venerdì 17 luglio 2009

Tra Spagna e scoiattoli non metterci un ragno

E oggi si è fatto il primo tour con gli spagnoli. No, non è vero, ne avevo già fatti altri, ma questo era il primo di quelli luuuunghi luuuunghi. Finora si erano fatti solo tour bilingue, tipo con degli italiani o degli inglesi di troppo. Più un'escursione breve al ghiacciaio. Invece oggi è arrivata la sfida: partenza alle 8.30 e arrivo alle 16.30. 8 ore insieme. Tanto per iniziare bene, siamo partiti con un ritardo alquanto alto, di almeno tot minuti. Recuperati parzialmente alla fine, ma siamo comunque arrivati quando la nave avrebbe dovuto essere già in viaggio da 25 minuti. Va beh, problema loro. 
Comunque era da un po' che avevo voglia di fare un tour luuuungo luuuungo esclusivamente con gli spagnoli, così per vedere come mi riusciva. Pensavo peggio, soprattutto nel zifrillo di km che si fanno sia per andare che per tornare tra Stryn e Briksdal. Insomma, le cose importanti (che non sono neanche molte) si dicono all'andata, e al ritorno? Pensavo di tacere di più. Invece è andata bene.
Mi han pure detto che non si sente l'accento sudamericano (bene) e neanche quello italiano (meglio). Che poi l'altra volta mi avevano detto che invece si sentiva chiaramente un'inflessione andalusa, è un'altra storia...

Oggi c'era dentro dunque anche il ghiacciaio. L'escursione a piedi mia amica-nemica. Nemica perché ogni volta mi inquieta pensare che un gruppo di turisti possa farla in tempi lunghi assai. Amica perché mi vengono in mente quelli che fanno un lavoro paccosissimo in ufficio o peggio ancora in fabbrica mentre io sto all'aperto tra cascate e montagne. E poi quasi ogni volta faccio o andata o ritorno da solo, così che mi posso trovare davanti ai miei pensieri senza nessuno che disturba. Ad esempio, passando accanto al bosco, pensavo agli scoiattoli, senza averne visti. Ma penso che qualcuno ce ne sia. Sì, non avevo pensieri particolarmente pesanti. Dunque pensavo a come sarebbe stato se fossi nato scoiattolo. Prima cosa: sarei morto da tipo 25 anni. E questo oltre ad avermi leggermente intristito mi ha fatto riflettere su come sia noioso e insensibile verso i più sfortunati lamentarsi quando abbiamo una giornata storta. Voglio dire... se un uomo vive circa 70 anni e uno scoiattolo 4, allora un giorno da scoiattolo è come due settimane e mezzo da uomo. Che se a lui viene il mal di testa è una tragedia, già che non tiene l'aspirina, poi è come averlo per 17-18 giorni. Ci sarebbe stata anche una riflessione su eventuali rapporti scoiattolo-scoiattola, ma era troppo impegnativa. 
Ma alla fine forse non è che sia una cosa negativa vivere 5 anni... uno raccoglie le sue noccioline, se ne mangia una di tanto in tanto, poi muore. Mi pare una cosa fattibile. 
Quello che mi spaventava di più però era un altro pensiero: tipo quando uno scoiattolo ha paura dei ragni, la cosa si deve far pesante. Come dire... abitando in un bosco ne vedrà pure tante di bestiacce. E quando gli si para davanti uno di quei ragnacci cicci o un opilionide, dev'essere da infarto. Insomma, prendiamo uno scoiattolino di 20 cm... magari sta facendo un riposino nel suo buchetto sull'alberello tipo Cip & Ciop, con la sua scorta di ghiande... e -tac!- da dietro una noce sbuca fuori sto ragnone di 2 cm! Come se io me ne trovassi davanti uno da mezzo chilo! Aaaargh! Non dormirei tranquillo. Però di contro potrebbe essere che non esistono scoiattoli aracnofobici, quindi si eviterebbe il problema. 
Più in generale, spesso penso al fatto che l'uomo può essere più intelligente di qualche bestia, ma magari più furbo non proprio... nel senso che uno si deve ammazzare di lavoro per non crepare di fame, lo scoiattolo invece che ti fa? Dorme un po', si va a fare il suo giretto sull'albero, mangia i funghi velenosi che tanto c'ha l'antidoto incorporato, poi si dice che è ora di cercare una ghianda, fine della giornata. E appunto una giornata di uno scoiattolo sono quasi tre settimane nostre. Svantaggi: se lo scoiattolo è isolato e tendente alla malinconia, rischia di cadere in depressione e sentirsi inutile.

domenica 28 giugno 2009

Amor de mi vida

Oggi sono quattro anni di convivenza con Lilja...
...l'amore a forma di gatto!

domenica 14 giugno 2009

Uomo nero vs. camicie nere (o kaki)

E ormai sono già tot giorni che sono tornato a Stryn, tipo una ventina. Riassumendo...
1-Grandi novità: un bar aperto tutte le sere e anche quando i tour passano di qui la mattina alle nove (non a caso il proprietario non è un norvegese...), un nuovo supermercato (il Kiwi, aperto pure la domenica), il bowling è stato riaperto (e quest'anno pare pure che ogni tanto ci sia dentro gente) e soprattutto un contratto nuovo con pagamento a prestazione e non un fisso mensile. Che pare essere cosa buona e giusta, sicuramente il lavoro non manca.

2-Grandi conferme: il Litago sjokolademelk è ancora in produzione, Oliver (il gatto dei vicini) abita ancora qui e sta bene, il fiordo non è sparito, si son rivisti molti volti noti.

3-Grandi assenze: la Marta che preferisce stare in Germania (e questo è grave), la Cetta che finalmente non ritorna (e questo è bene). Anche se il pericolo di un suo ritorno è stato alto... solo un imprevisto imprevedibile pare averla tenuta lontano da qui.

4-I tour van bene, finora non ho ancora litigato con nessuno e non mi hanno ancora mandato a lavorare in lande inesplorate.

Mi manca l'Italia. Spero che quando tornerò siano già operative le ronde nere (complimenti per il nome). Ora che ci sono loro e so che i marocchini -potenziali terroristi tutti quanti- non possono lavorare in metropolitana, mi sentirò moooolto più sicuro. Fanculo a tutti i fascisti e a quelli che ancora dicono che l'antifascismo è anacronistico.

venerdì 15 maggio 2009

Se vuoi parlare un po' con me ti devo addare al mio Myspace...

Tra una settimana a quest'ora magari sono già arrivato a Stryyyyn. O magari no... dipende quanto saremo lesti nel prenderci i bagagli (ma soprattutto quanto saranno veloci gli addetti a caricarli sui nastri, cosa che non fa ben sperare), dato che tra l'arrivo dell'aereo a Oslo e la partenza dell'autobus c'è un tempo d'attesa discretamente breve. Fatto sta che è già un'altra volta tempo di partire. Che 'sto tempo ogni tanto mi sfugge dalle mani. A volte invece no, sono io che lo sguinzaglio e lo lascio andare per la sua strada, mentre lo osservo fuggire via. 

Comunque c'è una cosa che ieri ho visto e mi ha segnato profondamente. Sono andato alla Fnask per vedere un po' di cosine tipo libri nuovi, cd nuovi, computer nuovi (eh, è un negozio di robe nuove, non usate). E così dopo aver visto che il corso base di cinese costava 87 euri e che ci sono sempre dei libri per bambini abbinati a pupazzetti fichissimi tipo la piovra verde o il cavallino maruccio rosso, ignaro di quel che stava accadendo mi stavo dirigendo verso il settore "libri che fanno ridere".  All'improvviso, lo shock. Causato da un libro bianco con il disegno di una fatina. Nome dell'autrice: Emotrilly. Cioè... quella fata in copertina era la versione emo della Trilly di Peter Pan! Con le alette cucite, tatuata e sforellata di piercing. E quell'aria da ragazza che se non ha un vestito nero o viola addosso si sente a disagio e che ascolta gruppi che a noi giovani ci piaceranno 4ever tipo i Tokio Hotel e i Mizuko Laminkia. Non c'è più rispetto per nessuno ormai, neanche per le eroine-eroinomani dei classici Disney. 
Tutto ciò mi ha fatto pensare che esistono cose che in alcuni posti non trovi e non te ne accorgi. Forse perché non ne senti la mancanza. Tipo a Cusco non c'erano nè gli emo nè i truzzi nè i fighetti in generale. 

Fortuna che ci si può consolare perché nel mondo e in Italia non ci sono grandi disastri e tutto quanto va a gonfie vele. Tranne qualche barcone, che le vele ce le ha sgonfie e finisce alla deriva.

sabato 25 aprile 2009

25 aprile 2009

 "Garibaldi", Brigata d'assalto
 che risorgi nell'Italo cuor,
 per la Patria la Fede, l'Onore,
 contro chi, maledetto, ti tradì!

Partigiano di tutte le valli,
pronto il mitra, le bombe: cammina!
La tua Patria, travolta in rovina,
la tua Patria non deve morir!

Giù dai monti! Discendi dalle valli!
Il nemico distrugge il tuo tetto.
Partigiano, impugna il moschetto,
già il tuo giorno di gloria suono!
Partigiano, impugna il moschetto,
già il tuo giorno di gloria suono!

 "Garibaldi", Brigata d'assalto...

Se la morte ti sfiora, ti coglie,
cosa importa, se tuona il cannone?
Partigiano, glorioso leone,
la Vittoria più bella sarà!

Partigiani, levate i vessilli
che bagnaron di sangue i Bandiera.
Con Battisti e del Piave la schiera
l'invasore schiacciato sarà!
Con Battisti e del Piave la schiera
l'invasore schiacciato sarà!

 "Garibaldi", Brigata d'assalto...

Non pennacchi, galloni dorati;
segno ambito: ferita vermiglia;
nostro motto: la Santa Guerriglia,
la divisa del nuovo Guerrier.

Libertà nel lavoro vogliamo;
sia per tutti il pane che sfama.
Partigiano, la patria ti chiama
col suo braccio, il tuo sangue, il tuo cuor.
Partigiano, la patria ti chiama
col suo braccio, il tuo sangue, il tuo cuor.

Riassumendo

E ieri era una settimana che son tornato a casa. Tempo di fare un riassuntino...

Le scoperte
1- i cani peruviani sono meno aggressivi di quelli italiani. Forse sono più rilassati, deve essere una discreta rottura di palle stare al guinzaglio ogni volta che ti portano in giro
2- in una gran parte del Perù non si può gettare la carta igienica nel water. E ho scoperto che funziona così pure in alcune zone del Portogallo. Spesso non sappiamo le fortune che abbiamo a vivere qui.
3- la lucuma è il miglior frutto tropicale che abbia mangiato. Peccato che non ne abbia una pianta in giardino. Spesso non sappiamo le sfortune che abbiamo a vivere qui.
4- a Cusco grandina più spesso che a Milano
5- anche a pioggia non è messa male

La scuola
1- strano ma vero, lì si ascolta più inglese che spagnolo. Colpa di questi giovani d'oggi che vanno a studiare all'estero e poi non sanno la lingua.
2- una settimana in una camera singola nell'appartamento messo a disposizione dalla scuola costa quanto tre settimane e un paio di giorni in un ostello economico
3- un gatto nero vive da quelle parti
4- potevano metterla su una strada meno in salita, che la prima settimana finivo il fiato 100 metri prima di arrivare. L'ultima settimana, quando mancavano 30 metri, perché sempre in salita stava, non è che se uno si abitua alla carenza di ossigeno poi la fa di corsa senza problemi
5- il 90% dei professori, secondo me, sarebbe a rischio scomunica

Il viaggio finale
1- pensiero comune di tutti i compagni d'avventura: ci sono automobili più resistenti della Hiunday H1
2- è anche vero che forse abbiamo esagerato un pochettino con gli sterrati. E su questo sono d'accordo soprattutto con il mio stomaco
3- il deserto di Paracas è la cosa che mi è piaciuta di più
4- il Machu Picchu è bello, niente da dire. Scenico, spettacolare, mozzafiato. Però è sorprendente che la gente si sorprenda che sia ancora lì quasi intero. Cioè... l'han tirato su tipo nel 1450 a 2400 metri d'altezza su una montagnetta, mica su un altopiano. Non è che quelli del 1700 sono tornati per costruirci su un'altra città, per dire. Il Colosseo che pure si conserva benino è stato aperto quei 14 secoli prima...
5- a Nazca se non si prende l'aeroplanino non si vede neanche una righina delle famose linee. Quindi io non ho visto neanche una righina. 

Le 5 cose peggiori
1- l'insistenza dei venditori ambulanti nei confronti dei "turisti" in centro a Cusco. Vendono bambole/quadri/zucche/pupazzettidadito/orecchini/marijuana/cocaina/cicche/caramelle. E poi ci sono i massaggi, 20 soles per un'ora. Proposti in serie... nel senso che ci sono anche 4-5 ragazze in fila, a un metro una dall'altra, e se dici di no alla prima le altre non colgono, e ti ripetono la stessa offerta. Insopportabili. Quasi quanto i ragazzi che vogliono a tutti i costi pulirti le scarpe. Se uno dice no è no. E se le mie scarpe sono sporche saranno cazzi miei... poi... parlano quelli che ce le hanno pulite, neh!
2- l'assenza dell'acqua in casa. Alzarsi la domenica alle 7.30 per farsi la doccia non è piacevole, neanche se poi si torna a dormire fino a mezzogiorno.
3- dover pagare 18 euro per uno zainetto dal peso di chilogrammi unovirgolatrè perché il tipo della Easyjet ha deciso che è così. "Non dipende da me, poi ti fermano prima dell'imbarco". Poi vai all'imbarco, e chi c'è? Lui. Comunque questo è successo a Madrid quindi sono andato fuori tema e non vale.
3giusto- l'agenzia che mi ha venduto il viaggio a Machu Picchu. Volevano mi pare 230 dollari. Per un viaggio che costa la metà. Sintesi della discussione avuta in agenzia:
-il pacchetto oramai è acquistato e lo devi pagare
+significa che mi state obbligando ad andare al Machu Picchu senza neanche avermi parlato insieme prima?
-noi l'abbiamo pagato e quindi dobbiamo venderlo
+e se ve lo facevano pagare 500 dollari dovevo comprarlo a quella cifra?
-si può pagare una multa di 130 dollari e siamo a posto
+eh sì è una bella idea pagare 130 dollari per NON vedere niente...
Così che alla fine siamo arrivati al compromesso -vantaggioso comunque soprattutto per loro- di 130 dollari. Incluso solo il viaggio in treno, che in realtà costa molto meno. Esclusa la guida. Che lì ogni volta che trovi delle rovine ti dicono che serve una guida, altrimenti vedi solo sassi. Va beh, gli altri tre comunque avevano la guida e mi sono accodato. Fortuna che non l'ho pagata... ci ha fatto partire alle 5.30 per poter andare sul Wayna Picchu e poi ci dice che possiamo passare di lì a far la fila alle 10. E allora che mi sono svegliato alle 5 a fare? Ecco il vero mistero del Machu Picchu.
4- i compagni di corso antipatici. Fortunatamente la socia che ha fatto 6 settimane con me era meglio... ma soprattutto quelle della prima settimana, stavano quasi al limite dell'intollerabile. Sì, che il limite mio è molto basso quindi non è che c'è da fare molto per farmi perdere la pazienza, ma non va bene lo stesso.
Comunque anche la brasiliana di qualche settimana dopo non è che fosse meglio... di lei ricorderò soprattutto la frase "se la gente pregasse di più il mondo andrebbe meglio"
5- la puntualità peruviana. Sconcertante. Di gran lunga peggiore della mia... lì ad andare bene si aspetta mezz'ora, ad andare male non arriva proprio quello che si sta aspettando

Le 5 cose migliori
1- Angela, la mia gatta bianca da trasferta. Che è fuggita. Non far stare in pensiero i tuoi amici dell'ostello, torna a casa!
2- beh, aver trovato un posto in cui sostare a un prezzo assai basso comida incluida è stato un colpo di culo notevole
3- anche il fatto di non aver sofferto di mal d'altitudine, neanche per un giorno
4- e come non citare il fatto di non aver avuto problemi gastrointestinali
5- essere arrivato in ritardo al matrimonio. A cerimonia conclusa. E pensare che con me c'erano tipo altre 20-25 persone che sono venute in Perù esclusivamente per assistere al suddetto. E tanto che si è in tema complimenti agli sposi, soprattutto per l'idea di escludere i bambini dai festeggiamenti. Mitico.

martedì 21 aprile 2009

Intercontinalato

Giovedì scorso sono atterrato a Malpensa, dopo un viaggetto di un discreto numero di ore. Partenza il giorno prima da Lima, quando là erano le 10 di mattina, e arrivo qui a mezzogiorno e mezzo. Il viaggio non è stato molto stressante, come all'andata ho dormito quasi tutto il tempo. Però era partito male, con un coretto di tre bambini piangenti e molto vicini alla disperazione. Il bambino piangente è una costante dei viaggi, qualsiasi sia il mezzo che si prende. A tale proposito dovrebbero pensare prima o poi di morfinizzarli per evitare questo spiacevole contrattempo. O se proprio non vogliono usare certe sostanze sui bambini, provvedere a donarne una dose agli altri passeggeri. 
L'altro viaggio che avevo da fare, ossia quello di gruppo, è andato bene. Si sono visti posti davvero spettacolari (alcune foto le ho piazzate qui), soprattutto mi ha colpito il deserto. Che già avevo visto taaaanta sabbia in Danimarca, ma non era taaaaaaaaaaaanta come qui. 
Sono stato anche a un matrimonio, prima. Beh, mi sono perso la cerimonia in verità. Ma non è stata colpa mia, era l'autista del pulmino che ci doveva portare sul posto che si è perso! Però bello il post cerimonia. Tornando a Cusco... direi che è stata un'esperienza positiva. Ufficialmente sono andato per imparare lo spagnolo e alla fine ho pure passato l'esame con 18/20.
Ufficiosamente non so per quale motivo sia andato fino là... le distanze dividono più dagli amici che dai problemi comunque. 
Interessante vedere come si vive dall'altra parte. Triste vedere come vive certa gente. Però valorizza un po' (un po' tanto) certe cose che si danno per scontate da questa parte. Come ad esempio avere acqua in casa a tutte le ore. Magari calda calda. O non aver problemi a trovare un litro di latte che non sia in polvere. O poter tranquillamente bollire i ceci. Provateci voi a farli cuocere bene a 3400 metri d'altezza come se nulla fosse!

P.S.: ho saputo che Angela, la gatta che ogni tanto dormiva con me all'ostello, è sparita. Non si sa dove sia andata. Questo mi intristisce, sì.

giovedì 2 aprile 2009

Prontipartenzavia

Il tempo qui a Cusco ormai sta sgocciolando... quasi terminato. Domani si finisce il corso, si fa l'esamino per vedere se in 9 settimane qualcosa mi è entrato nella testa. Poi due settimane di vacanzina, come se ne avessi bisogno. E come se poi tornassi a un'attività lavorativa una volta giunto in Italia.
Per non sentire troppo la mancanza dei viaggi comunque già si sono presi i biglietti per andare in Norvegia, 21 maggio sono là. Che è sempre una bella cosa. E speriamo che quest'anno non ci siano troppi cazzoni a inquinare l'ambiente.

martedì 10 marzo 2009

E tornar tornar tornaaaar...

Ho passato una settimana a Taray e per far rima devo dire che è stato bello assay. 
Cose interessanti che si trovano lì: il gatto nero, i maiali, il fango, la terra, i colori delle montagne, le rovine, il fuoco, il mojito, il letto comodo, l'amicizia, la simpatia, la cortesia e l'ampio parcheggio. 
Cose che non si trovano: un cappellino con visiera. Il mio si è rotto, le bancarelle hanno cappelli di tutte le forme e i colori ma non un semplice cappellino con visiera. Così mi sono bruciato la riga tra i capelli.

Tornato da là ho cambiato soluzione abitativa: basta ostello e sto in una casa. Di quelle che non è che devi condividere il bagno con altre venti persone, ma solo con due. A proposito, complimenti all'architetto: ha piazzato un vetro trasparente nella parete tra la doccia e la camera da letto. E se non è stato lui, complimenti al voyeur che abitava lì.
Comunque ora ho finalmente una chiave e non devo sperare ogni volta che il receptionist sia sveglio per entrare. Un bel passo avanti.

sabato 21 febbraio 2009

4

1-A un mese dall'arrivo, cambio casa. Ciao ciao Pedro e soprattutto ciao ciao Angela
Però ho trovato un posto letto a 3,5 € giornalieri e mi spiaceva non approfittarne. 
2-Settimana prossima scendo a quota 2800 metri, taaanto ossigeno e poco inquinamento. 
3-I venditori di cocaina stanno diventando troppo aggressivi.
4-Le serate culturali sono possibili anche da queste parti: qualche sera fa mi son visto in sequenza Il cinico, l'infame, il violento e Squadra antitruffa, senza neanche una pausa per far pipì.

lunedì 16 febbraio 2009

Serata da cervelli fini

Ieri mi sono dato alla cultura e all'arte moderna, di quella che non si capisce cosa la fanno a fare. Qui a Cusco c'è durante questo mese una serie di performances chiamata Cita a ciegas e ci sono sti artisti che vengono dall'Argentina, dal Brasile, dal Perù, dal Cile, dalla Colombia, dal Costarica eccetera. Ieri han presentato i propri lavori in cinque. Non ricordo l'ordine esatto, però più o meno queste sono state le cose...
Primo lavoro: una coppia di argentine che facevano cose tipo mettersi una riga al collo per essere allineate al muro, annaffiare i fiori e poi sparire, nuotare nel vuoto sdraiate su una sedia di lato e lanciare palline colorate al buio. 
Secondo lavoro: una brasiliana che faceva le foto ai pagliacci spiegando la psicologia intrinseca della figura pagliaccesca. Si ride del pagliaccio o per quel che fa il pagliaccio? L'importante è versar arena sul sangue prima che lui entri.
Terzo lavoro: un'argentina si lavava in pubblico nell'archetto che è passaggio pedonale per andare da Plaza de Armas al mercato San Pedro. Un sacco di gente intorno. Stupore! E' la via principale. Poi lei e altri si mettono nei sacchi di plastica trasparenti e vedono che dicono i passanti.
Quarto lavoro: il più bello, un argentino si mangia un blodpolse e poi per dimostrare che non sappiamo cosa c'è in quel che mangiamo va in bagno, si tira fuori tre siringoni di sangue e si prepara un'altra salsiccia con cipolle, un bel po' di spezie e il sangue suo. Buon appetito.
Quinto lavoro: una brasiliana un po' ossessionata dal rosso e dalla vernice lascia tracce sulle scale anche a Qoricancha, poi si spalma un po' di rossetto tra le gambe e lascia il restante a un suo amico gay che ci si dipinge le labbra. 
Prima dell'inizio dei lavori siamo stati rallegrati da un terremoto.

-Cosa ne pensi?
+Eh, come dire... interessante, sì sì. Ma... cosa significano ste cose?
-L'importante è che la gente che le vede pensi
+Fa riflettere una che si lava in mezzo alla strada. Le si sarà rotto qualche tubo e non avrà trovato l'idraulico.

Poi siccome gli artisti sono imprevedibili e pazzerelli, ecco che subito fanno una nuova performance così, ispirati dal momento. Un balletto avanti e indietro attraverso una di quelle tendine a tondini argentati di plastica. La tirano giù... 50 soles di danno. In realtà una cosa così costerà a dir tanto 8 soles, ma magari il tipo deve andare a Lima per trovarne una uguale. 
Alla fine di tutta questa genialità si va alla ricerca di un posto carino. Che non si trova, finiamo in 'sto locale dove la musica sta a volumanza mille e ci si chiede perché parlarsi che tanto non ci si sente. Così dopo un poco me ne vado via e aspetto venti minuti sotto l'acquetta prima che qualcuno qui all'ostello mi apra. 
E' stata una bella serata.

domenica 15 febbraio 2009

Cani liberi, alpaca morti, sigarette...

Qui a Cusco piove quasi tutti i giorni, la gente ci fa l'abitudine e non usa mai l'ombrello, il che mi pare una cosa molto bella. Meno bello è che la pioggia la prendano sempre pure Angela e Pedro, i due gatti dell'ostello, e che poi vadano a dormire sul mio letto. Però è un segnale d'affetto e per tale lo prendo. 
Mi garba anche che i cani stiano tutti allo stato brado, pure quelli di proprietà... niente guinzagli e catene, tutti liberi a fare quel che meglio gli pare. Tipo sbranare i piccoli alpaca... va beh quando concedi un po' di libertà qualche inconveniente c'è sempre.

I peruviani ogni tanto scassano la minchia. Tipo ci sono tutti questi che vendono le sigarette e ti chiedono 
-Vuoi un pacchetto? 
+No
-Perché? 
+Perché non fumo. 
-Impossibile. 
+Ma è veroooo!!!
E poi devo avere la faccia sciupata, che ogni volta in un tragitto di dieci minuti minuti almeno cinque persone mi chiedono se voglio un massaggio.  O un po' di marijuana. O della cocaina. Che qui ovviamente costa poco, però non è che faccia proprio rilassare.

mercoledì 4 febbraio 2009

Una banda di comunisti

Giusto oggi è passata una settimana dalla partenza... il viaggio è andato bene, o almeno credo: ho dormito praticamente tutto il tempo. Poi sono arrivato a Lima ed è stato strano: in arrivo dall'inverno europeo e dal condizionamento dell'aeroporto, uscire per strada e trovarsi a impattare con i trenta gradi dell'estate peruviana ha fatto il suo effetto. E' stato un po' come uscire da un supermercato dopo esserci stati dentro per quattro mesi. Senza neanche aver comprato nulla!
L'ospitalità peruviana è stata subito confermata: tra i centottanta taxisti che mi volevano dare un passaggio per chissà dove, uno si è pure offerto di pagarmi una telefonata e mi ha regalato una cartina di Lima composta per l'80% di scotch, per il 15% di polvere e per il 5% di carta.
Comunque, Lima è un bel posto e poi il fatto di avere due guide a disposizione ha reso la permanenza praticamente perfetta. L'unica cosa negativa, l'ostello: a parte il fatto che ho fatto il check in e non mi hanno segnato (mannaggia a loro, potevo dividere la camera con quattro ragazze olandesi e invece mi sono toccati tre ominidi australiani), il casino in quell'edificio regna sovrano. Insomma, non è il posto più indicato se uno vuole fare un sonnellino. Neanche se uno vuole dormire perchè sono le tre di notte.

###Inizio intermezzo fotografico###

Le fotine del Perù

---Fine intermezzo fotografico---

Finita la visita a Lima si è partiti per Qosqo, o Cusco, o Cuzco. Check in alle 4 di notte, imbarco alle 5.30... è finita che mi sono addormentato prima ancora del decollo e neanche mi sono accorto che siamo partiti, nonostante il secchiello piangente seduto dietro di me.
Arrivato qui sui 3400 metri circa già pensavo di essere in carenza di ossigeno, di avere un'emicrania perpetua e di passare i primi due giorni vomitando. Invece... sto meglio qui che al piano terra. Almeno per il momento.
Sto soggiornando in un ostello molto carino, soprattutto perché ci sono due gatti. Pedrito non è che mi si fili più di tanto (e la cosa è reciproca, tzè), mentre con Angela ormai è quasi amore. Poi la proprietaria è in zona mitologica, non fosse che per il modo in cui esprime la sua passione per i San Pedro e le esperienze mistiche che donerebbero queste cactacee, vero e proprio regalo del cielo per ricondurre le nostre povere anime in pace con se stesse e con il mondo. Insomma, funziona un po' come vedere Alice nel paese delle meraviglie sotto acido. O proprio come essere Alice nel paese delle meraviglie ma senza incontrare la regina di cuori.
Ieri ho iniziato il corso di spagnolo, che mi pare bello assai. Ci è pure stata offerta la cena di benvenuto, e quale argomento migliore per rompere il ghiaccio che non parlare di politica con tedeschi, australiani, canadesi, statunitensi, olandesi e peruviani? Come al solito tutti si (e mi) chiedono che ne pensano gli italiani di quell'omino buffo che racconta le barzellette e che di mestiere fa il capo di stato... com'è possibile che sia finito proprio lì a governare uno come lui. Studenti di spagnolo in Perù... una banda di comunisti. 

martedì 27 gennaio 2009

Quando torno gli alberi avran le foglie

E tra poche ore parto. Tra 24 ore circa, se non ci saranno intoppi, sarò a Madrid pronto per decollare verso Lima. Tutto o quasi pronto: documenti preparati, soldi prelevati, amici salutati (non tutti... ma non è che posso andare di porta in porta), medicine acquistate, valigia riempita (più o meno).
Sono un po' a corto di emozioni forti tipo eccesso d'ansia o entusiasmo, ma ho la sensazione più che positiva di aver finalmente messo in pratica una cosa a cui tenevo. Poteva finire in un cassetto in compagnia di tante altre cose, e invece stavolta si fa tutto sul serio. Dopo taaaanti anni. Perché nel frattempo ho fatto delle cosine belline assai, ma giusto per coincidenza.


---Inizio intermezzo musicale---

Aria piuttosto densa, prigioniero di un bistrot, nebbia in testa, se mi regge il cuore, vorrei un altro pastis per favore
Apro distratto il giornale, proprio oggi, tanti anni fa, Bleriot - Louis - pioniere - aviere - Sorvolava la Manica e atterrava a Dover, chissà cosa sperava di trovare, chissà se si trattava di affari di cuore...
E queste strade che mi attraversano il cuore, come Norbert Dentressangle, con più rumore, attraversa il continente,
con i suoi camion rossofuoco e le iniziali bianche a ricordarci che l’Europa è Lui
Sento i pensieri pesare, mentre i camion sfrecciano, più di quest’aria, più del mio bicchiere,
Forse ho bevuto troppo per volare
Le ho viste in agguato nel cielo, caricature della libertà, nuvole, levarsi verso il sole, chissà cosa cercavano di dire,
chissà che volevano dimostrare...
E questi cammini che mi scavano il cuore, come le rotte possibili dell’aviatore che decolla verso il niente
E i nostri occhi mettono a fuoco le iniziali bianche a confermarci che Bleriot è lassù
Le ho viste passare veloci, più veloci di Bleriot, nuvole, sfiorando il Sacro Cuore
Andavano a farsi male, chissà dove...

###Fine intermezzo musicale###

E me lo chiedo pure spesso cosa spero di trovare. Poi ci ripenso e mi chiedo perché si debba partire quasi sempre dal presupposto che nella vita ci sia qualcosa da cercare, che si debba prendere una strada per andare per forza da qualche parte e non solo per camminare un po'...

lunedì 19 gennaio 2009

Disidratazione

Doveva succedere. Dopo un'agonia di diversi giorni e un dimagrimento a vista d'occhio, il pupazzo di neve che c'era in cortile è morto. Gli è rotolata via la testa, che pareva già esser sotto uno strano sortilegio da quanto si era rimpicciolita. Sul collo gli è rimasto quel bastoncino a forma di sorriso, poco più in basso ancora si vedono i due bottoni con cui mi scrutava ad ogni passaggio. 
Povero omino di ghiaccio, destinato a una morte certa non appena la temperatura si è alzata un filino. Chissà se sarà stato felice in questi pochi giorni di esistenza, o se la sua bocca legnosa fingeva solamente per far contenti i passanti.

lunedì 12 gennaio 2009

99-09

LE NUVOLE

Vanno 
vengono 
ogni tanto si fermano 
e quando si fermano 
sono nere come il corvo 
sembra che ti guardano con malocchio 

Certe volte sono bianche 
e corrono 
e prendono la forma dell’airone 
o della pecora 
o di qualche altra bestia 
ma questo lo vedono meglio i bambini 
che giocano a corrergli dietro per tanti metri 

Certe volte ti avvisano con rumore 
prima di arrivare 
e la terra si trema 
e gli animali si stanno zitti 
certe volte ti avvisano con rumore 

Vanno 
vengono 
ritornano 
e magari si fermano tanti giorni 
che non vedi più il sole e le stelle 
e ti sembra di non conoscere più 
il posto dove stai 

Vanno 
vengono 
per una vera 
mille sono finte 
e si mettono li tra noi e il cielo 
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

giovedì 8 gennaio 2009

Genesi

Giorno uno:
dio si mise lì e dal nulla tirò fuori il cielo e la terra. Deserta, ma pur sempre una roba grossa. E c'era già anche l'acqua. Poi mise la luce pensando a tutti i poveretti che non avevano i superpoteri come lui, senza ricordarsi che al momento era solo.
Giorno due:
dio fece tante stelline e decise di dividere le acque. Poi si prese una pausa... non è che ci fosse tutta 'sta fretta di finire, già aveva fatto la luce e l'acqua il primo giorno! L'ispirazione sarebbe venuta un po' per volta.
Giorno tre: 
dio, memore della noia della sera prima, si diede da fare e creò l'erba. Qualsiasi tipo, eh, non solo quella  divertente. Poi inventò i semi per evitare di doversi portare le sequoie e i baobab in spalla. Prima, però, separò l'acqua dalla terra per non far confusione.
Giorno quattro:
dio pensò che era passato un po' di tempo ma non sapeva esattamente quanto, quindi inventò il calendario.
Giorno cinque:
dio riempì il cielo di uccellini e il mare di grosse bestie.
Giorno sei:
dio vide le rane e capì che pure sulla terra ci poteva mettere qualcosa oltre alle piante, così fece gli animali.
Poi si guardò attorno e vide che era proprio una gran figata. Inspiegabilmente -forse era un po' stanco- per terminare il tutto creò uno che se la tirasse un casino, non avesse rispetto per gli altri animali ma anzi si ritenesse di gran lunga superiore, con l'istinto a dominare soprattutto su quelli che erano più mansueti e gli diede anche una compagna. Accortosi dell'errore, decise che non meritava di chiamarsi bestia, e lo nominò uomo.
A questa coppia diede in comodato d'uso gratuito un posto bello assai con tutti i comfort e un ampio menù giornaliero, in cambio pretese solo che non gli mangiassero le mele. In un battito di ciglia, l'uomo aveva già incasinato tutto e si era pure fatto scoprire, da bravo coglione. L'istinto lo portò a dare la colpa a un altro, e siccome a parte lui c'era solo la donna, ecco trovato il capro espiatorio. Ma la donna in fondo nasceva dalla costola dell'uomo, quindi stessa pasta... ed incolpò la prima cosa che vide passare, un serpente. 
Dio li cacciò, gli diede un sacco di sfighe al seguito, disse alla donna che avrebbe partorito con dolore e che avrebbe dovuto vivere in un mondo dominato dal maschilismo, quindi subito lei per verificare che non stesse mentendo si fece ingravidare. Fece due figli maschi e subito uno ammazzò l'altro per una questione religiosa.

Ora, con queste premesse... come si può sperare che ci sia la pace nel mondo?

giovedì 1 gennaio 2009

Radioduemila&otto

Come l'anno scorso, pure quest'anno ho deciso di fare un cd con le canzoni più rappresentative o ossessionanti del mio 2008...
Ecco la track list:

  1. Thurston Moore - American coffin
  2. Iggy Pop - Pumpin' for Jill
  3. Yann Tiersen - Au dessous du volcan
  4. Sepultura - Kaiowas
  5. Arch Enemy - Nemesis
  6. Banda Bassotti - Figli della stessa rabbia
  7. Goran Bregovic/Cesaria Evora - Ausencia
  8. Cavalera Conspiracy - Inflikted
  9. Radiodervish - Taci, il nemico ti ascolta
  10. Giorgio Canali - Pompieri2
  11. Asrai - Pale light
  12. Os Mutantes - Balada do louco
  13. Madaski - The perfect groove
  14. Flash & Bones - Rigor Mortis (I love you)
  15. Tenhi - Souto
  16. Vallanzaska - La Gazzelle
  17. Prodigy - Firestarter
  18. Haggard - Hijo de la luna
  19. Wolfango - Lavorare
Durata: 78 minuti e 3 secondi...

mercoledì 31 dicembre 2008

Come sprecare una serata aspettata da taaaanto tempo

Ieri alle Scimmie a Milano c'è stato il concerto dei Wolfango(quello che volevo vedere da almeno una decina d'anni), o almeno credo ci sia stato. La foto qui sotto mostra quel che ho visto io in realtà.


Immagine fissa, per quasi due ore.
Sono arrivato al suddetto locale alle 21.15 circa, dato che il concerto (che prima dei mitici prevedeva l'esibizione di due gruppi che non c'entravano una fava nè coi Wolfango nè tra di loro) era stato annunciato all'inizio alle 21.30. Poi alle 22. Poi il cameriere mi ha detto alle 22.30. Poi alle 23 ancora non era salito nessuno sul palco (se non uno che ci ha appoggiato la sua chitarra e la sua giacca) e non pareva che qualcuno avesse intenzione di farlo. Poi alle 23.10 mi son rotto il cazzo di aspettare e me ne sono uscito.
E pensare che quando sono arrivato stavano già suonando... e sì, c'era il soundcheck. Persone presenti: io, una ragazza solitaria a un tavolo, una coppietta del tutto disinteressata a quel che stava accadendo al di fuori del metro quadro in cui stava seduta, i due Wolfango più un terzo sconosciuto, due sul palco che suonavano e due che si stavano improvvisando fonici. Perché non c'era manco un fonico d'elite. E in quel momento... neanche c'erano i baristi. Un concerto che ha attirato le folle, non c'è che dire. 

mercoledì 17 dicembre 2008

Cara Lilja...

...ti voglio bene assai pure se stai sana. Davvero. Già non era necessario che dopo la splenectomia ti facessi venire la vasculite, ma sappi che ora non servirà che passata pure questa, te ne prendi un'altra. 
E' vero, non è che io sono la persona più sana del mondo, ma almeno tra la scarlattina e il tifo ci ho messo di mezzo qualche anno!