domenica 16 giugno 2013

I ricci attraversano la strada solo di rado e quando io non ci sono

Tra le cose che vedevo spesso sotto il mare c'era questo pappagallino acrobata verde e blu (molto più verde che blu), che non so se andasse in monociclo su un filo di alghe intrecciate grossolanamente per sua volontà o per rispettare gli ordini di qualche padrone che a me però risultava invisibile anche dopo un'accurata ispezione dei dintorni. Imperturbabile andava e tornava, come se neppure il topolino che gli stava sulla testa rosicchiandogli lentamente e continuamente cranio e cervello lo infastidisse. Pareva accettare quella simbiosi e la perdita di piccole parti di sé senza problemi, anzi tra i due in verità sembrava un po' più depresso il topolino. Forse si chiedeva che ci stava a fare in mezzo al mare anche senza saper nuotare, per quanto l'affogare non era cosa che lo riguardasse ormai: respirare non era più compito suo, da quando in un giorno né troppo lontano né troppo vicino al suo presente gli era capitato di morire.

Tratto da un sogno vero mentre non dormivo.

giovedì 25 aprile 2013

25 aprile 2013

E noi farem del mondo un baluardo
Sapremo rider e disprezzar la vita
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia

Per tutte le vittime nostre invendicate
Per liberar l'oppressa nostra gente
Ritorna sempre invitto nella lotta
Il patriotta

Il nostro grido è libertà o morte
Sull'aspro monte ci siam fatti lupi
Al piano scenderem per la battaglia
Per la vittoria

Famelici di pace e di giustizia
Annienterem il fascismo ed i tiranni
Rossi di sangue e carichi di gloria
Nel fior degli anni

Ai nostri morti scaverem la fossa
Sulle rupestri cime sarà posta
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia

mercoledì 24 aprile 2013

Instagram

Era estate ed era caldo, i palloncini scoppiavano senza sosta a contatto con l'erba, perché i fili appena tagliati sembravano puntine. Sull'ombra del muro scrivevo il tuo nome mentre il tuo sorriso mi dava le spalle. Fosse stato per me ci saremmo andati veramente al mare per non farti sentire più così pallida, anche se il sole non mi sarebbe piaciuto. Eri più azzurra tu del cielo quel giorno. Ora hai la pelle più scura, lo smalto rosso è sbiadito e non porti più gli occhiali, sembri quasi più vecchia di me, che già me la cavo bene... ma tua figlia l'hai chiamata veramente Teresa?

giovedì 21 marzo 2013

Di qua e di là del muro

Se quest'anno avessi avuto voglia di fare lo sbattimento di fare una lista di buoni propositi, magari ci avrei infilato che mi sarebbe piaciuto vedere pià concerti rispetto all'anno scorso. Non era una missione difficile, dato che nel 2012 sono rimasto a secco fino al 29 dicembre (mi ha salvato Lo Stato Sociale. Intesa come band eh). L'altra cosa che potevo mettere in lista era quella di non farmi piantare il giorno del mio compleanno, ma siccome la lista non l'ho fatta, non è un obiettivo valido.
Comunque, tornando ai concerti, siamo solo a marzo e ne ho già visti ben due! Per un totale di ben cinque gruppi cinque! Del resto, qui a Berlino fanno sempre un sacco di cose interessanti. 
Ecco, insomma, 'sta cosa dei buoni propositi e dei concerti era giusto una scusa per dire che sto a Berlino. Da due mesi, praticamente. Anzi, tra poco è pure ora che me ne torni a casa. Ma per il momento sono qui... abito vicino a Bernauerstraße, famosa per il muro (no, non la East Side Gallery, un altro pezzo). E tutti i giorni quando vado a prendere la metropolitana penso che mica tanti anni fa quello era il capolinea e dall'altra parte stavano chiusi dentro ed era zona francese. Una volta che stavo guardando il monumento coi morti del muro, m'è venuto 'sto pensiero che insomma, in tutte le guerre c'è anche chi muore per ultimo. Che non sai se, rispetto all'ordinaria morte a guerra in corso, è una bella cosa, perché quasi già assapori il cambiamento, o una cosa che tipo ti sembra veramente una presa in giro. Tra un'ora c'è la pace ma tu no. 
Poi avevo anche una cosa su cui ho riflettuto veramente tanto, tipo che molta gente non si ricorda della prima banana mangiata, la vicenda era interessante, con sviluppi che andavano ad abbracciare anche persone insospettabili, tipo Ramona che ancora adesso non mi viene in mente perché ci conosciamo, ma forse ne scriverò un'altra volta.

venerdì 4 gennaio 2013

Vol. VI

Anche a 'sto giro ho preparato il cd dell'anno che se n'è appena andato. Il sesto. Uno dei problemi di tanti brani che hanno influenzato molto il mio 2012 è stato  quello della lunghezza. Quindi per evitare di avere una compilation con quattro brani, ho deciso di lasciare fuori pezzi più lunghi di 10 minuti (tipo Taijin Kyofusho degli Evpatoria Report, Illuminate my heart, my darling! degli Yndi Halda o Nastiez degli Obscure Sphinx). Poi naturalmente ho dovuto fare delle scelte che non mi convincono moltissimo, ma tant'è. Il risultato è questo.
  1. Iosonouncane - Summer on a spiaggia affollata
  2. Il Teatro degli Orrori  - Direzioni diverse
  3. Jezabels - Endless summer
  4. Der Blaue Reiter - Prison of desire
  5. I Fichissimi - La tipa della casa occupata
  6. Nobraino - Il mangiabandiere
  7. Lo Stato Sociale - Mi sono rotto il cazzo
  8. Tunturia - These are the words
  9. Circadian Eyes - Reaching hands
  10. Ustmamò - Piano con l'affetto
  11. Camille Saint-Saëns - Aquarium
  12. Logh - The bastards have landed
  13. Rosetta - Ayil
  14. Muhr - We have mountains to climb
  15. Aereogramme - A meaningful existence
  16. Tides from Nebula - Higgs boson
  17. Sóley - Kill the clown
  18. Porno for Pyros - Pets
  19. ...a Toys Orchestra - Celentano
  Durata: 79 minuti e 48 secondi...

lunedì 24 dicembre 2012

Del disordine visivo

In questa epoca tanto buia, finalmente con l'avvento del Santo Natale vediamo una luce brillare. Anzi, tante luci. Quanta elettricità per i vicoli più angusti, alla faccia dei lampioni che non funzionano da mesi! Quanta armonia, quanta geometricità... e quante combinazioni psichedeliche inguardabili, purtroppo. Il vero problema del Natale non è la crisi, nè il cosa regalo a zia Carmela e neppure il cosa me ne faccio di quel portacandele a forma di cedro che m'ha regalato il vicino del cognato di un amico del mio medico perché gli ho cambiato la lampadina del lampioncino in giardino (magari lo regalo a zia Carmela), ma questo fatto del disordine nelle decorazioni. Un po' è sicuramente colpa mia, che ho 'sta mania leggermente dilatata del simmetrico e dell'ordine, almeno nella visuale. E infatti non è un caso che questo blog abbia due colonne laterali e non una sola a destra o a sinistra. C'è del bilanciamento, come piace a me. Però è molto evidente che la maggior parte della gente è priva non dico di buon gusto, ma anche di quello discreto. Ci si potrebbe dilungare pensando ad una montagna di esempi, dalla musica ai personaggi che improvvisamente diventano VIP. Persone veramente importanti, eh. Comunque ci si potrebbe anche non dilungare che tanto s'è già capito quello che volevo dire, ed è quello che farò. Dunque si parlava di questo problema che affligge molti palazzi, ossia le luci messe mentula canis. Policromie immotivate. Vuoi mettere le luci sul balcone? Va bene, ma mettile con gusto! Non fare un'accozzaglia di fili e lampadine di colore diverso, che parti seguendo per benino tutta la ringhiera con il blu, poi gli ultimi trenta centimetri non sai come coprirli e ci metti quell'altro filo verde e rosso che guasta tutto. O peggio: mezzo balcone con le palline del 1978 in plastica coi piselli tutti colorati e l'altro mezzo con i led bianchi. Non è tollerabile. Ma l'apoteosi di questi problemi natalizi sono le luminarie. Quelle che pagano i commercianti e che mettono -si presume- dei professionisti della luce. Quest'anno qui sono particolarmente brutte, sembrano reggiseni mosci rossi con i bordini gialli (l'altro anno quando c'erano le alette d'angelo che parevano gambe del Moulin Rouge decapitate però c'era andata pure peggio), ma il cruccio è un altro: quello che deve mettere 'ste luci, perché non le controlla prima? Perché ci sono anche dei reggiseni mosci rossi che non hanno il bordino bianco. Come anni fa c'erano stelle che non s'accendevano, o a cui rimaneva spenta una punta. O catene di luci a pioggia che non piovevano. O alucce d'angelo che non sbattevano. Perché il professionista della luce non le controlla prima di farsi lo sbattimento di montarle? Se soffrissi di insonnia, questo dubbio mi accompagnerebbe tutte le notti. 

###Inizio finale elencativo###

Sei disordini che mi infastidiscono:
  1. le bustine di zucchero, the e quant'altro mischiate
  2. pure i croccantini della gatta, quando disposti a terra
  3. penne e matite con punte rivolte in direzioni diverse e peggio ancora penne senza tappo
  4. tutti i flaconi -qualsiasi cosa contengano- in bagno coi tappi aperti o mancanti
  5. i cd nelle loro confezioni al contrario 
  6. qualsiasi cosa sia fuori posto in un qualsiasi negozio, ma soprattutto nei supermercati
---Fine finale elencativo---

sabato 17 novembre 2012

Together

Io sono una di quelle persone che si stupiscono anche molto davanti alle meraviglie della natura, sia quelle che si percepiscono direttamente (la geometria perfetta dei cerchi sulle ali delle farfalle, la resistenza elastica della pelle, la bontà degli ananas, il profumo dell'erba tagliata...), sia quelle che si possono leggere (la longevità delle vongole, il potere nutritivo delle banane, l'astuzia della rana pescatrice...). Davvero, sarebbe da continuare a vivere a bocca aperta per quante cose funzionano benissimo al mondo. Quindi alla natura le voglio pure bene e adesso dopo questa introduzione tutta zucchero e miele (le api... quante meraviglie nel loro mondo fatto di esagoni!) si può dire che la natura ha tantissimi difetti. Sì, proprio tanti. Uno che fa sempre riflettere è 'sto fatto che le zanzare pungono e poi fa prurito. Se poi la zanzara è di quelle infettive uno si ammala anche e muore. Se la natura avesse fatto le cose per benino in ogni settore, avrebbe fatto in modo che le punture fossero piacevoli, così che l'uomo sarebbe stato lieto di essere punto. Sarebbe stato un vantaggio anche per la zanzara, che invece deve sempre agire nell'ombra, sempre lì col pensiero che il suo pranzetto possa trasformarsi nell'ultima cena. Sarebbe stato un mondo più bello con pochissimo sforzo... abbiamo sei-sette litri di sangue nel corpo, sarebbe stato davvero così impensabile tenersi le proprie tre-quattro zanzarine di fiducia e donare a loro un goccetto di tanto in tanto? Stessa cosa con gli altri insetti o batteri: non so, prendiamo la zecca, perché deve attaccarci il morbo di Lyme? Per colpa della borrelia, che invece che starsene lì buonina buonina a infestare la zecca, vuole fare le cose in grande e attaccare anche l'uomo. Se invece si accontentasse, lei vivrebbe serena lontana dagli antibiotici, le zecche non sarebbero dannose e uno potrebbe anche decidere di tenersene una agganciata al polpaccio da accarezzare nei momenti di depressione e solitudine. Invece a questo mondo non esiste collaborazione tra le specie differenti e non è mai esistita (l'allosauro che trovava l'apatosauro giovane e smarrito mica lo aiutava, si approfittava ben bene di lui). Non dico una pace trasversale tra tutti i regni, ma almeno un po' d'amicizia tra gli animali. Comunque in realtà ho iniziato a scrivere perché stavo pensando a un altro grosso controsenso: gli effetti collaterali della droga. Perché drogarsi fa male? Che senso ha diventare schiavi di sostanze tossiche per l'organismo? C'è chi dice che in un mondo perfetto non esisterebbe la droga. Secondo me in un mondo perfetto la droga esisterebbe eccome, sarebbe tantissima, legale, non farebbe male e la userebbero tutti. Questo pensiero del controsenso delle droghe mi è venuto in mente più specificatamente l'altro giorno che vedevo tutte 'ste scene di violenza urbana alle manifestazioni: manganellate, lacrimogeni, calci, cariche... non è bello. Immaginatevi invece per un momento tutti i poliziotti strafatti di ecstasy: i manifestanti sarebbero più tranquilli. Anche viceversa eh (coi manifestanti strafatti), però a quel punto si farebbe la love parade e il senso della protesta verrebbe meno. E non sarebbe bellissimo allora andare alla radice del problema? Avere sotto lo stesso effetto ad esempio gli amministratori delegati mentre trattano con i sindacati?  Pensate: dal "quest'anno abbiamo fatturato il 10% in più dell'anno scorso, ma c'è crisi e dobbiamo licenziare il 35% dei dipendenti" al "ma sono così carini e gli vogliamo tanto bene sigh sigh... non possiamo farlo!" (viceversa non serve, alcuni sindacalisti sono già abbastanza affezionati ai padroni). 
Insomma servirebbe proprio che qualcuno impegnato a fare della scienza scoprisse qualcosa di quel tipo ma meno dannoso per l'organismo: facile che oltre a vincere il Nobel per la medicina poi gli danno pure quello per l'economia e quello per la pace. 

domenica 4 novembre 2012

Pacco posta visita partenza

L'altro giorno sono andato in stazione. Ho sbirciato nella sala d'aspetto che stanno rifacendo: niente sedie in legno,  han cambiato tutto e sembrerà la sala d'aspetto di tante altre stazioni. Ma soprattutto fuori hanno messo delle panchine nuove. In metallo, con le stanghe cilindriche piccine che così se piove si asciugano più velocemente. Sono uguali a quelle che ci sono in tante altre stazioni. Prima invece avevamo quelle coi sassolini. Quelle coi sassolini rimanevano bagnate anche tutto il giorno dopo il temporale, anche col sole, le goccioline rimanevano impigliate in qualche angolino e non se ne andavano via così facilmente. E poi dopo circa cinque minuti che ci si stava seduti, si poteva riconoscere ogni singolo sassolino sotto il proprio culo. Anzi, quasi dentro...  si trattava di sassolini abbastanza invadenti e per aumentare la scomodità alcuni erano anche discretamente appuntiti. Per me in stazione ci sono sempre state le panchine coi sassolini, non me ne ricordo altre, da quando da bambino mio nonno mi portava a vedere i treni merci e si contavano i vagoni a quando la sera andavo a veder passare l'ultimo Milano-Piacenza, pensando a come mai le persone stavano andando a Piacenza a quell'ora. Quando andavo con mio nonno c'era anche la fontana con i pesci nell'acqua, poi è rimasta la fontana con l'acqua stagnante senza pesci, ora c'è la fontana e nemmeno l'acqua stagnante, così la gente non la guarda più. Se ci fossero ancora i pesci, andrei in stazione più spesso forse. Tanto tempo dopo la sparizione dei pesci, è sparito anche il Milano-Piacenza: qualche anno fa han deciso di farlo passare da un'altra parte e qui ci hanno messo il Saronno-Lodi, l'ultimo adesso arriva più tardi e così quando mi capita vado a veder passare il penultimo perché non ho voglia di uscire dopo mezzanotte solo per pensare come mai le persone stanno andando a Lodi a quell'ora, anche perché è tutta un'altra cosa: Lodi non è una meta tanto esotica quanto Piacenza.

domenica 9 settembre 2012

Rosornas krig

Ieri sera si discuteva di un tema sempre attuale, ossia il rischio di furto dei calzini da parte dei propri coinquilini. Io devo dire che finora sono stato molto fortunato, non mi è mai successo in tutti questi anni.
I calzini sono una di quelle cose per cui ho una certa fissa. Se me ne manca un paio, me ne accorgo prima o poi. Spesso prima. I miei calzini sono abitudinari, anche quando ho diverse paia uguali, le coppie sono sempre le stesse. Penso che se sono uniti da quando escono dall'industria, forse non è una casualità. Forse il destino ha voluto così, forse in qualche modo si sono cercati (e trovati). Per questo motivo non me la sento di separarli.
Perdere un calzino è un fatto che mi atterrisce molto. Un calzino sperduto è spacciato, nessuno se lo fila, è automaticamente un oggetto da discarica. Non è come una sciarpa, una maglietta o un berretto, che se uno lo trova se lo può tenere. Il calzino spaiato e dimenticato va incontro a morte certa. Una volta ritrovato sul fondo della borsa senza il suo compagno, anche il socio che non è stato dimenticato viene spesso buttato via. Magari a pochi chilometri e a poche ore di distanza. Per questo motivo ritengo che nei calzini ci sia qualcosa di tragicamente romantico.

domenica 17 giugno 2012

C'era una volta

Oggi ero in giro (per la Norvegia, perché è da un mese che sono tornato qui) che pioveva un po' e allora per non rendermi troppo conto che mi stavo bagnando mi sono detto "pensa a dieci cose che ti vengono in mente così, di quando avevi tanti tanti anni di meno, tipo di quando eri giovane a livello bambino delle elementari o anche precedente, diciamo". Dieci cose, perché il dieci è un numero che fa la sua bella figura in una top ten. Quindi pensavo.
1- Che ero in piscina ma nella parte fuori, quella in cui si aspettano quelli che sono in piscina dentro (nello specifico, trattavasi di mia sorella). Con Paperino (detto Paolino, quello della Walt Disney) e mia mamma. Non mi piaceva andare in piscina dentro, il contatto troppo intimo col cloro mi infastidiva. Non mi piace neanche adesso veramente, ci sono andato due anni fa e m'è tornato in mente allora perché non mi piacesse. Già che ci siamo faccio un discorso un po' più completo e affermo che anche andare al mare non è proprio una gran cosa, il contatto troppo intimo col sodio mi infastidisce.
2- Che ero alla finestra della casa di mia nonna a salutare mia mamma che andava a lavorare, questo potrebbe essere degno di nota perché per qualche ragione io lo considero il ricordo più antico che ho, anche se magari non è cronologicamente vero.
3- Che mia mamma una volta mi ha sgridato perché stavo giocando con un camioncino dei pompieri in anticamera. L'errore era essere in anticamera anziché in camera mia. Lei non poteva capire che in un mondo di auto velocissime limitare lo spazio alla camera non sarebbe stato sufficiente per il camioncino dei pompieri. Che era il cattivo e doveva scappare da tutti gli altri. Questo potrebbe essere degno di nota perché costituisce la prima sgridata che mi ricordo, anche se magari non è cronologicamente vero.
4- Che coloravo un dinosauro prevalentemente di giallo e di rosso, ma non era un dinosauro fatto in modo preciso. Tipo che la bocca non l'aveva ma un occhio sì. Comunque ci assomigliava abbastanza e a guardarlo quasi tutti avrebbero esclamato "è un dinosauro!", non come l'elefante mangiato dal serpente nel piccolo principe, che non lo capirebbero neanche i bambini che non è un cappello con l'occhio.
5- Che una volta avevamo addirittura dei sassi con gli occhi.
6- Che poi avevo anche una serie di gomme che chiamavano tipo pampers e quella viola dopo il trasloco non l'ho più trovata. Secondo me non l'ho persa io, ma loro quando hanno impacchettato tutto.
7- Che una volta c'era mio nonno a casa mia e aveva fatto una torre di Lego fichissima, che se ci provassi io adesso non sarei capace di farla così bene. Non ricordo di altre volte in cui mio nonno stesse giocando con me col Lego ed è un peccato, perché aveva un notevole talento.
8- Che a proposito di Lego, la mia macchina preferita del Lego era davvero bella, modelli così adesso non ne fanno più. L'omino che la guidava si chiamava Dalia e mi sono sempre chiesto perché avesse una valigia. Non ho mai pensato che potesse essere una commercialista, una rappresentante di una casa farmaceutica, una venditrice porta a porta. Ho sempre pensato che stesse in viaggio, ma chissà dove voleva andare.
9- Che mio papà fingeva di lavorare a maglia, ma era dichiarato che lo stesse facendo per finta, perché tutti si sapeva che non era capace.
10- Che un giorno stavo sbaccellando i piselli sul balcone e uno di essi stava per cadere giù ma alla fine s'era salvato.

mercoledì 25 aprile 2012

25 aprile 2012

E con le camicie nere
un sol fascio noi faremo
sulla piazza del paese
un bel fuoco accenderemo.

venerdì 6 aprile 2012

Cosa c'è lassù

C'è molta gente che guarda in alto chiedendosi cosa ci sarà mai lassù. Anche a me capita di domandarmi questa cosa, m'è capitato anche in passato e una volta che ho avuto la possibilità sono anche andato a controllare. C'era una botola con una chiave attaccata, era lì apposta per farsi aprire. Mancava una scala per salire ma un paio di sedie sono bastate. Così ho scoperto cosa c'era sopra il soffitto. Niente di che, sono rimasto anche un po' deluso nonostante fosse divertente perdere l'equilibrio su quelle travi strette che attraversavano un campo giallo spugnoso e soprattutto abbondantemente impolverato. Da sotto, si sentiva distintamente una canzone che in realtà aveva raggiunto l'apice del successo sette anni prima, ma io quell'anno non l'avevo sentita per intero, solo mentre stava di sottofondo per una pubblicità di una macchina di marca assai famosa. Era l'ultimo giorno che stavo in quella casa, ma fino ad allora non sapevo che c'era così tanto spazio sopra di me. Era anche l'ultimo giorno che stavo con quei coinquilini, dopo quella spedizione non ho rivisto più nessuno dei miei compagni d'avventura. Di due non ho più avuto alcuna notizia, una adesso è sposata e ha un figlio, uno s'è messo a studiare le lucertole e a uno mi sono anche ricordato di fargli  gli auguri per il suo compleanno a gennaio.

domenica 26 febbraio 2012

In my next life I'll be a stone

Una volta -eravamo circa alla fine di agosto in un giorno in cui pioveva- m'era capitato di stare in un'aula dove c'era un professore che si chiamava Ivar e ci aveva posto una domanda interessante, sulle nostre aspettative per le vite future. Anzi, era più sui nostri desideri. Quella seduta accanto a me avrebbe voluto tanto essere un'ape, perché le piacevano molto i fiori. Anche a me piacciono molto i fiori, però le api non più di tanto. Mi sembrano troppo organizzate, non so se mi troverei a mio agio. Nascendo ape forse sì, ma non è quello che voglio dalla prossima vita. A dirla tutta, già allora avevo pensato che non ha senso voler essere api se ti piacciono i fiori, perché già che ci sei, puoi desiderare di essere un fiore. Fresco o secco. I fiori secchi sono comunque dei morti che teniamo in esposizione. Io ne ho dieci in una tazza di quelle che ti regalano come souvenir. Infatti quella tazza me l'avevano regalata come souvenir: ha svolto per benino il suo compito. 
Io in un'altra vita volevo essere sasso. Ci sono dei buoni motivi per cui vale la pena essere sassi: ad esempio quando ti passa sopra uno scorpione non devi temere le sue punture. E poi puoi stare una vita tra le alghe, coperto dal calcare e baciato dai chitoni. Ma soprattutto se sparano a te va a finire che di rimbalzo muore un altro.

mercoledì 15 febbraio 2012

Trentalibri

Era da un po' che non facevo qui dei simpatici giochini trovati altrove... questo si chiama "30 giorni di libri" e l'ho trovato su Facebook. Che uno potrebbe chiedersi perché lo sto facendo in un giorno e qui invece che su Facebook. Primo, non lo sto facendo in un giorno perché ho iniziato a rispondere alle domande ieri, secondo ritengo che sia uno sbattimento eccessivo ricordarsi di rispondere a 30 domande in 30 giorni diversi.




1) Il tuo libro preferito.
"Il pomeriggio di un piastrellista" - Lars Gustafsson
2) La tua citazione preferita.
Quanti sensi ha la terra?
Cinque: aria, terreno, scotta, acqua, verdura.
"Imbuti" - Corrado Guzzanti
3) Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto.
Cal di "Cal" - Bernard MacLaverty
4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto.
In questo caso vado sul sicuro, si tratta del libro più sopravvalutato al mondo dopo la bibbia: "Il piccolo principe" - Antoine de Saint-Exupéry
5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto.
Non ne sono certo, ma direi "I promessi sposi" - Alessandro Manzoni
6) il libro più corto che tu abbia mai letto.
Pure qui non sono certo, ma il primo che mi viene da associare è "Il taglio del bosco" - Carlo Cassola
7) Il libro che ti descrive.
"Il pomeriggio di un piastrellista" - Lars Gustafsson
8) Un libro che consiglieresti.
"La vita degli insetti" - Viktor Pelevin
9) Un libro che ti ha fatto crescere.
Mah...
10) Un libro del tuo autore preferito.
"Opplero. Storia di un salto" - Alessandro Bergonzoni (che semplicemente mi piace, troppo sbatti pensare a chi è il mio autore preferito)
11) Un libro che prima amavi e che ora odi.
Non ce ne sono... io odio da subito
12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere.
Normalmente non leggo mai lo stesso libro più di una volta
13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania. (Sempre se ne hai uno :3)
"Bollettino di guerra" - Edlef Köppen
14) Il libro che stai leggendo in questo periodo.
Giusto giusto iniziato: "La stanza del polline" - Zoë Jenny
15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi.
"Era proprio un gran vivere." da "Desdemona e Cola Cola" - Raffaele Nigro
16) La tua copertina preferita.
"Bollito misto con mostarda" - Daniele Luttazzi
17) Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno.
Rutja di "Il figlio del dio del tuono"- Arto Paasilinna
18) Il primo libro che hai letto.
Non è che me lo ricordi proprio... ma tra i primi che ho ancora in casa c'è "Favole al telefono" - Gianni Rodari
19) Un libro il cui film ti ha deluso.
Non credo di averne letti/visti
20) Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse.
Non mi ci ritrovo completamente (e fortunatamente) in nessuno dei due, ma a tratti mi sono sentito molto vicino a Benoit De Gieter di "Dormi!" - Verbeke Annelies e soprattutto a Mattis di "Gli uccelli"- Tarjei Vesaas
21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te.
"Una banda di idioti" - John Kennedy Toole
22) Un libro che hai letto da piccolo.
Questo mi ricorda le medie: "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" - Dino Buzzati
23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita.
"Guida galattica per gli autostoppisti" - Douglas Adams ...me l'aspettavo molto più divertente
24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo.
Capita con quasi tutti i libri che leggo, anche i peggiori
25) Un libro che hai scoperto da poco.
Tra quelli che mi sono piaciuti di più, dico "Il nazista & il barbiere" - Edgar Hilsenrath
26) Un libro che conosci da sempre.
Mi viene in mente un giorno in cui sono ancora estremamente bambino e mia mamma mi legge interamente "Pinocchio" - Carlo Collodi
27) Un libro che vorresti aver scritto.
"Woobinda" - Aldo Nove
28) Un libro che farai leggere ai tuoi figli.
Figli? Miei figli?? Ah ah ah.
29) Un libro che devi ancora leggere.
Più che altro l'avevo iniziato ma non ho avuto modo di finirlo: "Doppler. Vita con l'alce" - Erlend Loe
30) Un libro che ti ha commosso.
Commosso è un parolone... direi che diversi mi hanno ispirato tristezza malinconica, ad esempio, per come finisce, "En komikers uppväxt" - Jonas Gardell

venerdì 3 febbraio 2012

Ricominciamo

Dopo sei anni d'assenza ricomincio da dove avevo iniziato e il mio blog torna qui su Blogspot. Eh sì, era il gennaio 2006 quando decisi di mettermi a combattere contro codici semisconosciuti per tirarne fuori un template. Non convintissimo del risultato, passai a Splinder, perché aveva un'interfaccia che mi garbava di più e soprattutto ero riuscito a fare un template decente di là. Scelta azzeccata, visto che come tutti sanno Splinder ha chiuso tre giorni fa. Cosa che comunque ci era stata comunicata con un certo preavviso, dunque nell'attesa avevo spostato tutto su Iobloggo (molto semplice, in teoria con un clic si poteva esportare tutto -post & commenti- da una parte all'altra. In pratica gli utenti di Splinder presi dal panico erano tutti su lì a smanettare e dunque il server ogni due secondi dava problemi, quindi s'è dovuta fare l'esportazione a rate, semestre per semestre). Però diciamolo... Iobloggo non l'avevo mai sentito prima e ci sarà stato un motivo: facile da configurare, ma non dava soddisfazione. Poi ecco che finalmente Blogspot ha messo uno strumento apposito a disposizione per importare qui tutta la roba di Splinder... eh, peccato che ci fosse un errore da qualche parte quindi dal mio non ha importato nulla. Ma siccome non avevo un caz da fare, negli ultimi due giorni ho fatto un template nuovo nuovo (che a parte un paio di comandi che non so mettere è proprio come lo volevo) e poi ho importato un post per volta (i commenti pazienza, rimarranno altrove). Divertentissima come cosa, ma fuori nevicava quindi si poteva anche fare.

domenica 22 gennaio 2012

Per esempio, Monica

Ci sono nomi che hanno origine greca o latina o pure diversa che uno non sa cosa vogliono dire, va beh. E allora li dà al proprio figlio (o figlia) anche se hanno un significato tristissimo, tipo Biagio (ossia balbuziente). Ci sono invece altri nomi che uno sa pure cosa vogliono dire e non mi capacito perché li dà lo stesso al proprio figlio (o figlia). Tipo Soledad.  
Comunque... siamo nel 2012 da oltre 20 giorni e ancora qui non si è parlato di buoni propositi! Per prima cosa, mi bullerei un attimino del fatto che gli obiettivi per il 2011 li ho in gran parte centrati, in quanto:

-sono arrivato a 31 anni
-senza prendere l'encefalite da zecca né prima né dopo (e non avevo zecche sui polpacci a farmi compagnia durante). Ma è stato facile, non ho incontrato zecche, forse saranno affogate sotto la pioggia costante dell'estate scorsa
-non sono diventato proprio tollerante con chi scombina le bustine da zucchero in mia presenza ma non ho neanche fatto stragi
-ho ricominciato a studiare qualcosa. Non mi sono sbattuto molto, ma ho ricominciato, che è meglio di niente
-il segreto della felicità non l'ho trovato. Uno su cinque ci sta di non prenderlo proprio

Poi c'era quell'altro grosso che dicevo un anno fa, che però non era proprio un buon proposito perché non sapevo neanche come catalogarlo... quello comunque è successo che non c'ho più pensato, anche perché non avevo da concentrarmi molto in quanto si basava su due sole possibili opzioni escludenti (che chiameremo A e B). Insomma, A avrebbe dovuto di suo far sparire B e/o viceversa. Non so come, però, io non ho seguito né l'opzione A né l'opzione B e *puff!* è apparsa dal nulla l'opzione C. Inaspettata. A e B erano come quando hai davanti un'oliva e puoi decidere solo se A mangiarla o B non mangiarla. C non esiste, puoi cambiare idea da B a A (nel fatto specifico dell'oliva è più difficile -una volta mangiatala- cambiare da A a B). Insomma, questa opzione C è come se fosse il quarto lato di un triangolo. O il quinto di un quadrilatero. O il sesto di un pentagono. O il settimo... beh, chiaro il concetto, no? Quindi mi sono ritrovato con un'opzione sorprendente che alla fine non me ne faccio niente ma se per quello anche di A e B non ci facevo nulla, ma almeno quelle avevano una struttura logica. Invece trovarsi davanti a 'sta C è come andare al mare e non trovarci né l'acqua né la sabbia né i fondali né le stelle marine né i cavallini marucci né lo squalo né il signore che vende la noce di cocco fresca.  
Per i buoni propositi targati 2012, non m'è venuto in mente quasi niente. Ed è per questo che non ne avevo ancora parlato. Ci ho pensato e anche per benino eh, ma niente. Quasi. Va beh, potrei buttare lì che ci tengo ad arrivare ai 32 anni, non mi sembra tanto prioritario come era invece l'anno scorso arrivare a 31 ma vista la scarsità di idee lo tengo buono. Tra le cose che ho davvero da fare, però, c'è quella di rammendare finalmente tutti i calzini bucati. E farmene una ragione che alcuni di loro sono irrimediabilmente lisi. Io coi calzini però c'ho un rapporto troppo sentimentale che mi fa venire tristezza quando sono da buttare via. Quel giorno non sarà facile. 
Un altro proposito potrebbe essere leggere più libri dell'anno scorso (non uno sbattimento eccessivo, devo solo arrivare a 15 e sono a 3 al momento quindi è fattibile... sì, mi piace e lo metto). 
Volevo arrivare a cinque ma quelli che mancano nel caso li aggiungo un'altra volta (non intendo passare il sabato sera qui a pensarci), quindi ricapitolando...

COSE DA FARE NEL 2012
-compiere 32 anni 
-rammendare tuuuutti i calzini bucati e buttare quelli irrecuperabili
-leggere almeno 15 libri

...e anche per quest'anno ci abbiamo pensato e siamo a posto così. 

domenica 1 gennaio 2012

Vol. V

Quest'anno è stato decisamente molto musicale. Forse troppo. Mi è venuto eccessivamente difficile fare un riassunto che durasse meno di ottanta minuti, perché di partenza c'era materiale per almeno tre cd. Ma siccome la tradizione mi impone un cd solo, ho dovuto fare tagli drastici. E sono rimaste fuori canzoni importanti, ma esageratamente lunghe. Dunque dunque senza ulteriori ciarle, ecco la tracklist del 2011!

 1. Long Distance Calling - Invisible giants
 2. Kwoon - Schizophrenic
 3. Fabrizio De André - Folaghe
 4. Hypothermia - Del 3
 5. Giorgio Canali - Carmagnola #3
 6. Caparezza - Non siete stato voi
 7. Enzo Jannacci - Messico e nuvole
 8. Zen Circus - It's paradise
 9. Refused - New noise
10. Die Goldenen Zitronen - Für immer punk
11. October Falls - Reefs
12. Képzelt Város - Zuhanó
13. Smashing Pumpkins - Zero
14. Sophie Hutchings - Following sea
15. Munamies - Pomppufiilis
16. Digitalism - Circles
17. 夢中夢 -  祈り

Durata: 79 minuti e 44 secondi...

sabato 31 dicembre 2011

Siamo tutti chicchi di riso

L'altra sera mi sentivo particolarmente concentrato quindi ero pronto per passare la serata guardando film anche impegnativi. Così ne ho visto uno intriso di una problematica che effettivamente affonda le radici negli arbori della razza umana: il sessismo. Il film in questione era Mulan. Sì, lo so, è un cartone animato e non è neanche così impegnativo, volevo solo tirarmela un po', però il tema è quello lo stesso. Tra l'altro era uno dei pochi classici Disney che ancora non avevo visto (modestia a parte, so di essere un uomo di cultura). Un altro era Pocahontas che hanno trasmesso subito dopo quindi in una sola serata ho colmato due lacune. 
Va beh, comunque siamo qui per parlare della cinese e non dell'indiana. Che poi non si direbbe proprio che han fatto un film così per aprirsi un varco nel mercato asiatico. Calunnie! Anche perché sicuramente gli unni non hanno apprezzato e il mercato unno non è mai da sottovalutare. 
Ma passiamo al punto centrale: la trama. Il cartone si apre con una simpatica scena emblematica sulle capacità del soldato cinese medio dell'epoca: questa sentinella se la viaggia tranquillamente tra una torre di guardia e l'altra quando a un certo punto percepisce che qualcosa non va proprio come al solito... forse quei pignantamila unni che stanno scavallando la muraglia non dovrebbero essere lì? Forse. Comunque, nessun problema: basta accendere qualche fuocherello e il messaggio arriva diretto diretto alla città imperiale. Dove per prima cosa si decide di aumentare il numero di soldati, ovviamente. Cosa che farebbe felice qualsiasi generale, a parte Li (che guarda caso è proprio quello cinese in quel momento). Insomma, Li non vuole avere più uomini. Lasciamo i contadini nei campi e usiamo i soldati che abbiamo già. Aaah, ce ne fossero di Li al giorno d'oggi... ci vorrebbe proprio uno come lui ai vertici NATO. Però in barba alle sue dichiarazioni, viene stabilito che ogni famiglia debba mandare al macel... al fronte almeno un uomo. Compresa la famiglia Fa, che è quella di Mulan. In 'sta famiglia però c'è solo un elemento di sesso maschile ed è quello messo peggio di tutti, ossia il padre, uno zoppo che non riuscirebbe a stare in piedi nemmeno il tempo di una pisciata ma che per onore vuole andare in guerra. L'onore... del resto la famiglia Fa ne ha giusto perso un bel po' proprio a causa di Mulan, che non passa il provino per essere una moglie ideale (fondamentalmente, capace di versare il tè e starsene zitta). Questa ragazzina però è più sveglia del padre e capisce che quello non sarebbe capace di arrivare sano neanche al cancello di casa, quindi si taglia i capelli e parte a cavallo per andare al più vicino campo di addestramento. Cioè... si taglia i capelli perché così non capiscono che è una donna! Ma che, una donna coi capelli corti pare un uomo? A quanto pare, nella Cina dell'epoca sì. Eppure non assomiglia a Caster Semenya.
Siccome la famiglia Fa è devota agli avi (si sono fatti gli dei in casa per risparmiare), Mulan viene premiata dall'aiuto di Mushu, un drago che funzionerebbe male pure come accendino e che non sa distinguere un cavallo da una vacca. Una garanzia di successo. 
Bon, 'sta ragazza arriva all'accampamento, impara a scatarrare e a fare altre cose da uomini e nessuno si accorge che sotto sotto è donna. Così inizia l'addestramento, cosa non facile perché gli unni non solo sono cattivi di loro, ma hanno pure i cavalli che sono incazzati, per dire. Roba forte. Il generale Lì parte in avanscoperta con i soldati che sanno fare i soldati e lascia in mano al raccomandatissimo Shang (suo figlio) i novellini. Che sono degli imbranati cosmici. La fragilità di Mulan emerge molto presto (del resto è una donna...) e quindi viene scartata. Via, licenziata, puoi tornare a casa. No, lei viene scartata la sera e si mette d'impegno ma proprio tanto tanto tanto... e il mattino dopo è diventata il guerriero più forte della storia. E brava Mulan! A volte basta poco per ottenere ottimi risultati, altro che sputare sangue per anni. 
Le nuove leve sono pronte (beh, più o meno) per affrontare il nemico e quindi partono. Al momento della partenza io ho contato 18 soldati. Un campo d'addestramento per 18 soldati! Che devono affrontare un monte di nemici. Però loro sono contenti perché finalmente si fa sul serio, si va a morire per la patria... però arrivano al primo villaggio che oramai è tardi e tutti i soldati di professione sono stati ammazzati. Compreso Li, che quindi lasciano lì (scontata, ma si poteva non utilizzare?).
Questo gruppetto di disperati dunque è l'ultima speranza dell'impero... avanza avanza nella neve, chi ti va a incontrare se non un'orda di unni? Ma migliaia e migliaia... che non ci stanno neanche tutti insieme nello schermo. Ma nessun problema, c'è Mulan... che dopo aver scrutato attentamente una montagna che probabilmente non aveva mai visto prima, lancia l'ultimo razzo a disposizione del suo esercito scegliendo bene l'angolazione per creare una valanga che in un minuto travolge tutti i nemici e neanche uno dei suoi. Beh sì, il raccomandato viene travolto ma si salva proprio grazie all'eroina (intesa come persona). E brava Mulan, un'altra volta!
Solo che la ragazzina si fa ferire al ventre da Shan Yu, il cattivone unno, quindi quando devono medicarla riescono finalmente a realizzare che è una donna. "Che importa... ha sterminato da sola un'orda di barbari!" diranno i più ingenui. Eh no! Il regolamento parla chiaro, l'iscrizione è riservata ai soli uomini, disonore a lei che ha salvato l'impero da donna! Ma disonore forte... pena di morte! Solo che il raccomandato un po' di riconoscenza ce l'ha e quindi memore della vita salvatagli, decide di non decapitare la sciagurata. Che però viene abbandonata al suo destino, con il drago e il cavallo (ah, pure un grillo portafortuna che aveva già di suo).
Tutto ciò uno pensa possa succedere in svariati giorni... invece evidentemente tutto accade in poche ore, poiché poco tempo dopo, quando i residui dell'esercito cinese si sono incamminati in un ipocrita scoramento generale verso la città imperiale, dove andranno in realtà a prendersi i meriti del trionfo, sei (sì, 6!!) unni riemergono dalla neve. Imprecando, giustamente. Solo che così Mulan li sente e ingroppato il cavallo, balzellon balzelloni giunge alla città imperiale (che evidentemente era lì a due passi).
Per portare la cattiva novella.
-Shaaaaang! Comandante Shaaaaaaang! Gli unni!! Non sono morti tutti!
-Perché dovrei crederti? Sei una donna e mi avevi detto che eri un uomo. 
-Ma ti giuro che li ho visti... dai credimi!
-Mi hai già ingannato una volta, non ci ricasco.
-E dai, se ti dico che li ho visti credimi. Dai dai dai! Ci sono gli unni, è pericoloso... 'scolta me che fai una brutta figura se arrivano mentre ti stan premiando!
-No, non ti credo!
Ma comandante Shang... sei pirla o cosa? Se ti dice che li ha visti, è perché li ha visti! E siccome aveva ragione, a un certo punto i sei unni saltano fuori, rapiscono l'imperatore e si barricano nel suo palazzo. Con mezza popolazione cinese che non riesce a tirar giù un portone di legno. Dunque tocca ancora a Mulan inventarsi qualcosa: girl power e tre soldati diventano geishe, stordiscono le guardie e riescono in qualche modo a far sì che Shang raggiunga l'imperatore. Solo che quello è davvero pirla e da solo non ce la fa, dunque arriva la solita tipa che nel frattempo è diventata capace di far qualsiasi cosa e -boooom!- anche Shan Yu è sistemato (alla Disney non esistono prigionieri politici... se sei cattivo, muori). 
A 'sto punto che altro deve fare Mulan per ricevere un riconoscimento? Spazzarvi pure per terra? A quanto pare sì, perché il gran consigliere insiste sul fatto che ha infangato l'onore dell'esercito e della Cina tutta. L'imperatore, che pare l'unica persona dotata di buon senso, la pensa diversamente e la ringrazia. Ecco, lo fa lui e allora tuuuutti come un branco di pecoroni a inchinarsi a lei. Servi del padrone!
A Mulan viene offerto anche un posto in politica ma lei rifiuta, deve tornare a casa (a far che? A stirare le camicie di suo padre? Mah). Intanto l'imperatore consiglia al comandante Shang di rivedere un attimo la sua posizione... insomma, che ci provi con 'sta ragazza. Così quello ha anche la faccia tosta di andare da lei e lei lo invita pure a restare per cena. Spero per avvelenarlo. 

sabato 24 dicembre 2011

Viale Ortles

Quando sono quasi le nove di sera le luci disponibili sono solo quelle elettriche, in questo periodo cariche delle intermittenze natalizie presenti a balconi, finestre e cancelli, mentre i fari si susseguono senza sosta in entrambe le direzioni. Parchi racchiusi da inferriate e cemento ci rammentano quanto è stato fatto per la nostra sicurezza: è per il nostro bene che dopo una certa ora nessuno può passare sotto gli alberi seminudi là dentro. Fuori donne semianziane con un taglio fresco festivo corrono a casa, signore similimpellicciate fanno gli ultimi acquisti per far la loro bella figura il giorno di massimo splendore del consumismo, signori incravattati di ritorno dalla loro noiosa giornata d'ufficio imprecano per una precedenza negata, prostitute multicolori instivalate ma infreddolite aspettano di iniziare il loro, di lavoro. Alcune ammiccano, non importa che tu sia pedone, ciclista, autista. Altre fumano, altre telefonano, altre ancora scambiano poche parole con la propria dirimpettaia, una guarda davanti a sé, nel nulla, forse interpretandolo come metafora del futuro. Quella dopo la rotonda s'accosta a una BMW. L'uomo all'interno è quasi più grigio della carrozzeria della sua auto, dalla giacca ai capelli. Sulle scale di un edificio pubblico ridono e scherzano sudamericani in gruppo, tra bottiglie vuote di Corona e cartoni pieni di pessimo vino rosso. Io passo accanto a tutto ciò e ripenso insistentemente a una panchina vuota e gelata che ho rivisto una manciata di minuti prima dopo tanti anni. Era un tempo in cui potevo tremare anche senza avere freddo. 

lunedì 28 novembre 2011

Ilaria had very long fingers

Ogni tanto il mio viscerale ottimismo mi porta a scordare che viviamo in un mondo difìcile. Così come la mia disattenzione. Dunque pochi giorni fa mi bullavo del fatto che non c'erano problemi con il template di Splinder neanche qui, invece poi ho scoperto che non funzionava né questa né quella né quell'altra cosa. Dunque ho dovuto fare qualche modifica, copia di qua, taglia di là, elimina questo che non so come aggiungerlo, fai sparire quest'altro che mi esce una scritta lunghissima e senza senso invece che un simpatico contavisite di Shinystat. Tra l'altro sono sparite le lucine degli ufo che facevano da sfondo alla pagina. Ora è tutto nero. Mah, si saranno fulminate.
C'era un tempo -che ormai sono passati quei 15 anni- in cui si vedevano in giro persone strane. C'era uno che aveva i capelli a tratti verdi e a tratti no e perdeva la macchina fotografica per colpa mia, poi c'era uno che stava a testa in giù sotto gli alberi, un'altra che sapeva giocare a tennis molto bene e mi chiedeva di fare una partita, ma io non ero capace. Vinceva lei in 15 minuti. Non sono capace neanche adesso di giocare a tennis. C'era uno che andava via tre settimane in vacanza e il secondo giorno prendeva il morbillo per due settimane, un'altra che scriveva il suo nome sulle sigarette e cantava pure canzoni volgari in genovese, poi quell'altro che arrivava lui e moriva qualcuno, come quando arriva la signora Fletcher di Cabot Cove. C'era per un attimo Sinead O'Connor fuori dalla finestra della sala, ma io non conosco le sue canzoni, era meglio se ci fosse stata Enya che le facevo du duuu duuuuu dududududu (Watermark) o magari Dolores O'Riordan (a lei avrei potuto dire This is not Hollywood ma probabilmente lo sapeva già). C'era addirittura una che io posso vantarmi che l'ho baciata e faceva l'attrice un po' famosa, ma dopo è diventata ancora più famosa ma non perché aveva baciato me e comunque adesso mi pare abbia le labbra meno screpolate di allora. C'era una che io non capivo niente di quello che diceva e un altro che parlava meglio. C'era uno che secondo me da piccolo l'han picchiato tanto (forse continuano a farlo anche adesso) e uno che se anche nelle foto si metteva tre metri dietro sembrava più grosso degli altri. Dal vivo non era così, ma in foto si allargava a dismisura. C'era una che si chiamava come una pianta carnivora che ho avuto e un'altra che si chiamava come diverse persone che conosco e che magari conoscete anche voi. Poi c'era una che si chiamava Ilaria. Oltre a questo c'è solo una cosa davvero importante che devo dire su di lei: Ilaria aveva delle dita veramente lunghe.