Norvegia... terra di fiordi, di ghiacciai, di vodke dal prezzo inumano, di ragni che vivono negli scantinati e di ricci che zampettano allegri e ignari del pericolo la sera soprattutto. Ma tanti ricci... anche se mi sa che sono di più i ragni. Però siccome i ricci sono belli e i ragni no, mi concentro di più sulle attivitià dei primi (mentre i secondi li stermino coll'ausilio della chimica: lode alla permetrina, detta anche C21H20Cl2O3, veleno democratico che uccide indiscriminatamente qualsiasi insetto). Ma dunque, si diceva dei ricci... per tanto tanto tanto tempo ho pensato che avessero un modo di difendersi quantomeno bislacco. Difficile che sia possibile, ma nel caso... se non avete mai visto un riccio, egli si comporta così: vede il pericolo e si ferma, immobile (a parte quello dell'altra sera che è scappato). E allora prima mi sembrava che i ricci avessero un'ingenuità mortale, come se chiudersi per l'appunto a riccio potesse salvarli da un autotreno in transito su di loro o dalle smanie calcistiche di gente con una certa inclinazione al sadismo (e pure alla stronzaggine... non calciate i ricci!). O forse avevano sentito anche loro quella cosa che se ti ritrovi davanti un tirannosauro devi far finta di non essere vivo perché quello è un po' tordo e non si accorge (non mi ricordo se lo dicevano in Jurassic Park o nell'Era glaciale). Invece ieri m'è venuto 'sto dubbio, ossia che i ricci non è che si fermano così per autodifesa, ma solo perché sono pessimisti. E allora mentre zompettano allegri pensando a tutt'altro, d'improvviso si accorgono che tu sei lì a guardarli ed eccoli pronti a dire "ormai è finita, non c'è più nulla da fare, fai di me quel che vuoi ma fallo in fretta". Che insomma uno magari non se l'aspettava che ci potesse essere un lato tanto drammatico nello spirito di questi animali.
lunedì 30 maggio 2011
lunedì 2 maggio 2011
My time is gonna come
Qualche sera fa si parlava di un argomento troppo spesso sottovalutato dai media: la cattiveria di alcune principesse (o presunte tali) della Walt Disney. In particolar modo, pensavo al pessimo messaggio che dà un cartone animato come La Sirenetta. Dunque, riassumendo senza distorcere la realtà dei fatti, analizziamo la storia: Ariel è una creatura adolescente (quindi minorenne...), mezza pesce e mezza ragazza, che si innamora perdutamente del primo bell'uomo che vede galleggiare in mare (ci sta, è minorenne!). Il fato le permette anche di raccattare 'sto carciofo e riportarlo a riva ma non solo: ha anche l'occasione di sedurlo con la potenza della sua bellissima voce (manco fosse quella di Sharon den Adel, poi). Il bell'uomo è addirittura un principe e quando si ripiglia definitivamente dà un importante consiglio sul come scegliere la propria sposa: è bene ch'ella abbia una bella voce. Cosa che effettivamente ha un senso, perché almeno quando si litiga non si ode un gracidio ma un gradevole suono. Così Eric (il principe) decide di cercare questa ragazza di cui ricorda esclusivamente la voce. O lei o piuttosto rimane scapolo a vita (e lui una certa età la deve già avere, non dico sia vecchio ma insomma qualche annetto in più di Ariel ce l'ha sicuramente... facciamo stare al timone di un barcone un ragazzino?). Ariel dal canto suo non è la prima donna mutante che passa... eh no! Altri non è se non la figlia di Tritone, il re del mare! Che ovviamente trova indicibilmente cretina l'idea della figlia di innamorarsi di uno che manco ha le branchie. Ariel da brava sedicenne non vuol sentire ragioni e litiga di brutto col padre, così la perfida strega Ursula, che in realtà è semplicemente un polpo sui cui tentacoli è stata innestata una donna ormai non più nel fior degli anni, in qualche modo cerca di trar vantaggio dalla situazione. Ella le dice che la può trasformare in donna totale, di quelle che hanno due braccia ma anche due gambe nella parte inferiore del corpo. In cambio però qualcosa va dato... quindi si prende la voce bellisssssima della mezza pesciolina. Tutto questo così, senza mettere nulla nero su bianco?? Noooo. Ursula è in realtà onesta e quindi le fa siglare un regolarissimo contratto. Mantiene le promesse, insomma: tu Ariel diventi donna, io Ursula mi prendo la tua voce... ora vai a riva e se in tre giorni riesci a limonare col principe, tu sei libera, altrimenti diventi di mia proprietà. Tutto chiaro. Ariel da una parte ha già capito come va il mondo... bel fisico, caruccia... che ci vuole a convincere uno che manco la conosce a baciarla prima che passino 72 ore? Dall'altra però è una babba e pensa che la vita sia tutta facile e neanche le viene in mente che Ursula possa avere interesse a far sì che il bacio non ci sia. E quindi le si spezza anche il cuoricino quando il polpo si trasforma in avvenente ragazza che conquista il cuore del principe (la mutazione peraltro è un'operazione inutile, dato che a Eric importa esclusivamente la voce... foss'anche stata un facocero canterino, l'avrebbe sposata lo stesso). Il carciofo ci insegna a questo punto un'altra gran cosa: perché mettersi lì e frequentare una persona, col rischio di scoprirne i difetti, quando la si può sposare in due giorni? La bella voce ce l'ha, a sorpresa non è neanche un cesso quindi i requisiti minimi evidentemente li possiede. Anzi, anche qualcosa in più. Un principe con degli alti valori morali. Ma non ti viene il dubbio neanche per un attimo che se lei accetta di sposarti lo fa -ad andare bene- solo perché sei ricco? Proprio mentre si sta per celebrare il matrimonio (i servi ringraziano per aver avuto tutto il tempo necessario per organizzare a modo la cosa) un nugolo di gabbiani si riversa sulla coppia di sposi, perché questo matrimonio non s'ha da fare. Ma ormai il terzo giorno è terminato e quindi Ursula ha regolarmente vinto. Ariel diventa di sua proprietà e Tritone, che sarà anche il più potente essere del regno marino ma evidentemente non è italiano e non ci fa sopra una legge ad personam, non può che dar ragione alla strega e le propone di prender lui in cambio della libertà dell'amata (nonché sconsiderata) figliola. Ursula può diventare regina degli abissi... che avremmo fatto fossimo stati in lei? Quello che ha fatto lei: Tritone si ritrova trasformato in asparago di mare e lei diventa una potentissima regina. Eric, che ha le idee poco chiare, diventa antimonarchico e uccide la novella sovrana del mare squarciandole il ventre con la propria nave. Un atto vergognoso e crudele. Che viene festeggiato da tutte le creature marine. Tritone e gli altri asparagi marini si ritrasformano di nuovo in sireni, Ariel riacquista la propria voce, Eric si innamora di lei. Ma siccome lui non può vivere in fondo al mar e l'idea di farsi una casa su uno scoglio non piace, ecco che Tritone deve trasformare la figlia in donna totale. Cosa che secondo me non lo turba più di tanto... una cretina in meno da gestire. E come epilogo ecco un bel matrimonio, in barba alle regole vigenti in tutti gli stati più avanzati questa quindicenne può già dire di sì sull'altare e concedersi al principe pedofilo. Che si innamora prdutamente di due persone nel giro di poche ore. Un gran bel finale.
Morale: io la butto lì... forse il contratto di Ursula non valeva perché Ariel avrebbe dovuto farlo firmare da un genitore.
Su questo però non sono sicuro, forse è una conclusione un po' affrettata. Magari ci penserò nelle prossime ore, visto che ne avrò molte libere all'aeroporto di Oslo. Sì, tutto questo per dire che sono pronto per tornarmene in Norvegia.
Morale: io la butto lì... forse il contratto di Ursula non valeva perché Ariel avrebbe dovuto farlo firmare da un genitore.
Su questo però non sono sicuro, forse è una conclusione un po' affrettata. Magari ci penserò nelle prossime ore, visto che ne avrò molte libere all'aeroporto di Oslo. Sì, tutto questo per dire che sono pronto per tornarmene in Norvegia.

lunedì 25 aprile 2011
25 aprile 2011
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
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mercoledì 13 aprile 2011
5, 4, 3, 1, blastoff!
Come si va spesso si torna e io -che un po' sono abitudinario- sono tornato. L'altro giorno, di domenica. Così, per non fare che una settimana mi cominciasse da una parte e finisse da un'altra. Quindi basta Berlino, basta tedesco, basta tedeschi. Si torna a casa e ci si resta. Per poco eh. Anzi, forse per molto poco, ancora non lo so. La prossima meta naturalmente è la Norvegia (forse sono troppo abitudinario?), la partenza sarà a maggio, resta da stabilire se all'inizio o alla fine. Ma c'è tempo...
---Inizio intermezzo vantaggioso---
Cinque cose per cui vale la pena stare a casa piuttosto che a Berlino
1- si ha la propria gatta
2- si ha un letto (ok, anche a Berlino ce ne sono, volendo)
3- su youtube si vedono molti più video
4- guardando i Simpson, Marge parla come una persona normale e non come un'ubriacona
5- non s'ha da pagare l'affitto
###Fine intermezzo vantaggioso###
Cinque cose per cui vale la pena stare a casa piuttosto che a Berlino
1- si ha la propria gatta
2- si ha un letto (ok, anche a Berlino ce ne sono, volendo)
3- su youtube si vedono molti più video
4- guardando i Simpson, Marge parla come una persona normale e non come un'ubriacona
5- non s'ha da pagare l'affitto
###Fine intermezzo vantaggioso###
Tra le varie tragedie che solitamente angustiano le partenze, per quanto riguarda la specificità berlinese mi colpì l'otite emorragica, che mi costrinse dunque a fare il viaggio in autobus con i disguidi che raccontai due post precedenti a questo (sì, in Germania non ho scritto praticamente nulla a parte che dei criceti. Avevo di meglio da fare). Proprio fresca di giornata, la notizia del rimborso totale del suddetto viaggio. Per un po' in realtà mi ero proprio dimenticato che da bravo spaccamaroni era mio dovere lametarmi oltremodo per l'ingiustizia subìta, quindi l'email per il rimborso la inviai tipo un mese dopo il viaggio. Pensando di fare la mia bella figura e di ricevere una risposta tipo "oh ciccio, guarda che sono scaduti i termini!". Invece i termini non erano scaduti ma chi mi rispose pensava mi stessi prendendo giuoco di lui, non sapendo dell'inconveniente. Quando gli riscrissi per spiegare per benino l'accaduto (ma non troppo per benino, perché altrimenti sarebbe uscita un'email troppo lunga e Benedetta dice che le email lunghe la gente dell'ufficio reclami non ha voglia di leggerle) risultai più convincente e ricevetti una proposta di rimborso parziale che a me andava pure bene perché insomma a Berlino c'ero anche arrivato e con solo due ore di ritardo non è che si dovevano disturbare. Invece poi settimana scorsa mi scrissero che per alleviare il mio dispiacere* mi avrebbero restituito il 100%. Gentili. Così stamattina sono andato a ritirare l'assegno. Quindi il viaggio mi era costato 55 euro d'aereo, 95 di autobus, 5 di prevendita, 18.5 di treno per Verona. Ora i 95 di autobus mi sono tornati in tasca, quindi è un po' come se avessi volato mettendoci però venti ore.
---Inizio finale dizionariesco---
I cinque termini tedeschi più utilizzati in questi due mesi:
1- selbverständlich
2- vielleicht
3- natürlich
4- die Katze
5- warum?
###Fine finale dizionariesco###
I cinque termini tedeschi più utilizzati in questi due mesi:
1- selbverständlich
2- vielleicht
3- natürlich
4- die Katze
5- warum?
###Fine finale dizionariesco###
*Davvero, mi hanno scritto così: "Le abbiamo rimborsato eccezionalmente il biglietto per intero sperando di poter alleviare il suo dispiacere per i disagi da lei riscontrati". Non pensavo di essere tanto bravo nel suscitare pena & compassione con due semplici email. Però la loro speranza non è stata vana: il mio dispiacere ora è molto più diluito.
venerdì 25 marzo 2011
L'illusione del criceto
Mi trovavo in un negozio di animali e stavo facendo alcune delle mie riflessioni sul loro mondo, di quelle che mi piacciono tanto. Tipo cosa sognano i criceti e cose del genere, per avere un inizio soft, anche se non è che la sfera dell'inconscio sia uno scherzo. Però, un criceto cosa potrebbe sognare? Quello che stava là sicuramente qualcosa di bello perché era visibilmente rilassato. Quello accanto a lui invece stava cercando una via di fuga, solo che in una gabbia con pareti di vetro il criceto si trova a disagio e fallisce subito la missione. Chissà se poi si trova più a disagio in una gabbia di metallo... nel senso che magari pensando di riuscire a scappare, quando poi si accorge che invece non può magari ci rimane anche più male. C'era pure una sorta di lucertola che stava cercando di capire come fare per scappare. E anche un serpente, mi sembrava. Perché può essere che lui stava solo provando piacere a strisciare intorno alla serratura della porticina. I ragni invece non lo so.
I ragni. Io ho molta paura dei ragni, un tempo no, tipo quando ero bambino di quelli piccoli piccoli mi ricordo che non mi davano noia. Poi quando sono diventato bambino di quelli un po' più grossi dev'essere successo qualcosa che ho rimosso. E ho iniziato a temere i ragni ma proprio che non è roba da "bleah un ragno che schifffff", no, è più roba da "aaaaaaaaaaaargh un ragnaiutoaiutoaiutoooooooo" e poi -se esiste la possibilità- scappare. Diceva Sofia (che non sto qui adesso a raccontarvi per benino chi è perché poi vado fuori tema) che lei aveva il terrore delle rane. Ma non è la stessa cosa... le rane si evitano più facilmente dei ragni. A meno che non si abbia uno stagno in giardino e allora sì ci sono grossi problemi. Ma tendenzialmente non è che uno va a farsi la doccia e si trova una rana che lo guarda dal soffitto. Mi pare molto più possibile che succeda con un ragno.
Comunque, mentre guardavo altri roditori che erano tipo i criceti ma con la coda (o se volete erano tipo topi ma con il pelo lungo), pensavo che tutti questi animali meritano in qualche modo rispetto, anche i ragni. Non è bello se io passo davanti a tutte le vetrinette facendo degli ooooh di stupore (a livello teorico, non pratico) e di meraviglia e degli aaaaah di panico (a livello teorico e magari anche pratico) quando vedo i ragni. Allora ci ho provato a passare davanti ai ragni con indifferenza, tanto stavano accanto alle rane e ai serpenti. Però niente... appena ho visto che da dietro la ciotola spuntavano due zampe oltremodo grandi per appartenere a un qualsiasi aracnide che non mi faccia paura (va beh, non avrebbero dovuto superare i due millimetri...), m'è presa l'ansia e ho guardato da un'altra parte. Questo per dire che i ragni non se la devono prendere sul personale se incrociando la loro vita con la mia si ritrovano spiaccicati sotto un libro o una ciabatta. So bene che nessuno lo penserebbe mai, ma ho anche io i miei problemi.
I ragni. Io ho molta paura dei ragni, un tempo no, tipo quando ero bambino di quelli piccoli piccoli mi ricordo che non mi davano noia. Poi quando sono diventato bambino di quelli un po' più grossi dev'essere successo qualcosa che ho rimosso. E ho iniziato a temere i ragni ma proprio che non è roba da "bleah un ragno che schifffff", no, è più roba da "aaaaaaaaaaaargh un ragnaiutoaiutoaiutoooooooo" e poi -se esiste la possibilità- scappare. Diceva Sofia (che non sto qui adesso a raccontarvi per benino chi è perché poi vado fuori tema) che lei aveva il terrore delle rane. Ma non è la stessa cosa... le rane si evitano più facilmente dei ragni. A meno che non si abbia uno stagno in giardino e allora sì ci sono grossi problemi. Ma tendenzialmente non è che uno va a farsi la doccia e si trova una rana che lo guarda dal soffitto. Mi pare molto più possibile che succeda con un ragno.
Comunque, mentre guardavo altri roditori che erano tipo i criceti ma con la coda (o se volete erano tipo topi ma con il pelo lungo), pensavo che tutti questi animali meritano in qualche modo rispetto, anche i ragni. Non è bello se io passo davanti a tutte le vetrinette facendo degli ooooh di stupore (a livello teorico, non pratico) e di meraviglia e degli aaaaah di panico (a livello teorico e magari anche pratico) quando vedo i ragni. Allora ci ho provato a passare davanti ai ragni con indifferenza, tanto stavano accanto alle rane e ai serpenti. Però niente... appena ho visto che da dietro la ciotola spuntavano due zampe oltremodo grandi per appartenere a un qualsiasi aracnide che non mi faccia paura (va beh, non avrebbero dovuto superare i due millimetri...), m'è presa l'ansia e ho guardato da un'altra parte. Questo per dire che i ragni non se la devono prendere sul personale se incrociando la loro vita con la mia si ritrovano spiaccicati sotto un libro o una ciabatta. So bene che nessuno lo penserebbe mai, ma ho anche io i miei problemi.

lunedì 14 febbraio 2011
Waka waka (this time for Germany)
Si sta quasi per concludere la mia prima settimana berlinese. Già, non ho più scritto niente ma sono arrivato, non senza complicazioni...
Il viaggio è durato più del previsto e quasi quasi ha rischiato di saltare, non a causa mia ma a causa di un autobus perso non si sa dove. Dunque, così si sarebbe dovuto procedere: ore 15.05, partenza dallo spiazzo antistante la stazione di Milano Rogoredo, soste a Bergamo e a Brescia prima di arrivare a Verona e cambiare vettore, con soste a Trento, Bolzano, Monaco, Norimberga e arrivo a Berlino verso le 7.30. Questo sulla carta. Nella realtà le cose non han funzionato proprio bene bene... l'arrivo mio a Rogoredo è stato piuttosto puntuale, alle 14.50 già stavo lì (e ci sarei arrivato pure prima se non avessi perso il biglietto per il viaggio... pezzo di carta di non trascurabile importanza che era finito non si sa come esattamente sul fondo della valigia), alle 15 si è presentato un pullman della Eurolines che però non era il mio, in quanto se ne andava verso Firenze. Ok, doveva essere lì alle 14.50 quindi perché aspettarsi che il mio fosse in anticipo? Quindi ricominciava l'attesa. Nel frattempo, giusto per essere sicuro di trovarmi nel posto giusto (il piazzale antistante la stazione è solo quello, ma non si sa mai), mi preoccupavo di chiedere a un signore bagagliodotato se stesse aspettando pure lui il bus per Verona. Sì. Bene.
Il minutaggio del ritardo, al contrario della mia pazienza, aumentava e dell'autobus nessuna traccia. In compenso arrivavano due giovani figuri che chiedevano informazioni su un mezzo che sarebbe dovuto andare a Verona. Ok, adesso eravamo in quattro. Non pretendevamo di cambiare il mondo, ma che arrivasse il pullman sì. Il sole stava alto in cielo ma ciononostante un'ombra calava sul mio volto... 15.40, forse era il caso di cercare di contattare qualcuno dell'agenzia. Così ho chiamato un numero trovato per caso e dopo aver parlato un paio di minuti col Walter, sono stato messo in attesa. Tsamina mina eh eh waka waka eh eh tsamina mina zangalewa this time for Africa... una, due, tre, quattro volte. Forse era un pregiudizio infondato... ma sentire Waka waka come musica d'attesa faceva scemare la mia idea di serietà di quell'agenzia. Comunque il gentil Walter dopo non proprio pochi minuti mi diceva di riagganciare che si sarebbe fatto sentire lui. Va bene... ma magari in tempi stretti eh, che Milano-Verona non è la tratta più lunga del mondo ma non la si fa neanche in dieci minuti. Alla fine insomma di 'sto vettore da Milano non se ne sapeva più nulla, forse inabissato nel naviglio pavese, forse in un semplice fosso. Comunque s'aveva da prendere il treno. Fatto. O almeno, fatto io e i due giovani figuri di prima: due brasiliani in vacanza. L'omino tedesco da quel momento sarebbe svanito nel nulla. E chi se ne frega, anche. Comunque fine della parte drammatica del viaggio: unica cosa c'era anche un morto a Desenzano quindi col treno si è arrivati in ritardo ma non di tanto e alle 19.15 si è partiti da Verona. Poi beh un pullman che fa Napoli-nord della Polonia non si può pretendere che arrivi a destinazione puntualissimo, quindi a Berlino ci sono arrivato con un paio d'ore di ritardo e ho perso metà della prima lezione. Ma siccome si partiva da zero, non mi sono perso nulla di irrecuperabile.
Il corso sta andando bene, anche se non riesco a farmi una ragione sul perché il maschile all'accusativo cambi forma e il neutro no, in generale non ho mai capito perché le lingue tendano ad evolversi complicando le cose ma mi adeguo, del resto ognuno di noi tende a complicarsi la vita prima o poi quindi la complicanza deve essere insita nei geni umani.
Poi oooooooh non ho più l'otite! O almeno così mi ha detto l'otorina che mi ha visitato descrivendomi ogni cosa che stava facendo e anche dei frangenti della sua vita (mi spiace che non sia riuscita a studiare con profitto francese, ad esempio). Questo significa che ora posso anche darmi liberamente all'alcol ma ormai sono diventato schiavo del latte alla vaniglia e non so se riuscirò a perdere questo vizio.
Ultima cosa: la casa. Sì, ho un tetto sopra la testa. Al momento non che faccia molta differenza tra lo stare per strada visto che tempo 24 ore che ero qui si è rotta la caldaia, ma si sta bene. Ho un mazzo di chiavi mio, oggi è tornata anche l'acqua calda, ho una lavatrice in casa e c'è pure una gatta nera che ogni tanto passa a fuseggiare. Tutto a posto.
Il viaggio è durato più del previsto e quasi quasi ha rischiato di saltare, non a causa mia ma a causa di un autobus perso non si sa dove. Dunque, così si sarebbe dovuto procedere: ore 15.05, partenza dallo spiazzo antistante la stazione di Milano Rogoredo, soste a Bergamo e a Brescia prima di arrivare a Verona e cambiare vettore, con soste a Trento, Bolzano, Monaco, Norimberga e arrivo a Berlino verso le 7.30. Questo sulla carta. Nella realtà le cose non han funzionato proprio bene bene... l'arrivo mio a Rogoredo è stato piuttosto puntuale, alle 14.50 già stavo lì (e ci sarei arrivato pure prima se non avessi perso il biglietto per il viaggio... pezzo di carta di non trascurabile importanza che era finito non si sa come esattamente sul fondo della valigia), alle 15 si è presentato un pullman della Eurolines che però non era il mio, in quanto se ne andava verso Firenze. Ok, doveva essere lì alle 14.50 quindi perché aspettarsi che il mio fosse in anticipo? Quindi ricominciava l'attesa. Nel frattempo, giusto per essere sicuro di trovarmi nel posto giusto (il piazzale antistante la stazione è solo quello, ma non si sa mai), mi preoccupavo di chiedere a un signore bagagliodotato se stesse aspettando pure lui il bus per Verona. Sì. Bene.
Il minutaggio del ritardo, al contrario della mia pazienza, aumentava e dell'autobus nessuna traccia. In compenso arrivavano due giovani figuri che chiedevano informazioni su un mezzo che sarebbe dovuto andare a Verona. Ok, adesso eravamo in quattro. Non pretendevamo di cambiare il mondo, ma che arrivasse il pullman sì. Il sole stava alto in cielo ma ciononostante un'ombra calava sul mio volto... 15.40, forse era il caso di cercare di contattare qualcuno dell'agenzia. Così ho chiamato un numero trovato per caso e dopo aver parlato un paio di minuti col Walter, sono stato messo in attesa. Tsamina mina eh eh waka waka eh eh tsamina mina zangalewa this time for Africa... una, due, tre, quattro volte. Forse era un pregiudizio infondato... ma sentire Waka waka come musica d'attesa faceva scemare la mia idea di serietà di quell'agenzia. Comunque il gentil Walter dopo non proprio pochi minuti mi diceva di riagganciare che si sarebbe fatto sentire lui. Va bene... ma magari in tempi stretti eh, che Milano-Verona non è la tratta più lunga del mondo ma non la si fa neanche in dieci minuti. Alla fine insomma di 'sto vettore da Milano non se ne sapeva più nulla, forse inabissato nel naviglio pavese, forse in un semplice fosso. Comunque s'aveva da prendere il treno. Fatto. O almeno, fatto io e i due giovani figuri di prima: due brasiliani in vacanza. L'omino tedesco da quel momento sarebbe svanito nel nulla. E chi se ne frega, anche. Comunque fine della parte drammatica del viaggio: unica cosa c'era anche un morto a Desenzano quindi col treno si è arrivati in ritardo ma non di tanto e alle 19.15 si è partiti da Verona. Poi beh un pullman che fa Napoli-nord della Polonia non si può pretendere che arrivi a destinazione puntualissimo, quindi a Berlino ci sono arrivato con un paio d'ore di ritardo e ho perso metà della prima lezione. Ma siccome si partiva da zero, non mi sono perso nulla di irrecuperabile.
Il corso sta andando bene, anche se non riesco a farmi una ragione sul perché il maschile all'accusativo cambi forma e il neutro no, in generale non ho mai capito perché le lingue tendano ad evolversi complicando le cose ma mi adeguo, del resto ognuno di noi tende a complicarsi la vita prima o poi quindi la complicanza deve essere insita nei geni umani.
Poi oooooooh non ho più l'otite! O almeno così mi ha detto l'otorina che mi ha visitato descrivendomi ogni cosa che stava facendo e anche dei frangenti della sua vita (mi spiace che non sia riuscita a studiare con profitto francese, ad esempio). Questo significa che ora posso anche darmi liberamente all'alcol ma ormai sono diventato schiavo del latte alla vaniglia e non so se riuscirò a perdere questo vizio.
Ultima cosa: la casa. Sì, ho un tetto sopra la testa. Al momento non che faccia molta differenza tra lo stare per strada visto che tempo 24 ore che ero qui si è rotta la caldaia, ma si sta bene. Ho un mazzo di chiavi mio, oggi è tornata anche l'acqua calda, ho una lavatrice in casa e c'è pure una gatta nera che ogni tanto passa a fuseggiare. Tutto a posto.

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domenica 6 febbraio 2011
Se partire è un po' come morire... allora non andare da nessuna parte che cos'è?
Giusto per completezza di informazioni: una settimana è ormai passata e mi trovo a... ansia che sale... a... a casa!
No, non mi sono scordato di svegliarmi stamattina. Ma l'otite non è ancora passata e poi mi son detto perché fare un viaggio in aereo che ci metto pochissimo quando posso passare una giornata in pullman? Ecco, l'altra novità è che quindi anche l'ipotesi (costosissima) treno è stata scartata. E la partenza è stata posticipata di un giorno: me ne vado domani pomeriggio e conto di arrivare a Berlino lunedì mattina. Ci conto anche perché a 'sto giro pare si vada via per fare un corso di lingua tedesca che inizia proprio lunedì alle 9.30, un paio d'ore dopo il mio approdo nella terra di Marlene Dietrich (ma anche di Franziska Van Almsick). Non sarebbe carino arrivare subito in ritardo...
No, non mi sono scordato di svegliarmi stamattina. Ma l'otite non è ancora passata e poi mi son detto perché fare un viaggio in aereo che ci metto pochissimo quando posso passare una giornata in pullman? Ecco, l'altra novità è che quindi anche l'ipotesi (costosissima) treno è stata scartata. E la partenza è stata posticipata di un giorno: me ne vado domani pomeriggio e conto di arrivare a Berlino lunedì mattina. Ci conto anche perché a 'sto giro pare si vada via per fare un corso di lingua tedesca che inizia proprio lunedì alle 9.30, un paio d'ore dopo il mio approdo nella terra di Marlene Dietrich (ma anche di Franziska Van Almsick). Non sarebbe carino arrivare subito in ritardo...
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sabato 29 gennaio 2011
Bo bo bolle mille bolle rosse
Tra una settimana più o meno a quest'ora dovrei essere atterrato a Berlino. Dovrei, perché quest'anno ho accelerato i tempi e ho già preso la malattia stupida dell'anno (sperando che non sia solo quella del mese...): otite bollosa emorragica. Malanno che non va assolutamente d'accordo con gli aeroplani, quindi se non passa in pochi giorni dovrò fare un bel viaggetto in treno. Che a me piace pure viaggiare in treno, mi ricorda momenti molto belli della mia vita e i viaggi della speranza a cui ho sempre tenuto in modo particolare. Però già che ho comprato il mio biglietto lowcost e che un viaggio su rotaia mi costerebbe il triplo, a 'sto giro preferirei evitare l'esperienza.
Tralasciando i dettagli sul come arriverò là, la notizia comunque è che me ne vado in Germania. Due mesi, poi torno. Per un mese, poi me ne vado un'altra volta, ma non a Berlino, a Stryn. Le belle abitudini non s'hanno da perdere.
Tralasciando i dettagli sul come arriverò là, la notizia comunque è che me ne vado in Germania. Due mesi, poi torno. Per un mese, poi me ne vado un'altra volta, ma non a Berlino, a Stryn. Le belle abitudini non s'hanno da perdere.

martedì 4 gennaio 2011
Basta star bene per non stare male?
Ah, gennaio! Mese di inizi, di pensieri, di idee, di propositi. Un mese che non mi piace perché da sempre mi angoscia e mi inquieta, anche quando parto con qualcosa da fare. Figurarsi se parto senza nulla da fare.
Ho ricevuto un po' di auguri, affinché questo 2011 sia meglio di quella schifezzuola dell'anno che abbiamo appena lasciato... mah, se anche fosse mediamente uguale non sarebbe malaccio, a me il 2010 è piaciuto. Avevo cinque propositi da realizzare e me ne bastavano quattro per essere contento. E ho centrato l'obiettivo: ho evitato la suina, ho compiuto trent'anni, ho mangiato più verdura e ho imparato qualcosina di tedesco che rispetto al nulla lo considero valido. Poi non sono diventato ricchissimo ma poteva andare peggio. Che altro? Ah sì, mi dovevo innamorare forte in contemporanea all'arricchimento. Magari forte forte no, ma un pochino mi sono innamorato. Mi pare.
Il 2009 era stato positivo al 66%, il 2010 anche un po' di più, non so quantificare bene ma a occhio si arriva al 70%. Ho lavorato abbastanza, ho conosciuto gente che valeva la pena conoscere, ho preso i certificati per lavorare in nave (e magari un giorno mi serviranno davvero), potrò vantarmi per sempre di essere stato professore di inglese, ho fatto un periodo che mi sembrava di essere tornato ai tempi dell'Erasmus, ne ho fatto un altro con zero pensieri, ho visto il cielo contaminato di Taranto e quello un po' meno contaminato della Norvegia, ho disegnato gatti neri su tovaglie gialle, ho passato un mese a Civitavecchia e una notte a Praga... non male.
Di male c'è stato che ho conosciuto anche gente che non valeva la pena conoscere, che qualcuno non mi ha voluto dare un lavoro perché non conforme agli standard della compagnia (anche se devo dire che se fosse stata quella la vera motivazione, ne sarei stato orgoglioso), che qualcun altro mi ha dato una lacrima invece che un sorriso anche se avrei preferito il contrario. C'è stato anche che qualcuno non s'è fatto molto gli affari propri e che ho detto ciao ciao (addio?) alla mia irrisoria carriera da pallavolista. E c'è stato che pensavo di aver qualcosa e invece non era vero ma soprattutto che quel che avevo veramente d'un tratto non l'avevo più. *Puff!*
Ma dunque dovrei avere dei buoni propositi pure quest'anno. Uno grosso grosso ce l'ho, ma non so se metterlo tra le cose che dovrei fare o tra quelle che non dovrei fare assolutamente. Ma quasi quasi lo lascio lì senza specificare così sia che lo faccia sia che non lo faccia il proposito viene raggiunto.
Per il resto, punto principalmente a:
Ho ricevuto un po' di auguri, affinché questo 2011 sia meglio di quella schifezzuola dell'anno che abbiamo appena lasciato... mah, se anche fosse mediamente uguale non sarebbe malaccio, a me il 2010 è piaciuto. Avevo cinque propositi da realizzare e me ne bastavano quattro per essere contento. E ho centrato l'obiettivo: ho evitato la suina, ho compiuto trent'anni, ho mangiato più verdura e ho imparato qualcosina di tedesco che rispetto al nulla lo considero valido. Poi non sono diventato ricchissimo ma poteva andare peggio. Che altro? Ah sì, mi dovevo innamorare forte in contemporanea all'arricchimento. Magari forte forte no, ma un pochino mi sono innamorato. Mi pare.
Il 2009 era stato positivo al 66%, il 2010 anche un po' di più, non so quantificare bene ma a occhio si arriva al 70%. Ho lavorato abbastanza, ho conosciuto gente che valeva la pena conoscere, ho preso i certificati per lavorare in nave (e magari un giorno mi serviranno davvero), potrò vantarmi per sempre di essere stato professore di inglese, ho fatto un periodo che mi sembrava di essere tornato ai tempi dell'Erasmus, ne ho fatto un altro con zero pensieri, ho visto il cielo contaminato di Taranto e quello un po' meno contaminato della Norvegia, ho disegnato gatti neri su tovaglie gialle, ho passato un mese a Civitavecchia e una notte a Praga... non male.
Di male c'è stato che ho conosciuto anche gente che non valeva la pena conoscere, che qualcuno non mi ha voluto dare un lavoro perché non conforme agli standard della compagnia (anche se devo dire che se fosse stata quella la vera motivazione, ne sarei stato orgoglioso), che qualcun altro mi ha dato una lacrima invece che un sorriso anche se avrei preferito il contrario. C'è stato anche che qualcuno non s'è fatto molto gli affari propri e che ho detto ciao ciao (addio?) alla mia irrisoria carriera da pallavolista. E c'è stato che pensavo di aver qualcosa e invece non era vero ma soprattutto che quel che avevo veramente d'un tratto non l'avevo più. *Puff!*
Ma dunque dovrei avere dei buoni propositi pure quest'anno. Uno grosso grosso ce l'ho, ma non so se metterlo tra le cose che dovrei fare o tra quelle che non dovrei fare assolutamente. Ma quasi quasi lo lascio lì senza specificare così sia che lo faccia sia che non lo faccia il proposito viene raggiunto.
Per il resto, punto principalmente a:
- compiere 31 anni
- non prendere l'encefalite da zecca
- essere più tollerante con chi scombina le bustine di zucchero in mia presenza (questa è difficile, ma prometto di impegnarmi)
- rimettermi a studiare qualcosa
- trovare il segreto della felicità al di fuori dell'amaro benedettino

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venerdì 31 dicembre 2010
Vol. IV
Come da consuetudine ormai quadriennale, ecco il mio riassunto in musica degli ultimi dodici mesi. Come al solito ho dovuto scartare qualche canzone... perché nonostante la moderna tecnologia, la regola dice che non si può andare oltre gli ottanta minuti del classico cd! Su tutte, rimangono fuori Cold colours (Rotting Christ), Solace (Vanessa Mae) e Twist (Ultrababyfat... una roba risbucata fuori a sorpresa dopo 13 anni, se non sbaglio). Volendo anche The partisan avrebbe avuto un suo perché (Leonard Cohen), così come Pane e rose (Casa del Vento).
Niente metallo a 'sto giro... e neanche troppe parole. In fondo, così tante volte se ne fa un uso spropositato...
Niente metallo a 'sto giro... e neanche troppe parole. In fondo, così tante volte se ne fa un uso spropositato...
- Depeche Mode - Enjoy the silence
- System of a Down - Spiders
- Gary Jules - Mad world
- Pink Floyd - Comfortably numb
- Andrea Parodi - Armentos
- Apocalyptica - Ruska
- Notwist - Pick up the phone
- Baustelle - Le rane
- Sonic Youth - Kill yr. idols
- Giorgio Canali - Lezioni di poesia
- Dark Sanctuary - Les memoires blessees
- Yann Tiersen - Palestine
- Rammstein - Fruhling in Paris
- Tenhi - Etaisyyklien taa
- Journey - Any way you want it
- Celtic Frost - Winter (Requiem)
- Musica per Bambini - Cose da non fare al gatto
- Russian Circles - Malko
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sabato 18 dicembre 2010
Pagine bianche
Tempo fa ero stato taggato in una nota di Facebook, in una sorta di giochino in cui ad alcune semplici domande si doveva rispondere utilizzando il titolo di un libro letto. Siccome le note su Facebook non mi garbano e siccome mi mancano tre quarti d'ora prima di uscire di casa e non so come impiegarli, il suddetto giochino lo faccio mo sul mio blog.
1. Sei maschio o femmina? Barabba (Pär Lagerkvist)
2. Descriviti: Tifone (Joseph Conrad)
3. Cosa provano le persone quando stanno con te? Cronaca di una morte annunciata (Gabriel García Márquez)...
4. Descrivi la tua relazione precedente: Il mondo perduto (Arthur Conan Doyle)
5. Descrivi la tua relazione corrente: C'è nessuno? (Jostein Gaardner)
6. Dove vorresti trovarti? Stanalandia (Stefano Benni)
7. Come ti senti nei riguardi dell'amore? Fame (Knut Hamsun)
8. Come descriveresti la tua vita? Opplero - Storia di un salto (Alessandro Bergonzoni)
9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio? Il mondo nuovo (Aldous Huxley)
10. Dì qualcosa di saggio... La donna quando non capisce s'innamora (Maurizio Milani)
11. Una musica: Peer Gynt (Henrik Ibsen)
12. Chi o cosa temi? Il sentiero dei nidi di ragno (Italo Calvino)
13. Un rimpianto: Il taglio del bosco (Carlo Cassola)
14. Un consiglio per chi è più giovane: La battaglia (John Steinbeck)
15. Da evitare accuratamente: Una banda di idioti (John Kennedy Toole)
2. Descriviti: Tifone (Joseph Conrad)
3. Cosa provano le persone quando stanno con te? Cronaca di una morte annunciata (Gabriel García Márquez)...
4. Descrivi la tua relazione precedente: Il mondo perduto (Arthur Conan Doyle)
5. Descrivi la tua relazione corrente: C'è nessuno? (Jostein Gaardner)
6. Dove vorresti trovarti? Stanalandia (Stefano Benni)
7. Come ti senti nei riguardi dell'amore? Fame (Knut Hamsun)
8. Come descriveresti la tua vita? Opplero - Storia di un salto (Alessandro Bergonzoni)
9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio? Il mondo nuovo (Aldous Huxley)
10. Dì qualcosa di saggio... La donna quando non capisce s'innamora (Maurizio Milani)
11. Una musica: Peer Gynt (Henrik Ibsen)
12. Chi o cosa temi? Il sentiero dei nidi di ragno (Italo Calvino)
13. Un rimpianto: Il taglio del bosco (Carlo Cassola)
14. Un consiglio per chi è più giovane: La battaglia (John Steinbeck)
15. Da evitare accuratamente: Una banda di idioti (John Kennedy Toole)

giovedì 16 dicembre 2010
Attenzione, prego
Poiché sono un abitudinario (e solo in minima parte perché non ho un lavoro serio), anche quest'anno ho lavorato all'Artigiano in Fiera - sezione alcolerìa bavarese. Anzi, quest'anno più delle altre volte: già che c'ero ho fatto anche da smontatore di stand il giorno dopo la chiusura. Beh direi che è andata bene, s'è lavorato assai (125 ore) e di conseguenza s'è guadagnato abbastanza (mi aspettavo sui duecento euro in meno). Siccome ho avuto la fortuna di poter reclutare parte dei colleghi (e per andare sul sicuro ho convocato quasi esclusivamente un manipolo di persone conosciute tra le lande norvegesi... gente abituata anche d'estate a sbattersi in lavori impegnativissimi insomma), mi sono pure divertito mooooolto di più degli anni scorsi, evitando accuratamente il più possibile le beghe con un paio di tedesche e una di nazionalità diversa che insomma sì per riassumere molto brevemente diciamo che mi stan sul culo. Come al solito sono stato impiegato in varie mansioni: come già detto in ultimo ho fatto lo smontatore di stand, durante l'evento vero e proprio invece sono stato pulitore di tavoli, elargitore di informazioni, traduttore, portatore di wurstel, scaricatore di brezel, bevitore di birra (ma questo è un di più che ho aggiunto di mia spontanea volontà), denunciatore di furti, custode di cellulari smarriti, mischiatore di vaschettine e tovaglioli, passatore di aspirapolvere mal funzionante, ribaltatore di panche, ricercatore di persone, tagliatore di pane, affettatore di prosciutti tipici bavaresi e cambiatore di sacchi per la spazzatura.
---Inizio intermezzo questionante---
Ecco le quattro domande più interessanti che mi sono state rivolte in fiera
1. Sai se qui da qualche parte si vende birra?
2. Mi puoi mettere tu il ketchup, che quell'affare mi imbarazza?*
3. Fate ancora il kebab?
4. Che differenza c'è tra le brioches con e senza marmellata di ciliegia?**
###Fine intermezzo questionante###
2. Mi puoi mettere tu il ketchup, che quell'affare mi imbarazza?*
3. Fate ancora il kebab?
4. Che differenza c'è tra le brioches con e senza marmellata di ciliegia?**
###Fine intermezzo questionante###
Durante la fiera ci sono sempre delle cose che mi fanno riflettere. In particolare due. La prima è la capacità di poter sporcare un intero tavolo da fiera da dieci posti con un semplice panino wurstel crauti e senape. La seconda è una questione più legata alla fisica e in particolare alla caduta dei gravi, nel contesto dei tavoli: infatti sarà pur vero che durante ogni singola giornata passano centinaia di clienti, ma la quantita di robaccia che si trova a terra la sera è impressionante. Almeno non è passato giorno che non trovassi una monetina. Per il resto però, non s'è trovato nulla di utile.
Pure quest'anno fare Melegnano-Rho quotidianamente mi sembrava uno sbattimento eccessivo ma mai come stavolta avevo trovato una soluzione tanto vicina: alloggiavo nel P5, parcheggio con un'area apposita destinata ai camper (ben 25 piazzuole per una fiera che può ospitare un cubilione di persone... mi sembra adeguato). E anche stavolta si è sbarboneggiato per bene!
---Inizio finale piùmenoso---
Toppen & botten!
Le cinque cose migliori della fiera
1. I colleghi portati da me. Ho buon gusto.
2. La birra.
3. I soldi.
4. L'avere un lavoro, che fa sempre piacere.
5. La gente che è passata di proposito per salutarmi.
Le cinque cose peggiori della fiera
1. Il cd di quello dello stand di fronte. Cambialoooo!!!
2. Le battute sempre uguali di Helmut nel suo spettacolo.
3. L'odore dei crauti alle 9 di mattina.
4. Il doversi lavare coi doccini dei bagni per disabili.
5. Certi atteggiamenti di alcuni colleghi...
###Fine finale piùmenoso###
*il distributore di ketchup è una tanica collegata a una sorta di mammella da spremere...Toppen & botten!
Le cinque cose migliori della fiera
1. I colleghi portati da me. Ho buon gusto.
2. La birra.
3. I soldi.
4. L'avere un lavoro, che fa sempre piacere.
5. La gente che è passata di proposito per salutarmi.
Le cinque cose peggiori della fiera
1. Il cd di quello dello stand di fronte. Cambialoooo!!!
2. Le battute sempre uguali di Helmut nel suo spettacolo.
3. L'odore dei crauti alle 9 di mattina.
4. Il doversi lavare coi doccini dei bagni per disabili.
5. Certi atteggiamenti di alcuni colleghi...
###Fine finale piùmenoso###
**questa in realtà non è stata fatta direttamente a me ma mi è stata raccontata.

martedì 30 novembre 2010
L'ora di religione
L'altro giorno mi stavo dedicando a uno dei miei hobby preferiti, ossia svuotare armadi e cassetti. A questo giro non c'era neanche la gatta a rovistare tra gli scarti perché stava dormendo altrove e stavo proprio solo. Dunque ogni volta che eseguo tale pratica, non è che butto via tutto quello che non serve, altrimenti al giro successivo non ci sarebbe niente pronto a stupirmi. E così lascio anche dei quaderni, delle buste e delle scatole chiuse per non rovinarmi possibili sorprese future. Stavolta ho ritrovato però dei temi di quando ero in età scolare di quelle che si va alle elementari, verso la quarta o la quinta mi sa, quando ancora sapevo scrivere in corsivo. Cioè, non sapevo scrivere in corsivo, ma mi obbligavano, poi finalmente ho potuto iniziare a scrivere come mi pareva e infatti da allora non ho più scritto in corsivo ma questo non è pertinente con quel che stavo dicendo prima. Mi sono abbastanza divertito a rileggere alcune mie composizioni e all'epoca sicuramente non avevo una grande cognizione del tempo, dato che pensavo di poter fare il giro turistico completo della Spagna in due giorni, aggiungendo al limite una mezza giornata se proprio avessi dovuto fare ritardo. Roba che neanche i giapponesi più veloci...
Oltre a non avere 'sta cognizione però ero assai riflessivo e ponderante, come mi han dimostrato alcuni temi religiosi legati alla Pasqua. A dirla tutta su alcune cose avevo poco da dire... tipo "Descrivi il significato della Pasqua di resurrezione". Ecco, quello non era uscito molto lungo, erano una decina di righe e quasi tutte fuoritema. Nel senso che avevo detto che Gesù veniva messo in croce e poi dopo tre giorni che l'avevano tirato giù era salito in cielo per magia e poi mi ero lanciato in un'invettiva contro il consumismo sfrenato dei giorni nostri, domandandomi retoricamente "ma a che serve comprare più di un uovo di cioccolato?". Era più una sorta di attacco in difesa dell'ambiente e mi tocca pure dire che io l'avevo detto... perché già vent'anni fa scrivevo"non troveranno lo spazio per buttare via tutta la spazzatura". Sviscerando nel finale anche il mio lato punk: "che fare, se si va avanti così non c'è futuro!" (non posso incolpare i Sex Pistols di avermi copiato). L'altro tema si intitolava "Descrivi i tuoi sentimenti per la resurrezione di Gesù" o qualcosa di simile. Già allora la maestra deve aver capito che non avevo un gran futuro (e neanche un gran presente) da credente: ero dell'opinione che Gesù in fondo se lo meritava anche di risorgere, viste le cattiverie subìte dai centurioni, anche se ancora non riuscivo a spiegarmi chi gliel'aveva fatto fare di soffrire così tanto visto che il popolo manco se lo filava e preferiva un ladruncolo qualsiasi a lui. Il concetto che fosse un ordine arrivato dall'alto o mi era un attimo sfuggito o mi sembrava piuttosto assurdo, non saprei.
Oltre a non avere 'sta cognizione però ero assai riflessivo e ponderante, come mi han dimostrato alcuni temi religiosi legati alla Pasqua. A dirla tutta su alcune cose avevo poco da dire... tipo "Descrivi il significato della Pasqua di resurrezione". Ecco, quello non era uscito molto lungo, erano una decina di righe e quasi tutte fuoritema. Nel senso che avevo detto che Gesù veniva messo in croce e poi dopo tre giorni che l'avevano tirato giù era salito in cielo per magia e poi mi ero lanciato in un'invettiva contro il consumismo sfrenato dei giorni nostri, domandandomi retoricamente "ma a che serve comprare più di un uovo di cioccolato?". Era più una sorta di attacco in difesa dell'ambiente e mi tocca pure dire che io l'avevo detto... perché già vent'anni fa scrivevo"non troveranno lo spazio per buttare via tutta la spazzatura". Sviscerando nel finale anche il mio lato punk: "che fare, se si va avanti così non c'è futuro!" (non posso incolpare i Sex Pistols di avermi copiato). L'altro tema si intitolava "Descrivi i tuoi sentimenti per la resurrezione di Gesù" o qualcosa di simile. Già allora la maestra deve aver capito che non avevo un gran futuro (e neanche un gran presente) da credente: ero dell'opinione che Gesù in fondo se lo meritava anche di risorgere, viste le cattiverie subìte dai centurioni, anche se ancora non riuscivo a spiegarmi chi gliel'aveva fatto fare di soffrire così tanto visto che il popolo manco se lo filava e preferiva un ladruncolo qualsiasi a lui. Il concetto che fosse un ordine arrivato dall'alto o mi era un attimo sfuggito o mi sembrava piuttosto assurdo, non saprei.

martedì 23 novembre 2010
Lo stupore viaggia in treno e parte dal binario 4
Sono andato a Modena, che c'era del bel uollei da vedere. Modena-Trento 0-3 e naturalmente la parte del bel uollei stava nella metà campo trentina, è sempre buona cosa espugnare il PalaBanani. Ma la cosa sorprendente non risiede nel risultato (un po' me l'aspettavo), ma in un dettaglio relativo al viaggio. Come al solito sono andato in treno... Melegnano-Lodi-Modena. Siccome quando a Melegnano la biglietteria era fruibile ancora regnava Carlo Martello, si è abbastanza soliti scomodare il capotreno con la solita storia "non ho il biglietto... del resto qui la biglietteria è sempre chiusa, han messo le emettitrici automatiche di biglietti ma non le hanno attivate, l'edicola ormai è da mesi che ha chiuso i battenti, il bar è chiuso, insomma io non è che posso andare a fare il biglietto la settimana prima, metti che ho un'emergenza e lo so all'ultimo che devo andare là come faccio?". Sì perché tanto che c'è la gente si sfoga un po', anche se in realtà il capotreno lo sa da quando ha iniziato a lavorare che a Melegnano deve fare lui i biglietti quindi se anche non si polemizza ogni volta va bene lo stesso. Facendo questo pensiero sono arrivato in stazione e ho visto che però il bar era aperto, quindi il mio sogno ad occhi aperti non si è rivelato premonitore e ho potuto fare il biglietto senza problemi. E già questa effettivamente è una cosa sorprendente a pensarci bene, ma non quanto l'altra che avevo in mente di scrivere. Arrivato a Lodi, che sarà anche grossa come lo scaracchio di un brachiosauro, ma sempre provincia fa, uno si aspetta di trovare una biglietteria aperta o almeno una emettitrice automatica di biglietti funzionante. E invece no, Sta lì, accesa, e ti comunica in quattro lingue che la postazione è chiusa. Così che insomma il sogno a occhi aperti un po' era premonitore, solo mi indicava la stazione sbagliata. Dettagli. Poi all'ora più o meno patteggiata da Trenitalia con i propri clienti passa il treno e dunque vado dal controllore e gli spiego il fatto...
Io: "scusinonhoilbigliettoèchequieratuttochiusoscusiscusiscusi" (un po' agitato perché magari non ci crede)
Lui: "sì sì va bene poi passo ora si segga pure"
E dunque io vado a sedermi proprio al primo posto del primo vagone che appena esce mi vede e mi fa pagare il biglietto prima di arrivare a Piacenza. No. Esce, si ferma a ciarlare con i suoi colleghi che stanno andando in un qualcheddove come passeggeri e poi torna nella cabina col macchinista. Poi scende a ogni stazione a vedere che tutto sia tranquilo. E ci mancherebbe, visto che sta andando fino a Bologna perché quello è il suo lavoro. Forse prima di Fidenza me lo fa. No. Prima di Parma? No. Prima di Modena ormai non lo penso neanche più. E infatti son sceso senza che me lo facesse. Io gliel'ho detto ma poi non è che potevo accanirmi, non è bello disturbare oltremodo la gente che lavora.
Io: "scusinonhoilbigliettoèchequieratuttochiusoscusiscusiscusi" (un po' agitato perché magari non ci crede)
Lui: "sì sì va bene poi passo ora si segga pure"
E dunque io vado a sedermi proprio al primo posto del primo vagone che appena esce mi vede e mi fa pagare il biglietto prima di arrivare a Piacenza. No. Esce, si ferma a ciarlare con i suoi colleghi che stanno andando in un qualcheddove come passeggeri e poi torna nella cabina col macchinista. Poi scende a ogni stazione a vedere che tutto sia tranquilo. E ci mancherebbe, visto che sta andando fino a Bologna perché quello è il suo lavoro. Forse prima di Fidenza me lo fa. No. Prima di Parma? No. Prima di Modena ormai non lo penso neanche più. E infatti son sceso senza che me lo facesse. Io gliel'ho detto ma poi non è che potevo accanirmi, non è bello disturbare oltremodo la gente che lavora.
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sabato 30 ottobre 2010
Antiteticamente
Oggi sono tornato ad essere disoccupato. La cosa mi intristisce da un punto di vista economico ma mi colma il cuor di gioia da qualsiasi altro punto di vista... sì, in sostanza non mi è piaciuta molto questa esperienza lavorativa. O meglio: mi ha fatto proprio schifo e non vedevo l'ora di uscire per l'ultima volta da quella scuola. Perché che fosse frequentata da gente pessima già lo immaginavo, ma che fossero così tanto pessimi sti ragazzi non lo pensavo. In fondo io sono un ottimista, che ci posso fare.
Riassumendo...
Cose positive:
+ lo stipendio
+ il fatto di avere un lavoro, che non è mai male
+ aver qualcosa da fare
+ per sole 12 ore alla settimana
Cose negative:
- aver a che fare con quei ragazzi
- non poter usare mazze da baseball contro di loro
- neanche le mazze da golf
- e non poterli neanche mandare apertamente a farsi fottere
Riassumendo...
Cose positive:
+ lo stipendio
+ il fatto di avere un lavoro, che non è mai male
+ aver qualcosa da fare
+ per sole 12 ore alla settimana
Cose negative:
- aver a che fare con quei ragazzi
- non poter usare mazze da baseball contro di loro
- neanche le mazze da golf
- e non poterli neanche mandare apertamente a farsi fottere
---Inizio intermezzo musicale---
Sui giovani d'oggi ci scatarro su
Sui giovani d'oggi ci scatarro
###Fine intermezzo musicale###
Sui giovani d'oggi ci scatarro su
Sui giovani d'oggi ci scatarro
###Fine intermezzo musicale###
In sostanza da questa esperienza non ho imparato proprio un tubone, in compenso ho avuto un climax ascendente di sentimenti negativi verso della gente che poteva rimanere a me sconosciuta... dopo una settimana di indifferenza siamo passati all'intolleranza e alla quinta settimana già si trattava di odio puro. Fortuna loro che il professore quello vero da lunedì torna in servizio.
Se non ho imparato nulla io figuriamoci 'sti detriti di umanità, che si fanno anche vanto della loro ignoranza. Ovviamente a me importa un po' una sega ma neanche intera del loro apprendimento, quindi se anche le loro conoscenze rimangono paragonabili a quelle dell'homo cugghiunis me ne farò una ragione.
Se non ho imparato nulla io figuriamoci 'sti detriti di umanità, che si fanno anche vanto della loro ignoranza. Ovviamente a me importa un po' una sega ma neanche intera del loro apprendimento, quindi se anche le loro conoscenze rimangono paragonabili a quelle dell'homo cugghiunis me ne farò una ragione.
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domenica 10 ottobre 2010
Se l'avessero pubblicato nella rubrica della settimana enigmistica "Si può crederci... o no?" tutti avrebbero risposto no
C'è una novità che si scinde in due parti: una buona e una cattiva. La parte cattiva è che dovrò lavorare fino al 30 ottobre, quindi un paio di settimane in più del previsto. Che non è che sia poi questo grandissimo e insopportabile sbattimento eh, giusto una dozzina di ore a settimana, cosa che ritengo fattibile. Più che altro è il tipo di lavoro che non mi piace, per vari motivi che ora mi appresto ad elencare...
1- io professore? Non si può proprio sentire... siamo proprio alla morte di questa professione se sono arrivato io a ricoprire un incarico del genere
2- davvero... io professore... ahahah!
3- no, è proprio una cosa di cui non riesco a capacitarmi
4- non è che questo tipo di lavoro mi offra molti stimoli...
a. perché dell'insegnamento non me ne importa nulla
b. non che degli "studenti" mi importi molto di più
c. e non che agli "studenti" importi seguire
d. "studenti" che sono di un'ignoranza ripugnante
5- dopo un impiego estivo in Norvegia che assomiglia più che altro a una vacanza penso che qualsiasi altro lavoro sembri particolarmente brutto
6- professore... no, davvero, non ci si può credere.
La parte buona è che ovviamente mi pagheranno di più e neanche tanto male, anzi direi piuttosto bene quindi ciò che mi spinge a mantenere la calma e il massimo controllo anche durante il casino massimo fatto da 'sti garruli ragazzi sono i seguenti motivi...
1- pagano bene
2- pagano bene
3- pagano bene
4- pagano bene
5- eh sì, pagano bene.
1- io professore? Non si può proprio sentire... siamo proprio alla morte di questa professione se sono arrivato io a ricoprire un incarico del genere
2- davvero... io professore... ahahah!
3- no, è proprio una cosa di cui non riesco a capacitarmi
4- non è che questo tipo di lavoro mi offra molti stimoli...
a. perché dell'insegnamento non me ne importa nulla
b. non che degli "studenti" mi importi molto di più
c. e non che agli "studenti" importi seguire
d. "studenti" che sono di un'ignoranza ripugnante
5- dopo un impiego estivo in Norvegia che assomiglia più che altro a una vacanza penso che qualsiasi altro lavoro sembri particolarmente brutto
6- professore... no, davvero, non ci si può credere.
La parte buona è che ovviamente mi pagheranno di più e neanche tanto male, anzi direi piuttosto bene quindi ciò che mi spinge a mantenere la calma e il massimo controllo anche durante il casino massimo fatto da 'sti garruli ragazzi sono i seguenti motivi...
1- pagano bene
2- pagano bene
3- pagano bene
4- pagano bene
5- eh sì, pagano bene.
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giovedì 30 settembre 2010
Il parente che gli altri non san chi è
Un numero moderatamente alto di anni fa nel giardino dove abitavano i miei nonni materni c'erano moltissimi gatti, ma proprio tanti tanti, alcuni sani, altri un po' meno, altri ancora a volte passavano che avevano perso un pezzo tipo un'occhio o una zampa. Una volta dei gattini piccini piccini erano anche rimasti bloccati sotto un tombino (all'epoca i tombini di quel cortile erano a grate, non chiusi chiusi come adesso. E c'era l'asfalto, non le piastrelline a sedici lati che ci sono adesso). Comunque, oggi per la prima volta ho realizzato che anche il più longevo di quei gatti ormai sarà morto da molto tempo. Così mi sono intristito. Poi ho visto che c'erano due gatti dei nostri tempi che si stavano rotolando sotto il sole ma siccome stavo a un funerale non mi sono sentito proprio felice del tutto. Però un pochino sì.
Lunedì ho iniziato a lavorare per tipo tre settimane. O forse due. Dipende quanto ci mette a riprendersi quello che sto sostituendo. Ma è una cosa divertente questo lavoro eh... cioè, no, non è divertente il lavoro quando lo faccio, è divertente che proprio io sia stato preso per farlo. Insomma: sono professore. Ma uno ci può credere a 'sta cosa?
Lunedì ho iniziato a lavorare per tipo tre settimane. O forse due. Dipende quanto ci mette a riprendersi quello che sto sostituendo. Ma è una cosa divertente questo lavoro eh... cioè, no, non è divertente il lavoro quando lo faccio, è divertente che proprio io sia stato preso per farlo. Insomma: sono professore. Ma uno ci può credere a 'sta cosa?

martedì 21 settembre 2010
Fear of the light
C'è questa cosa che la gente ha paura del buio. Alcune persone solo da piccole, altre anche da grandi, magari con motivi diversi. A me sembra più congruo aver paura della luce. Perché al buio in fondo si può immaginare che ci siano anche tante cose belline che ci circondano, non è che debba assolutamente uscire dall'armadio il re degli inferi di molto arrabbiato con noi (così, senza motivo, tra l'altro) o che ci si ritrovi un vampiro nel nostro letto (sveglio, nonostante il materasso comodo comodo). Ad esempio al buio potrebbe anche starci un tenerissimo cucciolo di rinoceronte nano che vuole venire a fare le fusa con la sua carica di simpatia (per dirne una delle tante possibili eh).
Quando invece si è alla luce, non c'è nulla da fare... insomma, quello vediamo, e quello c'è. Se al buio puoi aver paura di aver qualcuno dietro di te, alla luce non ti puoi sbagliare: sei proprio solo.
Personalmente io ho un po' paura della luce dietro le porte. Non tanta e in verità non è neanche proprio una paura, è più una sensazione di malessere circoscritta solo ad alcune porte. A una sola, se proprio vogliamo essere precisi precisi. Ecco, io penso che la luce in taluni casi non vada bene accesa, anche se c'è la porta di mezzo la si dovrebbe spegnere per far meno male. Più che altro è una questione che dagli infissi, da sopra e da sotto, la luce la si vede lo stesso, non è che si può far finta di nulla o nasconderla. Che senso ha avuto chiudere la porta se poi hai permesso alla luce di venire da me e dirmi tutto? Poi non so, forse anche il buio mi avrebbe raccontato le stesse cose... ma la luce, come dire... la sa più lunga del buio, è più brava a spiegarsi, ti rivela dettagli che forse il buio non conosce, ti fa pensare a soluzioni impreviste. In altre parole, ti illumina.
Quando invece si è alla luce, non c'è nulla da fare... insomma, quello vediamo, e quello c'è. Se al buio puoi aver paura di aver qualcuno dietro di te, alla luce non ti puoi sbagliare: sei proprio solo.
Personalmente io ho un po' paura della luce dietro le porte. Non tanta e in verità non è neanche proprio una paura, è più una sensazione di malessere circoscritta solo ad alcune porte. A una sola, se proprio vogliamo essere precisi precisi. Ecco, io penso che la luce in taluni casi non vada bene accesa, anche se c'è la porta di mezzo la si dovrebbe spegnere per far meno male. Più che altro è una questione che dagli infissi, da sopra e da sotto, la luce la si vede lo stesso, non è che si può far finta di nulla o nasconderla. Che senso ha avuto chiudere la porta se poi hai permesso alla luce di venire da me e dirmi tutto? Poi non so, forse anche il buio mi avrebbe raccontato le stesse cose... ma la luce, come dire... la sa più lunga del buio, è più brava a spiegarsi, ti rivela dettagli che forse il buio non conosce, ti fa pensare a soluzioni impreviste. In altre parole, ti illumina.
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venerdì 10 settembre 2010
Ah che bello tornare a casa
La cosa si fa sempre più ripetitiva, ma questo è quanto: sono tornato a casa. Casa... il posto in cui ufficialmente ho la residenza, diciamo. Ma queste sono giusto pignolerie, il punto è che basta Norvegia pure per quest'anno. Che è come dire basta salario spropositatamente alto in considerazione dello sbattimento fatto e questa cosa è abbastanza triste. Ed è anche come dire basta posto fighissimo ricco di mari, monti, cascate, laghi, lemming e sorbi per tornare in mezzo alla pianura, e pure questa cosa mi pare piuttosto triste. E come non pensare a tutte quelle persone che per più o meno tempo non vedrò... eh già, anche questa cosa è assai triste (a seconda delle persone, non era un tutte nel senso di tutte, era più nel senso di alcune).
Per non colmarmi il cuore di tristezza in una volta sola, ho fatto il viaggio di ritorno senza fretta. Quindi niente aeroplanini stavolta, ma il camper di Anna (e ne approfitto per ringraziare. Anna intendo. Ma anche il suo camper, via). Che così si sono visti anche dei posticini carucci che non avevo visto o se avevo visto non l'avevo fatto con cura e attenzione o comunque erano belli da rivedere un'altra volta. L'itinerario è stato Geiranger-Oslo-Göteborg-Lund-Trelleborg-Sassnitz-Dresda-Praga-Monacopiùomeno-San Bonifacio-Pioltello-Melegnano. Sì la stazione di Pioltello non l'avevo mai vista ma potrebbe anche non rientrare nei posticini carucci.
Dunque a tre anni di distanza sono tornato a Lund, sono stato molto felice ma al tempo stesso ci sono rimasto un po' male, perché quella che era casa mia la stavano ricostruendo e quindi non ho potuto rivedere la mia finestra. Ma questa non è la cosa peggiore... la cosa peggiore è che non c'è proprio più la mia finestra! Secondariamente, ho provato una forte delusione nel non trovare i pezzi d'ananas essiccato ricoperti di glassa di yogurt. Uno aspetta e assapora per tre anni questi momenti, sono cose che fanno riflettere. Magari non molto, ma fan riflettere.
Poi mentre ero lì mi dicevo anche ma guarda, conosco ormai solo una persona che vive qui, magari la incontro. E infatti l'ho incontrata perché i modi di dire non mentono sempre ma solo ogni tanto quindi il ma com'è piccolo il mondo funziona spesso.
Qualche ora dopo si è lasciata la Svezia e s'è andati a Dresda, nota per la passione dei dresdiani per il volare in mongolfiera. C'è gente che si diverte così e non c'è nulla di male eh, io non ho alcun pregiudizio su chi vuole farlo.
A Praga invece la gente si diverte in altro modo e ad esempio preferisce farsi la manicure o bere birra, poi non metto in dubbio che anche lì qualcuno possa avere un'inclinazione forzata o naturale verso le mongolfiere ma non si nota così tanto come a Dresda, anzi non si nota proprio.
Che dire poi della Baviera? Ecco, quello è un posto in cui non c'è passione per gli autogrill quantomeno nella zona di Monaco ma prima di arrivarci, non dopo perché lì ce n'è uno tipo a 5 km che se vai a far pipì (o anche solo per controllare se il personale è davvero friendly) ti ridanno indietro i soldi che hai speso per entrare nei bagni. Non è che te li ridanno davvero, te li ridanno se compri qualcosa. I bagni a pagamento li ho sempre trovati assurdi, poi non si lamentino se la gente va a inquinare nel parcheggio. Ah ecco, tra l'altro penso che il lavoro più remunerativo del mondo ce l'abbia una che fa la pulitrice dei cessi in Austria, che non ha un contratto regolare ma vive grazie alla mancia dei fruitori dei locali che pulisce. 50 cent a persona e solo nei cinque minuti che sono stato lì sono arrivati quattro pullman carichi carichi di vecchietti. Bella vita.
Per non colmarmi il cuore di tristezza in una volta sola, ho fatto il viaggio di ritorno senza fretta. Quindi niente aeroplanini stavolta, ma il camper di Anna (e ne approfitto per ringraziare. Anna intendo. Ma anche il suo camper, via). Che così si sono visti anche dei posticini carucci che non avevo visto o se avevo visto non l'avevo fatto con cura e attenzione o comunque erano belli da rivedere un'altra volta. L'itinerario è stato Geiranger-Oslo-Göteborg-Lund-Trelleborg-Sassnitz-Dresda-Praga-Monacopiùomeno-San Bonifacio-Pioltello-Melegnano. Sì la stazione di Pioltello non l'avevo mai vista ma potrebbe anche non rientrare nei posticini carucci.
Dunque a tre anni di distanza sono tornato a Lund, sono stato molto felice ma al tempo stesso ci sono rimasto un po' male, perché quella che era casa mia la stavano ricostruendo e quindi non ho potuto rivedere la mia finestra. Ma questa non è la cosa peggiore... la cosa peggiore è che non c'è proprio più la mia finestra! Secondariamente, ho provato una forte delusione nel non trovare i pezzi d'ananas essiccato ricoperti di glassa di yogurt. Uno aspetta e assapora per tre anni questi momenti, sono cose che fanno riflettere. Magari non molto, ma fan riflettere.
Poi mentre ero lì mi dicevo anche ma guarda, conosco ormai solo una persona che vive qui, magari la incontro. E infatti l'ho incontrata perché i modi di dire non mentono sempre ma solo ogni tanto quindi il ma com'è piccolo il mondo funziona spesso.
Qualche ora dopo si è lasciata la Svezia e s'è andati a Dresda, nota per la passione dei dresdiani per il volare in mongolfiera. C'è gente che si diverte così e non c'è nulla di male eh, io non ho alcun pregiudizio su chi vuole farlo.
A Praga invece la gente si diverte in altro modo e ad esempio preferisce farsi la manicure o bere birra, poi non metto in dubbio che anche lì qualcuno possa avere un'inclinazione forzata o naturale verso le mongolfiere ma non si nota così tanto come a Dresda, anzi non si nota proprio.
Che dire poi della Baviera? Ecco, quello è un posto in cui non c'è passione per gli autogrill quantomeno nella zona di Monaco ma prima di arrivarci, non dopo perché lì ce n'è uno tipo a 5 km che se vai a far pipì (o anche solo per controllare se il personale è davvero friendly) ti ridanno indietro i soldi che hai speso per entrare nei bagni. Non è che te li ridanno davvero, te li ridanno se compri qualcosa. I bagni a pagamento li ho sempre trovati assurdi, poi non si lamentino se la gente va a inquinare nel parcheggio. Ah ecco, tra l'altro penso che il lavoro più remunerativo del mondo ce l'abbia una che fa la pulitrice dei cessi in Austria, che non ha un contratto regolare ma vive grazie alla mancia dei fruitori dei locali che pulisce. 50 cent a persona e solo nei cinque minuti che sono stato lì sono arrivati quattro pullman carichi carichi di vecchietti. Bella vita.

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