si era pure fatto scoprire, da bravo coglione. L'istinto lo portò a dare la colpa a un altro, e siccome a parte lui c'era solo la donna, ecco trovato il capro espiatorio. Ma la donna in fondo nasceva dalla costola dell'uomo, quindi stessa pasta... ed incolpò la prima cosa che vide passare, un serpente.
Dio li cacciò, gli diede un sacco di sfighe al seguito, disse alla donna che avrebbe partorito con dolore e che avrebbe dovuto vivere in un mondo dominato dal maschilismo, quindi subito lei per verificare che non stesse mentendo si fece ingravidare. Fece due figli maschi e subito uno ammazzò l'altro per una questione religiosa.
Ora, con queste premesse... come si può sperare che ci sia la pace nel mondo?
dio si mise lì e dal nulla tirò fuori il cielo e la terra. Deserta, ma pur sempre una roba grossa. E c'era già anche l'acqua. Poi mise la luce pensando a tutti i poveretti che non avevano i superpoteri come lui, senza ricordarsi che al momento era solo.
Giorno due:
dio fece tante stelline e decise di dividere le acque. Poi si prese una pausa... non è che ci fosse tutta 'sta fretta di finire, già aveva fatto la luce e l'acqua il primo giorno! L'ispirazione sarebbe venuta un po' per volta.
Giorno tre:
dio, memore della noia della sera prima, si diede da fare e creò l'erba. Qualsiasi tipo, eh, non solo quella divertente. Poi inventò i semi per evitare di doversi portare le sequoie e i baobab in spalla. Prima, però, separò l'acqua dalla terra per non far confusione.
Giorno quattro:
dio pensò che era passato un po' di tempo ma non sapeva esattamente quanto, quindi inventò il calendario.
Giorno cinque:
dio riempì il cielo di uccellini e il mare di grosse bestie.
Giorno sei:
dio vide le rane e capì che pure sulla terra ci poteva mettere qualcosa oltre alle piante, così fece gli animali.
Poi si guardò attorno e vide che era proprio una gran figata. Inspiegabilmente -forse era un po' stanco- per terminare il tutto creò uno che se la tirasse un casino, non avesse rispetto per gli altri animali ma anzi si ritenesse di gran lunga superiore, con l'istinto a dominare soprattutto su quelli che erano più mansueti e gli diede anche una compagna. Accortosi dell'errore, decise che non meritava di chiamarsi bestia, e lo nominò uomo.
A questa coppia diede in comodato d'uso gratuito un posto bello assai con tutti i comfort e un ampio menù giornaliero, in cambio pretese solo che non gli mangiassero le mele. In un battito di ciglia, l'uomo aveva già incasinato tutto e si era pure fatto scoprire, da bravo coglione. L'istinto lo portò a dare la colpa a un altro, e siccome a parte lui c'era solo la donna, ecco trovato il capro espiatorio. Ma la donna in fondo nasceva dalla costola dell'uomo, quindi stessa pasta... ed incolpò la prima cosa che vide passare, un serpente.
Dio li cacciò, gli diede un sacco di sfighe al seguito, disse alla donna che avrebbe partorito con dolore e che avrebbe dovuto vivere in un mondo dominato dal maschilismo, quindi subito lei per verificare che non stesse mentendo si fece ingravidare. Fece due figli maschi e subito uno ammazzò l'altro per una questione religiosa.
Ora, con queste premesse... come si può sperare che ci sia la pace nel mondo?
giovedì 1 gennaio 2009
Radioduemila&otto
Come l'anno scorso, pure quest'anno ho deciso di fare un cd con le canzoni più rappresentative o ossessionanti del mio 2008...
Ecco la track list:
Ecco la track list:
- Thurston Moore - American coffin
- Iggy Pop - Pumpin' for Jill
- Yann Tiersen - Au dessous du volcan
- Sepultura - Kaiowas
- Arch Enemy - Nemesis
- Banda Bassotti - Figli della stessa rabbia
- Goran Bregovic/Cesaria Evora - Ausencia
- Cavalera Conspiracy - Inflikted
- Radiodervish - Taci, il nemico ti ascolta
- Giorgio Canali - Pompieri2
- Asrai - Pale light
- Os Mutantes - Balada do louco
- Madaski - The perfect groove
- Flash & Bones - Rigor Mortis (I love you)
- Tenhi - Souto
- Vallanzaska - La Gazzelle
- Prodigy - Firestarter
- Haggard - Hijo de la luna
- Wolfango - Lavorare
mercoledì 31 dicembre 2008
Come sprecare una serata aspettata da taaaanto tempo
Ieri alle Scimmie a Milano c'è stato il concerto dei Wolfango(quello che volevo vedere da almeno una decina d'anni), o almeno credo ci sia stato. La foto qui sotto mostra quel che ho visto io in realtà.

Immagine fissa, per quasi due ore.
Sono arrivato al suddetto locale alle 21.15 circa, dato che il concerto (che prima dei mitici prevedeva l'esibizione di due gruppi che non c'entravano una fava nè coi Wolfango nè tra di loro) era stato annunciato all'inizio alle 21.30. Poi alle 22. Poi il cameriere mi ha detto alle 22.30. Poi alle 23 ancora non era salito nessuno sul palco (se non uno che ci ha appoggiato la sua chitarra e la sua giacca) e non pareva che qualcuno avesse intenzione di farlo. Poi alle 23.10 mi son rotto il cazzo di aspettare e me ne sono uscito.
E pensare che quando sono arrivato stavano già suonando... e sì, c'era il soundcheck. Persone presenti: io, una ragazza solitaria a un tavolo, una coppietta del tutto disinteressata a quel che stava accadendo al di fuori del metro quadro in cui stava seduta, i due Wolfango più un terzo sconosciuto, due sul palco che suonavano e due che si stavano improvvisando fonici. Perché non c'era manco un fonico d'elite. E in quel momento... neanche c'erano i baristi. Un concerto che ha attirato le folle, non c'è che dire.
Sono arrivato al suddetto locale alle 21.15 circa, dato che il concerto (che prima dei mitici prevedeva l'esibizione di due gruppi che non c'entravano una fava nè coi Wolfango nè tra di loro) era stato annunciato all'inizio alle 21.30. Poi alle 22. Poi il cameriere mi ha detto alle 22.30. Poi alle 23 ancora non era salito nessuno sul palco (se non uno che ci ha appoggiato la sua chitarra e la sua giacca) e non pareva che qualcuno avesse intenzione di farlo. Poi alle 23.10 mi son rotto il cazzo di aspettare e me ne sono uscito.
E pensare che quando sono arrivato stavano già suonando... e sì, c'era il soundcheck. Persone presenti: io, una ragazza solitaria a un tavolo, una coppietta del tutto disinteressata a quel che stava accadendo al di fuori del metro quadro in cui stava seduta, i due Wolfango più un terzo sconosciuto, due sul palco che suonavano e due che si stavano improvvisando fonici. Perché non c'era manco un fonico d'elite. E in quel momento... neanche c'erano i baristi. Un concerto che ha attirato le folle, non c'è che dire.
mercoledì 17 dicembre 2008
Cara Lilja...
...ti voglio bene assai pure se stai sana. Davvero. Già non era necessario che dopo la splenectomia ti facessi venire la vasculite, ma sappi che ora non servirà che passata pure questa, te ne prendi un'altra.
E' vero, non è che io sono la persona più sana del mondo, ma almeno tra la scarlattina e il tifo ci ho messo di mezzo qualche anno!
E' vero, non è che io sono la persona più sana del mondo, ma almeno tra la scarlattina e il tifo ci ho messo di mezzo qualche anno!
undefined
giovedì 11 dicembre 2008
Solo come un wurstel in un panino senza crauti
Anche quest'anno le feste natalizie mi hanno portato un lavoro. All'Artigiano in Fiera, come l'anno scorso e due anni fa... sempre al solito stand tedesco. E di nuovo con gente non proprio simpaticissima... ma si va a lavorare per fare soldi e non per divertirsi, a volte.
Cosa positiva: nessuno ha vomitato nè sui tavoli nè dentro i bidoni della spazzatura.
Cosa positiva: nessuno ha vomitato nè sui tavoli nè dentro i bidoni della spazzatura.
###Inizio intermezzo cinquecosico###
Le cinque domande/affermazioni più stupide sentite in fiera:
1- Ma la Baviera è uno stato indipendente?
2- I prezzi sono in euro o in franchi svizzeri?
3-Come mai se è un ristorante tedesco non fate le omelette?
4-Ma i bretzel sono sempre stati dolci!
5-Ma come mai lavori qui e non all'Oktoberfest?
---Fine intermezzo cinquecosico---
Le cinque domande/affermazioni più stupide sentite in fiera:
1- Ma la Baviera è uno stato indipendente?
2- I prezzi sono in euro o in franchi svizzeri?
3-Come mai se è un ristorante tedesco non fate le omelette?
4-Ma i bretzel sono sempre stati dolci!
5-Ma come mai lavori qui e non all'Oktoberfest?
---Fine intermezzo cinquecosico---
In generale, questi dieci giorni sono stati una discreta rottura di palle. Sempre a girare per i tavoli, sempre a rispondere alle stesse domande e a fare le stesse cose... se vedi una fila lunga lunga lunga di gente che sta prendendo dei panini, perché mai tu dovresti avere il privilegio di essere servito al tuo posticino? E se vedi che accanto a te c'è un cestino, perché non butti via il tuo piatto di carta ma anzi me lo porti in regalo? Che vuoi che ci faccia, pensi che sia il mio hobby collezionare piatti sporchi? Se proprio non vuoi buttarlo da te, lascialo sul tavolo che ci penso io a passare. E se io metto su un tavolo lungo due metri un vassoietto di quindici centimetri proprio sotto il distributore di senape e ketchup, perché tu me lo devi spostare?
Ma il mistero più misterioso rimane come sia possibile che mangiando semplicemente un panino, alla gente finisca tanta roba per terra. Fortunatamente anche dei soldi... 15 euro di mancia ricavati dalle monetine sparse.
La cosa peggiore però, oltre al mal di ginocchia, è stata dover prendere la metropolitana insieme a una marea di gente. Anche se così ho potuto constatare che piano piano i miei livelli di tolleranza e pazienza si stanno alzando...
Però... se stiamo in fila e mi passi davanti, è inutile che mi insulti nella tua lingua sconosciuta se ti prendo a gomitate. Mandami affanculo che preferisco la chiarezza. E poi che spingi a fare se tanto il treno lo perdi lo stesso?
L'ATM organizzata malissimo, come al solito. Ho rischiato di perdere il pullman da San Donato delle 00.25 presentandomi ai tornelli alle 23! Ma quelli mettono tre tornelli e basta per i biglietti cartacei e poi si lamentano che c'è gente. E fanno anche i brillanti... "è impossibile che sia rotta l'obliteratrice, sbaglierà lei a timbrare il biglietto, funzionava fino a un attimo fa!". E' per quello che si dice che è rotta... prima funzionava, adesso no. Ma il genio non si fida e deve venire a controllare di persona... "eh, non funziona!". Bravo, risposta esatta!
Ma il mistero più misterioso rimane come sia possibile che mangiando semplicemente un panino, alla gente finisca tanta roba per terra. Fortunatamente anche dei soldi... 15 euro di mancia ricavati dalle monetine sparse.
La cosa peggiore però, oltre al mal di ginocchia, è stata dover prendere la metropolitana insieme a una marea di gente. Anche se così ho potuto constatare che piano piano i miei livelli di tolleranza e pazienza si stanno alzando...
Però... se stiamo in fila e mi passi davanti, è inutile che mi insulti nella tua lingua sconosciuta se ti prendo a gomitate. Mandami affanculo che preferisco la chiarezza. E poi che spingi a fare se tanto il treno lo perdi lo stesso?
L'ATM organizzata malissimo, come al solito. Ho rischiato di perdere il pullman da San Donato delle 00.25 presentandomi ai tornelli alle 23! Ma quelli mettono tre tornelli e basta per i biglietti cartacei e poi si lamentano che c'è gente. E fanno anche i brillanti... "è impossibile che sia rotta l'obliteratrice, sbaglierà lei a timbrare il biglietto, funzionava fino a un attimo fa!". E' per quello che si dice che è rotta... prima funzionava, adesso no. Ma il genio non si fida e deve venire a controllare di persona... "eh, non funziona!". Bravo, risposta esatta!
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martedì 2 dicembre 2008
E rido a crepapelle quando faccio le crespelle...
Gaudio, tripudio, gioia, felicità, come definire il mio stato d'animo?
Stasera ho scoperto che il 29 dicembre i Wolfango fanno un concertino a Milano... non che non ne abbiano fatti finora, ma me li sono sempre persi. Invece ora so quando e dove suoneranno e probabilmente un'attesa decennale sarà compensata. Ma che notizia entusiasmante, mi sa che dormirò.
Stasera ho scoperto che il 29 dicembre i Wolfango fanno un concertino a Milano... non che non ne abbiano fatti finora, ma me li sono sempre persi. Invece ora so quando e dove suoneranno e probabilmente un'attesa decennale sarà compensata. Ma che notizia entusiasmante, mi sa che dormirò.
giovedì 27 novembre 2008
Brividi a sorpresa
Evento straordinario: dopo la doccia di stasera, ho usato l'asciugacapelli. Tanto che c'ero -altro evento quasi irripetibile- mi sono pure pettinato. Ma torniamo all'asciugacapelli. Non lo uso mai non perché mi abbia tirato qualche tiro birbone ma perché mi fa una reazione strana: mi fa accapponare la pelle. E non capita esclusivamente a causa dell'aria calda: pure se lo sta usando qualcun altro, solo il rumore... la stessa cosa succede con alcuni tipi di aspirapolvere, fortunatamente non con quello che si ha in casa noi.
Ma non è tutto, infatti c'è pure un'altra cosa che mi fa venire sempre i brividini: Orange rolls, angel's spit, quando arriva a circa tre minuti e Kim dice "come on if you could you would surely die". Ogni volta, immancabilmente. E qui è davvero dura scoprire il perché. Sarà la combinazione di accordi?
Ma non è tutto, infatti c'è pure un'altra cosa che mi fa venire sempre i brividini: Orange rolls, angel's spit, quando arriva a circa tre minuti e Kim dice "come on if you could you would surely die". Ogni volta, immancabilmente. E qui è davvero dura scoprire il perché. Sarà la combinazione di accordi?

giovedì 20 novembre 2008
Amore incondizionato
Ieri sera mi chiedevo a cosa avrà potuto pensare di me Lilja venerdì scorso... l'ho presa con la forza, l'ho portata in un posto che proprio non le piace, le ho fatto mettere le mani addosso da sconosciuti che per prima cosa le hanno iniettato una cosa che bruciava e poi le hanno fatto perdere i sensi... e quando si è risvegliata si è pure ritrovata instabile e con un taglio enorme che neanche le permetteva di sedersi. Come se non bastasse, ieri si è pure beccata una sana disinfettata. Ecco, dopo tutto questo, mi chiedevo cosa la trattenga dal farmi a pezzi con le sue unghie appena mi vede.
sabato 15 novembre 2008
Gatti 1 - milze di gatto 0
Dunque stamattina Lilja è stata operata. E' andata bene, nessuna complicazione (a parte che non riesce a trovare una posizione comoda per dormire... ha passato tutto il pomeriggio sveglia).
La cronaca:
ore 9.20 inizia l'inseguimento per metterla nel trasportino
ore 9.30 termina l'inseguimento
ore 9.45 arrivo in clinica
ore 10.00 inizia la battaglia per tirarla fuori dal trasportino
ore 10.05 Lilja si aggiudica il primo round e festeggia soffiando
ore 10.10 il trasportino viene scoperchiato, Lilja si offende e soffia
ore 10.11 Lilja soffia un'altra volta
ore 10.12 arriva la prima iniezione. Lilja soffia
ore 10.13 Lilja si esibisce nel classico muggito da visita veterinaria
ore 10.20 Lilja vomita ed è quindi pronta per essere operata
ore 10.21 Lilja debolissima viene presa e posta sul tavolo operatorio
ore 10.25 i dottori praticano un po' di iniezioni, l'intubazione e una tosatura da pecora
ore 10.32 inizia l'operazione
ore 11.02 la milza è fuori!
ore 11.10 la milza è sezionata e messa sotto formalina
ore 11.35 termina l'operazione
ore 11.40 Lilja si risveglia
ore 11.42 Lilja soffia
ore 11.43 viene tolta l'ultima cannula. Lilja soffia
ore 11.44 Lilja viene portata nella sua gabbia. E soffia
ore 12.15 possiamo tornare a casa. I dottori salutano Lilja, che sta soffiando
Poi vediamo se tutto ciò è servito o no.
La cronaca:
ore 9.20 inizia l'inseguimento per metterla nel trasportino
ore 9.30 termina l'inseguimento
ore 9.45 arrivo in clinica
ore 10.00 inizia la battaglia per tirarla fuori dal trasportino
ore 10.05 Lilja si aggiudica il primo round e festeggia soffiando
ore 10.10 il trasportino viene scoperchiato, Lilja si offende e soffia
ore 10.11 Lilja soffia un'altra volta
ore 10.12 arriva la prima iniezione. Lilja soffia
ore 10.13 Lilja si esibisce nel classico muggito da visita veterinaria
ore 10.20 Lilja vomita ed è quindi pronta per essere operata
ore 10.21 Lilja debolissima viene presa e posta sul tavolo operatorio
ore 10.25 i dottori praticano un po' di iniezioni, l'intubazione e una tosatura da pecora
ore 10.32 inizia l'operazione
ore 11.02 la milza è fuori!
ore 11.10 la milza è sezionata e messa sotto formalina
ore 11.35 termina l'operazione
ore 11.40 Lilja si risveglia
ore 11.42 Lilja soffia
ore 11.43 viene tolta l'ultima cannula. Lilja soffia
ore 11.44 Lilja viene portata nella sua gabbia. E soffia
ore 12.15 possiamo tornare a casa. I dottori salutano Lilja, che sta soffiando
Poi vediamo se tutto ciò è servito o no.

giovedì 13 novembre 2008
Ahia
Domattina alle 10 devo portare la gatta dalla veterinaria. Alla fine si è deciso di farla operare. Via la milza. Una scelta difficile, ma non è che avessi molte alternative...
Mi intristisce molto guardarla mentre sta proprio qui a far le fusa, ignara di quel che le succederà, però non è che si possa fare altro. Se si riammala, son cazzi.
Mi intristisce molto guardarla mentre sta proprio qui a far le fusa, ignara di quel che le succederà, però non è che si possa fare altro. Se si riammala, son cazzi.

mercoledì 5 novembre 2008
Massa campionde del mondo!
Ah no, qualcuno aveva solo festeggiato troppo in fretta! Quando la realtà supera la fantasia: pensavo che il massimo fosse vedere Hamilton fuori alla prima curva e Massa terzo, invece questo finale è stato proprio il meglio a cui si potesse assistere, dato che ha regalato anche la megarosicata di taaaanti "tifosi"...
domenica 2 novembre 2008
Non sarò mai il messia dei verniciatori di imposte
Ieri avevo da verniciare gli infissi a casa di mia nonna. Mi sono scelto la porta che dà sul balcone in sala e ho iniziato: scotch sui lati dei vetri, una bella ripassata di straccio e via: è andata a finire che in tre ore ho fatto le due ante interne neanche per intero e una metà esterna. Poi è arrivato mio zio che in venti minuti ha fatto tuuutta l'anta esterna che mancava. Di certo però lui non ci ha messo la cura per il dettaglio che ci ho messo io. E poi non mi piace il dover fare tutto di fretta. E' bello fermarsi ogni tanto, contemplare il lavoro fatto, spennellare nei punti più ostili per essere sicuri che il bianco sia bianco bianco, sniffare la vernice e il diluente, guardare che accade in strada...
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