Un mese fa è successo che sono arrivato in Canada. A Montréal. Quasi causa dialogo iperlungo col poliziotto di frontiera perdevo la coincidenza e mi fermavo a Toronto, ma alla fine ce l'ho fatta. La domanda tipica che mi han fatto in molti (poliziotto di frontiera incluso) e che qualcuno ancora mi fa è perché abbia deciso di svernare qui. Bah, mi sembrava una bella scelta per svariate ragioni: un posto in cui non conosco nessuno, che non ho mai visto, dove ci sono temperature più basse che a Novosibirsk e di media ci sono tre turisti a settimana in questo periodo. Perfetto. E infatti la cosa che più mi ha colpito è la tranquillità dei parchi innevati, dove -nei giorni più freddi- non si incontrano manco gli scoiattoli.
Comunque, ho festeggiato il primo mese canadese e ho reputato l'occasione degna di una classifica di più e meno. In realtà la coincidenza era ieri, ma poi non avevo voglia di scrivere e sono andato a vedere le scimmiette al bioparco.
Dunque, alcune cose belle di Montréal:
+c'è il latte al cioccolato fondente e quello alla vaniglia è buono assai
+fa freddo, ma di quel freddo che si formano i cristalli di ghiaccio sulla barba, come agli sciatori di fondo
+ho trovato una casa con la gatta inclusa (ma l'avevo cercata già dall'Italia con questo requisito)
+sto imparando del francese... una lingua che però continua a non piacermi
+in mezzo alla città c'è un parco con le foreste
+anche ai lati della città ci sono dei parchi con le foreste
+ci sono strade lunghissime, va bene camminare anche un'ora e poi decidere di tornare indietro e non ci si perde
+tutto sommato non costa eccessivamente viverci
+ho un letto matrimoniale
+ci sono ancora le lucine di Natale che a me piacciono tanto
Alcune cose brutte di Montréal:
-la vendita di aragoste vive, che lo fanno ovunque anche in Italia ma queste ogni volta che passo mi guardano con quegli occhietti tipo Pizzicottino con Homer Simpson
-la metro, troppa gente che la prende e un numero sorprendente di guasti
-il ghiaccio sulle strade
-la gente che non sa usare le scale (questo potrebbe meritare un post a parte)
-la gente che non sa usare i marciapiedi
-le temperature eccessivamente alte nei luoghi chiusi... capisco che possa stare sul culo l'inverno, ma prima o poi arriverà anche qui la primavera, si potrebbe aspettare senza problemi
-devo alzarmi e aprire una porta che dà direttamente sul gelo alle 6 e mezza di mattino per far uscire la gatta (sì, lei avrebbe pure più motivi di me di lamentarsi, ma gli ordini che mi sono stati impartiti sono questi)
-la mozzarella e la scamorza costano assai
-i testimoni di Geova mi hanno importunato pure qui
venerdì 13 febbraio 2015
E poi ascolterò uno che suona il sax mentre passo accanto ai grattacieli
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mercoledì 31 dicembre 2014
Vol. VIII
Il 31 dicembre ci sono due cose che vanno fatte: una telefonata alla Manuela che compie gli anni e il cd dell'anno. Talvolta con una puntualità normalmente a me inusuale la seconda cosa riesco anche a postarla il giorno giusto sul blog (su cui noto di aver scritto dei pensierini per ben tre volte quest'anno... mi piace mantenerlo in agonia). Quindi ora scrivo 'sto pezzo classificatorio, poi ho da fare una chiamata.
Pure quest'anno pochi concerti, però finalmente a settembre sono andato a vederne uno di Giorgio Canali (durato meno di un'ora perché in realtà era più un concerto di Nada), che tra l'altro all'epoca avevo pure pensato di scriverci un pezzo sul fatto che l'ultima volta che m'era capitato di vederlo dal vivo esistevano ancora i C.S.I., per sentire musica si utilizzavano ancora i ciddì e soprattutto io ero ancora minorenne ma poi troppo sbatti come abbastanza solito.
Beh, comunque finisce che le 18 tracce prescelte sono quelle qui sotto, quella dei Veljeni Valas non si trova manco su youtube ed è davvero un gran peccato.
Pure quest'anno pochi concerti, però finalmente a settembre sono andato a vederne uno di Giorgio Canali (durato meno di un'ora perché in realtà era più un concerto di Nada), che tra l'altro all'epoca avevo pure pensato di scriverci un pezzo sul fatto che l'ultima volta che m'era capitato di vederlo dal vivo esistevano ancora i C.S.I., per sentire musica si utilizzavano ancora i ciddì e soprattutto io ero ancora minorenne ma poi troppo sbatti come abbastanza solito.
Beh, comunque finisce che le 18 tracce prescelte sono quelle qui sotto, quella dei Veljeni Valas non si trova manco su youtube ed è davvero un gran peccato.
- Crocodiles - Hearts of love
- Veljeni Valas - Tuuli
- Goldmund - Alberta
- Placebo - Every you every me
- Aereogramme - Hatred
- David Bowie - Space oddity
- Yann Tiersen - Les bras de mer
- Krobak - Broken
- Camillas - Pirati
- Nest - Last vestige of old joy
- Lou Reed - Perfect day
- Ohio Express - Yummy yummy yummy
- Zen Circus - Viva
- Audiolepsia - Estigma
- Amanda Palmer - Want it back
- Talking Heads - Psycho killer
- Gatos del Mundo - Invictus
- Atoma - Skylight
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mercoledì 24 dicembre 2014
Il secondo da sinistra, forse
Svariato tempo fa ho visto una foto in cui da qualche parte c'ero anche io. Buttata così come se nulla fosse su un social network, dove va assai di moda mettere foto di quei bei tempi andati in cui eravamo felici e sereni ah se solo si potesse tornare indietro (io non vengo vi si aspetta qui). Una foto di molti molti anni fa, di quando ancora era un lusso aprire le porte, camminare sui bordi dei marciapiedi era vietato dalla zia di turno e quando ancora chiedevo il permesso per poter usufruire dei servizi igienici di casa mia (sì, fino a dodici anni ho chiesto il permesso per farlo, poi m'hanno detto che avevo scocciato con quella domanda e che avevo libertà d'accesso al cesso quando più m'aggradava/urgeva). Nella foto non si capisce bene bene quale sono io, cioè io immagino di saperlo, ma poi nella confusione del colore sbiadito e nella sfocatezza degli anni 80 c'è gente che non lo sa, che non si ricorda e -in percentuale minore ma comunque significativa- che non sa/non dice. Gente che non si ricorda i cognomi e qualcuno che non ricorda neppure tutti i nomi. Mi infastidisce, questo. Perché è un po' intollerabile non ricordarsi almeno i nomi di persone con cui si è stati a contatto per ore e ore per mesi e mesi per anni e anni. Non si pretende certo che tutti si ricordino chi è stato il primo compagno di banco, ma almeno i nomi sì!
A proposito, io me lo ricordo bene come si chiamava il mio primo compagno di banco. Si chiamava Raffaele, io sedevo alla sua sinistra e dopo pochi giorni ha cambiato sezione. Me lo ricordo perché la prima cosa che mi ha detto un bambino di prima elementare il primo giorno di scuola è stato vaffanculo. Chissà se se lo ricorda ancora lui. A me viene in mente ogni volta che lo rivedo:
"Ciao"
"Ciao" (toh, è il bambino del vaffanculo!)
Davvero, è così che è iniziato il capitolo scuola per me. E fondamentalmente è così che s'è concluso circa vent'anni dopo, con la medesima parolina lievemente mormorata rivolta al mio illustre correlatore in sede di discussione della tesi. Chiudere i cerchi.
Giorgio nell'isola di fuoco
Anita che abitava in una via che mi faceva ridere
Fabio mi picchiava all'intervallo ed è finito poi a fare il poliziotto
Jessica per anni ho pensato a una rima senza trovarla prima di scoprire anoressia ed altre malattie
Luca C con la mamma in testa all'elenco telefonico
Luca D non raccogliere quelle mille lire che è uno scherzo
Paola poi facciamo anche le medie insieme
Orietta aveva degli orecchini che mi piacevano
Davide giochiamo con gli Exogini
Simone che voleva andare in Transilvania con le macchinine
Luca M e il galeone dei pirati
Marta abbiamo vinto noi il torneo di bocce
Daniele era in piedi e poi è caduto da fermo
Sabrina con le mani fredde
Daniela non sapevo che esistesse il color fulvo prima
Chiara ma il braille me lo sono dimenticato
Enrica non ho mai capito cosa m'avevi detto quel giorno in bicicletta
Stefania secondo me le forbici verdi me le hai rubate tu
Marco Z correva indubbiamente veloce
A proposito, io me lo ricordo bene come si chiamava il mio primo compagno di banco. Si chiamava Raffaele, io sedevo alla sua sinistra e dopo pochi giorni ha cambiato sezione. Me lo ricordo perché la prima cosa che mi ha detto un bambino di prima elementare il primo giorno di scuola è stato vaffanculo. Chissà se se lo ricorda ancora lui. A me viene in mente ogni volta che lo rivedo:
"Ciao"
"Ciao" (toh, è il bambino del vaffanculo!)
Davvero, è così che è iniziato il capitolo scuola per me. E fondamentalmente è così che s'è concluso circa vent'anni dopo, con la medesima parolina lievemente mormorata rivolta al mio illustre correlatore in sede di discussione della tesi. Chiudere i cerchi.
Giorgio nell'isola di fuoco
Anita che abitava in una via che mi faceva ridere
Fabio mi picchiava all'intervallo ed è finito poi a fare il poliziotto
Jessica per anni ho pensato a una rima senza trovarla prima di scoprire anoressia ed altre malattie
Luca C con la mamma in testa all'elenco telefonico
Luca D non raccogliere quelle mille lire che è uno scherzo
Paola poi facciamo anche le medie insieme
Orietta aveva degli orecchini che mi piacevano
Davide giochiamo con gli Exogini
Simone che voleva andare in Transilvania con le macchinine
Luca M e il galeone dei pirati
Marta abbiamo vinto noi il torneo di bocce
Daniele era in piedi e poi è caduto da fermo
Sabrina con le mani fredde
Daniela non sapevo che esistesse il color fulvo prima
Chiara ma il braille me lo sono dimenticato
Enrica non ho mai capito cosa m'avevi detto quel giorno in bicicletta
Stefania secondo me le forbici verdi me le hai rubate tu
Marco Z correva indubbiamente veloce
martedì 19 agosto 2014
Ho cercato un po' di ghiaccio, ho trovato solo fiori
Sulle quantità d'animali.
Ronzii in loop, di tafani, di vespe, di moscerini, di insetti sconosciuti. Zecche no, neanche una. Ragni un po' sì, ma con moderazione. Nessuno ancora rinvenuto post-doccia nella manica dell'accappatoio, nell'eventualità si spezzerà una sgradita tradizione biennale. Che pare poco ma in realtà già l'annualità era d'eccesso. Due in giornata singola, in camera doppia, colti da morte per trauma a poche ore di distanza l'un dall'altro. Intanto Alfonso ingrassa mangiando mosche e un po' (tanto) sono orgoglioso di non scappare quando lo vedo. Opilionidi a sprazzi e spruzzati sul muro. Ovini, caprini e bovini in quantità normale, mucche da tenda più numerose del solito.
Avvistamenti di ermellini, toporagni, ricci piccoli e lemming, di cui svariati bidimensionali in connubio con l'asfalto.
I vermi niente, un paio se li sono mangiati le lumache. Che continuano ad attraversare le strade.
Gatti: un rosso affettuoso con moderazione, un grigio da farsi male alle tibie, un bianconero da compleanno che di tanto in tanto presenzia sui divani e succhia dita.
Del clima.
Un'estate calda come non se ne vedevano da anni. Un maggio che pareva giugno, un giugno che pareva luglio e un luglio che pareva il luglio classico da un'altra parte più a sud, tipo Trezzano sul Naviglio ma con più mare e meno pianura. E forse anche un pochettino meno umidità nell'aria.
Avrei voluto stare per un po' sott'acqua, ma o fa troppo freddo o fa troppo caldo da quelle parti.
Ieri d'improvviso ho visto l'autunno. Giallo.
Quello che ho.
Ho una lavatrice e finora ha anche funzionato. Solo due magliette azzurrite e poi ricandidate al bianco.
Ho una camera grossa, troppo grossa per starci da solo. Condivisa ora con palla da beach volley. Più dura di quanto sembri. A proposito... infortuni muscolari registrati: tre (di cui uno parzialmente in corso), ma praticando sport nazionalpopolare chiamato giuoco del calcio. Incazzature pallavolistiche: quattro (di cui quattro in corso se ci ripenso: la pallavolo è una delle poche cose serie della vita e mi stupisce che la gente comune la possa prendere in modo estremamente superficiale).
Ho delle belle tende scure. Ancora non mi capacito di come possano tenere tende bianche alle finestre esposte al sole con tutte le ore di luce che ci sono d'estate.
Ho due balconi, di cui uno pericolante, pericoloso stenderci i panni. Per tale motivo, parte della camera grossa, troppo grossa è stata adibita a stenditoio. Con temperature nella norma, innalzamenti improvvisi serali se s'ha fretta di far asciugare il pantalone o la camicia bianca, la cravatta blu (questa per dovere di sincerità manca).
Ho molta vitamina C in seguito a molti succhi d'arancia, di quelli fatti per benino.
Ho un paio di dubbi che prima non avevo, ma ho pure un paio di convinzioni in più.
Ronzii in loop, di tafani, di vespe, di moscerini, di insetti sconosciuti. Zecche no, neanche una. Ragni un po' sì, ma con moderazione. Nessuno ancora rinvenuto post-doccia nella manica dell'accappatoio, nell'eventualità si spezzerà una sgradita tradizione biennale. Che pare poco ma in realtà già l'annualità era d'eccesso. Due in giornata singola, in camera doppia, colti da morte per trauma a poche ore di distanza l'un dall'altro. Intanto Alfonso ingrassa mangiando mosche e un po' (tanto) sono orgoglioso di non scappare quando lo vedo. Opilionidi a sprazzi e spruzzati sul muro. Ovini, caprini e bovini in quantità normale, mucche da tenda più numerose del solito.
Avvistamenti di ermellini, toporagni, ricci piccoli e lemming, di cui svariati bidimensionali in connubio con l'asfalto.
I vermi niente, un paio se li sono mangiati le lumache. Che continuano ad attraversare le strade.
Gatti: un rosso affettuoso con moderazione, un grigio da farsi male alle tibie, un bianconero da compleanno che di tanto in tanto presenzia sui divani e succhia dita.
Del clima.
Un'estate calda come non se ne vedevano da anni. Un maggio che pareva giugno, un giugno che pareva luglio e un luglio che pareva il luglio classico da un'altra parte più a sud, tipo Trezzano sul Naviglio ma con più mare e meno pianura. E forse anche un pochettino meno umidità nell'aria.
Avrei voluto stare per un po' sott'acqua, ma o fa troppo freddo o fa troppo caldo da quelle parti.
Ieri d'improvviso ho visto l'autunno. Giallo.
Quello che ho.
Ho una lavatrice e finora ha anche funzionato. Solo due magliette azzurrite e poi ricandidate al bianco.
Ho una camera grossa, troppo grossa per starci da solo. Condivisa ora con palla da beach volley. Più dura di quanto sembri. A proposito... infortuni muscolari registrati: tre (di cui uno parzialmente in corso), ma praticando sport nazionalpopolare chiamato giuoco del calcio. Incazzature pallavolistiche: quattro (di cui quattro in corso se ci ripenso: la pallavolo è una delle poche cose serie della vita e mi stupisce che la gente comune la possa prendere in modo estremamente superficiale).
Ho delle belle tende scure. Ancora non mi capacito di come possano tenere tende bianche alle finestre esposte al sole con tutte le ore di luce che ci sono d'estate.
Ho due balconi, di cui uno pericolante, pericoloso stenderci i panni. Per tale motivo, parte della camera grossa, troppo grossa è stata adibita a stenditoio. Con temperature nella norma, innalzamenti improvvisi serali se s'ha fretta di far asciugare il pantalone o la camicia bianca, la cravatta blu (questa per dovere di sincerità manca).
Ho molta vitamina C in seguito a molti succhi d'arancia, di quelli fatti per benino.
Ho un paio di dubbi che prima non avevo, ma ho pure un paio di convinzioni in più.
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venerdì 25 aprile 2014
25 aprile 2014
Mentre il popolo languiva
triste e stanco nel dolor
con le armi si partiva
per la Patria e per l'onor
Verso i monti, sulle vette,
nelle valli, lungo il pian,
son per fare le vendette
i soldati partigian
Sono imberbi giovanetti
e qualcuno è un uomo già;
hanno il fuoco nei lor petti,
vogliono pace e libertà
Senza tema nè paura
la Brigata innanzi va
sulla strada lunga e dura,
ed il sogno arriverà.
Pace eterna gloria a voi!
Mai nessuno scorderà
tutti i nomi degli eroi
morti per la libertà
triste e stanco nel dolor
con le armi si partiva
per la Patria e per l'onor
Verso i monti, sulle vette,
nelle valli, lungo il pian,
son per fare le vendette
i soldati partigian
Sono imberbi giovanetti
e qualcuno è un uomo già;
hanno il fuoco nei lor petti,
vogliono pace e libertà
Senza tema nè paura
la Brigata innanzi va
sulla strada lunga e dura,
ed il sogno arriverà.
Pace eterna gloria a voi!
Mai nessuno scorderà
tutti i nomi degli eroi
morti per la libertà
martedì 31 dicembre 2013
Vol. VII
Tutto può succedere in un attimo, ma pare che si sia arrivati indenni pure alla fine del 2013. Che significa essenzialmente che è giunto il momento di fare il cd dell'anno. Volume sette, per l'appunto. L'anno scorso si chiuse con la miseria di un solo concerto visto (e poteva andare anche peggio... concerto di Lo Stato Sociale allo ZAM il 30 dicembre, giusto dopo Trento-Macerata. Ci sono delle giornate che finiscono veramente bene), quest'anno è andato un po' meglio, del resto a Berlino ci sono vagonate di concerti interessanti quindi mi sembrava il minimo vedere Sólstafir, Long Distance Calling (che tra l'altro suonavano la stessa sera in cui c'era pure un concertino dei Cannibal Corpse) e Leech. Poi già che Amanda Palmer ha fatto la fatica di venire a Milano, io ho fatto lo sbatti di andare a sentirla. In un postaccio che si trova in un quartiere tristissimo ma meglio di niente.
Come sempre, scartate le canzoni lunghe più di 10 minuti altrimenti mi esce un cd con 5 tracce.
Come sempre, scartate le canzoni lunghe più di 10 minuti altrimenti mi esce un cd con 5 tracce.
- Enzo Jannacci - Vivere
- Carontte - Forthcoming
- ManzOni - Scappi
- Aereogramme - Descending
- Iosonouncane - Torino pausa pranzo
- Edipo - I baristi stagionali
- Doomina - Beauty
- Pornophonique - Sad robot
- Verme - Va tutto malone
- Diary of Dreams - Traumtänzer
- Long Distance Calling - 359
- Amanda Palmer - Do it with a rockstar
- Leech - Turbolina
- New Order - Leave me alone
- Canned Heat - Going up the country
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lunedì 7 ottobre 2013
Monetine e lollipop non saranno citati qui sotto.
Qualche tempo fa ero in cucina che mescolavo la ricotta con le noci e i pomodori e stavo pensando che dieci anni fa stavo in una cucina molto più a nord, senza ricotta e senza noci, perché al tempo non avevo la fissa di mettere la frutta secca nei sughi (anche se apprezzavo molto gli anacardi nel riso ai funghi del ristorante thailandese vicino a casa). Così, partendo da 'sta cosa, ho iniziato a pensare un po' di più a quel posto molto più a nord dove abitavo dieci anni fa: non solo alla cucina, alla sala, alla camera... ma anche alle strade, agli edifici e tutto quanto. E mi sono detto "perché non tornare dieci anni dopo e vedere com'è?". In realtà non è da dieci anni che non vado là, ci sono stato già altre volte: nel 2004 ci abitavo ancora, poi sono tornato nel 2005, nel 2006, nel 2007 e pure nel 2010. Comunque, finisce che ci torno anche nel 2013, perché siccome non ho trovato motivi abbastanza validi per non andarci (il più valido è che effettivamente è discretamente sbatti farsi il viaggio), ho comprato i biglietti aerei e ho prenotato l'ostello per un paio di notti (la terza la passo a sbarboneggiare in aeroporto). A proposito di ostello: là ce n'era uno veramente curioso, dentro un treno. Ho scoperto che non c'è più dall'ottobre dell'anno scorso. Non l'hanno semplicemente chiuso: il treno è partito, è rimasto solo il binario. Più morto del solito. Ho scoperto anche che non esiste più la squadra in cui giocavo a uollei lassù. Così è ufficiale: nonostante abbia messo fine alla mia scarsa carriera da pallavolista solo da un paio di anni, tutte le squadre in cui ho militato sono sparite. Puff!
Già nel 2010 invece avevo scoperto che la casa in cui vivevo aveva cambiato stile, non era più quel baraccone un po' (tanto) trasandato, dove si facevano feste a non finire perché manco al care-taker interessava che rimanesse in condizioni vagamente decenti. Non è più posto destinato agli studenti universitari. E le persone... tutti quelli che mi piacerebbe rivedere sono altrove. Non solo gli stranieri. Tutti erano lì solo per fare l'università, riconoscerò forse il bibliotecario (se non è andato in pensione), il tipo che continuava a tossire nella zona computer (se non è morto) e pochi altri.
Insomma, i presupposti per vedere un posto profondamente cambiato, dove non ci sia quasi più nulla di "mio", ci sono. Ma sarà sicuramente bello passare tre giorni con il passato, ci credo.
Già nel 2010 invece avevo scoperto che la casa in cui vivevo aveva cambiato stile, non era più quel baraccone un po' (tanto) trasandato, dove si facevano feste a non finire perché manco al care-taker interessava che rimanesse in condizioni vagamente decenti. Non è più posto destinato agli studenti universitari. E le persone... tutti quelli che mi piacerebbe rivedere sono altrove. Non solo gli stranieri. Tutti erano lì solo per fare l'università, riconoscerò forse il bibliotecario (se non è andato in pensione), il tipo che continuava a tossire nella zona computer (se non è morto) e pochi altri.
Insomma, i presupposti per vedere un posto profondamente cambiato, dove non ci sia quasi più nulla di "mio", ci sono. Ma sarà sicuramente bello passare tre giorni con il passato, ci credo.
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giovedì 29 agosto 2013
Di opzioni multiple che fanno pensare a modi di dire basati su parole di dubbio significato come il troppo stroppia
Dunque un paio di settimane fa (per l'esattezza trattavasi di dieci giorni fa) è successa 'sta cosa che uno proprio non si potrebbe aspettare da me, neanche quello che nutre più fiducia nei miei confronti e neanche io medesimo (che forse sono lo stesso che nutre più fiducia nei miei confronti).
Facciamo che erano tipo le 4 di mattina (l'orologio l'ho perso tempo fa), ero a una festa e me ne stavo andando a orinare tranquillamente, senza neppure quell'ansia di trovare fila al bagno né quella svogliatezza tipica di chi pensa che pure far pipì sia uno sbattimento eccessivo (poi si parla di mondo perfetto... vero che far pipì a volte è una gran bella soddisfazione, anzi, rischia pure di essere uno dei momenti più belli della giornata quando si trova un bagno dopo un'ora o due di attesa, ma in un mondo perfetto ci sarebbero quantomeno benevoli insetti urinofagi -sempre che si dica così- invece che emofagi, tipo che al posto della vescica uno si ritroverebbe con un parassita gigante... no va beh detta così va a finire che ne esce un'immagine brutta, diciamo allora che in un mondo perfetto ciò che si mangia o beve non produrrebbe scorie).
Ma eravamo che erano tipo le 4 di mattina, ero a una festa e me ne stavo andando a orinare tranquillamente senza eccetera eccetera. Una volta giunto in bagno, una visione spaventosa: un ragno stava correndo sulla mia maglietta. Verso l'alto. Così senza pensarci su troppo, l'ho preso in mano per tirarlo via. Avevo un ragno in mano. Grosso, per quanto li posso tollerare io: in tutto, zampe incluse, saranno stati almeno tre centimetri di ragno. Ci ho messo un secondo almeno (di quelli lunghi) per realizzare che avevo veramente un ragno in mano. Sentivo le sue zampine muoversi tra le mie falangi e vedevo il suo corpo a pallina tra l'indice, il medio e il pollice. Poi siccome non è che sono diventato fan dei ragni all'improvviso, l'ho fatto cadere. Che poi lui a quel punto deve essersi sentito anche un po' in imbarazzo per il rifiuto e non ci ha pensato a risalire un'altra volta, per sua fortuna (e un po' anche mia). Ma mi rimaneva quella sensazione strana di ragno in mano che ancora adesso mi sembra chiarissima. Devo dire che nell'occasione non ero proprio lucido al 100%. Adesso sì e il pensiero mi disgusta. Così tanto che devo andare a vomitare. No è troppo sbatti vomitare, vado solo a dormire.
Facciamo che erano tipo le 4 di mattina (l'orologio l'ho perso tempo fa), ero a una festa e me ne stavo andando a orinare tranquillamente, senza neppure quell'ansia di trovare fila al bagno né quella svogliatezza tipica di chi pensa che pure far pipì sia uno sbattimento eccessivo (poi si parla di mondo perfetto... vero che far pipì a volte è una gran bella soddisfazione, anzi, rischia pure di essere uno dei momenti più belli della giornata quando si trova un bagno dopo un'ora o due di attesa, ma in un mondo perfetto ci sarebbero quantomeno benevoli insetti urinofagi -sempre che si dica così- invece che emofagi, tipo che al posto della vescica uno si ritroverebbe con un parassita gigante... no va beh detta così va a finire che ne esce un'immagine brutta, diciamo allora che in un mondo perfetto ciò che si mangia o beve non produrrebbe scorie).
Ma eravamo che erano tipo le 4 di mattina, ero a una festa e me ne stavo andando a orinare tranquillamente senza eccetera eccetera. Una volta giunto in bagno, una visione spaventosa: un ragno stava correndo sulla mia maglietta. Verso l'alto. Così senza pensarci su troppo, l'ho preso in mano per tirarlo via. Avevo un ragno in mano. Grosso, per quanto li posso tollerare io: in tutto, zampe incluse, saranno stati almeno tre centimetri di ragno. Ci ho messo un secondo almeno (di quelli lunghi) per realizzare che avevo veramente un ragno in mano. Sentivo le sue zampine muoversi tra le mie falangi e vedevo il suo corpo a pallina tra l'indice, il medio e il pollice. Poi siccome non è che sono diventato fan dei ragni all'improvviso, l'ho fatto cadere. Che poi lui a quel punto deve essersi sentito anche un po' in imbarazzo per il rifiuto e non ci ha pensato a risalire un'altra volta, per sua fortuna (e un po' anche mia). Ma mi rimaneva quella sensazione strana di ragno in mano che ancora adesso mi sembra chiarissima. Devo dire che nell'occasione non ero proprio lucido al 100%. Adesso sì e il pensiero mi disgusta. Così tanto che devo andare a vomitare. No è troppo sbatti vomitare, vado solo a dormire.
venerdì 2 agosto 2013
Coffee break
Nell'estate del 2003 di questi tempi avevo già fatto le valigie
ed ero grosso modo in Norvegia, per la prima volta in vita mia.
Dev'essere stato quello il periodo in cui vidi Geiranger per la prima
volta. Quando ci tornai tre anni dopo, non mi ricordavo affatto
di quel fiordo: pare che nel 2003 stessi dormendo e poi era pure assai
nuvoloso, quindi non c'era molto da vedere. E a parte questo, quando
viaggio se possibile dormo tutto il tempo.
Nell'estate del 2003 di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia ma in realtà stavo andando in Svezia. Stavo per fare un anno di Erasmus, quella cosa che uno va a studiare all'estero per arricchire il proprio bagaglio culturale, avere una formazione più ampia, poter approfondire aspetti della cultura e della storia di un altro paese e tante altre cacate del genere. Voglio dire... come se a me potesse importare veramente qualcosa di fare due esami di archeologia vichinga per sapere qualcosa in più sulle monete arabe trovate in Scandinavia.
Comunque 'sta cosa dell'Erasmus era una fissa che avevo da prima di cominciare l'università, forse è stato uno dei motivi principali per cui alla fine ho deciso di perdere del tempo in studi inutili. E non è che mi possa vantare di essere stato scelto per particolare bravura: quando ci furono le selezioni eravamo tipo in tre a voler andare a Lund e gli altri due non erano neanche studenti di lingue. Per perdere il posto avrei proprio dovuto essere in competizione per il premio re degli scarsi.
Fatto sta che comunque nell'estate del 2003 di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia per andare in Svezia a fare l'Erasmus, perché per merito mio o demerito altrui alla fine avevano scelto me. Non era la prima volta che andavo in Svezia. La prima volta avevo 17 anni. O forse ancora ne avevo 16... boh, comunque era l'estate in cui prima ne avevo 16 ma poi anche 17. Minicrociera tra Helsinki e Stoccolma, visita di Stoccolma in giornata e ritorno a casa con la stessa minicrociera (di cui ricordo soprattutto il Salmari, Rhonda, una cena a buffet inclusa e un Claudio che pensava che tutti gli asciugamani in cabina fossero suoi).
Visto che era l'estate del 2003 quella in cui di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia anche se in realtà stavo per andare in Svezia a fare l'Erasmus, tra un paio di settimane saranno 10 anni giusti giusti che me ne sono andato a Lund. A settembre ci sarà anche la reunion per celebrare l'evento. A Berlino. Sì, si è deciso che è poco importante tornare nel posto giusto, l'unica cosa importante è ritrovarsi e far festa come una volta, tutti insieme. In un posto più economico, così che ci si potrà devastare senza l'ansia di spendere troppo. Ci saranno Livio, Angela, Alex, Marko e molti altri. Stanno scrivendo un sacco di messaggi anche su facebook, stanno organizzando tutto per benino (tipo che hanno riservato un ostello per l'occasione, in modo da non perdersi neanche un attimo di festa andando in un altro ostello a dormire). Insomma, uno sbatti di quelli che io non avrei mai fatto. Quasi ogni giorno vedo che c'è qualcuno in più che comunica con entusiasmo il suo esserci o con moltissima tristezza e poco velato disappunto la sua impossibilità a partecipare, vuoi perché vive in Australia, vuoi perché gli è appena nato un figlio, vuoi perché ha un lavoro e non può prendersi ferie in quel periodo. Io non ho ancora risposto, all'inizio avevo buttato lì un "forse vengo" quando ancora non era ben chiaro chi fosse interessato alla cosa, ma in realtà già ora so che non ci andrò. E non mi dispiacerà neppure non vedere Livio, Angela, Alex, Marko e molti altri. Niente di personale con loro, è che non li conosco. Su 40000 studenti che c'erano, mica li potevo conoscere tutti.
L'anniversario mi dà occasione però di chiudere a modo, con un bell'elenco di quelli di cui si potrebbe anche fare a meno, ma in fondo neanche respirare è necessario per alcune persone, che invece si ostinano a farlo.
Nell'estate del 2003 di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia ma in realtà stavo andando in Svezia. Stavo per fare un anno di Erasmus, quella cosa che uno va a studiare all'estero per arricchire il proprio bagaglio culturale, avere una formazione più ampia, poter approfondire aspetti della cultura e della storia di un altro paese e tante altre cacate del genere. Voglio dire... come se a me potesse importare veramente qualcosa di fare due esami di archeologia vichinga per sapere qualcosa in più sulle monete arabe trovate in Scandinavia.
Comunque 'sta cosa dell'Erasmus era una fissa che avevo da prima di cominciare l'università, forse è stato uno dei motivi principali per cui alla fine ho deciso di perdere del tempo in studi inutili. E non è che mi possa vantare di essere stato scelto per particolare bravura: quando ci furono le selezioni eravamo tipo in tre a voler andare a Lund e gli altri due non erano neanche studenti di lingue. Per perdere il posto avrei proprio dovuto essere in competizione per il premio re degli scarsi.
Fatto sta che comunque nell'estate del 2003 di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia per andare in Svezia a fare l'Erasmus, perché per merito mio o demerito altrui alla fine avevano scelto me. Non era la prima volta che andavo in Svezia. La prima volta avevo 17 anni. O forse ancora ne avevo 16... boh, comunque era l'estate in cui prima ne avevo 16 ma poi anche 17. Minicrociera tra Helsinki e Stoccolma, visita di Stoccolma in giornata e ritorno a casa con la stessa minicrociera (di cui ricordo soprattutto il Salmari, Rhonda, una cena a buffet inclusa e un Claudio che pensava che tutti gli asciugamani in cabina fossero suoi).
Visto che era l'estate del 2003 quella in cui di questi tempi ero in Norvegia per la prima volta in vita mia anche se in realtà stavo per andare in Svezia a fare l'Erasmus, tra un paio di settimane saranno 10 anni giusti giusti che me ne sono andato a Lund. A settembre ci sarà anche la reunion per celebrare l'evento. A Berlino. Sì, si è deciso che è poco importante tornare nel posto giusto, l'unica cosa importante è ritrovarsi e far festa come una volta, tutti insieme. In un posto più economico, così che ci si potrà devastare senza l'ansia di spendere troppo. Ci saranno Livio, Angela, Alex, Marko e molti altri. Stanno scrivendo un sacco di messaggi anche su facebook, stanno organizzando tutto per benino (tipo che hanno riservato un ostello per l'occasione, in modo da non perdersi neanche un attimo di festa andando in un altro ostello a dormire). Insomma, uno sbatti di quelli che io non avrei mai fatto. Quasi ogni giorno vedo che c'è qualcuno in più che comunica con entusiasmo il suo esserci o con moltissima tristezza e poco velato disappunto la sua impossibilità a partecipare, vuoi perché vive in Australia, vuoi perché gli è appena nato un figlio, vuoi perché ha un lavoro e non può prendersi ferie in quel periodo. Io non ho ancora risposto, all'inizio avevo buttato lì un "forse vengo" quando ancora non era ben chiaro chi fosse interessato alla cosa, ma in realtà già ora so che non ci andrò. E non mi dispiacerà neppure non vedere Livio, Angela, Alex, Marko e molti altri. Niente di personale con loro, è che non li conosco. Su 40000 studenti che c'erano, mica li potevo conoscere tutti.
L'anniversario mi dà occasione però di chiudere a modo, con un bell'elenco di quelli di cui si potrebbe anche fare a meno, ma in fondo neanche respirare è necessario per alcune persone, che invece si ostinano a farlo.
###Inizio finale rimembrativo###
I primi dieci ricordi dell'anno Erasmus:
- i pomeriggi passati al bar con Sofia
- le cene sociali della domenica
- le partite di ping pong in sala
- l'odore di glicine lungo la strada per andare in biblioteca
- le feste interrotte dall'arrivo della polizia
- i 27 punti in una gara con il LUGI Lund persa comunque con disonore
- i fiori che mi regalò Camilla
- le libellule
- il campeggio in casa causa pioggia
- i cd della biblioteca
---Fine finale rimembrativo---
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domenica 16 giugno 2013
I ricci attraversano la strada solo di rado e quando io non ci sono
Tra le cose che vedevo spesso sotto il mare c'era questo pappagallino acrobata verde e blu (molto più verde che blu), che non so se andasse in monociclo su un filo di alghe intrecciate grossolanamente per sua volontà o per rispettare gli ordini di qualche padrone che a me però risultava invisibile anche dopo un'accurata ispezione dei dintorni. Imperturbabile andava e tornava, come se neppure il topolino che gli stava sulla testa rosicchiandogli lentamente e continuamente cranio e cervello lo infastidisse. Pareva accettare quella simbiosi e la perdita di piccole parti di sé senza problemi, anzi tra i due in verità sembrava un po' più depresso il topolino. Forse si chiedeva che ci stava a fare in mezzo al mare anche senza saper nuotare, per quanto l'affogare non era cosa che lo riguardasse ormai: respirare non era più compito suo, da quando in un giorno né troppo lontano né troppo vicino al suo presente gli era capitato di morire.
Tratto da un sogno vero mentre non dormivo.
Tratto da un sogno vero mentre non dormivo.
giovedì 25 aprile 2013
25 aprile 2013
E noi farem del mondo un baluardo
Sapremo rider e disprezzar la vita
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia
Per tutte le vittime nostre invendicate
Per liberar l'oppressa nostra gente
Ritorna sempre invitto nella lotta
Il patriotta
Il nostro grido è libertà o morte
Sull'aspro monte ci siam fatti lupi
Al piano scenderem per la battaglia
Per la vittoria
Famelici di pace e di giustizia
Annienterem il fascismo ed i tiranni
Rossi di sangue e carichi di gloria
Nel fior degli anni
Ai nostri morti scaverem la fossa
Sulle rupestri cime sarà posta
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia
Sapremo rider e disprezzar la vita
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia
Per tutte le vittime nostre invendicate
Per liberar l'oppressa nostra gente
Ritorna sempre invitto nella lotta
Il patriotta
Il nostro grido è libertà o morte
Sull'aspro monte ci siam fatti lupi
Al piano scenderem per la battaglia
Per la vittoria
Famelici di pace e di giustizia
Annienterem il fascismo ed i tiranni
Rossi di sangue e carichi di gloria
Nel fior degli anni
Ai nostri morti scaverem la fossa
Sulle rupestri cime sarà posta
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia
mercoledì 24 aprile 2013
Era estate ed era caldo, i palloncini scoppiavano senza sosta a contatto con l'erba, perché i fili appena tagliati sembravano puntine. Sull'ombra del muro scrivevo il tuo nome mentre il tuo sorriso mi dava le spalle. Fosse stato per me ci saremmo andati veramente al mare per non farti sentire più così pallida, anche se il sole non mi sarebbe piaciuto. Eri più azzurra tu del cielo quel giorno. Ora hai la pelle più scura, lo smalto rosso è sbiadito e non porti più gli occhiali, sembri quasi più vecchia di me, che già me la cavo bene... ma tua figlia l'hai chiamata veramente Teresa?
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giovedì 21 marzo 2013
Di qua e di là del muro
Se quest'anno avessi avuto voglia di fare lo sbattimento di fare una lista di buoni propositi, magari ci avrei infilato che mi sarebbe piaciuto vedere pià concerti rispetto all'anno scorso. Non era una missione difficile, dato che nel 2012 sono rimasto a secco fino al 29 dicembre (mi ha salvato Lo Stato Sociale. Intesa come band eh). L'altra cosa che potevo mettere in lista era quella di non farmi piantare il giorno del mio compleanno, ma siccome la lista non l'ho fatta, non è un obiettivo valido.
Comunque, tornando ai concerti, siamo solo a marzo e ne ho già visti ben due! Per un totale di ben cinque gruppi cinque! Del resto, qui a Berlino fanno sempre un sacco di cose interessanti.
Ecco, insomma, 'sta cosa dei buoni propositi e dei concerti era giusto una scusa per dire che sto a Berlino. Da due mesi, praticamente. Anzi, tra poco è pure ora che me ne torni a casa. Ma per il momento sono qui... abito vicino a Bernauerstraße, famosa per il muro (no, non la East Side Gallery, un altro pezzo). E tutti i giorni quando vado a prendere la metropolitana penso che mica tanti anni fa quello era il capolinea e dall'altra parte stavano chiusi dentro ed era zona francese. Una volta che stavo guardando il monumento coi morti del muro, m'è venuto 'sto pensiero che insomma, in tutte le guerre c'è anche chi muore per ultimo. Che non sai se, rispetto all'ordinaria morte a guerra in corso, è una bella cosa, perché quasi già assapori il cambiamento, o una cosa che tipo ti sembra veramente una presa in giro. Tra un'ora c'è la pace ma tu no.
Poi avevo anche una cosa su cui ho riflettuto veramente tanto, tipo che molta gente non si ricorda della prima banana mangiata, la vicenda era interessante, con sviluppi che andavano ad abbracciare anche persone insospettabili, tipo Ramona che ancora adesso non mi viene in mente perché ci conosciamo, ma forse ne scriverò un'altra volta.
Comunque, tornando ai concerti, siamo solo a marzo e ne ho già visti ben due! Per un totale di ben cinque gruppi cinque! Del resto, qui a Berlino fanno sempre un sacco di cose interessanti.
Ecco, insomma, 'sta cosa dei buoni propositi e dei concerti era giusto una scusa per dire che sto a Berlino. Da due mesi, praticamente. Anzi, tra poco è pure ora che me ne torni a casa. Ma per il momento sono qui... abito vicino a Bernauerstraße, famosa per il muro (no, non la East Side Gallery, un altro pezzo). E tutti i giorni quando vado a prendere la metropolitana penso che mica tanti anni fa quello era il capolinea e dall'altra parte stavano chiusi dentro ed era zona francese. Una volta che stavo guardando il monumento coi morti del muro, m'è venuto 'sto pensiero che insomma, in tutte le guerre c'è anche chi muore per ultimo. Che non sai se, rispetto all'ordinaria morte a guerra in corso, è una bella cosa, perché quasi già assapori il cambiamento, o una cosa che tipo ti sembra veramente una presa in giro. Tra un'ora c'è la pace ma tu no.
Poi avevo anche una cosa su cui ho riflettuto veramente tanto, tipo che molta gente non si ricorda della prima banana mangiata, la vicenda era interessante, con sviluppi che andavano ad abbracciare anche persone insospettabili, tipo Ramona che ancora adesso non mi viene in mente perché ci conosciamo, ma forse ne scriverò un'altra volta.
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venerdì 4 gennaio 2013
Vol. VI
Anche a 'sto giro ho preparato il cd dell'anno che se n'è appena andato. Il sesto. Uno dei problemi di tanti brani che hanno influenzato molto il mio 2012 è stato quello della lunghezza. Quindi per evitare di avere una compilation con quattro brani, ho deciso di lasciare fuori pezzi più lunghi di 10 minuti (tipo Taijin Kyofusho degli Evpatoria Report, Illuminate my heart, my darling! degli Yndi Halda o Nastiez degli Obscure Sphinx). Poi naturalmente ho dovuto fare delle scelte che non mi convincono moltissimo, ma tant'è. Il risultato è questo.
- Iosonouncane - Summer on a spiaggia affollata
- Il Teatro degli Orrori - Direzioni diverse
- Jezabels - Endless summer
- Der Blaue Reiter - Prison of desire
- I Fichissimi - La tipa della casa occupata
- Nobraino - Il mangiabandiere
- Lo Stato Sociale - Mi sono rotto il cazzo
- Tunturia - These are the words
- Circadian Eyes - Reaching hands
- Ustmamò - Piano con l'affetto
- Camille Saint-Saëns - Aquarium
- Logh - The bastards have landed
- Rosetta - Ayil
- Muhr - We have mountains to climb
- Aereogramme - A meaningful existence
- Tides from Nebula - Higgs boson
- Sóley - Kill the clown
- Porno for Pyros - Pets
- ...a Toys Orchestra - Celentano
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lunedì 24 dicembre 2012
Del disordine visivo
In questa epoca tanto buia, finalmente con l'avvento del Santo Natale vediamo una luce brillare. Anzi, tante luci. Quanta elettricità per i vicoli più angusti, alla faccia dei lampioni che non funzionano da mesi! Quanta armonia, quanta geometricità... e quante combinazioni psichedeliche inguardabili, purtroppo. Il vero problema del Natale non è la crisi, nè il cosa regalo a zia Carmela e neppure il cosa me ne faccio di quel portacandele a forma di cedro che m'ha regalato il vicino del cognato di un amico del mio medico perché gli ho cambiato la lampadina del lampioncino in giardino (magari lo regalo a zia Carmela), ma questo fatto del disordine nelle decorazioni. Un po' è sicuramente colpa mia, che ho 'sta mania leggermente dilatata del simmetrico e dell'ordine, almeno nella visuale. E infatti non è un caso che questo blog abbia due colonne laterali e non una sola a destra o a sinistra. C'è del bilanciamento, come piace a me. Però è molto evidente che la maggior parte della gente è priva non dico di buon gusto, ma anche di quello discreto. Ci si potrebbe dilungare pensando ad una montagna di esempi, dalla musica ai personaggi che improvvisamente diventano VIP. Persone veramente importanti, eh. Comunque ci si potrebbe anche non dilungare che tanto s'è già capito quello che volevo dire, ed è quello che farò. Dunque si parlava di questo problema che affligge molti palazzi, ossia le luci messe mentula canis. Policromie immotivate. Vuoi mettere le luci sul balcone? Va bene, ma mettile con gusto! Non fare un'accozzaglia di fili e lampadine di colore diverso, che parti seguendo per benino tutta la ringhiera con il blu, poi gli ultimi trenta centimetri non sai come coprirli e ci metti quell'altro filo verde e rosso che guasta tutto. O peggio: mezzo balcone con le palline del 1978 in plastica coi piselli tutti colorati e l'altro mezzo con i led bianchi. Non è tollerabile. Ma l'apoteosi di questi problemi natalizi sono le luminarie. Quelle che pagano i commercianti e che mettono -si presume- dei professionisti della luce. Quest'anno qui sono particolarmente brutte, sembrano reggiseni mosci rossi con i bordini gialli (l'altro anno quando c'erano le alette d'angelo che parevano gambe del Moulin Rouge decapitate però c'era andata pure peggio), ma il cruccio è un altro: quello che deve mettere 'ste luci, perché non le controlla prima? Perché ci sono anche dei reggiseni mosci rossi che non hanno il bordino bianco. Come anni fa c'erano stelle che non s'accendevano, o a cui rimaneva spenta una punta. O catene di luci a pioggia che non piovevano. O alucce d'angelo che non sbattevano. Perché il professionista della luce non le controlla prima di farsi lo sbattimento di montarle? Se soffrissi di insonnia, questo dubbio mi accompagnerebbe tutte le notti.
###Inizio finale elencativo###
Sei disordini che mi infastidiscono:
- le bustine di zucchero, the e quant'altro mischiate
- pure i croccantini della gatta, quando disposti a terra
- penne e matite con punte rivolte in direzioni diverse e peggio ancora penne senza tappo
- tutti i flaconi -qualsiasi cosa contengano- in bagno coi tappi aperti o mancanti
- i cd nelle loro confezioni al contrario
- qualsiasi cosa sia fuori posto in un qualsiasi negozio, ma soprattutto nei supermercati
---Fine finale elencativo---
sabato 17 novembre 2012
Together
Io sono una di quelle persone che si stupiscono anche molto davanti alle meraviglie della natura, sia quelle che si percepiscono direttamente (la geometria perfetta dei cerchi sulle ali delle farfalle, la resistenza elastica della pelle, la bontà degli ananas, il profumo dell'erba tagliata...), sia quelle che si possono leggere (la longevità delle vongole, il potere nutritivo delle banane, l'astuzia della rana pescatrice...). Davvero, sarebbe da continuare a vivere a bocca aperta per quante cose funzionano benissimo al mondo. Quindi alla natura le voglio pure bene e adesso dopo questa introduzione tutta zucchero e miele (le api... quante meraviglie nel loro mondo fatto di esagoni!) si può dire che la natura ha tantissimi difetti. Sì, proprio tanti. Uno che fa sempre riflettere è 'sto fatto che le zanzare pungono e poi fa prurito. Se poi la zanzara è di quelle infettive uno si ammala anche e muore. Se la natura avesse fatto le cose per benino in ogni settore, avrebbe fatto in modo che le punture fossero piacevoli, così che l'uomo sarebbe stato lieto di essere punto. Sarebbe stato un vantaggio anche per la zanzara, che invece deve sempre agire nell'ombra, sempre lì col pensiero che il suo pranzetto possa trasformarsi nell'ultima cena. Sarebbe stato un mondo più bello con pochissimo sforzo... abbiamo sei-sette litri di sangue nel corpo, sarebbe stato davvero così impensabile tenersi le proprie tre-quattro zanzarine di fiducia e donare a loro un goccetto di tanto in tanto? Stessa cosa con gli altri insetti o batteri: non so, prendiamo la zecca, perché deve attaccarci il morbo di Lyme? Per colpa della borrelia, che invece che starsene lì buonina buonina a infestare la zecca, vuole fare le cose in grande e attaccare anche l'uomo. Se invece si accontentasse, lei vivrebbe serena lontana dagli antibiotici, le zecche non sarebbero dannose e uno potrebbe anche decidere di tenersene una agganciata al polpaccio da accarezzare nei momenti di depressione e solitudine. Invece a questo mondo non esiste collaborazione tra le specie differenti e non è mai esistita (l'allosauro che trovava l'apatosauro giovane e smarrito mica lo aiutava, si approfittava ben bene di lui). Non dico una pace trasversale tra tutti i regni, ma almeno un po' d'amicizia tra gli animali. Comunque in realtà ho iniziato a scrivere perché stavo pensando a un altro grosso controsenso: gli effetti collaterali della droga. Perché drogarsi fa male? Che senso ha diventare schiavi di sostanze tossiche per l'organismo? C'è chi dice che in un mondo perfetto non esisterebbe la droga. Secondo me in un mondo perfetto la droga esisterebbe eccome, sarebbe tantissima, legale, non farebbe male e la userebbero tutti. Questo pensiero del controsenso delle droghe mi è venuto in mente più specificatamente l'altro giorno che vedevo tutte 'ste scene di violenza urbana alle manifestazioni: manganellate, lacrimogeni, calci, cariche... non è bello. Immaginatevi invece per un momento tutti i poliziotti strafatti di ecstasy: i manifestanti sarebbero più tranquilli. Anche viceversa eh (coi manifestanti strafatti), però a quel punto si farebbe la love parade e il senso della protesta verrebbe meno. E non sarebbe bellissimo allora andare alla radice del problema? Avere sotto lo stesso effetto ad esempio gli amministratori delegati mentre trattano con i sindacati? Pensate: dal "quest'anno abbiamo fatturato il 10% in più dell'anno scorso, ma c'è crisi e dobbiamo licenziare il 35% dei dipendenti" al "ma sono così carini e gli vogliamo tanto bene sigh sigh... non possiamo farlo!" (viceversa non serve, alcuni sindacalisti sono già abbastanza affezionati ai padroni).
Insomma servirebbe proprio che qualcuno impegnato a fare della scienza scoprisse qualcosa di quel tipo ma meno dannoso per l'organismo: facile che oltre a vincere il Nobel per la medicina poi gli danno pure quello per l'economia e quello per la pace.
Insomma servirebbe proprio che qualcuno impegnato a fare della scienza scoprisse qualcosa di quel tipo ma meno dannoso per l'organismo: facile che oltre a vincere il Nobel per la medicina poi gli danno pure quello per l'economia e quello per la pace.
domenica 4 novembre 2012
Pacco posta visita partenza
L'altro giorno sono andato in stazione. Ho sbirciato nella sala d'aspetto che stanno rifacendo: niente sedie in legno, han cambiato tutto e sembrerà la sala d'aspetto di tante altre
stazioni. Ma soprattutto fuori hanno messo delle panchine nuove. In metallo, con le stanghe cilindriche piccine che così se piove si asciugano più velocemente. Sono uguali a quelle che ci sono in tante altre stazioni. Prima invece avevamo quelle coi sassolini. Quelle coi sassolini rimanevano bagnate anche tutto il giorno dopo il temporale, anche col sole, le goccioline rimanevano impigliate in qualche angolino e non se ne andavano via così facilmente. E poi dopo circa cinque minuti che ci si stava seduti, si poteva riconoscere ogni singolo sassolino sotto il proprio culo. Anzi, quasi dentro... si trattava di sassolini abbastanza invadenti e per aumentare la scomodità alcuni erano anche discretamente appuntiti. Per me in stazione ci sono sempre state le panchine coi sassolini, non me ne ricordo
altre, da quando da bambino mio nonno mi portava a vedere i treni merci e si contavano i vagoni a
quando la sera andavo a veder passare l'ultimo Milano-Piacenza, pensando
a come mai le persone stavano andando a Piacenza a quell'ora. Quando andavo con mio nonno c'era anche la fontana con i pesci nell'acqua, poi è rimasta la fontana con l'acqua stagnante senza pesci, ora c'è la fontana e nemmeno l'acqua stagnante, così la gente non la guarda più. Se ci fossero ancora i pesci, andrei in stazione più spesso forse. Tanto tempo dopo la sparizione dei pesci, è sparito anche il Milano-Piacenza: qualche anno fa han deciso di farlo passare da un'altra parte e qui ci hanno messo il Saronno-Lodi, l'ultimo adesso arriva più tardi e così quando mi capita vado a veder passare il penultimo perché non ho voglia di uscire dopo mezzanotte solo per pensare come mai le persone stanno andando a Lodi a quell'ora, anche perché è tutta un'altra cosa: Lodi non è una meta tanto esotica quanto Piacenza.
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domenica 9 settembre 2012
Rosornas krig
Ieri sera si discuteva di un tema sempre attuale, ossia il rischio di furto dei calzini da parte dei propri coinquilini. Io devo dire che finora sono stato molto fortunato, non mi è mai successo in tutti questi anni.
I calzini sono una di quelle cose per cui ho una certa fissa. Se me ne manca un paio, me ne accorgo prima o poi. Spesso prima. I miei calzini sono abitudinari, anche quando ho diverse paia uguali, le coppie sono sempre le stesse. Penso che se sono uniti da quando escono dall'industria, forse non è una casualità. Forse il destino ha voluto così, forse in qualche modo si sono cercati (e trovati). Per questo motivo non me la sento di separarli.
Perdere un calzino è un fatto che mi atterrisce molto. Un calzino sperduto è spacciato, nessuno se lo fila, è automaticamente un oggetto da discarica. Non è come una sciarpa, una maglietta o un berretto, che se uno lo trova se lo può tenere. Il calzino spaiato e dimenticato va incontro a morte certa. Una volta ritrovato sul fondo della borsa senza il suo compagno, anche il socio che non è stato dimenticato viene spesso buttato via. Magari a pochi chilometri e a poche ore di distanza. Per questo motivo ritengo che nei calzini ci sia qualcosa di tragicamente romantico.
I calzini sono una di quelle cose per cui ho una certa fissa. Se me ne manca un paio, me ne accorgo prima o poi. Spesso prima. I miei calzini sono abitudinari, anche quando ho diverse paia uguali, le coppie sono sempre le stesse. Penso che se sono uniti da quando escono dall'industria, forse non è una casualità. Forse il destino ha voluto così, forse in qualche modo si sono cercati (e trovati). Per questo motivo non me la sento di separarli.
Perdere un calzino è un fatto che mi atterrisce molto. Un calzino sperduto è spacciato, nessuno se lo fila, è automaticamente un oggetto da discarica. Non è come una sciarpa, una maglietta o un berretto, che se uno lo trova se lo può tenere. Il calzino spaiato e dimenticato va incontro a morte certa. Una volta ritrovato sul fondo della borsa senza il suo compagno, anche il socio che non è stato dimenticato viene spesso buttato via. Magari a pochi chilometri e a poche ore di distanza. Per questo motivo ritengo che nei calzini ci sia qualcosa di tragicamente romantico.
domenica 17 giugno 2012
C'era una volta
Oggi ero in giro (per la Norvegia, perché è da un mese che sono tornato qui) che pioveva un po' e allora per non rendermi troppo conto che mi stavo bagnando mi sono detto "pensa a dieci cose che ti vengono in mente così, di quando avevi tanti tanti anni di meno, tipo di quando eri giovane a livello bambino delle elementari o anche precedente, diciamo". Dieci cose, perché il dieci è un numero che fa la sua bella figura in una top ten. Quindi pensavo.
1- Che ero in piscina ma nella parte fuori, quella in cui si aspettano quelli che sono in piscina dentro (nello specifico, trattavasi di mia sorella). Con Paperino (detto Paolino, quello della Walt Disney) e mia mamma. Non mi piaceva andare in piscina dentro, il contatto troppo intimo col cloro mi infastidiva. Non mi piace neanche adesso veramente, ci sono andato due anni fa e m'è tornato in mente allora perché non mi piacesse. Già che ci siamo faccio un discorso un po' più completo e affermo che anche andare al mare non è proprio una gran cosa, il contatto troppo intimo col sodio mi infastidisce.
2- Che ero alla finestra della casa di mia nonna a salutare mia mamma che andava a lavorare, questo potrebbe essere degno di nota perché per qualche ragione io lo considero il ricordo più antico che ho, anche se magari non è cronologicamente vero.
3- Che mia mamma una volta mi ha sgridato perché stavo giocando con un camioncino dei pompieri in anticamera. L'errore era essere in anticamera anziché in camera mia. Lei non poteva capire che in un mondo di auto velocissime limitare lo spazio alla camera non sarebbe stato sufficiente per il camioncino dei pompieri. Che era il cattivo e doveva scappare da tutti gli altri. Questo potrebbe essere degno di nota perché costituisce la prima sgridata che mi ricordo, anche se magari non è cronologicamente vero.
4- Che coloravo un dinosauro prevalentemente di giallo e di rosso, ma non era un dinosauro fatto in modo preciso. Tipo che la bocca non l'aveva ma un occhio sì. Comunque ci assomigliava abbastanza e a guardarlo quasi tutti avrebbero esclamato "è un dinosauro!", non come l'elefante mangiato dal serpente nel piccolo principe, che non lo capirebbero neanche i bambini che non è un cappello con l'occhio.
5- Che una volta avevamo addirittura dei sassi con gli occhi.
6- Che poi avevo anche una serie di gomme che chiamavano tipo pampers e quella viola dopo il trasloco non l'ho più trovata. Secondo me non l'ho persa io, ma loro quando hanno impacchettato tutto.
7- Che una volta c'era mio nonno a casa mia e aveva fatto una torre di Lego fichissima, che se ci provassi io adesso non sarei capace di farla così bene. Non ricordo di altre volte in cui mio nonno stesse giocando con me col Lego ed è un peccato, perché aveva un notevole talento.
8- Che a proposito di Lego, la mia macchina preferita del Lego era davvero bella, modelli così adesso non ne fanno più. L'omino che la guidava si chiamava Dalia e mi sono sempre chiesto perché avesse una valigia. Non ho mai pensato che potesse essere una commercialista, una rappresentante di una casa farmaceutica, una venditrice porta a porta. Ho sempre pensato che stesse in viaggio, ma chissà dove voleva andare.
9- Che mio papà fingeva di lavorare a maglia, ma era dichiarato che lo stesse facendo per finta, perché tutti si sapeva che non era capace.
10- Che un giorno stavo sbaccellando i piselli sul balcone e uno di essi stava per cadere giù ma alla fine s'era salvato.
1- Che ero in piscina ma nella parte fuori, quella in cui si aspettano quelli che sono in piscina dentro (nello specifico, trattavasi di mia sorella). Con Paperino (detto Paolino, quello della Walt Disney) e mia mamma. Non mi piaceva andare in piscina dentro, il contatto troppo intimo col cloro mi infastidiva. Non mi piace neanche adesso veramente, ci sono andato due anni fa e m'è tornato in mente allora perché non mi piacesse. Già che ci siamo faccio un discorso un po' più completo e affermo che anche andare al mare non è proprio una gran cosa, il contatto troppo intimo col sodio mi infastidisce.
2- Che ero alla finestra della casa di mia nonna a salutare mia mamma che andava a lavorare, questo potrebbe essere degno di nota perché per qualche ragione io lo considero il ricordo più antico che ho, anche se magari non è cronologicamente vero.
3- Che mia mamma una volta mi ha sgridato perché stavo giocando con un camioncino dei pompieri in anticamera. L'errore era essere in anticamera anziché in camera mia. Lei non poteva capire che in un mondo di auto velocissime limitare lo spazio alla camera non sarebbe stato sufficiente per il camioncino dei pompieri. Che era il cattivo e doveva scappare da tutti gli altri. Questo potrebbe essere degno di nota perché costituisce la prima sgridata che mi ricordo, anche se magari non è cronologicamente vero.
4- Che coloravo un dinosauro prevalentemente di giallo e di rosso, ma non era un dinosauro fatto in modo preciso. Tipo che la bocca non l'aveva ma un occhio sì. Comunque ci assomigliava abbastanza e a guardarlo quasi tutti avrebbero esclamato "è un dinosauro!", non come l'elefante mangiato dal serpente nel piccolo principe, che non lo capirebbero neanche i bambini che non è un cappello con l'occhio.
5- Che una volta avevamo addirittura dei sassi con gli occhi.
6- Che poi avevo anche una serie di gomme che chiamavano tipo pampers e quella viola dopo il trasloco non l'ho più trovata. Secondo me non l'ho persa io, ma loro quando hanno impacchettato tutto.
7- Che una volta c'era mio nonno a casa mia e aveva fatto una torre di Lego fichissima, che se ci provassi io adesso non sarei capace di farla così bene. Non ricordo di altre volte in cui mio nonno stesse giocando con me col Lego ed è un peccato, perché aveva un notevole talento.
8- Che a proposito di Lego, la mia macchina preferita del Lego era davvero bella, modelli così adesso non ne fanno più. L'omino che la guidava si chiamava Dalia e mi sono sempre chiesto perché avesse una valigia. Non ho mai pensato che potesse essere una commercialista, una rappresentante di una casa farmaceutica, una venditrice porta a porta. Ho sempre pensato che stesse in viaggio, ma chissà dove voleva andare.
9- Che mio papà fingeva di lavorare a maglia, ma era dichiarato che lo stesse facendo per finta, perché tutti si sapeva che non era capace.
10- Che un giorno stavo sbaccellando i piselli sul balcone e uno di essi stava per cadere giù ma alla fine s'era salvato.
mercoledì 25 aprile 2012
25 aprile 2012
E con le camicie nere
un sol fascio noi faremo
sulla piazza del paese
un bel fuoco accenderemo.
un sol fascio noi faremo
sulla piazza del paese
un bel fuoco accenderemo.
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