lunedì 7 ottobre 2013

Monetine e lollipop non saranno citati qui sotto.

Qualche tempo fa ero in cucina che mescolavo la ricotta con le noci e i pomodori e stavo pensando che dieci anni fa stavo in una cucina molto più a nord, senza ricotta e senza noci, perché al tempo non avevo la fissa di mettere la frutta secca nei sughi (anche se apprezzavo molto gli anacardi nel riso ai funghi del ristorante thailandese vicino a casa). Così, partendo da 'sta cosa, ho iniziato a pensare un po' di più a quel posto molto più a nord dove abitavo dieci anni fa: non solo alla cucina, alla sala, alla camera... ma anche alle strade, agli edifici e tutto quanto. E mi sono detto "perché non tornare dieci anni dopo e vedere com'è?". In realtà non è da dieci anni che non vado là, ci sono stato già altre volte: nel 2004 ci abitavo ancora, poi sono tornato nel 2005, nel 2006, nel 2007 e pure nel 2010. Comunque, finisce che ci torno anche nel 2013, perché siccome non ho trovato motivi abbastanza validi per non andarci (il più valido è che effettivamente è discretamente sbatti farsi il viaggio), ho comprato i biglietti aerei e ho prenotato l'ostello per un paio di notti (la terza la passo a sbarboneggiare in aeroporto). A proposito di ostello: là ce n'era uno veramente curioso, dentro un treno. Ho scoperto che non c'è più dall'ottobre dell'anno scorso. Non l'hanno semplicemente chiuso: il treno è partito, è rimasto solo il binario. Più morto del solito. Ho scoperto anche che non esiste più la squadra in cui giocavo a uollei lassù. Così è ufficiale: nonostante abbia messo fine alla mia scarsa carriera da pallavolista solo da un paio di anni, tutte le squadre in cui ho militato sono sparite. Puff!
Già nel 2010 invece avevo scoperto che la casa in cui vivevo aveva cambiato stile, non era più quel baraccone un po' (tanto) trasandato, dove si facevano feste a non finire perché manco al care-taker interessava che rimanesse in condizioni vagamente decenti. Non è più posto destinato agli studenti universitari. E le persone... tutti quelli che mi piacerebbe rivedere sono altrove. Non solo gli stranieri. Tutti erano lì solo per fare l'università, riconoscerò forse il bibliotecario (se non è andato in pensione), il tipo che continuava a tossire nella zona computer (se non è morto) e pochi altri.
Insomma, i presupposti per vedere un posto profondamente cambiato, dove non ci sia quasi più nulla di "mio", ci sono. Ma sarà sicuramente bello passare tre giorni con il passato, ci credo.

giovedì 29 agosto 2013

Di opzioni multiple che fanno pensare a modi di dire basati su parole di dubbio significato come il troppo stroppia

Dunque un paio di settimane fa (per l'esattezza trattavasi di dieci giorni fa) è successa 'sta cosa che uno proprio non si potrebbe aspettare da me, neanche quello che nutre più fiducia nei miei confronti e neanche io medesimo (che forse sono lo stesso che nutre più fiducia nei miei confronti).
Facciamo che erano tipo le 4 di mattina (l'orologio l'ho perso tempo fa), ero a una festa e me ne stavo andando a orinare tranquillamente, senza neppure quell'ansia di trovare fila al bagno né quella svogliatezza tipica di chi pensa che pure far pipì sia uno sbattimento eccessivo (poi si parla di mondo perfetto... vero che far pipì a volte è una gran bella soddisfazione, anzi, rischia pure di essere uno dei momenti più belli della giornata quando si trova un bagno dopo un'ora o due di attesa, ma in un mondo perfetto ci sarebbero quantomeno benevoli insetti urinofagi -sempre che si dica così- invece che emofagi, tipo che al posto della vescica uno si ritroverebbe con un parassita gigante... no va beh detta così va a finire che ne esce un'immagine brutta, diciamo allora che in un mondo perfetto  ciò che si mangia o beve non produrrebbe scorie).
Ma eravamo che erano tipo le 4 di mattina, ero a una festa e me ne stavo andando a orinare tranquillamente senza eccetera eccetera. Una volta giunto in bagno, una visione spaventosa: un ragno stava correndo sulla mia maglietta. Verso l'alto. Così senza pensarci su troppo, l'ho preso in mano per tirarlo via. Avevo un ragno in mano. Grosso, per quanto li posso tollerare io: in tutto, zampe incluse, saranno stati almeno tre centimetri di ragno. Ci ho messo un secondo almeno (di quelli lunghi) per realizzare che avevo veramente un ragno in mano. Sentivo le sue zampine muoversi tra le mie falangi e vedevo il suo corpo a pallina tra l'indice, il medio e il pollice. Poi siccome non è che sono diventato fan dei ragni all'improvviso, l'ho fatto cadere. Che poi lui a quel punto deve essersi sentito anche un po' in imbarazzo per il rifiuto e non ci ha pensato a risalire un'altra volta, per sua fortuna (e un po' anche mia). Ma mi rimaneva quella sensazione strana di ragno in mano che ancora adesso mi sembra chiarissima. Devo dire che nell'occasione non ero proprio lucido al 100%. Adesso sì e il pensiero mi disgusta. Così tanto che devo andare a vomitare. No è troppo sbatti vomitare, vado solo a dormire.

venerdì 2 agosto 2013

Coffee break

Nell'estate del 2003 di questi tempi avevo già fatto le valigie ed ero grosso modo in Norvegia, per la prima volta in vita mia. Dev'essere stato quello il periodo in cui vidi Geiranger per la prima volta. Quando ci tornai tre anni dopo, non mi ricordavo affatto di quel fiordo: pare che nel 2003 stessi dormendo e poi era pure assai nuvoloso, quindi non c'era molto da vedere. E a parte questo, quando viaggio se possibile dormo tutto il tempo.
Nell'estate del 2003 di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia ma in realtà stavo andando in Svezia. Stavo per fare un anno di Erasmus, quella cosa che uno va a studiare all'estero per arricchire il proprio bagaglio culturale, avere una formazione più ampia, poter approfondire aspetti della cultura e della storia di un altro paese e tante altre cacate del genere. Voglio dire... come se a me potesse importare veramente qualcosa di fare due esami di archeologia vichinga per sapere qualcosa in più sulle monete arabe trovate in Scandinavia.
Comunque 'sta cosa dell'Erasmus era una fissa che avevo da prima di cominciare l'università, forse è stato uno dei motivi principali per cui alla fine ho deciso di perdere del tempo in studi inutili. E non è che mi possa vantare di essere stato scelto per particolare bravura: quando ci furono le selezioni eravamo tipo in tre a voler andare a Lund e gli altri due non erano neanche studenti di lingue. Per perdere il posto avrei proprio dovuto essere in competizione per il premio re degli scarsi.
Fatto sta che comunque nell'estate del 2003 di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia per andare in Svezia a fare l'Erasmus, perché per merito mio o demerito altrui alla fine avevano scelto me. Non era la prima volta che andavo in Svezia. La prima volta avevo 17 anni. O forse ancora ne avevo 16... boh, comunque era l'estate in cui prima ne avevo 16 ma poi anche 17. Minicrociera tra Helsinki e Stoccolma, visita di Stoccolma in giornata e ritorno a casa con la stessa minicrociera (di cui ricordo soprattutto il Salmari, Rhonda, una cena a buffet inclusa e un Claudio che pensava che tutti gli asciugamani in cabina fossero suoi).
Visto che era l'estate del 2003 quella in cui di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia anche se in realtà stavo per andare in Svezia a fare l'Erasmus, tra un paio di settimane saranno 10 anni giusti giusti che me ne sono andato a Lund. A settembre ci sarà anche la reunion per celebrare l'evento. A Berlino. Sì, si è deciso che è poco importante tornare nel posto giusto, l'unica cosa importante è ritrovarsi e far festa come una volta, tutti insieme. In un posto più economico, così che ci si potrà devastare senza l'ansia di spendere troppo. Ci saranno Livio, Angela, Alex, Marko e molti altri. Stanno scrivendo un sacco di messaggi anche su facebook, stanno organizzando tutto per benino (tipo che hanno riservato un ostello per l'occasione, in modo da non perdersi neanche un attimo di festa andando in un altro ostello a dormire). Insomma, uno sbatti di quelli che io non avrei mai fatto. Quasi ogni giorno vedo che c'è qualcuno in più che comunica con entusiasmo il suo esserci o con moltissima tristezza e poco velato disappunto la sua impossibilità a partecipare, vuoi perché vive in Australia, vuoi perché gli è appena nato un figlio, vuoi perché ha un lavoro e non può prendersi ferie in quel periodo. Io non ho ancora risposto, all'inizio avevo buttato lì un "forse vengo" quando ancora non era ben chiaro chi fosse interessato alla cosa, ma in realtà già ora so che non ci andrò. E non mi dispiacerà neppure non vedere Livio, Angela, Alex, Marko e molti altri. Niente di personale con loro, è che non li conosco. Su 40000 studenti che c'erano, mica li potevo conoscere tutti.
L'anniversario mi dà occasione però di chiudere a modo, con un bell'elenco di quelli di cui si potrebbe anche fare a meno, ma in fondo neanche respirare è necessario per alcune persone, che invece si ostinano a farlo. 


###Inizio finale rimembrativo###

I primi dieci ricordi dell'anno Erasmus:
  1. i pomeriggi passati al bar con Sofia
  2. le cene sociali della domenica
  3. le partite di ping pong in sala
  4. l'odore di glicine lungo la strada per andare in biblioteca
  5. le feste interrotte dall'arrivo della polizia
  6. i 27 punti in una gara con il LUGI Lund persa comunque con disonore
  7. i fiori che mi regalò Camilla
  8. le libellule
  9. il campeggio in casa causa pioggia
  10. i cd della biblioteca
---Fine finale rimembrativo---

domenica 16 giugno 2013

I ricci attraversano la strada solo di rado e quando io non ci sono

Tra le cose che vedevo spesso sotto il mare c'era questo pappagallino acrobata verde e blu (molto più verde che blu), che non so se andasse in monociclo su un filo di alghe intrecciate grossolanamente per sua volontà o per rispettare gli ordini di qualche padrone che a me però risultava invisibile anche dopo un'accurata ispezione dei dintorni. Imperturbabile andava e tornava, come se neppure il topolino che gli stava sulla testa rosicchiandogli lentamente e continuamente cranio e cervello lo infastidisse. Pareva accettare quella simbiosi e la perdita di piccole parti di sé senza problemi, anzi tra i due in verità sembrava un po' più depresso il topolino. Forse si chiedeva che ci stava a fare in mezzo al mare anche senza saper nuotare, per quanto l'affogare non era cosa che lo riguardasse ormai: respirare non era più compito suo, da quando in un giorno né troppo lontano né troppo vicino al suo presente gli era capitato di morire.

Tratto da un sogno vero mentre non dormivo.

giovedì 25 aprile 2013

25 aprile 2013

E noi farem del mondo un baluardo
Sapremo rider e disprezzar la vita
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia

Per tutte le vittime nostre invendicate
Per liberar l'oppressa nostra gente
Ritorna sempre invitto nella lotta
Il patriotta

Il nostro grido è libertà o morte
Sull'aspro monte ci siam fatti lupi
Al piano scenderem per la battaglia
Per la vittoria

Famelici di pace e di giustizia
Annienterem il fascismo ed i tiranni
Rossi di sangue e carichi di gloria
Nel fior degli anni

Ai nostri morti scaverem la fossa
Sulle rupestri cime sarà posta
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia

mercoledì 24 aprile 2013

Instagram

Era estate ed era caldo, i palloncini scoppiavano senza sosta a contatto con l'erba, perché i fili appena tagliati sembravano puntine. Sull'ombra del muro scrivevo il tuo nome mentre il tuo sorriso mi dava le spalle. Fosse stato per me ci saremmo andati veramente al mare per non farti sentire più così pallida, anche se il sole non mi sarebbe piaciuto. Eri più azzurra tu del cielo quel giorno. Ora hai la pelle più scura, lo smalto rosso è sbiadito e non porti più gli occhiali, sembri quasi più vecchia di me, che già me la cavo bene... ma tua figlia l'hai chiamata veramente Teresa?

giovedì 21 marzo 2013

Di qua e di là del muro

Se quest'anno avessi avuto voglia di fare lo sbattimento di fare una lista di buoni propositi, magari ci avrei infilato che mi sarebbe piaciuto vedere pià concerti rispetto all'anno scorso. Non era una missione difficile, dato che nel 2012 sono rimasto a secco fino al 29 dicembre (mi ha salvato Lo Stato Sociale. Intesa come band eh). L'altra cosa che potevo mettere in lista era quella di non farmi piantare il giorno del mio compleanno, ma siccome la lista non l'ho fatta, non è un obiettivo valido.
Comunque, tornando ai concerti, siamo solo a marzo e ne ho già visti ben due! Per un totale di ben cinque gruppi cinque! Del resto, qui a Berlino fanno sempre un sacco di cose interessanti. 
Ecco, insomma, 'sta cosa dei buoni propositi e dei concerti era giusto una scusa per dire che sto a Berlino. Da due mesi, praticamente. Anzi, tra poco è pure ora che me ne torni a casa. Ma per il momento sono qui... abito vicino a Bernauerstraße, famosa per il muro (no, non la East Side Gallery, un altro pezzo). E tutti i giorni quando vado a prendere la metropolitana penso che mica tanti anni fa quello era il capolinea e dall'altra parte stavano chiusi dentro ed era zona francese. Una volta che stavo guardando il monumento coi morti del muro, m'è venuto 'sto pensiero che insomma, in tutte le guerre c'è anche chi muore per ultimo. Che non sai se, rispetto all'ordinaria morte a guerra in corso, è una bella cosa, perché quasi già assapori il cambiamento, o una cosa che tipo ti sembra veramente una presa in giro. Tra un'ora c'è la pace ma tu no. 
Poi avevo anche una cosa su cui ho riflettuto veramente tanto, tipo che molta gente non si ricorda della prima banana mangiata, la vicenda era interessante, con sviluppi che andavano ad abbracciare anche persone insospettabili, tipo Ramona che ancora adesso non mi viene in mente perché ci conosciamo, ma forse ne scriverò un'altra volta.

venerdì 4 gennaio 2013

Vol. VI

Anche a 'sto giro ho preparato il cd dell'anno che se n'è appena andato. Il sesto. Uno dei problemi di tanti brani che hanno influenzato molto il mio 2012 è stato  quello della lunghezza. Quindi per evitare di avere una compilation con quattro brani, ho deciso di lasciare fuori pezzi più lunghi di 10 minuti (tipo Taijin Kyofusho degli Evpatoria Report, Illuminate my heart, my darling! degli Yndi Halda o Nastiez degli Obscure Sphinx). Poi naturalmente ho dovuto fare delle scelte che non mi convincono moltissimo, ma tant'è. Il risultato è questo.
  1. Iosonouncane - Summer on a spiaggia affollata
  2. Il Teatro degli Orrori  - Direzioni diverse
  3. Jezabels - Endless summer
  4. Der Blaue Reiter - Prison of desire
  5. I Fichissimi - La tipa della casa occupata
  6. Nobraino - Il mangiabandiere
  7. Lo Stato Sociale - Mi sono rotto il cazzo
  8. Tunturia - These are the words
  9. Circadian Eyes - Reaching hands
  10. Ustmamò - Piano con l'affetto
  11. Camille Saint-Saëns - Aquarium
  12. Logh - The bastards have landed
  13. Rosetta - Ayil
  14. Muhr - We have mountains to climb
  15. Aereogramme - A meaningful existence
  16. Tides from Nebula - Higgs boson
  17. Sóley - Kill the clown
  18. Porno for Pyros - Pets
  19. ...a Toys Orchestra - Celentano
  Durata: 79 minuti e 48 secondi...

lunedì 24 dicembre 2012

Del disordine visivo

In questa epoca tanto buia, finalmente con l'avvento del Santo Natale vediamo una luce brillare. Anzi, tante luci. Quanta elettricità per i vicoli più angusti, alla faccia dei lampioni che non funzionano da mesi! Quanta armonia, quanta geometricità... e quante combinazioni psichedeliche inguardabili, purtroppo. Il vero problema del Natale non è la crisi, nè il cosa regalo a zia Carmela e neppure il cosa me ne faccio di quel portacandele a forma di cedro che m'ha regalato il vicino del cognato di un amico del mio medico perché gli ho cambiato la lampadina del lampioncino in giardino (magari lo regalo a zia Carmela), ma questo fatto del disordine nelle decorazioni. Un po' è sicuramente colpa mia, che ho 'sta mania leggermente dilatata del simmetrico e dell'ordine, almeno nella visuale. E infatti non è un caso che questo blog abbia due colonne laterali e non una sola a destra o a sinistra. C'è del bilanciamento, come piace a me. Però è molto evidente che la maggior parte della gente è priva non dico di buon gusto, ma anche di quello discreto. Ci si potrebbe dilungare pensando ad una montagna di esempi, dalla musica ai personaggi che improvvisamente diventano VIP. Persone veramente importanti, eh. Comunque ci si potrebbe anche non dilungare che tanto s'è già capito quello che volevo dire, ed è quello che farò. Dunque si parlava di questo problema che affligge molti palazzi, ossia le luci messe mentula canis. Policromie immotivate. Vuoi mettere le luci sul balcone? Va bene, ma mettile con gusto! Non fare un'accozzaglia di fili e lampadine di colore diverso, che parti seguendo per benino tutta la ringhiera con il blu, poi gli ultimi trenta centimetri non sai come coprirli e ci metti quell'altro filo verde e rosso che guasta tutto. O peggio: mezzo balcone con le palline del 1978 in plastica coi piselli tutti colorati e l'altro mezzo con i led bianchi. Non è tollerabile. Ma l'apoteosi di questi problemi natalizi sono le luminarie. Quelle che pagano i commercianti e che mettono -si presume- dei professionisti della luce. Quest'anno qui sono particolarmente brutte, sembrano reggiseni mosci rossi con i bordini gialli (l'altro anno quando c'erano le alette d'angelo che parevano gambe del Moulin Rouge decapitate però c'era andata pure peggio), ma il cruccio è un altro: quello che deve mettere 'ste luci, perché non le controlla prima? Perché ci sono anche dei reggiseni mosci rossi che non hanno il bordino bianco. Come anni fa c'erano stelle che non s'accendevano, o a cui rimaneva spenta una punta. O catene di luci a pioggia che non piovevano. O alucce d'angelo che non sbattevano. Perché il professionista della luce non le controlla prima di farsi lo sbattimento di montarle? Se soffrissi di insonnia, questo dubbio mi accompagnerebbe tutte le notti. 

###Inizio finale elencativo###

Sei disordini che mi infastidiscono:
  1. le bustine di zucchero, the e quant'altro mischiate
  2. pure i croccantini della gatta, quando disposti a terra
  3. penne e matite con punte rivolte in direzioni diverse e peggio ancora penne senza tappo
  4. tutti i flaconi -qualsiasi cosa contengano- in bagno coi tappi aperti o mancanti
  5. i cd nelle loro confezioni al contrario 
  6. qualsiasi cosa sia fuori posto in un qualsiasi negozio, ma soprattutto nei supermercati
---Fine finale elencativo---

sabato 17 novembre 2012

Together

Io sono una di quelle persone che si stupiscono anche molto davanti alle meraviglie della natura, sia quelle che si percepiscono direttamente (la geometria perfetta dei cerchi sulle ali delle farfalle, la resistenza elastica della pelle, la bontà degli ananas, il profumo dell'erba tagliata...), sia quelle che si possono leggere (la longevità delle vongole, il potere nutritivo delle banane, l'astuzia della rana pescatrice...). Davvero, sarebbe da continuare a vivere a bocca aperta per quante cose funzionano benissimo al mondo. Quindi alla natura le voglio pure bene e adesso dopo questa introduzione tutta zucchero e miele (le api... quante meraviglie nel loro mondo fatto di esagoni!) si può dire che la natura ha tantissimi difetti. Sì, proprio tanti. Uno che fa sempre riflettere è 'sto fatto che le zanzare pungono e poi fa prurito. Se poi la zanzara è di quelle infettive uno si ammala anche e muore. Se la natura avesse fatto le cose per benino in ogni settore, avrebbe fatto in modo che le punture fossero piacevoli, così che l'uomo sarebbe stato lieto di essere punto. Sarebbe stato un vantaggio anche per la zanzara, che invece deve sempre agire nell'ombra, sempre lì col pensiero che il suo pranzetto possa trasformarsi nell'ultima cena. Sarebbe stato un mondo più bello con pochissimo sforzo... abbiamo sei-sette litri di sangue nel corpo, sarebbe stato davvero così impensabile tenersi le proprie tre-quattro zanzarine di fiducia e donare a loro un goccetto di tanto in tanto? Stessa cosa con gli altri insetti o batteri: non so, prendiamo la zecca, perché deve attaccarci il morbo di Lyme? Per colpa della borrelia, che invece che starsene lì buonina buonina a infestare la zecca, vuole fare le cose in grande e attaccare anche l'uomo. Se invece si accontentasse, lei vivrebbe serena lontana dagli antibiotici, le zecche non sarebbero dannose e uno potrebbe anche decidere di tenersene una agganciata al polpaccio da accarezzare nei momenti di depressione e solitudine. Invece a questo mondo non esiste collaborazione tra le specie differenti e non è mai esistita (l'allosauro che trovava l'apatosauro giovane e smarrito mica lo aiutava, si approfittava ben bene di lui). Non dico una pace trasversale tra tutti i regni, ma almeno un po' d'amicizia tra gli animali. Comunque in realtà ho iniziato a scrivere perché stavo pensando a un altro grosso controsenso: gli effetti collaterali della droga. Perché drogarsi fa male? Che senso ha diventare schiavi di sostanze tossiche per l'organismo? C'è chi dice che in un mondo perfetto non esisterebbe la droga. Secondo me in un mondo perfetto la droga esisterebbe eccome, sarebbe tantissima, legale, non farebbe male e la userebbero tutti. Questo pensiero del controsenso delle droghe mi è venuto in mente più specificatamente l'altro giorno che vedevo tutte 'ste scene di violenza urbana alle manifestazioni: manganellate, lacrimogeni, calci, cariche... non è bello. Immaginatevi invece per un momento tutti i poliziotti strafatti di ecstasy: i manifestanti sarebbero più tranquilli. Anche viceversa eh (coi manifestanti strafatti), però a quel punto si farebbe la love parade e il senso della protesta verrebbe meno. E non sarebbe bellissimo allora andare alla radice del problema? Avere sotto lo stesso effetto ad esempio gli amministratori delegati mentre trattano con i sindacati?  Pensate: dal "quest'anno abbiamo fatturato il 10% in più dell'anno scorso, ma c'è crisi e dobbiamo licenziare il 35% dei dipendenti" al "ma sono così carini e gli vogliamo tanto bene sigh sigh... non possiamo farlo!" (viceversa non serve, alcuni sindacalisti sono già abbastanza affezionati ai padroni). 
Insomma servirebbe proprio che qualcuno impegnato a fare della scienza scoprisse qualcosa di quel tipo ma meno dannoso per l'organismo: facile che oltre a vincere il Nobel per la medicina poi gli danno pure quello per l'economia e quello per la pace. 

domenica 4 novembre 2012

Pacco posta visita partenza

L'altro giorno sono andato in stazione. Ho sbirciato nella sala d'aspetto che stanno rifacendo: niente sedie in legno,  han cambiato tutto e sembrerà la sala d'aspetto di tante altre stazioni. Ma soprattutto fuori hanno messo delle panchine nuove. In metallo, con le stanghe cilindriche piccine che così se piove si asciugano più velocemente. Sono uguali a quelle che ci sono in tante altre stazioni. Prima invece avevamo quelle coi sassolini. Quelle coi sassolini rimanevano bagnate anche tutto il giorno dopo il temporale, anche col sole, le goccioline rimanevano impigliate in qualche angolino e non se ne andavano via così facilmente. E poi dopo circa cinque minuti che ci si stava seduti, si poteva riconoscere ogni singolo sassolino sotto il proprio culo. Anzi, quasi dentro...  si trattava di sassolini abbastanza invadenti e per aumentare la scomodità alcuni erano anche discretamente appuntiti. Per me in stazione ci sono sempre state le panchine coi sassolini, non me ne ricordo altre, da quando da bambino mio nonno mi portava a vedere i treni merci e si contavano i vagoni a quando la sera andavo a veder passare l'ultimo Milano-Piacenza, pensando a come mai le persone stavano andando a Piacenza a quell'ora. Quando andavo con mio nonno c'era anche la fontana con i pesci nell'acqua, poi è rimasta la fontana con l'acqua stagnante senza pesci, ora c'è la fontana e nemmeno l'acqua stagnante, così la gente non la guarda più. Se ci fossero ancora i pesci, andrei in stazione più spesso forse. Tanto tempo dopo la sparizione dei pesci, è sparito anche il Milano-Piacenza: qualche anno fa han deciso di farlo passare da un'altra parte e qui ci hanno messo il Saronno-Lodi, l'ultimo adesso arriva più tardi e così quando mi capita vado a veder passare il penultimo perché non ho voglia di uscire dopo mezzanotte solo per pensare come mai le persone stanno andando a Lodi a quell'ora, anche perché è tutta un'altra cosa: Lodi non è una meta tanto esotica quanto Piacenza.

domenica 9 settembre 2012

Rosornas krig

Ieri sera si discuteva di un tema sempre attuale, ossia il rischio di furto dei calzini da parte dei propri coinquilini. Io devo dire che finora sono stato molto fortunato, non mi è mai successo in tutti questi anni.
I calzini sono una di quelle cose per cui ho una certa fissa. Se me ne manca un paio, me ne accorgo prima o poi. Spesso prima. I miei calzini sono abitudinari, anche quando ho diverse paia uguali, le coppie sono sempre le stesse. Penso che se sono uniti da quando escono dall'industria, forse non è una casualità. Forse il destino ha voluto così, forse in qualche modo si sono cercati (e trovati). Per questo motivo non me la sento di separarli.
Perdere un calzino è un fatto che mi atterrisce molto. Un calzino sperduto è spacciato, nessuno se lo fila, è automaticamente un oggetto da discarica. Non è come una sciarpa, una maglietta o un berretto, che se uno lo trova se lo può tenere. Il calzino spaiato e dimenticato va incontro a morte certa. Una volta ritrovato sul fondo della borsa senza il suo compagno, anche il socio che non è stato dimenticato viene spesso buttato via. Magari a pochi chilometri e a poche ore di distanza. Per questo motivo ritengo che nei calzini ci sia qualcosa di tragicamente romantico.

domenica 17 giugno 2012

C'era una volta

Oggi ero in giro (per la Norvegia, perché è da un mese che sono tornato qui) che pioveva un po' e allora per non rendermi troppo conto che mi stavo bagnando mi sono detto "pensa a dieci cose che ti vengono in mente così, di quando avevi tanti tanti anni di meno, tipo di quando eri giovane a livello bambino delle elementari o anche precedente, diciamo". Dieci cose, perché il dieci è un numero che fa la sua bella figura in una top ten. Quindi pensavo.
1- Che ero in piscina ma nella parte fuori, quella in cui si aspettano quelli che sono in piscina dentro (nello specifico, trattavasi di mia sorella). Con Paperino (detto Paolino, quello della Walt Disney) e mia mamma. Non mi piaceva andare in piscina dentro, il contatto troppo intimo col cloro mi infastidiva. Non mi piace neanche adesso veramente, ci sono andato due anni fa e m'è tornato in mente allora perché non mi piacesse. Già che ci siamo faccio un discorso un po' più completo e affermo che anche andare al mare non è proprio una gran cosa, il contatto troppo intimo col sodio mi infastidisce.
2- Che ero alla finestra della casa di mia nonna a salutare mia mamma che andava a lavorare, questo potrebbe essere degno di nota perché per qualche ragione io lo considero il ricordo più antico che ho, anche se magari non è cronologicamente vero.
3- Che mia mamma una volta mi ha sgridato perché stavo giocando con un camioncino dei pompieri in anticamera. L'errore era essere in anticamera anziché in camera mia. Lei non poteva capire che in un mondo di auto velocissime limitare lo spazio alla camera non sarebbe stato sufficiente per il camioncino dei pompieri. Che era il cattivo e doveva scappare da tutti gli altri. Questo potrebbe essere degno di nota perché costituisce la prima sgridata che mi ricordo, anche se magari non è cronologicamente vero.
4- Che coloravo un dinosauro prevalentemente di giallo e di rosso, ma non era un dinosauro fatto in modo preciso. Tipo che la bocca non l'aveva ma un occhio sì. Comunque ci assomigliava abbastanza e a guardarlo quasi tutti avrebbero esclamato "è un dinosauro!", non come l'elefante mangiato dal serpente nel piccolo principe, che non lo capirebbero neanche i bambini che non è un cappello con l'occhio.
5- Che una volta avevamo addirittura dei sassi con gli occhi.
6- Che poi avevo anche una serie di gomme che chiamavano tipo pampers e quella viola dopo il trasloco non l'ho più trovata. Secondo me non l'ho persa io, ma loro quando hanno impacchettato tutto.
7- Che una volta c'era mio nonno a casa mia e aveva fatto una torre di Lego fichissima, che se ci provassi io adesso non sarei capace di farla così bene. Non ricordo di altre volte in cui mio nonno stesse giocando con me col Lego ed è un peccato, perché aveva un notevole talento.
8- Che a proposito di Lego, la mia macchina preferita del Lego era davvero bella, modelli così adesso non ne fanno più. L'omino che la guidava si chiamava Dalia e mi sono sempre chiesto perché avesse una valigia. Non ho mai pensato che potesse essere una commercialista, una rappresentante di una casa farmaceutica, una venditrice porta a porta. Ho sempre pensato che stesse in viaggio, ma chissà dove voleva andare.
9- Che mio papà fingeva di lavorare a maglia, ma era dichiarato che lo stesse facendo per finta, perché tutti si sapeva che non era capace.
10- Che un giorno stavo sbaccellando i piselli sul balcone e uno di essi stava per cadere giù ma alla fine s'era salvato.

mercoledì 25 aprile 2012

25 aprile 2012

E con le camicie nere
un sol fascio noi faremo
sulla piazza del paese
un bel fuoco accenderemo.

venerdì 6 aprile 2012

Cosa c'è lassù

C'è molta gente che guarda in alto chiedendosi cosa ci sarà mai lassù. Anche a me capita di domandarmi questa cosa, m'è capitato anche in passato e una volta che ho avuto la possibilità sono anche andato a controllare. C'era una botola con una chiave attaccata, era lì apposta per farsi aprire. Mancava una scala per salire ma un paio di sedie sono bastate. Così ho scoperto cosa c'era sopra il soffitto. Niente di che, sono rimasto anche un po' deluso nonostante fosse divertente perdere l'equilibrio su quelle travi strette che attraversavano un campo giallo spugnoso e soprattutto abbondantemente impolverato. Da sotto, si sentiva distintamente una canzone che in realtà aveva raggiunto l'apice del successo sette anni prima, ma io quell'anno non l'avevo sentita per intero, solo mentre stava di sottofondo per una pubblicità di una macchina di marca assai famosa. Era l'ultimo giorno che stavo in quella casa, ma fino ad allora non sapevo che c'era così tanto spazio sopra di me. Era anche l'ultimo giorno che stavo con quei coinquilini, dopo quella spedizione non ho rivisto più nessuno dei miei compagni d'avventura. Di due non ho più avuto alcuna notizia, una adesso è sposata e ha un figlio, uno s'è messo a studiare le lucertole e a uno mi sono anche ricordato di fargli  gli auguri per il suo compleanno a gennaio.

domenica 26 febbraio 2012

In my next life I'll be a stone

Una volta -eravamo circa alla fine di agosto in un giorno in cui pioveva- m'era capitato di stare in un'aula dove c'era un professore che si chiamava Ivar e ci aveva posto una domanda interessante, sulle nostre aspettative per le vite future. Anzi, era più sui nostri desideri. Quella seduta accanto a me avrebbe voluto tanto essere un'ape, perché le piacevano molto i fiori. Anche a me piacciono molto i fiori, però le api non più di tanto. Mi sembrano troppo organizzate, non so se mi troverei a mio agio. Nascendo ape forse sì, ma non è quello che voglio dalla prossima vita. A dirla tutta, già allora avevo pensato che non ha senso voler essere api se ti piacciono i fiori, perché già che ci sei, puoi desiderare di essere un fiore. Fresco o secco. I fiori secchi sono comunque dei morti che teniamo in esposizione. Io ne ho dieci in una tazza di quelle che ti regalano come souvenir. Infatti quella tazza me l'avevano regalata come souvenir: ha svolto per benino il suo compito. 
Io in un'altra vita volevo essere sasso. Ci sono dei buoni motivi per cui vale la pena essere sassi: ad esempio quando ti passa sopra uno scorpione non devi temere le sue punture. E poi puoi stare una vita tra le alghe, coperto dal calcare e baciato dai chitoni. Ma soprattutto se sparano a te va a finire che di rimbalzo muore un altro.

mercoledì 15 febbraio 2012

Trentalibri

Era da un po' che non facevo qui dei simpatici giochini trovati altrove... questo si chiama "30 giorni di libri" e l'ho trovato su Facebook. Che uno potrebbe chiedersi perché lo sto facendo in un giorno e qui invece che su Facebook. Primo, non lo sto facendo in un giorno perché ho iniziato a rispondere alle domande ieri, secondo ritengo che sia uno sbattimento eccessivo ricordarsi di rispondere a 30 domande in 30 giorni diversi.




1) Il tuo libro preferito.
"Il pomeriggio di un piastrellista" - Lars Gustafsson
2) La tua citazione preferita.
Quanti sensi ha la terra?
Cinque: aria, terreno, scotta, acqua, verdura.
"Imbuti" - Corrado Guzzanti
3) Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto.
Cal di "Cal" - Bernard MacLaverty
4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto.
In questo caso vado sul sicuro, si tratta del libro più sopravvalutato al mondo dopo la bibbia: "Il piccolo principe" - Antoine de Saint-Exupéry
5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto.
Non ne sono certo, ma direi "I promessi sposi" - Alessandro Manzoni
6) il libro più corto che tu abbia mai letto.
Pure qui non sono certo, ma il primo che mi viene da associare è "Il taglio del bosco" - Carlo Cassola
7) Il libro che ti descrive.
"Il pomeriggio di un piastrellista" - Lars Gustafsson
8) Un libro che consiglieresti.
"La vita degli insetti" - Viktor Pelevin
9) Un libro che ti ha fatto crescere.
Mah...
10) Un libro del tuo autore preferito.
"Opplero. Storia di un salto" - Alessandro Bergonzoni (che semplicemente mi piace, troppo sbatti pensare a chi è il mio autore preferito)
11) Un libro che prima amavi e che ora odi.
Non ce ne sono... io odio da subito
12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere.
Normalmente non leggo mai lo stesso libro più di una volta
13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania. (Sempre se ne hai uno :3)
"Bollettino di guerra" - Edlef Köppen
14) Il libro che stai leggendo in questo periodo.
Giusto giusto iniziato: "La stanza del polline" - Zoë Jenny
15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi.
"Era proprio un gran vivere." da "Desdemona e Cola Cola" - Raffaele Nigro
16) La tua copertina preferita.
"Bollito misto con mostarda" - Daniele Luttazzi
17) Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno.
Rutja di "Il figlio del dio del tuono"- Arto Paasilinna
18) Il primo libro che hai letto.
Non è che me lo ricordi proprio... ma tra i primi che ho ancora in casa c'è "Favole al telefono" - Gianni Rodari
19) Un libro il cui film ti ha deluso.
Non credo di averne letti/visti
20) Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse.
Non mi ci ritrovo completamente (e fortunatamente) in nessuno dei due, ma a tratti mi sono sentito molto vicino a Benoit De Gieter di "Dormi!" - Verbeke Annelies e soprattutto a Mattis di "Gli uccelli"- Tarjei Vesaas
21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te.
"Una banda di idioti" - John Kennedy Toole
22) Un libro che hai letto da piccolo.
Questo mi ricorda le medie: "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" - Dino Buzzati
23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita.
"Guida galattica per gli autostoppisti" - Douglas Adams ...me l'aspettavo molto più divertente
24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo.
Capita con quasi tutti i libri che leggo, anche i peggiori
25) Un libro che hai scoperto da poco.
Tra quelli che mi sono piaciuti di più, dico "Il nazista & il barbiere" - Edgar Hilsenrath
26) Un libro che conosci da sempre.
Mi viene in mente un giorno in cui sono ancora estremamente bambino e mia mamma mi legge interamente "Pinocchio" - Carlo Collodi
27) Un libro che vorresti aver scritto.
"Woobinda" - Aldo Nove
28) Un libro che farai leggere ai tuoi figli.
Figli? Miei figli?? Ah ah ah.
29) Un libro che devi ancora leggere.
Più che altro l'avevo iniziato ma non ho avuto modo di finirlo: "Doppler. Vita con l'alce" - Erlend Loe
30) Un libro che ti ha commosso.
Commosso è un parolone... direi che diversi mi hanno ispirato tristezza malinconica, ad esempio, per come finisce, "En komikers uppväxt" - Jonas Gardell

venerdì 3 febbraio 2012

Ricominciamo

Dopo sei anni d'assenza ricomincio da dove avevo iniziato e il mio blog torna qui su Blogspot. Eh sì, era il gennaio 2006 quando decisi di mettermi a combattere contro codici semisconosciuti per tirarne fuori un template. Non convintissimo del risultato, passai a Splinder, perché aveva un'interfaccia che mi garbava di più e soprattutto ero riuscito a fare un template decente di là. Scelta azzeccata, visto che come tutti sanno Splinder ha chiuso tre giorni fa. Cosa che comunque ci era stata comunicata con un certo preavviso, dunque nell'attesa avevo spostato tutto su Iobloggo (molto semplice, in teoria con un clic si poteva esportare tutto -post & commenti- da una parte all'altra. In pratica gli utenti di Splinder presi dal panico erano tutti su lì a smanettare e dunque il server ogni due secondi dava problemi, quindi s'è dovuta fare l'esportazione a rate, semestre per semestre). Però diciamolo... Iobloggo non l'avevo mai sentito prima e ci sarà stato un motivo: facile da configurare, ma non dava soddisfazione. Poi ecco che finalmente Blogspot ha messo uno strumento apposito a disposizione per importare qui tutta la roba di Splinder... eh, peccato che ci fosse un errore da qualche parte quindi dal mio non ha importato nulla. Ma siccome non avevo un caz da fare, negli ultimi due giorni ho fatto un template nuovo nuovo (che a parte un paio di comandi che non so mettere è proprio come lo volevo) e poi ho importato un post per volta (i commenti pazienza, rimarranno altrove). Divertentissima come cosa, ma fuori nevicava quindi si poteva anche fare.

domenica 22 gennaio 2012

Per esempio, Monica

Ci sono nomi che hanno origine greca o latina o pure diversa che uno non sa cosa vogliono dire, va beh. E allora li dà al proprio figlio (o figlia) anche se hanno un significato tristissimo, tipo Biagio (ossia balbuziente). Ci sono invece altri nomi che uno sa pure cosa vogliono dire e non mi capacito perché li dà lo stesso al proprio figlio (o figlia). Tipo Soledad.  
Comunque... siamo nel 2012 da oltre 20 giorni e ancora qui non si è parlato di buoni propositi! Per prima cosa, mi bullerei un attimino del fatto che gli obiettivi per il 2011 li ho in gran parte centrati, in quanto:

-sono arrivato a 31 anni
-senza prendere l'encefalite da zecca né prima né dopo (e non avevo zecche sui polpacci a farmi compagnia durante). Ma è stato facile, non ho incontrato zecche, forse saranno affogate sotto la pioggia costante dell'estate scorsa
-non sono diventato proprio tollerante con chi scombina le bustine da zucchero in mia presenza ma non ho neanche fatto stragi
-ho ricominciato a studiare qualcosa. Non mi sono sbattuto molto, ma ho ricominciato, che è meglio di niente
-il segreto della felicità non l'ho trovato. Uno su cinque ci sta di non prenderlo proprio

Poi c'era quell'altro grosso che dicevo un anno fa, che però non era proprio un buon proposito perché non sapevo neanche come catalogarlo... quello comunque è successo che non c'ho più pensato, anche perché non avevo da concentrarmi molto in quanto si basava su due sole possibili opzioni escludenti (che chiameremo A e B). Insomma, A avrebbe dovuto di suo far sparire B e/o viceversa. Non so come, però, io non ho seguito né l'opzione A né l'opzione B e *puff!* è apparsa dal nulla l'opzione C. Inaspettata. A e B erano come quando hai davanti un'oliva e puoi decidere solo se A mangiarla o B non mangiarla. C non esiste, puoi cambiare idea da B a A (nel fatto specifico dell'oliva è più difficile -una volta mangiatala- cambiare da A a B). Insomma, questa opzione C è come se fosse il quarto lato di un triangolo. O il quinto di un quadrilatero. O il sesto di un pentagono. O il settimo... beh, chiaro il concetto, no? Quindi mi sono ritrovato con un'opzione sorprendente che alla fine non me ne faccio niente ma se per quello anche di A e B non ci facevo nulla, ma almeno quelle avevano una struttura logica. Invece trovarsi davanti a 'sta C è come andare al mare e non trovarci né l'acqua né la sabbia né i fondali né le stelle marine né i cavallini marucci né lo squalo né il signore che vende la noce di cocco fresca.  
Per i buoni propositi targati 2012, non m'è venuto in mente quasi niente. Ed è per questo che non ne avevo ancora parlato. Ci ho pensato e anche per benino eh, ma niente. Quasi. Va beh, potrei buttare lì che ci tengo ad arrivare ai 32 anni, non mi sembra tanto prioritario come era invece l'anno scorso arrivare a 31 ma vista la scarsità di idee lo tengo buono. Tra le cose che ho davvero da fare, però, c'è quella di rammendare finalmente tutti i calzini bucati. E farmene una ragione che alcuni di loro sono irrimediabilmente lisi. Io coi calzini però c'ho un rapporto troppo sentimentale che mi fa venire tristezza quando sono da buttare via. Quel giorno non sarà facile. 
Un altro proposito potrebbe essere leggere più libri dell'anno scorso (non uno sbattimento eccessivo, devo solo arrivare a 15 e sono a 3 al momento quindi è fattibile... sì, mi piace e lo metto). 
Volevo arrivare a cinque ma quelli che mancano nel caso li aggiungo un'altra volta (non intendo passare il sabato sera qui a pensarci), quindi ricapitolando...

COSE DA FARE NEL 2012
-compiere 32 anni 
-rammendare tuuuutti i calzini bucati e buttare quelli irrecuperabili
-leggere almeno 15 libri

...e anche per quest'anno ci abbiamo pensato e siamo a posto così. 

domenica 1 gennaio 2012

Vol. V

Quest'anno è stato decisamente molto musicale. Forse troppo. Mi è venuto eccessivamente difficile fare un riassunto che durasse meno di ottanta minuti, perché di partenza c'era materiale per almeno tre cd. Ma siccome la tradizione mi impone un cd solo, ho dovuto fare tagli drastici. E sono rimaste fuori canzoni importanti, ma esageratamente lunghe. Dunque dunque senza ulteriori ciarle, ecco la tracklist del 2011!

 1. Long Distance Calling - Invisible giants
 2. Kwoon - Schizophrenic
 3. Fabrizio De André - Folaghe
 4. Hypothermia - Del 3
 5. Giorgio Canali - Carmagnola #3
 6. Caparezza - Non siete stato voi
 7. Enzo Jannacci - Messico e nuvole
 8. Zen Circus - It's paradise
 9. Refused - New noise
10. Die Goldenen Zitronen - Für immer punk
11. October Falls - Reefs
12. Képzelt Város - Zuhanó
13. Smashing Pumpkins - Zero
14. Sophie Hutchings - Following sea
15. Munamies - Pomppufiilis
16. Digitalism - Circles
17. 夢中夢 -  祈り

Durata: 79 minuti e 44 secondi...